Mal D'Egitto

Blog dedicato agli amanti del meraviglioso Egitto e ai viaggiatori che cercano consigli per un viaggio sulle spiagge del Mar Rosso e alla scoperta dell'antica civiltĂ  egizia

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martedì, 29 marzo 2005

     IL NILO

NiloIl Nilo (in arabo Bahr el-Nil) è il fiume più lungo della Terra, con una lunghezza di 6.671 Km. Nasce nell'Altopiano del Burundi, con il nome di Nilo Kagera (precisamente da uno dei suoi rami superiori, il Luvironza). Dopo un breve tratto nel Burundi il fiume entra in Tanzania e successivamente in Ruanda ed Uganda.

   Successivamente il Nilo Kagera entra nel più grande lago africano, il Vittoria e ne esce col nome di Nilo Vittoria, attraversando anche il Lago Kyoga. In seguito cambia nuovamente nome in Nilo Alberto (uscendo dall'omonimo lago), ed entra in territorio sudanese.

   Qui cambia nuovamente nome in Nilo delle Montagne, che mantiene fino alla confluenza con il Nilo delle Gazzelle. Da questo punto viene chiamato Nilo Bianco e continua a dirigersi verso Nord fino alla capitale del Sudan, Khartoum, dove riceve le acque del suo maggior affluente, il Nilo Azzurro.

   Continuando nel suo corso assume finalmente la denominazione di Nilo e con un percorso ondulato, attraversando la Nubia, raggiunge l'Egitto. In questo tratto si abbassa da 350 metri di altitudine a 95 m, attraverso una serie di 6 cataratte. Poco prima di entrare in Egitto il fiume si allarga per formare il lago artificiale Nasser, nato con la costruzione della Diga di Assuan.

   Da Assuan si immette nella sua lunga valle stretta tra i deserti, dove scorre pigro fino al Mediterraneo per 1200 chilometri trasformati in una lunga oasi. Per tutto il corso non riceve altri affluenti; ha invece un defluente, il Bahr Jussuf (Fiume o Canale di Giuseppe, navigabile), che presso Assiut si distacca dalla grande corrente per proseguire parallelo ad essa, sulla sinistra, fino alla depressione del Faiyum dove si dirama e muore.

   Proseguendo sempre verso Nord, vengono bagnate tutte le principali e storiche città egiziane, fino alla zona metropolitana di Il Cairo-Giza. Poco dopo inizia l'enorme delta (le cui principali diramazioni sono cinque, chiamate, dal nome delle città adiacenti, di Canopo o di Naukratis, di Rosetta o di Sais, di Sebennito, di Mendes e di Pelusio.), in una regione fertilissima e densamente popolata, fino alla foce nel Mar Mediterraneo.

Il "dono del Nilo"

Fin dalle origini, la terra del Nilo offrì un ambiente ottimale per la vita e il progresso dell’uomo; non tanto facile, cioè, da intorpidire lo spirito e indurre a rinunziare a iniziative ed invenzioni, con le quali migliorare la propria condizione materiale, ma nemmeno tanto difficile da impegnare le forze di ciascuno nella strenua ricerca delle fonti di cibo o nel fuggire eventi naturali distruttori. Grazie al grande fiume, in Egitto la coltivazione della terra conservò sempre una preminenza assoluta e il paese appariva come un unico enorme impianto agricolo, con potenziale produttivo, per l’epoca, altissimo. Infatti le economie dei due Egitti si integravano e agli abitanti conveniva organizzarsi in un’unica comunità, estesa da Assuan al Mediterraneo, sia per meglio sfruttare le piene con opere idrauliche, sia perché, con risorse alimentari più vaste, era più facile fronteggiare situazioni di emergenza, come il perdurare da un anno all’altro della scarsità d’acqua. Dal Nilo dipendevano anche la ricca flora spontanea e la numerosa fauna, e quindi la caccia e la pesca. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la grande inondazione del fiume che gli dei benefici concedevano al paese con la regolarità di un prodigio naturale. Ecco perché lo storico greco Erodoto definì efficacemente l’Egitto "dono del Nilo", anche se l’affermazione è falsa ove minimizza il lavoro umano.

Le opere di irrigazione

Sin dai tempi più antichi, il potere centrale coordinava la realizzazione e la manutenzione della rete di canali che consentiva di sfruttare le piene del Nilo. Uno dei mezzi più semplici per rendere fertile un terreno era la creazione di un bacino artificiale. Attorno a una zona raggiungibile dalle acque del Nilo in piena si costruiva un grande argine quadrato di terra di circa due chilometri di lato. Quando la piena, che innalzava il livello delle acque di circa sei metri, arrivava a riempire il bacino, l’uscita dell’acqua veniva bloccata con delle chiuse ed, in questo modo, il limo si depositava in grande quantità sul terreno recintato. Dopo circa un mese, quando il suolo era ormai saturo, l’acqua veniva fatta defluire in bacini di livello minore e infine nuovamente convogliata al Nilo. Una efficiente rete di canali raggiungeva i terreni distanti dal fiume, che le acque di piena non erano riuscite a coprire. Squadre di agrimensori stabilivano l'orientamento dei fossati e ne segnavano il tracciato sul terreno per mezzo di paletti e corde. Essi inoltre delimitavano gli appezzamenti di terreno dati in uso ad ogni bracciante e ne ridefinivano i confini dopo le inondazioni.

                                                                 Flora e fauna

La flora dell’Egitto era ricchissima. Il papiro, la ninfea loto, la canna e l’acacia crescevano abbondanti nella vallata interna e nelle oasi; accanto ad esse prosperavano poi il frumento sorgo, l’orzo, il lino, parecchi ortaggi (lattuga, cipolla, aglio) e la vite, ed, ancora, la palma dum (Hyphaene thebaica) a foglie palmate e la palma da datteri (Phoenix dactilifera) a foglie pennate, il carrubo, il fico, il tamarisco e il fico sicomoro. Mancavano invece alberi d’alto fusto, adatti a fornire buon legname, e mancava l’olivo, cui sopperiva tuttavia la pianta del ricino dalla quale si estraeva olio. Quanto alla fauna, era presente a Sud l’elefante e sull’intero territorio l’ippopotamo, il ghepardo, il leone, piccole scimmie delle famiglie cercopitechi e cinocefali, il coccodrillo, una specie arcaica di pecora, capre, antilopi, gazzelle, bovidi e asini, e ancora sciacalli, gatti selvatici, lepri e iene, uccelli e pesci in gran numero e varietà, e serpentipapiro di piccola taglia (cobra e viperidi). Già intorno al 2600 a.C. parecchi di questi animali erano diffusi in varietà domestiche e selezionate (bue, asino, pecora, insieme all’oca, all’anatra e al piccione); altri, come la gallina e il cavallo, vennero importati verso il 1500 a.C. dall’Oriente. Allevate largamente in ogni epoca furono poi le api, quali fornitrici di miele e di cera.

Navigazione

Il Nilo costituiva anche la più importante via di comunicazione dell’Egitto. La profondità delle acque e le brezze costanti, provenienti dal Mediterraneo, rendevano infatti possibile la navigazione in tutte le stagioni. Le pitture e i rilievi consentono di ricostruire l'evoluzione delle imbarcazioni. I battelli che solcavano il Nilo erano semplici chiatte, fatte di papiro intrecciato oppure di legno d'acacia o sicomoro. Per le imbarcazioni destinate al trasporto di merci pesanti, come la pietra da costruzione, si usava invece il legno di cedro importato dal Libano. Caratteristica è la forma incurvata di queste imbarcazioni, con poppa e prua sollevate rispetto al pelo dell'acqua. Una grande vela issata al centro aiutava il lavoro dei rematori. Il timoniere manovrava un lungo remo fissato a poppa per dare la direzione e per sondare il fondale. I battelli per la navigazione da diporto avevano al centro una cabina per i passeggeri, mentre le navi adibite alle processioni o ai funerali avevano al centro un'edicola per ospitare la statua del dio o il sarcofago. Già a partire dall'Antico Regno, gli egiziani praticavano anche la navigazione d'alto mare. Attraversavano il Mediterraneo diretti soprattutto verso la Fenicia e si spingevano nel Mar Rosso. Durante il regno di Necho, intorno al 600 a.C., navi egiziane compirono anche il periplo dell'Africa.tramonto

crociera

Agatha Christie immortalò nei suoi romanzi la navigazione sul Nilo a bordo dei battelli in legno che già dal secolo scorso donarono al turista la stessa atmosfera romantica, lo stesso stupore, lo stesso incanto al calar del sole sulle splendide rovine di Karnak o di Luxor. A bordo delle motonavi, è come rivivere i tempi che furono, quando i sovrani navigavano dal Basso all’Alto Egitto per raggiungere le loro grandi città sacre: Tebe, Karnak, Abu Simbel, i templi minori, ma non meno importanti, di Abidos, Dendera, Edfu e Kom Ombo. Nulla può far ricordare con tale intensità quei momenti, se non la navigazione sul maestoso Nilo.


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nilo

venerdì, 18 marzo 2005

L’altro Egitto. Il Grande Mare di Sabbia 
 Bawiti Siwa
a cura di Cecilia Martino


Il Grande Mare di Sabbia. Soltanto di recente il turismo ha scoperto il fascino e le attrattive di questa regione, estremo lembo orientale del Sahara fatto di enormi distese di dune policrome alte fino a 150 metri. La nostra proposta.

La stragrande maggioranza di quanti visitano l’
Egitto limitano il proprio itinerario alla capitale e alla valle del Nilo, dove per altro si concentrano i maggiori tesori della civiltà egizia. Ma in Egitto, grande tre volte l’Italia, il 90 per cento del territorio inizia invece proprio oltre le sponde coltivate del grande fiume; peccato si tratti di un terreno arido e inospitale, estremo lembo orientale del Sahara, ripartito nel montuoso deserto orientale ad est, fino alle sponde del Mar Rosso, e in un’enorme distesa di dune ad occidente fino ai confini con la Libia , punteggiata da qualche isolata oasi, non a caso chiamata il Grande Mare di Sabbia. Quest’ultimo costituisce uno dei deserti più estesi e meno frequentato di tutto il Sahara, battuto dal violento vento khamasin e dalle sue micidiali tempeste di sabbia, evitato anche dalle carovane per la penuria d’acqua.

 
Parliamo dallo stesso deserto che nel 524 a.C. inghiottì misteriosamente l’armata di 50 mila soldati dell’imperatore persiano Cambise diretta all’oasi di Siwa. Fino al 1920-30, all’avvento dei mezzi meccanici, diversi tratti risultavano ancora inesplorati: solo durante l’ultima guerra mondiale italiani e tedeschi da una parte, inglesi ed egiziani dall’altra, lo attraversarono più volte per infiltrarsi dietro le linee nemiche, come descritto nel romanzo e nel film Il paziente inglese. Soltanto di recente il turismo ha scoperto il fascino e le attrattive di questa regione, lunga 600 chilometri e larga poco meno: enormi distese di dune policrome alte fino a 150 metri, non solcata da alcuna strada o pista, una fitta rete di corridoi interdunali, vaste depressioni che scendono sotto il livello del mare, strumenti litici, incisioni e pitture preistoriche risalenti all’epoca in cui il Sahara era verde e popolato da uomini ed animali, templi, fortezze e tombe dipinte di epoca egizia, tolemaica, romana e copta, resti fossili, enormi laghi salati, le incredibili formazioni gessose di un bianco accecante curiosamente erose nel
Deserto Bianco, e poi l’inimmaginabile prosperità di una serie di oasi con esuberanti palmeti, case di fango, innumerevoli sorgenti minerali calde e fredde e consistenti laghi.
                                  
El Arag

 

 

L’operatore “I Viaggi di Maurizio Levi” (tel. 02/34934528) alla perenne ricerca di viaggi originali e significativi nei deserti di tutto il mondo, nel proprio catalogo specializzato “Deserti” propone un interessante itinerario di 9 giorni in fuoristrada dedicato alla scoperta di alcune oasi del deserto occidentale egiziano e all’attraversamento del Grande Mare di Sabbia. Il percorso parte da Il Cairo e tocca l’oasi di Baharia, famosa fin dall’antichità per il suo vino e per le sorgenti di acqua solforosa, il lago di Sitra, un enorme bacino salino ricco di fossili come nummoliti, denti di squalo e coralli, i due laghi di El-Baharein con una necropoli di età tolemaica, la depressione di El-Areg con pinnacoli rocciosi erosi che affiorano da formazioni saline bianche. Si raggiunge così Siwa, la più bella e famosa delle oasi egiziane, sede nell’antichità di uno degli oracoli più gettonati, lo stesso che proclamò Alessandro Magno figlio di Zeus e faraone d’Egitto, visitando il tempio dell’oracolo e quello di Amon, le tombe rupestri dipinte della necropoli tolemaica, la fortezza di Shali del XII° sec. costruita con blocchi di sale, le numerose sorgenti e gli estesi laghi. Si attraversa infine per tre giorni il grande deserto, privo di ogni traccia umana, fino a ritornare alle oasi di Farafra e di Baharia dopo essersi inoltrati nello spettacolare Deserto Bianco. 

 Bahariya 

 

Partenze mensili di gruppo con voli di linea Lufthansa da Milano e Roma fino ad aprile 2005, pernottamenti in alberghi e tenda, accompagnatore italiano, quota di 2.100 euro in pensione completa. 


    http://www.turismo.it/articoli/2005/03/03/582021.php

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oasi

martedì, 15 marzo 2005

DOVE ANDARE NEL TEMPO LIBERO???

Monasteri di San Paolo e Sant'Antonio
Nascosti nel profondo delle montagne del deserto orientale, a circa 200 km nord di Hurghada, si trovano i due monasteri dove fu fondato l'ordine monastico cristiano. Entrambi i monasteri, costruiti nel IV secolo a.C., sono una tappa obbligatoria per gli appassionati di storia. Con mulini a vento, pozzi, forni per il pane e frutteti, i monasteri sono, al loro interno, due villaggi autosufficienti dove i monaci copti osservano gli stessi rituali da 16 secoli. Preziose icone e centinaia di manoscritti risalenti al Medioevo sono custoditi con imperturbabile devozione dai monaci, e mostrati con orgoglio ai visitatori dei monasteri. Affittare un taxi è il modo più semplice per recarsi ai monasteri. E' consigliabile telefonare al Patriarcato Copto del Cairo 9600025 per ricevere corrette informazioni sugli orari d'apertura e sui giorni di chiusura.

Provare ad immergersi
Chi non si è mai immerso prima d'ora, sarà in grado di vivere un'esperienza indimenticabile in uno dei 100 centri sub di Hurghada che offre quella che viene chiamata "Immersione Introduttiva". L'immersione è appositamente pensata per chi non si è mai immerso. Con una lezione di teoria e un'immersione si ha la possibilità di vedere da sè tutte le meraviglie del Mar Rosso: un'incredibile festa subacquea in perenne movimento Un centro sub di buona reputazione divide il programma in due parti: la prima prevede un po' di teoria e una lezione in piscina, la seconda un'immersione in acque libere sotto diretta supervisione di un istruttore qualificato. La teoria e la sessione in piscina durano di norma mezza giornata e l'immersione in acque libere viene di solito effettuata durante una gita in barca di mezza giornata o di una giornata intera. Alcuni centri hanno a loro disposizione una barriera corallina nelle vicinanze e non utilizzano le barche per le immersioni, ma va detto che una gita in barca sul Mar Rosso è sempre un'esperienza indimenticabile! La maggior parte degli hotel dispone di un centro sub al suo interno. Se soggiornate in un appartamento o in un hotel privo di centro sub controllate la lista di centri sub di goredsea.com per trovare quello più vicino a voi.

Provare il Kitesurf
Il kitesurf, lo sport più in voga del momento, vi assicurerà adrenalina alle stelle e divertimento. Un'esperienza che vi sarà difficile dimenticare. Grazie alle condizioni metereologiche perfette per praticare questo sport (vento che soffia perennemente e sole tutto l'anno) il kitesurf sta rapidamente prendendo piede a Hurghada. Al momento esistono due centri nautici specializzati in questo tipo di sport: il Colona Watersports al Magawish Village, e il Pro Center Tommy Friedl al Jasmine Hotel, entrambi al South Corniche, sulla strada per Safaga.

Isola di Giftun
L'Isola di Giftun è visibile da Hurghada lungo tutti i suoi 45 km di costa. Un'isola color rame raggiungibile con un'ora di barca. Parte del Parco Nazionale delle Isole del Mar Rosso, vanta alcune tra le più belle spiagge tropicali della zona. Solo di recente il governatorato ha permesso la costruzione di un paio di bar e di un ristorante sulla spiaggia: assolutamente da non perdere per chi visita questa zona. La maggior parte dei centri sub e degli operatori offrono escursioni della durata di un giorno in questo paradiso. Una giornata passata ad ammirare l'incredibile barriera corallina con maschera e boccaglio, a prendere il sole sdraiati sulle sue spiagge bianche, o a nuotare nelle acque turchesi delle sue lagune, sarà un'esperienza indimenticabile, anche per i bambini!

Safari nel deserto (moto o jeep)
Un'altra idea per le vostre vacanze è senza dubbio una gita nel deserto. Provate a dare le spalle alle acque turchesi e ai grandi hotel: davanti ai vostri occhi si aprirà uno dei più incredibili spettacoli del mondo. Una sterminata distesa di sabbia, rocce, montagne e oasi appartate che fungono da casa per i beduini. Possono essere organizzate escursioni di mezza giornata o giornata intera. Questo tempio di bellezze naturali può essere visitato in svariati modi. Il modo più tradizionale per visitarlo è un fuoristrada 4x4, con conseguente cavalcata di cammello all'arrivo a destinazione. Un altro modo sono le divertentissime moto a quattro ruote, progettate per guidare in tutta sicurezza su strade non asfaltate. Una volta alla guida della vostra moto, non dimenticate che, per la vostra sicurezza, è vietato abbandonare la strada asfaltata e che l'escursione può essere organizzata solo se accompagnati da una guida. Tutti gli operatori e gli alberghi offrono un'ampia selezione di safari nel deserto con consegunete barbecue sotto le stelle.

Mons Claudianus
Questo sito archeologico, risalente al periodo in cui l'Egitto era una provincia dell'Impero Romano (dal 30 a.C. al 641 d.c.). E' situato a sudovest di Hurghada, sulla strada che collega Safaga a Qena e raggiungibile con circa un'ora e mezzo di macchina. A Mons Claudianus è possibile visitare le miniere di granito più grandi e meglio conservate del deserto orientale risalenti all'era romana, che ospitarono una volta migliaia di soldati e di minatori. Il Pantheon, la Villa d'Adriano e il Tempio di Venere a Roma sono stati in parte costruiti utilizzando il granito estratto da Mons Claudianus. Potrete raggiungere quest'affascinante località prenotando l'escursione attraverso il vostro operatore, oppure affittando un taxi e fermandovi alla bellissima spiaggia di Sharm el Naga per uno spuntino e un bagno sulla via del ritorno

Feste sulla spiaggia
Le feste sulla spiaggia sono state una tradizione fin dai tempi in cui Hurghada era una tranquillo villaggio conosciuto solo da pochi operatori subacquei specializzati. Una festa sulla spiaggia implica..bhè, ovviamente una spiaggia, un gran falò, un buon sistema acustico, un barbecue, tanta birra fresca, un milione di stelle, buon umore e piedi scalzi! Al giorno d'oggi le feste di Hurghada prevedono acrobati che che si esibiscono col fuoco, musica dal vivo, ballerini, DJ famosi che si esibiscono dal vivo ed altro ancora. Una delle feste più frequentate dalla gente del posto è la "Festa della Luna Piena" che si tiene una volta al mese al The Chill, oltre alla festa settimanale del giovedì. Un altro locale molto in voga tra i turisti è il Papas Beach Club, che ospita regolarmente gruppi musicali europei che suonano dal vivo. Entrambi i locali sono aperti dalle nove del mattino fino a mooolto tardi. Le feste cominciano a scaldarsi verso le 11 di sera. Per conoscer il loro programma settimanale date un'occhiata ai cartelloni e ai volantini appesi in giro per la città, oppure telefonate. Il The Chill si trova ad El Tabia Beach, Sheraton Road, Sekala, informazioni allo 012 3962020. Il Papas Beach Club si trova ad in El Sakia Beach, Sekala, informazioni allo 012 2416511.

Visita al Souk (mercatino)
The souk a Hurghada è un assaggio della vera vita egiziana. Situato in centro, è composto da una ragnatela di strade e viottoli dove si può trovare di tutto, dai souvenir per i turisti, ai prodotti freschi provenienti dalla valle del Nilo, da bancarelle che servono i cibi tipici del posto a sarti che confezionano per voi una tradizionale gallabiya in un solo giorno. Vi si trovano anche bellissime gioiellerie, artisti specializzati in tatuaggi all'hennè, il tutto condito da un'aria profumata da mille spezie e con il sottofondo delle chiamate alla preghiera dei muezzin. Durante le vostre spese al souk non dimenticatevi che è usanza contrattare i prezzi con i venditori ed accettare una tazza di tè alla menta in ogni negozio che visiterete.

Lo spettacolo di 1000 e una notte al Fantasia
Situato a 10 km dal centro di Hurghada, questo palazzo di 1000 e una notte vanta di un'atmosfera esotica ed orientale quasi sospesa nel tempo. La cena, a base dei migliori cibi della cucina egiziana, è servita durante la rappresentazione di un incredibile spettacolo che parte dall'era dei faraoni fino ad arrivare agli antichi culti delle leggende d'oriente di Sherezade, passando attraverso il folclore dei tamburi nubiani e l'incredibile bravura delle danzatrici del ventre. Per l'acquisto dei biglietti e le prenotazioni rivolgetevi al vostro operatore.

Sottomarino Sindbad
Chi preferisce rimanere asciutto, avrà in ogni modo la possibilità di scoprire le molteplici meraviglie del Mar Rosso prendendo parte ad una gita su questo sottomarino giallo. Un'escursione di mezza giornata con il Capitan Nemo alla scoperta di quello che Jacques Costeau aveva ribattezzato col nome di paradiso sottomarino. A bordo del sottomarino che s'immerge ad una profondità di 22 metri possono salire fino a 44 persone. Biglietti e partenze da Sindbad Beach Resort, South Corniche, Hurghada, o informarsi con il proprio operatore.
 

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