Blog dedicato agli amanti del meraviglioso Egitto e ai viaggiatori che cercano consigli per un viaggio sulle spiagge del Mar Rosso e alla scoperta dell'antica civiltĂ egizia
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Felafel-Polpette di fave (Antipasto)

| Ingredienti |
| 500g di fave sbucciate secche |
| 2 cucchiaini di foglie di coriandolo macinato |
| 1 pungno di prezzemolo |
| 2 cucchiaini di cumino macinato |
| 2 cipolle medie tagliate in quarti |
| 2 grossi spicchi d’aglio schiacciati |
| ½ cucchiaino di lievito in polvere |
| ½ cucchiaino di sale |
| ¼ cucchiaino di pepe |
| semi di sesamo |
| 2 tazze d’olio per la frittura |
Preparazione
Immergete le fave in acqua per una notte o fino a che risultino essere molto teneri. Rimuovete la pelle se fosse presente.
Combinate le fave, la cipolla, l’aglio, il prezzemolo, il cumino, il coriandolo, il lievito, il sale e il pepe in un mixer.Tritate fino a che il composto non risulti morbido e omogeneo (per facilitare il processo potete tritare grossolanamente affettare gli ingredienti prima di metterli nel tritatutto). Lasciate riposare la pasta per 30 minuti.
Prendete una quantità pari a una noce dell’impasto ottenuto e fate una pallina, quindi schiacciatela così da formare il pasticcino. Mettete i semi di sesamo in un piatto e fateli aderire ad una sola parte delle polpette con una semplice leggere pressione.Lasciate i pasticcini riposare per circa 15 minuti per far si che mantengano la loro forma. Scaldate l’olio in una padella fonda, l’olio deve essere sufficiente a sommergere i pasticcini. Friggete i pasticcini fino a doratura. Metteteli su di un piatto coperti con carta assorbente.Serviteli con il pane pitta e salsa di yogurt.
CUCINA EGIZIANA

Ad un primo approccio con la cucina egiziana sembrerebbe che, nonostante le influenze persiane e arabe subite nel corso dei secoli poco o nulla è cambiato nelle tradizioni culinarie dei paese fin dai tempi degli antichi Faraoni.
E' rimasta intatta la passione per la molokhíya, una verdura assai popolare che viene utilizzata fresca, essiccata o congelata nella preparazione di intingoli molto aromatici con carni e verdure, come per i bamiya, piccoli bacelli dalla consistenza rnuciliaginosa preparati in svariati ragouts meglio conosciuti con il nome di okra o gombo in altre parti dei mondo, così come la passione per il favino egiziano, ingrediente base dei fool midamess, la tradizionale colazione mattutina consumata per le strade intingendo tozzi di eish baladi, il favoloso pane arabo.
La cornunità di cristiani copti, che si vanta di discendere dagli antichi egizi, ha raccolto nei corso dei secoli una gran quantità di ricette vegetariane, come le favolose polpettine di fave ed erbe aromatiche note con il nome di falafel o fool tamiya . Grazie alle pianure rese fertili dal Nilo crescono una gran varietà di verdure, leguminose (ceci e lenticchie), e frutti (datteri e gawafa, un profumatissima varietà di quava, ottima per la preparazione di succhi di frutta).
Gli egiziani amano la pasta (ditalini, vermicelli) e il riso, spesso servito in abbinamento a legurni nella versione koshari. Le carni preferite sono quelle di agnello, montone e pollo, preparate alla maniera turca sotto forma di spiedini o shish kabab, o nel tradizionale spiedone verticale denominato shawarma, con salsa tahína. Anche i dolci sono quelli tipici della tradizione turco ottomana, si tratta sovente di pasta simile alla fillo greca, il gullash o rnatasse di konafa farcite con mix di frutta secca e sciroppi aromatìzzati all'acqua di fiori d'arancio. I dolci egiziani, di forte influenza orientale, sono davvero dolcissimi: miele e zucchero vengono utilizzati in abbondanza. La tavola di solito viene apparecchiata come da noi. Però gli egiziani frequentemente, soprattutto se sono fra di loro, mangiano senza posate attingendo con pezzi di pane dai vari piatti posto al centro del tavolo.
Il té rosso o il caffé ahwua al cardamomo preparato nella tradizionale kanaka turca sono il complemento ideale per gustare al meglio i dolci. Senza zucchero vien chiamato ahwua sada, con poco zucchero ahwua mazbut, con molto zucchero ahwua succarziada o del thè molto scuro e molto zuccherato shy. Esiste anche una buona tradizione fatta di infusi e bevande da bere calde o fredde come l'er soos a base di radice di liquirizia, Il karkade o íl tamer híndi (tamarindo), e il succo di canna estratto al momento e venduto nei mercati popolari.
ALESSANDRIA D'EGITTO

Segnaliamo la Moschea di Abu El-Abbas, di architettura arabo-andalusa e molti monumenti romani, quali La Colonna di Pompeo, il Serapium, un vastissimo tempio, e l'Anfiteatro, che risale al II secolo.
Si consiglia di cominciare la visita di Alessandria partendo dalla Midan Saad Zaghlul, la grande piazza centrale della città. Procedendo in direzione di Anfushi, si accede alla Piazza della Liberazione, il vecchio centro cittadino che oggi costituisce un vivace quartiere commerciale. Da non perdere il Museo greco-romano, che ospitava anticamente una preziosissima
collezione di papiri, i cosiddetti volumina, purtroppo andati bruciati nel 47 a.c. Ora sono raccolte notevoli statue, tra le quali molte dedicate ad Alessandro Magno e a divinità egizie, sarcofagi e mummie, gioielli, terrecotte, amuleti, dipinti e tessuti. Importantissime anche le catacombe di Kom Esh-Shugafa, la tomba della Via Tigrane-Pascha e la necropoli Anfushi. Alessandria, oltre alle impronte di un glorioso passato, possiede bellissime spiagge, come ad esempio Abu Quir.
Da visitare quel che resta del palazzo antico del re Lagide, vicino al grande porto. Sulla penisola del Faro è situata la residenza del Ra’s Al Tin, oggi trasformata nel famoso museo delle bambole.
IL CAIRO
Il Cairo (arabo Al-Qahirah), è la capitale dell’Egitto. Essa è abitata da circa 7.150.000 abitanti nel suo agglomerato urbano e si estende lungo le due rive del fiume Nilo a distanza di venticinque chilometri dal delta del fiume. La città, nella sua parte vecchia e nuova è formata da 24 zone, che possono definirsi quartieri, comprensive dei comuni della provincia di Giza, piana delle piramidi compresa.
La zona di Al Azbikya costituisce il fulcro dell’attività amministrativa della capitale, anche se alberghi, ministeri ed infrastrutture si estendono soprattutto nella parte nuova della città. Nella zona orientale invece, si trovano gli antichi quartieri, con stradine caratteristiche fatte di cunicoli e vecchi edifici. Il Cairo nella sua zona industriale è un centro che negli anni si è specializzato nelle lavorazioni siderurgiche, le cui materie prime sono importate prevalentemente da Assuan e poi lavorate per essere esportate nel resto del mondo. Non trascurabile è la lavorazione della gomma e quella delle stoffe.
Questo aspetto, per niente trascurabile, ha permesso una grande espansione demografica, annoverando la città stessa tra quelle più popolose. Intorno agli stabilimenti si sono sviluppati quartieri di fascia medio alta, quindi il livello di civilizzazione, inteso quale livellamento agli standard medio borghesi è salito in maniera considerevole. Numerosi spazi verdi sono comunque restati incontaminati, in particolare nei quartieri orientali di al Darb ed al Ahmar.
Il Cairo è in continua crescita, ed il fabbisogno di collegamenti stradali e ferroviari è molto elevato. Molteplici sono le arterie nate per sopperire a quest’esigenza che negli anni è cresciuta considerevolmente. Due ferrovie, oltre alle varie strade, collegano i quartieri di Hilwan ed Helyopolis con il centro de Il Cairo, che dispone oltretutto di due aeroporti internazionali e di altri due per i voli nazionali.
Da visitare Il Museo Egizio, la Chiesa di al-Mu’Allaqa, il museo copto, le rovine dell’antico forte romano di Babilonia, la Chiesa di San Sergio. Tutte le vie de Il Cairo sono dense di storia; basta passeggiare negli antichi quartieri per trovare disseminate molte moschee, ricordiamo quella di al Azhar, quella di Hakim, e la celebre moschea di Hasan, ricordo dell’epoca dei Mamelucchi, seguita da quella di al Barquqiyya e da innumerevoli altre, la cui conservazione non è però ottima.
Scendendo lungo le antiche mura si può visitare una necropoli antica,ben conservata e tutt’altro che fatiscente come quella dei Mamelucchi.Impossibile elencare qui ogni angolo de Il Cairo,perché basta assoldare una guida locale per scoprire che ogni pietra che compone gli edifici della antica Capitale ha una propria storia, e i quartieri nascondono come antichi scrigni nelle piramidi monumenti indescrivibili; altrettanto impossibile è descrivere la magnificenza della Moschea di Ibn Tulun, costruita nell’877,mai restaurata,eppure in ottimo stato di conservazione.

Ogni angolo de Il Cairo è ricco di mercatini, soprattutto nella zona antica, dove si possono trovare souvenirs caratteristici fatti a mano a pochi passi da banchi-ristorante, dove per pochi spiccioli si possono gustare mais arrostito e
stuzzichini di carne. La vendita dei metalli lavorati è predominante; il rame e l’ottone sono sbalzati a regola d’arte secondo le antiche tradizioni e vengono commerciati in ogni angolo di strada, unitamente a ceramiche artistiche e terracotte.



MARSA ALAM
Marsa Alam, in arabo significa “la baia delle bandiere” veniva chiamata così perché era consuetudine della piccola popolazione elevare bandiere per consentire alle piccole barche in mare di trovare facilmente la via del ritorno.
Situata 270 chilometri a sud di Hurghada e a 132 chilometri da Quseir, lungo la costa del Mar Rosso si trovava questo sconosciuto paese di pescatori e allevatori chiamato fino a quando, agli inizi del 2000, da una lungimirante operazione urbanistica e supportata da una impressionante azione pubblicitaria divulgata attraverso tutti i mezzi di comunicazione europei è nata dal nulla la famosa località turistica di Marsa Alam, in questo momento il centro turistico più conosciuto del Mar Rosso.
Abitata fino a poco tempo fa da non più di seimila persone che si occupavano di pesca e pastorizia ma soprattutto erano in gran parte minatori che lavoravano nelle antiche miniere di marmo e fosfati che si trovano nella zona interna del deserto. E’ questa la vera origine di Marsa Alam che risale al tempo dei faraoni e successivamente dei romani, periodi nei quali il deserto circostante era ricco di miniere d’oro, smeraldi e pietre preziose.
La popolazione locale di Marsa Alam ha origine da due diverse tribù beduine: gli Al Ba Abda e la tribù degli Al Basharya che vissero per lungo tempo nella parte del deserto orientale e ancora oggi queste tribù vengono utilizzate per proteggere il confine orientale del paese.
Con il tempo le tribù si mischiarono sempre più alla cultura araba al punto che venne loro inculcata la religione islamica. Gli Al Ba Abda e gli Al Basharya parlano oggi la lingua araba ma le loro lingue originarie sono chiamate Tebdawi o Badawit e sono soltanto parlate e non scritte così come per buona parte dei linguaggi delle tribù beduine. La vera natura di questa gente è da sempre la caccia e i loro rifugi chiamati Khisha venivano costruiti su vari livelli per ripararsi dalle piogge ed era responsabilità delle donne quella di costruire e mantenere le capanne.
Oggi il governo egiziano ha avviato un progetto per la costruzione di abitazioni, servizi sociali, ospedali e scuole per queste persone che improvvisamente sono state sbalzate dalla loro piccola comunità beduina per trovarsi oggi immersi in una realtà che non gli appartiene.
Marsa Alam è situata all’incrocio tra la strada che costeggia il Mar Rosso e l’antica strada proveniente da Edfu sul Nilo. La prima parte del percorso, provenendo da Edfu è occupata da un deserto piuttosto piatto e leggermente ondulato; più avanti le rocce s’innalzano nelle cime dei monti del Mar Rosso. Questa strada, costruita molto probabilmente da Tolomeo II nel periodo greco, attraversa innumerevoli luoghi storici come Wadi Baramya dove gli antichi egiziani estrassero molto del loro oro, poi Wadi Miya, dove si trova un tempio costruito da Seti I. Lungo il tragitto sono presenti diversi graffiti del periodo prefaraonico che rappresentano perlopiù animali come giraffe, capre e scene di caccia.
L’odierna Marsa Alam ha perso tutti i suoi vecchi connotati di paese arabo abitato da beduini e pescatori e oggi è un susseguirsi di hotels che stanno piano piano invadendo tutta la costa. Numerosi hotel sono stati aperti in questi ultimi anni e a differenza delle altre località, a Marsa Alam si sta almeno cercando di costruire rispettando lo stile architettonico del luogo.
Diverse escursioni possono essere effettuate partendo da Marsa Alam, si tratta perlopiù di visite di tipo naturalistico, storico e antropologico. Infatti come abbiamo già detto Marsa Alam è circondata dal mare e dal deserto che ancora oggi rimangono predominanti rispetto al luogo nonostante la sua forte espansione. Non esistendo un vero e proprio paese, non esiste neanche una vita sociale, ristoranti, bar e vita notturna potranno essere frequentati all’interno dei numerosi alberghi presenti lungo la costa. Saranno invece la natura e la storia che vi offriranno le maggiori soddisfazioni:
Snorkeling a Dolphin reef
Appoggiandovi al diving center presente presso l’hotel nel quale soggiornate, sarà possibile effettuare una escursione in barca al Dolphin house di sha’ab Samadai. Un reef a forma di ferro di cavallo all’interno del quale vive una famiglia di delfini stenelle che potrete osservare cercando di rispettare le loro abitudini e non disturbarli oltre il dovuto. E’ importante sapere che il delfini come qualsiasi animale (uomo compreso), non amano essere disturbati e distolti dalle loro attività quotidiane. Sarà quindi possibile nuotare all’interno della laguna ed attendere pazientemente il momento in cui saranno i delfini a decidere di venirvi incontro. Non cercate di toccarli anche se la tentazione sarà enorme e non nuotategli dietro all’impazzata, potrebbero stancarsi del sovraffollamento e uscire dalla baia. Nonostante sia stato ultimamente creata una sorta di regolamentazione che vieta a barche e gommoni di accedere all’interno della baia, avrete purtroppo modo di assistere a scene poco simpatiche dovute soprattutto all’ignoranza delle persone. Accettate il consiglio e godete del grande privilegio di poter osservare i delfini sott’acqua senza esagerare. Lasciamoli vivere in pace almeno a casa loro!
Parco naturale di Wadi Gimal
L’isola di Wadi Gimal si trova poche miglia a sud dal porto di Marsa Alam ed è un’oasi naturalistica nella quale convivono innumerevoli specie di volatili tra cui il bellissimo falco pescatore che all’interno del suo enorme nido deposita e custodisce le uova fino alla loro schiusa. Wadi Gimal è un’isola apparentemente desertica ma sarà sufficiente fare una passeggiare per rendersi conto di quanto sia verde. La zona centrale è completamente occupata da fitti cespugli dentro i quali si nascondono centinaia di piccoli uccelli mentre lungo le sue rive si sono formate foreste di mangrovie, le sue spiagge di sabbia bianca sono contornate dall’acqua color turchese e tutt’intorno è circondata da una cintura corallina particolarmente ricca nella parte sud ovest. Wadi Gimal raggiunge il massimo della sua bellezza nelle ore del crepuscolo quando viene illuminata da una luce che ne esalta i colori.
Dive Camp Eco Lodge
Avvicinandoci al sud Egitto, scopriremo coste e mare incontaminati trovando sul nostro cammino paesaggi e colori incomparabili. Marsa Alam è una delle aree non ancora conosciute dove si scoprirà l’antica emozione dell’avventura e della libertà, è proprio in questo contesto che sono sorti gli Eco Lodge nati con questo spirito che unito alla passione per la subacquea, vi permetterà di vivere una esperienza unica. Alzarsi la mattina, alle prime luci dell’alba per affrontare un giornata improntata su relax e divertimento. Ogni giorno itinerari diversi e divertenti che vi permetteranno di visitare punti d’immersione come Elphinstone reef, uno dei siti più famosi in Sud Egitto, dove è facile incontrare branchi di pelagici come: carangidi, barracuda, squali grigi e gli affascinanti squali martello che con le loro movenze sinuose, concretizzeranno il sogno “nascosto” di ogni subacqueo. La sera, tutti riuniti intorno al fuoco, tra racconti e sogni che chiuderanno una giornata che vi regalerà l’ultimo pensiero romantico…….. la notte del deserto Egiziano con il suggestivo tramonto e l’affascinante stellata.
Miniere smeraldo
Il deserto orientale si estende da nord verso sud come una immensa distesa che separa la zona costiera dalla valle del Nilo. Il deserto egiziano è prevalentemente roccioso con montagne che superano abbondantemente i 1.000 metri di altezza, in questo deserto hanno lasciato segni tangibili le più grosse civiltà del passato dai faraoni ai romani fino ai tempi più recenti. Da queste montagne veniva estratto il prezioso granito utilizzato per la costruzione delle mastodontiche colonne che sarebbero servite per la costruzione dei templi, inoltre innumerevoli miniere di smeraldi presenti hanno fornito per diverso tempo il mondo intero della più antica gemma conosciuta. Le zone di wadi Sikeit, wadi Nugrus e wadi Zagara furono al tempo dei faraoni il più famoso complesso minerario allora conosciuto e le miniere vennero sfruttate incessantemente durante il periodo romano e tolemaico. Alcuni di questi insediamenti minerari sono ancora visitabili oggi affidandosi ad esperte guide locali.
Parco Nazionale di Ras Mohammed

Il Parco Nazionale di Ras Mohammed è una riserva naturale di mare e di terra. Quest'area protetta di 480 km2 si trova nel punto di incontro del Golfo di Suez con quello di Aqaba, all'estremità meridionale del Sinai.
In abbagliante contrasto con il panorama, apparentemente desolato, del deserto, l'ecosistema sottomarino è una magnifica esplosione di vita: 200 specie di coralli (125 delle quali sono coralli molli), 1000 specie di pesci, 40 specie di stelle di mare, 25 di ricci, 100 di molluschi, 150 di crostacei e 2 specie di tartarughe: la tartaruga verde e la tartaruga a becco di falco.


Il promontorio di Ras Mohammed, estrema propaggine meridionale della penisola del Sinai, è uno dei luoghi di immersione più famosi di tutto il Mar Rosso.
Il Governo Egiziano, con la Legge 102 del 1983, destinò questa zona ed il relativo retroterra (la Black Hill) ad area protetta.
Nel 1989 il territorio venne definitivamente dichiarato parco nazionale, per le sue specifiche caratteristiche di interesse naturalistico e paesaggistico.
Il programma per lo sviluppo del parco nazionale cerca di trovare un giusto equilibrio tra la conservazione dell’ambiente e lo sviluppo dell’attività turistica, considerando questa area un importante patrimonio nazionale.

(Pandion lineatus) e da molte altre specie di uccelli minori.
Nell’area sono presenti circa mille specie di pesci, alcune delle quali endemiche del Mar Rosso (fatto, questo, dovuto al periodo di isolamento subito tra i 500 ed i 300 mila anni fa).
La maggior parte delle specie è strettamente associata alla barriera corallina (le cernie, i labridi, i chetodontidi e i pomacantidi) mentre le altre, le pelagiche (gli squali, i tonni, i carangidi e i barracuda), vivono solitamente in mare aperto e si avvicinano alla barriera solo per nutrirsi e, in qualche caso, per riprodursi.
Molto spesso transitano in queste acque tartarughe, mante, aquile di mare e squali balena; ai più fortunati è capitato l’incontro con il pesce vela.
Ma lo spettacolo che più ha reso famoso questo luogo di immersione è determinato dalla presenza, nei mesi tra luglio e settembre, di folti gruppi di pesci pipistrello (Platax orbicularis) e di enormi banchi di dentici rossi (Lutjanus bohar), che creano scenari unici ed entusiasmanti.
Ma veniamo alle immersioni.
La morfologia del fondale di Ras Mohammed è caratterizzata da un reef costiero antistante una vasta laguna, le cui acque lambiscono la spiaggia; all’esterno di questa barriera litoranea si innalzano due imponenti torri madreporiche, Shark Reef e Jolanda Reef, separate da una sella larga una cinquantina di metri e con profondità variabili tra i 10 ed i 20 metri.
Si inizia facendo avvicinare l’imbarcazione di poppa al punto “A”, sovrastante la sella che si estende tra il reef costiero e Shark; l’entrata in acqua dovrà essere molto rapida perché la corrente tende ad avvicinare la barca al reef e bisogna scendere con le fotocamere in mano, in quanto non c’è tempo per farsele passare da bordo.
A circa 30 metri di profondità si possono ammirare alcune gorgonie di enormi dimensioni, tra i cui rami vivono bellissimi pesci falco (Oxycirrhites typus); un’occhiata, alcuni scatti e poi via verso quote meno impegnative.
E’ questo un punto molto pericoloso, in quanto la corrente, di solito particolarmente violenta, tende a spingere verso il fondo e allontana dal reef; è opportuno quindi, se si intende fotografare un branco di pesce pelagico in acqua libera, tenere sempre d’occhio gli strumenti e non allontanarsi eccessivamente dalla parete.
Si tratta di un vero e proprio santuario dedicato agli anemoni, che sorge su un pianoro tra i 15 e i 20 metri e che ospita un numero impressionante di attinie dei generi “Stoichactis e Gyrostoma heliantus”.
La barca ci aspetterà in mare aperto, oppure attraccata all’ormeggio del punto “B”; l’immersione, in entrambi i casi, termina nella cosiddetta zona dei container.
Il nome Jolanda proviene dal relitto di una nave da trasporto affondata in queste acque nel 1981; successivamente nel 1987, una violenta tempesta fece allontanare lo scafo dal reef, facendolo precipitare fino ad una batimetria di oltre 200 metri.
Sul fondale sabbioso, alla base della barriera, a circa 20 metri di profondità, si trovano ancora materiali di vario tipo e parte del carico: pile di vasche da bagno, sanitari, alberature, cavi e in particolare due container ancora in buono stato, le cui strutture sono state quasi completamente ricoperte da colorati alcionari e altri organismi marini.
Tra queste lamiere hanno trovato riparo gruppi di pesci grugnitori (Lutjanus monostigma), razze maculate (Taeniura limma) e molti altri abitanti della barriera, tra i quali una famiglia di pesci napoleone.
Ma Jolanda e Shark Reef non sono gli unici luoghi di immersione di Ras Mohammed.
Angoli incantevoli si trovano lungo tutto il reef litoraneo; in particolare le pareti sottostanti il cosiddetto Shark Observatory, l’alto sperone roccioso che costituisce la punta settentrionale del promontorio stesso, sono caratterizzate da profonde grotte e spaccature, orlate di stupendi alcionari e popolate da miriadi di glass fish.
Inoltre lungo la parete sommersa che da Shark Reef procede verso nord, si trova uno spettacolare punto di immersione chiamato Anemone City.

Tra i tentacoli urticanti di questi splendidi abitanti della barriera nuotano indisturbati numerosissimi pesci pagliaccio (Amphiprion bicinctus) e domino neri (Dascillus trimaculatus).
Si tratta di una vera e propria rarità biologica, di eccezionale bellezza, che testimonia ancora una volta la magica atmosfera che avvolge i fondali di Ras Mohammed.
Sharm El Sheikh
| Situato tra i due golfi del Mar Rosso, quello di Suez e quello di Aqaba, il deserto del Sinai forma la penisola che unisce l'Africa all'Asia. Alla sua estremità sud-orientale si trova Sharm el Sheikh, mecca dei subacquei e dei patiti dell'abbronzatura. Ambientalisti e scienziati hanno definito il Mar Rosso come una delle sette meraviglie naturali del mondo. Ed è appunto questo mare che, combinandosi con | ![]() |
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la bellezza delle montagne che precipitano nelle sue acque ed il sole che risplende tutto l'anno, fa di Sharm una perfetta destinazione di vacanza. |

Erodoto, storico dell'antica Grecia e viaggiatore, descrisse l'Egitto come 'dono del Nilo'. Le immagini delle piramidi e della Sfinge, dell'antica Luxor e del fiume Nilo colpirono la fantasia di molti viaggiatori dell'antichità attirandoli sul posto anche molto tempo prima della nascita di Cristo. Faraoni, dominatori greci, romani, arabi, turchi, inglesi: ognuno ha lasciato un'impronta sul paese determinandone l'aspetto odierno.
Villaggi di mattoni sorgono accanto alle grandiose rovine dell'epoca faraonica, a loro volta circondate da edifici di acciaio, pietra e vetro. I beduini vivono in tende di pelle di capra e i contadini lavorano la terra con i semplici strumenti utilizzati dai loro antenati, mentre gli abitanti delle città vestono indifferentemente lunghi abiti svolazzanti o jeans e Reebok e chi si trova immerso nel traffico urbano deve vedersela anche con carretti tirati da asinelli e da capre che circolano liberamente per le strade.
Il Cairo, un'enorme metropoli brulicante di gente che risuona di clacson di automobili, di mangianastri portatili e di muezzin che chiamano i fedeli alla preghiera, è un insieme pittoresco di stridenti contrasti. L'Egitto, però, non è solamente caos e rumore, ma anche il sogno di un mare variopinto, di una silenziosa carovana di cammelli attraverso il deserto o di una lunga e pigra navigazione sulle acque del Nilo.

LA STORIA DELL'EGITTO
La storia dell'Egitto è legata inestricabilmente a quella del Nilo che fin dal tempo dei primi insediamenti umani nella zona è sempre stato la fonte della vita economica, sociale, politica e religiosa. Mentre le prime comunità mantennero i contatti tra loro attraverso il fiume, altre lottarono invece fieramente per conservare la propria indipendenza dando vita alla formazione di tanti piccoli regni che finirono per consolidarsi in due stati separati, l'uno esteso lungo la valle del Nilo fino al delta, l'altro limitato alla zona del delta. Circa 5000 anni fa l'Alto e il Basso Egitto furono unificati sotto il potere di Menes, fondatore della prima dinastia reale. Più di 50 faraoni e 30 dinastie dovettero succedersi nei 2700 anni che seguirono prima che Alessandro Magno irrompesse sulla scena e avviasse un lungo e ininterrotto periodo di dominio straniero.
Malgrado le imponenti testimonianze giunte fino a noi, dell'epoca dei faraoni non si sa molto se non che erano considerati di natura divina e regnavano su una società altamente stratificata. La prima piramide fu costruita nel XXVII secolo a.C. e nel corso dei successivi 500 anni, con il consolidarsi del potere dei faraoni, i templi e le piramidi eretti per loro ordine diventarono sempre più grandiosi e imponenti. Durante la IV dinastia, quando Cheope, Chefren e Micerino costruirono le tre grandi piramidi di Giza, il potere monarchico aveva raggiunto il suo zenit, ma tra il 2490 e il 2330 a.C., e cioè al tempo della VI e VII dinastia, l'impero incominciò a frantumarsi e sulla scena egiziana apparve una serie di piccoli principati. Venne fondata una seconda capitale a Heracleopolis (vicino al luogo in cui sorge oggi Beni Suef), la società fu organizzata secondo metodi feudali e l'Egitto fu devastato dalla guerra civile.
Tebe (l'attuale Luxor) divenne sede di un regno indipendente e con Mentuhotep II l'Egitto venne nuovamente riunito sotto il potere di un solo faraone. Per i successivi 250 anni il paese conobbe un periodo di grande prosperità, ma ben presto ricominciarono i conflitti tra i nobili e i vari amministratori e l'impero s'indebolì al punto che l'Egitto divenne facile terra di conquista da parte di invasori stranieri. Gli Hyksos provenivano dal nord est e governarono l'Egitto per oltre un secolo, prima di venire cacciati. I 400 anni seguenti (dal 1550 al 1150 a.C.) videro la nascita e la fioritura del Nuovo Regno sotto Thutmosi I, il primo faraone sepolto nella Valle dei Re, cui successe la figlia Hatshepsut, una delle poche donne regnanti nell'antico Egitto, e infine Thutmosi III, il grande conquistatore che estese l'impero dei faraoni fino all'Asia occidentale.
Amenhotep IV sconfessò la dottrina dei sacerdoti e prese il titolo di Akhenaton in onore di Aton, il disco del sole nascente. Insieme alla moglie Nefertiti fondò una nuova capitale chaimata Akhetaton dedicata al nuovo dio (forse la prima forma organizzata di monoteismo). Il genero di Akhenaton, Tutankhamon, governò l'Egitto per soli nove anni e morì ancora ragazzo. Da quel momento in poi il paese fu governato dai generali, tra i quali Ramesse I, II e III e Sethi I che costruirono templi e monumenti grandiosi, ma l'impero incominciò a disgregarsi e quando Alessandro Magno comparve sulla scena nel 332 a.C. il paese era ormai in rovina.
Alessandro fondò una nuova capitale che, modestamente, chiamò Alessandria. Sotto Tolomeo I la città acquistò grandissima importanza. I Greci governarono l'Egitto per 300 anni, ma il loro regno fu tormentato da continue rivalità tra nobili, intrighi e omicidi.
Nel frattempo l'impero romano, in fase di grande espansione, incomincò a guardare all'Egitto con crescente interesse. Tra il 51 e il 48 a.C. l'Egitto era retto congiuntamente da Tolomeo XIII e dalla sorella maggiore Cleopatra VII. A Roma Giulio Cesare ordinò al suo rivale Pompeo di andare in Egitto per tenere d'occhio i due fratelli, ma Tolomeo fece uccidere Pompeo e bandire Cleopatra. Allora Giulio Cesare venne di persona in Egitto, gettò Tolomeo nel Nilo, mise sul trono a fianco di Cleopatra uno dei suoi fratelli, Tolomeo XIV, e divenne l'amante della regina. Nel 47 a.C. Cleopatra diede alla luce il figlio di Giulio Cesare e due anni dopo fece uccidere il fratello. Cesare fu assassinato l'anno successivo. Marco Antonio arrivò da Roma e s'innamorò di Cleopatra. La loro storia durò dieci anni finché il Senato romano, che non vedeva di buon occhio la cosa, inviò Ottaviano a cercare di far ragionare Marco Antonio, ma quest'ultimo rese inutile l'intervento di Roma suicidandosi nel 30 a.C. Il suo gesto fu seguito dal suicidio di Cleopatra. Da quel momento l'Egitto divenne parte dell'impero romano.
Quando, nel III e IV secolo d.C., l'impero romano incominciò a crollare, l'Egitto fu invaso dai Nubiani provenienti dal sud e da popolazioni nordafricane provenienti da ovest. Più tardi anche i Persiani invasero l'Egitto. Malgrado le guerre e una grande carestia, l'Egitto bizantino conobbe un periodo di relativa stabilità fino al 640 d.C., anno in cui gli arabi si presentarono sulla scena e con essi l'Islam fece il suo ingresso nel paese. Nel luogo in cui oggi sorge Il Cairo fu fondata la città di Fustat, sede di un governo alquanto instabile. Infine, al tempo dei conquistatori fatimidi e sotto il regno di Al-Muizz, un greco di nome Gawhar costruì la città di Al-Qahira (Il Cairo). Sotto i Fatimidi il paese prosperò e Il Cairo divenne una metropoli ricca e importante con edifici alti anche 10 piani.
Nell'XI secolo, al tempo delle crociate, i cristiani dell'Europa occidentale s'impadronirono della Palestina e di gran parte dell'ormai traballante impero fatimida. I Selgiuchidi, che abitavano la Siria, inviarono un esercito in Egitto ove Salah ad-Din (Saladino) fondò la dinastia degli Ayyubiti, fortificò Il Cairo e cacciò i crociati da Gerusalemme nel 1187. Salal ad-Din mirava a rafforzare il suo potere in Egitto e per questa ragione arruolò i Mammalucchi, mercenari turchi, perché lo aiutassero in questa impresa. Ma la cosa gli si rivoltò contro perché i Mammalucchi finirono per rovesciare la dinastia Ayyubita e prendere il potere che detennero per due secoli e mezzo fino a che, nel 1517, l'Egitto cadde nelle mani dei Turchi. Siccome gran parte dei Mammalucchi era di ascendenza turca, i sultani turchi ottomani che vivevano a Costantinopoli lasciarono il governo dell'Egitto quasi totalmente nelle mani degli antichi mercenari e tennero per sè solo il compito di riscuotere le imposte. Questo stato di cose continuò fino a quando Napoleone invase l'Egitto nel 1798, per essere poi subito cacciato dagli inglesi nel 1801, a loro volta allontanati da Mohammed Alì, un luogotenente del contingente albanese dell'esercito ottomano. Alla sua morte, nel 1848, gli successe il nipote Abbas, cui successe il figlio Said Pasha, al quale si deve l'inizio degli scavi del Canale di Suez, aperto nel 1869 da Ismail Pascha.
Nel 1879, con la scusa del grave indebitamento dello stato, amministratori francesi e inglesi si installarono nel paese e l'impero britannico pose fine alla sovranità che la Turchia conservava ancora sull'Egitto. Durante la prima guerra mondiale l'Egitto si unì agli Alleati e dopo breve tempo gli inglesi consentirono la formazione di un partito politico nazionale, il Wafd. Re Fuad I fu eletto a capo di una monarchia costituzionale e nel corso dei trent'anni successivi gli inglesi, i monarchici e gli attivisti del Wafd si contesero il potere. Dopo la seconda guerra mondiale sette paesi arabi, tra cui l'Egitto, fondarono la Lega araba, ma la guerra aveva lasciato il paese a pezzi e la sconfitta subita nella guerra contro Israele nel 1948 non fece che aumentare il caos. Nel 1952 un gruppo di ufficiali dissidenti, guidati dal colonnello Gamal Abdel Nasser, s'impossessò del governo con un colpo di stato in cui non venne sparsa nemmeno una goccia di sangue. I francesi e gli inglesi si dimostrarono riluttanti a cedere il controllo sul canale e occuparono il paese. Gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica si trovarono d'accordo e le Nazioni Unite inviarono truppe di pace mentre richiedevano agli occupanti di andarsene. Nasser fu acclamato come eroe soprattutto dagli arabi.
Tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60 Nasser si sforzò di unire l'Egitto, la Siria, lo Yemen e più tardi l'Iraq enfatizzando la comune matrice araba e demonizzando Israele. In seguito a mesi di crescenti tensioni tra Egitto e Israele, lo stato ebraico il 5 giugno 1967 lanciò un attacco preventivo, dando inizio a quella che verrà ricordata come la guerra dei sei giorni. Israele fece piazza pulita dell'aviazione egiziana, occupò il Sinai, le alture del Golan, la Cisgiordania e chiuse il Canale di Suez. Alla morte di Nasser, avvenuta nel 1970, il vicepresidente Anwar Sadat lo sostituì al potere e si dedicò al compito di migliorare i rapporti con l'Occidente. Il 6 ottobre 1973 Sadat attaccò di sorpresa gli occupanti israeliani del Sinai e, benché l'Egitto perdesse la guerra, la sponda orientale del Canale di Suez fu inclusa tra i territori oggetto dei negoziati per la sospensione delle ostilità. Nel 1977 Sadat fece passi sostanziali per pervenire alla pace con Israele, consolidata poi con il Trattato di Camp David del 1978. Israele acconsentì a ritirarsi dal Sinai e l'Egitto riconobbe ufficialmente l'esistenza dello stato ebraico. Tuttavia non si pervenne a una soluzione della questione palestinese e nel mondo arabo molti ritennero Sadat un traditore. Il presidente egiziano fu assassinato il 6 ottobre 1981.
Gli succedette il vicepresidente Hosni Mubarak, rimasto a capo del paese da quel momento in poi. Mubarak ha sorpreso molta gente per l'abilità politica di cui ha dato prova nel cercare di dipanare la complessa questione palestinese e nel migliorare i rapporti con Israele e allo stesso tempo con gli altri stati arabi. Con la nascita del fondamentalismo nel mondo arabo Mubarak si è trovato talvolta in una posizione scomoda, al punto da subire anche numerosi attentati. Il leader egiziano non ha esitato a inviare 35.000 soldati a combattere in Iraq al tempo della guerra del Golfo e, sebbene la guerra fosse vista come un attacco degli imperialisti occidentali nei confronti dei paesi arabi, l'impegno dell'Egitto si è dimostrato molto utile al fine di migliorare i rapporti con l'Occidente.
Nel 1992 i fondamentalisti islamici hanno iniziato una campagna di violenze e intimidazioni contro i turisti e le forze di sicurezza egiziane. La metà degli anni '90 è stata caratterizzata da tensioni con il Sudan per il territorio conteso di Halaib, nonché da alluvioni di forte intensità nel 1994 e da una serie di conflitti con i fondamentalisti, sfociati in un tentato omicidio ai danni del presidente Mubarak nel 1995. Nel 1997 il massacro da parte di militanti islamici di più di 70 persone, la maggior parte dei quali turisti, ha scioccato gli egiziani e ha costretto migliaia di persone in tutto il mondo a modificare i loro piani per le vacanze. La successiva caduta del governo ha in qualche misura arginato la violenza, e l'Egitto rimane un paese relativamente stabile - con un basso livello di disoccupazione, una crescente alfabetizzazione e un incremento della privatizzazione nell'economia - per i tempi che corrono.
Mubarak è in prima linea nel proporre piani per risolvere il conflitto israeliano-palestinese. I ministri degli Esteri di Egitto, Arabia Saudita e Giordania hanno incontrato a Washington il presidente Bush, il 18 luglio 2002, presentando un loro piano dettagliato sul Medio Oriente che auspicava la nascita di uno stato palestinese a partirte dal gennaio 2003, una costituzione scritta, un parlamento eletto e un primo ministro. Tuttavia, venendo a mancare la necessaria condizione del cessate il fuoco tra israeliani e palestinesi, qualsiasi piano di pace resta inapplicabile.
Il 16 ottobre 2002 è stata inaugurata la rinata Biblioteca di Alessandria, che potrà ospitare otto milioni di volumi di tutte le lingue e di tutte le culture, orientali e occidentali. Determinanti sono stati i contributi dell'UNESCO, delle donazioni arrivate da ogni parte del mondo e il contributo delle università arabe. La biblioteca, oltre alla conservazione dei libri di tutto il mondo, si pone anche l'obiettivo di far maturare l'idea che la pluralità ideologica debba essere riconosciuta all'Islam e nell'Islam.
Per la prima volta nella storia del paese una donna, Tahany el-Gebaly, nel gennaio 2003 è stata nominata giudice della Corte Costituzionale.
Il conflitto iracheno ha il proprio sismografo nelle piazze del mondo islamico. Il 22 marzo 2003 la polizia ha respinto con lacrimogeni e idranti la folla che minacciava di mettere a ferro e fuoco l'ambasciata americana e il quartier generale della Lega Araba, accusata di aver preso una posizione insufficiente contro l'attacco all'Iraq. Contemporaneamente, altri dimostranti hanno cominciato a gettare, dai tetti della storica moschea Al Azhar, pietre e mobilio sulla polizia.
Ad Alessandria, il 30 marzo 2003, più di diecimila studenti delle due Università hanno manifestato per far chiudere alle navi militari angloamericane il Canale di Suez.
Egitto

Informazioni Generali
Ordinamento dello Stato
Repubblica presidenziale con Presidente Muhammad Husni Mubarak e Primo Ministro Ahmed Nazif
Superficie
1.001.450 km2
Coordinate geografiche
Confina a Nord-Est con Israele, a Sud con il Sudan, a Ovest con
Capitale
Il Cairo (7.900.000 abitanti; nel Grande Cairo - cioè considerando tutto l’agglomerato urbano, comprese Giza e Kalyoubia- 16,7 milioni di abitanti)
Altre città principali
Alessandria (3,6 milioni di ab.), El Giza (1,7 milioni di ab.), Shubra el-Kheima (850.000 ab.), Port Said (522.000 ab.), Suez (469.000 ab), El Mahalla el Kubra (410.000 ab.), e Tanta (400.000 ab.)
Popolazione
76.200.000 abitanti (densità 69,3 abitanti per km2)
Nazionalità presenti
99% egiziani, berberi, beduini, 1% nubiani, greci, armeni, italiani, francesi
Lingua
La lingua ufficiale è l’arabo; l’inglese ed il francese sono ampiamente conosciute ed usate, soprattutto dalle classi di livello culturale superiore.
L'italiano è molto parlato nella zona di Sharm-el-Sheikh.
Religione
La religione ufficiale è quella islamica di rito sunnita, praticata dal 90% circa della popolazione. La principale minoranza religiosa è rappresentata dai copti, mentre meno dell`1% della popolazione appartiene alle chiese greca ortodossa, cattolica, armena e a varie altre chiese protestanti.
Moneta
L’unità monetaria è
Clima
La scelta del periodo ideale per un viaggio in Egitto dipende soprattutto da ciò che si vuole vedere. La primavera in Egitto va da settembre a maggio, i mesi più caldi sono giugno, luglio ed agosto. Il caldo è intenso ma asciutto e sopportabile. Il periodo consigliato per recarsi in Egitto va da novembre a fine marzo, quando a nord il clima è soleggiato e con rare piogge, mentre a sud è secco e temperato. Le piogge sono pressochè scarse. Nelle zone desertiche vi sono forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. In aprile soffia il Khamasin, il vento che porta con sù la sabbia del deserto. Nella capitale si può incontrare qualche giornata fresca in gennaio e febbraio. Per le località del Mar Rosso e Hurghada, i mesi più belli sono maggio e ottobre, anche l'estate è piacevole nonostante sia abbastanza calda, è sconsigliato l'inverno. Durante i mesi estivi (da giugno ad agosto) la visita dell'Alto Egitto e di Luxor può mettere a dura prova la sopportazione di molte persone a causa del caldo torrido: l'inverno è quindi il momento migliore per viaggiare in queste zone. L'estate è il periodo in cui la costa mediterranea è più affollata e, tuttavia, l'inverno al Cairo può anche essere molto freddo.
Fuso Orario Un'ora in più rispetto all'Italia
Tratta Area Principale
La durata del volo Roma-Il Cairo è di 3 ore e 20 minuti
Aeroporti
Il principale aeroporto è il Cairo International a
Per chiamare in Egitto comporre lo 0020 seguito dal prefisso della città (Il Cairo è 2) senza lo zero, più il numero dell'abbonato. Per telefonare dall'Egitto in Italia comporre lo 0039 seguito dal prefisso della città con lo zero, più il numero dell'abbonato.
I Preffissi principali sono:
Alessandria 03;
Assiut 088;
Aswan 097;
Cairo 02;
Hurghada 065
Luxor 095;
Sharm El Sheikh 065
Suez 062
Rete Cellulare
Molto diffusa e ben funzionante è la telefonia mobile, affidata a privati (Click e Mobinil). L’introduzione in Egitto di un cellulare per uso personale non e soggetta ad alcuna formalità . In genere i cellulari italiani ricevono regolarmente in Egitto.
Il visto consolare che si ottiene anche attraverso il Tour Operator che organizza il viaggio. Per il visto bisogna segnalare i seguenti dati compilando un formulario: cognome, nome, luogo e data di nascita, nazionalità, religione, numero, luogo e data di emissione e scadenza del passaporto, consegnando una foto tessera. I visti sono validi per tre mesi dalla data del rilascio e consentono di rimanere nel paese per un mese. La pratica non può essere sbrigata per posta né per corriere. Durante la prima settimana in Egitto dovete registrare i vostri dati alla stazione di polizia. La maggior parte degli alberghi sbriga d'ufficio queste formalità per i clienti; infatti, chi usufruisce dei viaggi organizzati non sempre è al corrente di questa procedura. E' invece richiesta una lettera dell'azienda se si tratta di un viaggio di lavoro.
NORME DOGANALI
Non è possibile importare più di una stecca di sigarette e non oltre una bottiglia di liquore a persona. Coloro che volessero introdurre nel Paese materiale fotografico professionale, cineprese e videoregistratori hanno l'obbligo di farli registrare all'arrivo sul passaporto, altrimenti rischiano al momento della partenza il pagamento di una tassa pari al 50% del valore della merce trasportata. E' proibito importare ed esportare valuta egiziana. Per l'esportazione di un autentico reperto archeologico (attenzione ai falsi!) è consigliabile rivolgersi a persone molto fidate oltrechè, s'intende, ottenere il permesso del Museo Archeologico del Cairo. Sugli aerei sono consentiti 20 Kg di bagaglio per persona e un bagaglio a mano le cui dimensioni non superino cm 45x35x20.
ORARI BANCHE E NEGOZI
Le banche sono aperte dalle 8.00 alle 14.00, dalla domenica al giovedì, sono chiuse il venerdì e il sabato. I negozi sono aperti dalle 9.00 alle 20.00, il venerdì è giorno festivo, altri negozi, come il Gran Bazar del Khan el Khalili, sono chiusi la domenica. Nelle località turistiche le attività commerciali aprono verso le 9.30 e chiudono a tarda sera. Gli Uffici pubblici sono sempre aperti ad esclusione del venerd“ e dei giorni festivi, dalle 9.00 alle 14.00.
Vaccinazioni & Precauzioni Sanitarie
Non è richiesta alcuna vaccinazione. E' obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla per chi proviene da zone infette. Oltre alle medicine di uso personale è consigliabile fornirsi di un antisettico intestinale, nonché di compresse antinfluenzali ed antibiotici che, in caso di necessità, non si trovano ovunque. Per prevenire disturbi di dissenteria: non bere acqua se non minerale e proveniente da bottiglie sigillate, nè bibite con ghiaccio, non mangiare verdura cruda nè frutta con la buccia (quella sbucciata lo deve essere al momento). Si ricorda, comunque, che queste precauzioni sono superflue se si alloggia in uno dei moderni alberghi sulla costa, di standard europeo e attentamente selezionati. Lo stesso si può dire per le barche da crociera. Fate un po’ più di attenzione se vi allontanate dai soliti circuiti turistici e vi recate all’interno del Paese. Per combattere il caldo e la disidratazione, sempre in agguato soprattutto in estate, conviene bere tanto, fino a tre litri di acqua al giorno: le bottiglie di acqua minerale si trovano facilmente ovunque e non sono costose.
Corrente
La corrente elettrica è di 220/230 Volts, con prese bipolari; si consiglia di munirsi di un adattatore
Usi e costumi
L’Egitto è un Paese mussulmano: il suo popolo deve, quindi rispettare precise regole di comportamento che non sono obbligatorie per i turisti, ma che è sempre utile sapere. E’ buona norma, nei luoghi pubblici, indossare vesti o pantaloni lunghi e camicie che coprano le braccia. E’ obbligo, soprattutto per le donne, coprirsi braccia, spalle e gambe se si entra in una moschea. Quando ci si siede per terra, attenti a non mostrare la pianta del piede a chi ci sta davanti: è una grave offesa. Si consiglia di sedersi a gambe incrociate, o sui talloni (segno di grande rispetto per i beduini). Quando si scattano fotografie, è meglio evitare di riprendere le persone, perché l’Islam proibisce la riproduzione di esseri umani. Non è educato consumare bevande alcoliche per strada perché il Coran lo proibisce. Soprattutto durante il Ramadan, è cattiva educazione consumare bibite, cibi e fumare sigarette in pubblico durante il giorno.