Blog dedicato agli amanti del meraviglioso Egitto e ai viaggiatori che cercano consigli per un viaggio sulle spiagge del Mar Rosso e alla scoperta dell'antica civiltĂ egizia
Per altre richieste scrivimi un email 
alessandria
cairo
civiltĂ egizia
cucina egiziana
curiositĂ
dahab
diving
el gouna
giza
hotels & altro
hurghada
informazioni generali
lungo il nilo
luxor
marsa alam
news
nilo
oasi
safaga
sharm el sheikh
shopping
sinai
verso sud
vivere in egitto
Edreams.it
Lastminute.com
Lets.it
SuperLastMinute.it
Viaggeria.it
*loading* visitatori
1024 per 768 pixel
Saqqara
Saqqara è una vasta necropoli situata in Egitto a 30 km a sud della città moderna del Cairo.

Posta sulla riva sinistra del Nilo, a occidente del sito dell'antica Menfi, da cui è separata dal corso del Bahr el Libeni, derivazione del Nilo, la zona archeologica di Saqqara è, con Giza e Tebe uno dei tre grandi luoghi dell'Egitto antico.
Il nome Saqqara é di origine antica e deriverebbe da quello di una divinità funeraria, Sokaris, che era posta a tutela della zona.
Il monumento di maggior rilievo è la piramide a gradoni di Djoser, considerata la più antica tra le piramidi.
La necropoli di Saqqara copre un area di circa 7 x 1,5 km.
Mentre Menphi fu la capitale del Regno Antico, Saqqara ne fu la necropoli reale almeno fino alla III dinastia.
Sebbene sostituita dalla necropoli reale di Giza ed, in seguito, da quella della Valle dei Re presso Tebe, rimase un importante località di seppellimento e culto per più di 3000 anni fino al periodo Tolemaico ed all'occupazione romana.
Le più antiche sepolture di nobili risalgono alla I dinastia ma è solo con la II dinastia che compaiono sepolture reali tra cui quelle di Hetepsekhemwy e Ninetjer.
I reperti di maggior interesse risalgono comunque alla III dinastia e comprendono appunto la piramide di Djoser.
Oltre a questa il sito ospita alcune altre dozzine di piramidi, di regine e principi reali, in vari stati di conservazione. Quella di Unas, sovrano della V dinastia, posta a sud della piramide a gradoni ospita il più antico esempio di testo delle piramidi, serie di iscrizioni rituali che illustrano la vita dopo la morte. Queste decorazioni dell'interno della tomba sono i precursori del Libro dei morti del Nuovo Regno.
Saqqara ospita anche un grande numero di tombe mastaba. Essendo stato il complesso cimiteriale coperto dalla sabbia per quasi due millenni, fino al 1924, anno della sua riscoperta, molte tombe si sono preservate intatte sia nelle strutture esterne che nelle decorazioni interne.
Per lo studio della storia dell'Egitto è importante un dipinto, scoperto nel 1861, in una tomba risalente al Nuovo Regno, in cui sono elencati i cartigli di cinquantasette sovrani da cui afferma di discendere Ramsess II. Solo una cinquantina di nomi sono tuttora leggibili. Questo documento è spesso citato come Lista reale di Saqqara.
Mentre la maggior parte delle sepolture risale comunque al Regno Antico è da rilevare la presenza della tomba di Horemab, ultimo sovrano della XVIII dinastia,da lui realizzata a Saqqara prima della sua ascesa al trono, e quindi durante il regno di Tutankhamun, di cui Horemab era un generale.
Ulteriore monumento di rilevante importanza è il Serapeo: una galleria di tombe, tagliata nella roccia, per conservare i corpi mummificati dei tori Api, adorati a Menphi come personificazione del dio Ptah. Scoperte nel 1851 da Auguste Mariette, le tombe si sono rivelate già saccheggiate nell'antichità tranne una rimasta inviolata per 3700 anni. Alcune delle mummie di tori ritrovate a Saqqara si possono ora ammirare al Museo dell'Agricoltura del Cairo.
Nei pressi del Serapeo si trova un gruppo di statue di epoca tolemaica conosciute come il Circolo dei filosofi, queste comprendono immagini di grandi poeti e pensatori greci: Esiodo, Omero, Pindaro, Platone e altri. In origine le statue pare fossero situate in un vicino tempio.

Necropoli di Saqqara:
1, mastaba di Kagemni;
2, mastaba di Mereruka;
3, piramide di Teti;
4, piramide di Userkaf;
5, complesso funerario di Djoser;
6, mastaba di Ptahhotep;
7, piramide di Unas;
8, complesso funerario di Sekhemekhet
9, Serapeo.
Complesso Funerario di Djoser
Il grande complesso funerario di Djoser, la cui piramide a gradini è l'elemento più imponente, rappresenta un momento significativo nella storia egiziana. Un sacerdote di Heliopolis, Imhotep, fece costruire sulla tomba tradizionale del sovrano un grandioso tumulo in blocchi di pietra. Il tumulo doveva essere collegato ai miti cosmogonici che vedevano la terra emergere dalle acque primordiali ed il sole sorgervi per la prima volta.
In una descrizione per sommi capi abbiamo, all'interno di un grande rettangolo allungato nel senso dei meridiani, al centro la piramide a gradini e negli spazi liberi vari altri edifici. Il grande cortile che è davanti alla piramide (lato sud) ha sulla destra la corte del giubileo e, sul lato meridionale, la cosiddetta "tomba del muro di cinta sud". a destra della piramide (lato est), proseguendo dalla corte del giubileo, vi sono la Casa del Sud e la Casa del Nord. Dietro la piramide, addossato al suo lato settentrionale, vi è il tempio funerario con il serdab ed in fondo (lato nord del recinto) un altare a terrazza con rampe d'accesso. Lunghi lavori hanno portato alla ricostruzione parziale tuttora continuante di molti edifici del recinto.
Tutti gli edifici contenuti nel recinto non sono praticabili, ma pure facciate, essi sono riproduzioni in pietra di edifici per loro natura realizzati con altri materiali. Entrambi questi fatti rivelano il loro carattere simbolico.

Complesso di Djoser
1, piramide a gradini;
2, cortile meridionale;
3, tomba del muro di cinta sud;
4, cortile del giubileo;
5, cortile orientale;
6, serdab;
7, tempio funerario;
8, magazzini;
9, altare
Piramide di Djoser

L'architetto Imhotep costruì per il faraone Djoser-Neteri-Khet (III Dinastia, 2630-2611 a.c.) la prima "dimora dell'eternità" a forma di piramide a gradoni. Alta 63 m. e con un perimetro di base con lati di 125 m. e 109 m. è formata da sei livelli che ricoprono una mastaba iniziale. Si è potuto constatare che è il risultato di sei successivi progetti, i primi tre dei quali non si discostavano dalla forma della mastaba.
La camera funeraria è più o meno al centro della base della piramide, in fondo ad un pozzo di 28 metri. Attorno si snoda un complesso sistema di gallerie, nelle quali sono state scoperte camere ricoperte di faïence azzurra
Altri undici pozzi portavano, ad un livello inferiore, alle tombe di regine e principi reali e a due gallerie magazzino che contenevano tra trenta e quarantamila pezzi di vasellame di pietra, per la maggior parte frantumati, anche con iscrizioni di re delle prime due dinastie. Addossato alla base della piramide, sul lato nord, vi è il serdab, una stanza interamente chiusa. Da due fori cilindrici si vede all'interno la statua di Djoser; è una copia, il prezioso originale che è stato qui ritrovato si trova al Cairo. Di fronte al monumento, nel cortile della festa Heb-Sed, durante questa cerimonia il re doveva percorrere dieci volte il giro attorno a due confini che rappresentavano le due terre, l'Alto e Basso Egitto, per dimostrare simbolicamente che era ancora abbastanza forte per governare il Kemet.
Tra l'entrata, alla sua destra, e la piramide, c'erano le dieci cappelle dedicate alle divinità principali dell'enneade di Iunu: Atom, Iside, Osiride, Set, Nut, Geb, Shu, Nephty, e Orus. Due cappelle consacrate una a sud all'Alto, e l'altra a nord al Basso Egitto si trovavano dietro la piramide. A nord, dietro il colosso di calcare, una cappella ospitava e ospita ancora oggi la statua di Djoser.
Una cinta muraria, di cui oggi ne è rimasta in piedi solo una piccolissima parte concentrata attorno all'ingresso, circondava l'intero complesso. Alta circa dieci metri formava un rettangolo di 270 m. e 545m. Quattordici false porte servivano a disorientare i visitatori indesiderati. Solo un ingresso consentiva l'accesso alla città sacra, che richiese 45 anni per essere completata.
Mastabe dei dignitari
Il termine mastaba deriva da una parola araba che indica il banco di fango seccato che serve da sedile davanti alle case dei contadini egiziani. La sovrastruttura, che è un nucleo di muratura a pianta rettangolare, rivestito di calcare e con le pareti leggermente inclinate verso l'interno, vagamente assomigliante a quei banchi. Ma tale sovrastruttura è sita sopra ed intorno all'imboccatura di un pozzo scavato nella roccia che conduce alla camera sotterranea, in cui era depositato il sarcofago. Una nicchia nella parete orientale della struttura fuori terra - in fondo alla quale la falsaporta (ovvero la raffigurazione in pietra di una porta) costituiva il punto di comunicazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti - era il luogo di deposizione delle offerte. Il repertorio iconografico dipinto sulle pareti è alquanto vario: il titolare in caccia; mentre sorveglia i vasi di unguento trascinati su slitte nei quartieri delle donne; mentre assiste alla sfilata delle offerte, a giostre sull'acqua, al censimento del bestiame, alla macellazione. Una delle mastabe più famose è quella di Mereruka, un grosso personaggio che svolse compiti diversi sotto alcuni re della VI dinastia. La moglie era "figlia reale e sacerdotessa di Hathor"; la sua mastaba, di 32 stanze, con appartamenti per tre destinatari, lo stesso Mereruka, la moglie e il figlio è la più complessa fra quelle del Regno antico; si ripetono le scene di tutte le altre sepolture, ma per esempio nella pesca si usano l'esca, le nasse e una rete tirata da 18 pescatori.
Serapeo
Si sa che gli animali sacri venivano mummificati e sepolti. L'animale sacro al grande dio menfita Ptah era il bue Api. Ve ne era uno solo alla volta, scelto secondo particolari caratteristiche, bianca la fronte ed alcune altre piccola parti del corpo, nero in tutto il resto. Anche l'Api morendo diventava un Osiride, come i faraoni, l'Osiride Api, per i greci Osorapis, per cui fu facile l'identificazione con Serapide, il dio artificialmente inventato dai Tolomei con caratteristiche di Osiride e di Zeus. Quindi il sepolcreto degli Api ebbe il nome di Serapeo. Con cappelle e tempietti sopra la catacomba, era meta di pellegrinaggi, con intorno tutto il mondo variopinto che, ovunque e in ogni tempo, ha popolato tali luoghi. Quando Mariette trovò il corridoio sotterraneo con le celle laterali delle sepolture degli Api, usato dalla XXVI dinastia fino ai tempi greco-romani, i 24 sarcofagi di pietra dura erano stati tutti svuotati. Successive ricerche hanno portato alla scoperta di un altro sotterraneo, precedente, con il quale all'epoca di Ramses II si era cominciato a deporre in un unico sito i corpi mummificati degli Api, prima sepolti in tombe isolate. In questa altra catacomba, ad un livello diverso e ad angolo retto rispetto a quella già citata, sono state ritrovate 28 mummie intatte di Api, nonchè la mummia di Khamuas, il figlio di Ramses II che fu, a Menfi, sommo sacerdote di Ptah.
Piramidi di re della V eVI dinastia
Piramide di USERKAF

La piramide di Userkaf, il primo re della V dinastia, aveva il lato di un po' più di una settantina di metri ed era racchiusa da un recinto im cui era racchiusa una piccola piramide satellite. Oggi ne segna il luogo, a nordest del recinto di Djoser, un ammasso di blocchi.
Piramide di SEKHEMKHET
A sud-ovest del complesso di Djoser, è stato scoperto l'analogo complesso che Sekhemkhet, il successore di Djoser, cominciò per se stesso e che, rimasto incompiuto, spari gradatamente sotto la sabbia.
La storia di questa costruzione è davvero singolare e particolarmente interessante dal punto di vista Scientifico, dato che probabilmente si tratta di un'opera di transizione fra le piramidi a "gradoni", come quella di Djoser a Saqqara, e le piramidi lisce di Dashur e del celebre sito di Giza (cheope, Chefrene Micerino). Alcuni ritengono che una prima piramide a sette gradoni sia stata inizialmente eretta da Huni, ultimo faraone della III dinastia (2663-2639 a.C).
La costruzione sarebbe stata poi ripresa dal suo successore Snefru (2630~26O4 a.C.), primo faraone della IV dinastia e padre di Cheope. Costui l'avrebbe non solo sopraelevata di un gradone, ma anche rivestita di materiale, trasformandola nella prima vera piramide dell'Antico Egitto.
Si tratta però di una teoria che suscita alcune perplessità, dato per tutto l'Antico e Medio Regno nessun faraone si è assunto l'incarico di portare a termine la piramide di un predecessore, nemmeno per farla propria. Chiunque sia il suo primo costruttore, della struttura definitiva di 147 metri di lato e 93,50 di altezza oggi non rimane che il nucleo centrale, alto appena 70 metri. il riutilizzo del rivestimento da parte dei Romani e il crollo delle strutture periferiche hanno anche portato alla luce i gradoni originarie con essi tutta una serie di quesiti.
Tomba di TETI

L'ingresso davanti al lato settentrionale, immette in un corridoio, per la prima parte discendente, poi in piano. Superato il punto in cui vi sono le abituali tre saracinesche di pietra che bloccarono l'accesso dopo la sepoltura del re si arriva ad una anticamera quadrata con il soffitto di lastroni a contrasto.
L'anticamera serve, a destra, la camera funeraria con il sarcofago di basalto nero e, a sinistra, un'altra camera con tre nicchie. Sulle pareti dell'anticamera e della camera funeraria sono scritti, in geroglifici in verde in colonne verticali, i ben noti Testi delle Piramidi. Raccolta di formule rituali, precetti magici, preghiere, manuale di comportamento nell'aldilà, con folgoranti immagini poetiche.
I Testi delle Piramidi comparivano anche nelle stanze della piramide di Teti, primo re della VI dinastia, che è oggi solo un ammasso di blocchi, a qualche centinaio di metri dai resti della piramide di Userkaf.
Tomba di UNIS
La piramide dell'ultimo re della stessa dinastia, Unis, si trova invece a sud del recinto di Djoser. Il lato è solo di una settantina di metri.

Atri re ebbero il loro monumento funerario a Saqqara.
Complesso funerario di DJEDKARE-ISESI

Piramide di IBI


Tomba di SHEPSESKAF
Un grande recinto ancora più a occidente, identificato dalla fotografia aerea ma non ancora scavato, può forse essere stato una costruzione dello stesso tipo. Mastabet el Faraun, la "Mastaba del Faraone", è la sepoltura, di forma simile ad un grande sarcofago, di Shepseskaf, successore di Micerino (IV dinastia).
Pepi I, Merenra e Pepi II (VI dinastia) ebbero la loro piramide nella parte meridionale della necropoli. Infine vi sono ancora a Saqqara i resti delle piramidi di due re del primo periodo intermedio e altre due, di mattoni, di re della XIII dinastia (secondo periodo intermedio)



Attività più gettonate a Sharm El Sheikh

Immersioni
Il sub è sicuramente l'attività più praticata a Sharm el Sheik, il luogo perfetto sia per gli esperti subacquei sia per coloro che desiderano provare a respirare sott'acqua per la prima volta. Tra relitti, pesci, immersioni tecniche o in corrente, non avrete che l'imbarazzo della scelta. Se non vi siete mai immersi prima d'ora, Sharm el Sheik è il luogo ideale per provare questa nuova esperienza. I subacquei esperti potranno iscriversi ai nuovi corsi sull'utilizzo dei rebreather o partecipare alla gita di primo mattino al famoso relitto del Thistlegorm. La bellezza del Mar Rosso non vi deluderà, e immergersi a Sharm el Sheik è un operazione relativamente semplice. Date un'occhiata alle nostre liste dei centri sub e alla galleria fotografica di Sharm el Sheikh.
Golf
Bungee catapulta
Situata nel parcheggio di fianco all'Hotel Na'ama Bay, questa gigantesca catapulta, non indicata ai deboli di cuore, vi assicurerà dieci minuti di adrenalina pura oltre ad una spettacolare vista su Na'ama Bay. Il funzionamento è molto semplice: verrete legati con delle apposite cinghie in una gabbia sferica a sbarre, attaccate a due corde elastiche...3, 2, 1 e vi lancerete in cielo. Altro da aggiungere?
Gokart
Se siete degli amanti della velocità più "terrena", una corsa sui gokart è quello che fa per voi. Non fatevi ingannare, non è uno sport solo per bambini! Ghibli Raceway è un centro gokart professionale, costruito secondo gli standard internazionali FIA. Il circuito principale misura 592 metri. Se volete gareggiare vi verrà data una tuta, un cappuccio di cotone e un casco integrale. Gli addetti vi istruiranno sull'utilizzo dei gokart e delle regole della pista ed in seguito vi assegneranno un gokart. Il veicolo standard è di 6.5hp mentre il veicolo per gli esperti è di13hp. Mentre sfrecciate sulla pista un sistema computerizzato registrerà i vostri tempi ed i risultati appariranno sullo schermo gigante situato a bordo pista. Potete andare in gruppo e gareggiare tutti insieme o, se vi recate da soli, sarete assegnati ad un altro gruppo. E' inoltre disponibile un circuito di 220 metri, completo di mini gokart, interamente realizzato per i bambini. La pista è situata sulla strada per l'aeroporto, appena fuori Na'ama Bay, nelle vicinanze degli hotel Hyatt e Sofitel.

Equitazione
Se amate i cavalli e le attività sportive mattutine, allora non perdetevi una passeggiata a cavallo nel deserto o lungo la spiaggia da dove potrete ammirare il sorgere del sole. A Sharm esistono un paio di scuderie che offrono questo tipo di escursione mattutina. Non c'è niente di meglio dell'essere a dorso di un cavallo nel pacifico deserto mattutino, quando l'aria è ancora fresca e piacevole. Se preferite una cavalcata al tramonto, a Sharm non mancheranno di certo le opportunità. Informate la vostra guida sul vostro livello di esperienza, in questo modo il vostro istruttore sceglierà la cavalcata più adatta a voi. Gli alberghi Concorde e Sofitel, situati appena fuori Na'ama Bay, vantano delle ottime scuderie con cavalli ben tenuti e nutriti. Le uscite a cavallo durano da una a due ore.
Moto a quattro ruote
Una gita sulle moto a quattro ruote è un modo divertente e veloce per visitare il deserto. Esistono molti centri equipaggiati per questo tipo d'escursioni e la maggior parte di loro si trova sulla strada principale di Na'ama Bay, dalla parte dell'entroterra.
Non è indispensabile essere degli esperti motociclisti e potrete scegliere tra moto automatiche e a marce. E' possibile prendere parte ad escursioni all'alba, al tramonto e ad escursioni della durata di un giorno intero
(sconsigliate in piena estate a causa delle alte temperature). Se intendete cimentarvi in una "motorata" nel deserto, vi consigliamo di indossare un foulard in testa e degli occhiali da sole: la sabbia alzata dalle motociclette potrebbe depositarsi sui capelli, sul viso e negli occhi. Non dimenticatevi la crema solare e la macchina fotografica.
Tutti possono partecipare ad una gita sulle moto, indifferentemente dall'età o dal livello d'esperienza. Le moto a quattro ruote sono stabili e facili da guidare. Il Sahara Express dispone di tre tipi di moto: quelle automatiche, quelle semi-automatiche e quelle a marce. Ma se non volete, non dovete neanche guidare. Potete far guidare un vostro amico mentre vi godete il paesaggio dal sellino posteriore.
Pattinaggio sul ghiaccio
Bowling
Cammellata, barca a vela, paracadute nautico, guardare le stelle ed altro ancora...L'escursione con i cammelli vi darà un assaggio di cultura beduina. Molti operatori turistici offrono la gita con cena inclusa. Di solito l'escursione ha inizio all'ora del tramonto dove coprirete una porzione di deserto in groppa ad un cammello prima di fermarvi presso una tenda beduina per una tazza di tè e per scattare un pò di foto. L'escursione continua in seguito fino ad un campo beduino situato ai piedi delle montagne dove vi verrà servita una cena tipica.
Come muoversi a Sharm el Sheikh
Come prendere un taxi
Ufficialmente ai taxi non è permesso accedere al centro di Na'ama Bay, potrà quindi sembrarvi che non ce ne sia in giro neanche uno. Ma se dalla passeggiata principale vi dirigerete verso il Bungee Jump, ne troverete in gran quantità. Altrimenti saranno parcheggiati subito dopo l'Hard Rock Cafè. La tattica migliore per mercanteggiare il prezzo è di non accettare la corsa dal primo tassista che ve lo chiede.
Per andare da Na'ama Bay a Sharm Vecchia (Sharm el Maya) avrete la possibilità di utilizzare un servizio di mini-bus. I pulmini vanno avanti e indietro sulla strada principale per 24 ore al giorno. Aspettate sul ciglio della strada e fermate con un cenno della mano solo i pulmini con la striscia verde che corre lungo i fianchi. Il minibus si fermerà immediatamente davanti a voi.
I pulmini passano costantemente, quindi se il primo che si ferma è pieno, vi basterà pazientare per pochi istanti fino all'arrivo del prossimo. La corsa costa 50 Piastre (10 Centesimi). Date i soldi o all'autista o al suo incaricato e quando volete scendere dite ad alta voce ' Hena Kuais' (qui va bene).
Norme di circolazione:
| Incontrare i pesci della barriera corallina | |
| I pesci che chiunque può incontrare e fotografare nei pressi di Sharm el Sheikh | |
|
di Marcello Garbagnati Articolo tratto da www.egittologia.net |
|
|
Temperature Medie Egitto Mar Rosso |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
| NEWS : 21/04/2005 da http://www.tio.ch/ | |
|
La squadra di archeologi, guidata dall'egittologa Renee Friedman, ha fatto la scoperta nella regione di Kom el Ahmar (conosciuta anticamente come Hierakonpolis), a 600 km a sud del Cairo. All'interno della struttura funeraria sono stati ritrovati resti umani di sette persone, che per gli archeologi potrebbero evidenziare la presenza di sacrifici votivi, così come una testa di una mucca. La struttura venne costruita in onore del re dell'antica città di Hieracompolis, quando era il centro urbano più importante nei pressi del Nilo. Gli scavi, iniziati nel 2000 da Barbara Adams, morta nel 2002, mostrano tra i primi esempi di mummificazione della storia. |
|
Un tuffo dove l'acqua è più blu.....(2)
Biologia del Mar Rosso
![]() |
In Mar Rosso vive il dieci per cento di tutte le specie ittiche (1000 sono le specie monitorate), compresi pesci di grandi dimensioni, come squali, mante, razze e pesci napoleone e 150 specie di coralli. |
![]() |
I pesci di barriera
I pesci scoiattolo (Sargocentron spiniferum) e i pesci sergente (Myripristis murdjan). Altri comuni abitanti di queste acque, li si incontrano spessissimo sulle barriere e si riconoscono per le sgargianti livree di uno squillante color arancio.
I pesci leone. Gli Pterois (volitans e radiata i più comuni), così anche sono chiamati (e conosciuti) questi bellissimi pesci, sono grandi frequentatori dei fondali del Mar Rosso. Sono predatori notturni e quindi è soprattutto al calar del sole che si potranno vedere le velenose piume dispiegarsi in tutta la loro bellezza.
Le cernie. Sono ben 30 le specie di serranidi rappresentate in Mar Rosso, si trovano in mille colori e lungo tutta la barriera corallina. Possono raggiungere il considerevole peso di 300 chili e i due metri di lunghezza. La più comune in questa zona è la cernia del corallo (Cephalopholis miniata), dalla caratteristica livrea rossa punteggiata di pois azzurri.
I lutianidi e i grugnitori. Altri pesci diffusissimi in Mar Rosso, i lutianidi (Lutjanus sp.) e i grugnitori (Plectorhynchus sp.) convivono sulla barriera corallina infoltendo grossi branchi esemplari. Si riconoscono facilmente, per la forma abbastanza affusolata e le livree argentee o striate o maculate e code e pinne gialle.
I platax. Sempre in coppia o in branco i Platax (conosciuti volgarmente come pesci pipistrello), animano molte immersioni in Mar Rosso. Sono della stessa famiglia dei pesci angelo e dei pesci farfalla e si caratterizzano per il corpo piatto e tondeggiante.
I pesci pagliaccio e i pesci pappagallo. I primi vivono al riparo dagli attacchi dei predatori tra i tentacoli delle attinie urticanti; i secondi sono sempre indaffaratissimi a "sgranocchiare" i coralli per nutrirsi dei loro polipetti. Se ci fate caso, durante le immersioni sentirete il rumore classico del loro becco contro la barriera corallina.
|
![]() |
I pelagici Gli squali. Molti sono gli squali che incrociano in Mar Rosso: quelli pelagici, o di alto mare, si incontrano raramente sott’acqua, mentre quelli da scogliera possono essere probabili compagni di immersione. Ecco i più diffusi.
Lo squalo pinna bianca di scogliera (Triaenodon obesus). Abbastanza piccolo (non supera il metro e mezzo), ha un aspetto particolare e facilmente riconoscibile. Ha il muso tozzo e la spina dorsale macchiata di bianco (di qui il suo nome). E’ un predatore notturno e preferisce starsene defilato in qualche cantuccio oscuro. Lo squalo leopardo (Stegostoma fasciatum) e lo squalo nutrice. Meno slanciati degli altri squali, vivono entrambi a contatto con il fondale vicino alla barriera e spesso tra i coralli. Si incontrano e si riconoscono facilmente proprio per le loro abitudini sedentarie.
Le razze. Pesci cartilaginei parenti stretti degli squali, sono rappresentate in Mar Rosso da cinque famiglie: le mante e le aquile di mare, che si trovano solo in mare aperto, e i pesci chitarra, le torpedini, le razze stilettate, che vivono, invece, lungo la barriera. . Pesci cartilaginei parenti stretti degli squali, sono rappresentate in Mar Rosso da cinque famiglie: le mante e le aquile di mare, che si trovano solo in mare aperto, e i pesci chitarra, le torpedini, le razze stilettate, che vivono, invece, lungo la barriera. |
Fotografare
![]() |
Acque limpide e una visibilità fino a 60/70 metri, una ricchezza di soggetti incomparabile sono le caratteristiche che fanno del Mar Rosso la miglior palestra non solo per chi inizia ad andare sott’acqua, ma anche per chi vuole imparare a fotografare sotto la superficie del mare. |
![]() |
L'apparecchio: in commercio si trovano macchine già pronte ad andare sott’acqua (Motormarine e Nikonos, per esempio), con modelli abbastanza semplici da utilizzare che garantiscono comunque buoni scatti, oppure le cossiddette scafandrate, quelle, cioè, che necessitano di una custodia. Prezzi: da (circa) un milione in su per le anfibie e dai tre in poi per le scafandrate. |
![]() |
L'obiettivo: per le foto d’ambiente, prediligere i grandangolari con ottiche da 20 millimetri in giù (che consentono di avvicinarsi ai soggetti ottenendo immagini più nitide). Per riprendere piccoli pesci in movimento, scegliere, invece, ottiche tra 35 e 80 mm. Per le macro l’ottica potrà essere il 55 mm micro della Nikon su una macchina scafandrata con tubi di prolunga e lente addizionale. Prezzi: da uno a 4 milioni. |
![]() |
Flash: per fotografare sott’acqua è necessario, a meno che non si stia in pochi metri e si decida di utilizzare la luce ambiente, il flash che riporta i colori alla loro tonalità originaria. Sott’acqua, infatti, dopo qualche metro, qualsiasi cosa, anche la più colorata, appare di un monocromatico azzurro o bruno. Per questo è consigliabile immergersi sempre, anche in pieno giorno, con una torcia, per godersi i mille colori dell’arcobaleno subacqueo del Mar Rosso. Tornando al flash, si può scegliere di usarlo in Ttl (che lavora in sincrono con la macchina fotografica e imposta automaticamente la quantità di luce necessaria foto per foto), oppure in manuale. Prezzi: da 700 mila in su.
|
![]() |
Pellicole: scegliere le diapositive da 50 o 100 Asa a bassa sensibilità e grana più piccola (per esempio, le Velvia della Fuji). |
I corsi
![]() |
In tutte le località del Mar Rosso si possono effettuare corsi sub con rilascio di un brevetto internazionalmente riconosciuto. Sono sempre assicurati i corsi base (open e advanced), mentre i successivi, comprese le specialità, le miscele e i cosiddetti "rebreather", sono proposti solo dai centri sub più grandi. Le attrezzature per frequentare i corsi sono garantite dai centri di immersione e sono comprese nei costi (bombole incluse). I corsi si possono prenotare dall’Italia. I corsi cambiano nome e tempistiche a seconda delle didattiche, ma si possono suddividere nei seguenti macro gruppi: Open Water (primo livello), Advanced Open Water (secondo livello), Dive Master (guida subacquea), cui si aggiungono il CPR First Aid, primo soccorso, il Rescue Diver, che insegna le tecniche di salvamento subacqueo, e le varie specialità (orientamento, notturna, grotte, profonda, e via dicendo). |
![]() |
Open water diver: è il corso base per chi inizia ad andare sott’acqua. Per accedervi bisogna avere almeno 12 anni (junior open water). Dura da tre giorni e mezzo a cinque giorni (le modalità e le tempistiche cambiano leggermente a seconda della didattica scelta) ed è suddiviso in cinque lezioni di teoria, quattro lezioni in acqua bassa in piscina e quattro immersioni in mare con partenza dalla spiaggia. E’ previsto un test finale di teoria (scritto) e pratica (immersione finale in mare) al termine del quale viene consegnato il brevetto. Costo: dai 280 Euro in su. |
![]() |
Advanced open water: dura due o tre giorni e include quattro/cinque immersioni di specialità (grotta, notturna, orientamento, relitti). Costo: a partire da 230 Euro. |
![]() |
CPR First Aid: corso di primo soccorso: in un giorno si imparano le tecniche di primo soccorso e rianimazione. Costo: circa 140 Euro. |
![]() |
Rescue Diver: corso di salvataggio subacqueo. Costo: circa 390 Euro. |
![]() |
Le didattiche Le didattiche, internazionalmente riconosciute, che potrete trovare in Mar Rosso sono: Cmas, Nase, Naui, Padi, Ssi.
|
![]() |
Corsi tecnici Le cosiddette didattiche tecniche propongono corsi con miscele diverse dall’aria. La Iandt (International Association of Nitrox and Technical Divers), per esempio, nasce negli Stati Uniti nel 1985 e addestra a immergersi con miscela Nitrox. In Italia, la sede è a Marina di Pisa (Pi), tel. 050/35601, fax 050/35535. |
Snorkeling
![]() |
Le regole In Mar Rosso anche chi fa snorkeling deve rispettare alcune regole:
|
![]() |
I corsi Esistono corsi di snorkeling con rilascio di brevetto, che prevedono una parte teorica e l’addestramento pratico in acque delimitate o direttamente in mare aperto. Costo: circa 75 Euro. Al di là dei corsi, comunque, prima di avventurarsi in mare, tutti i centri che organizzano uscite di snorkeling fanno una sorta di briefing, spiegando, oltre alle normali regole di sicurezza balneare, come comportarsi una volta in acqua, cosa vedere, e via dicendo. |
![]() |
Per i bambini Lo snorkeling è una tecnica particolarmente indicata per i più piccini che ancora non si immergono. Per loro la Naui (l’unica agenzia ad averlo fatto) ha formulato un manuale, "Snorkeling for kids", dove genitori e bambini troveranno tutte le informazioni per praticare questa specialità in sicurezza. Per informazioni, rivolgersi alla sede Naui in Italia, tel. 081/7623000-7622222. |
![]() |
Le escursioni Sinai
Costa continentale
|
Un tuffo dove l'acqua è più blu.....
Notizie utili per chi vuole immergersi nel Mar Rosso
![]() |
Clima. In generale è caldo e secco, ma varia da zona a zona: nel Canale di Suez e nel Golfo di Aqaba si concentrano le massime temperature, 45 gradi, e le minime, 15 gradi. In media, ci sono 30/35 gradi in estate e 20/25 in inverno; i mesi più freddi sono dicembre e gennaio. La temperatura dell'acqua è costante a 30-32 gradi in estate, mentre in inverno scende di una decina di gradi. |
![]() |
Visibilità. Da 30 a 60 metri. |
![]() |
Che muta indossare. Il Mar Rosso non è caldo come un qualsiasi mare tropicale: perciò anche in estate è necessaria una muta (pur se leggera: tre millimetri, in licra o neoprene, sono più che sufficienti), mentre in inverno è consigliabile almeno una cinque millimetri con il sottomuta e i più freddolosi potranno addirittura optare per una semistagna. Ricordarsi, poi, di portare sempre con sè un asciugamano (non vale la pena fare gli eroi e trovarsi a sera piegati dalla cervicale), soprattutto se si esce per una notturna o ci si immerge in inverno. In certe zone, come Hurghada, e sempre in crociera, spira parecchio vento. |
![]() |
La zavorra. L'alta temperatura e l'aridità del deserto, in aggiunta al fatto che non ci sono fiumi immissari d'acqua dolce, fa sì che in Mar Rosso ci sia un'alta evaporazione acquea, causa di un'alta concentrazione salina. Questo giustifica il fatto che, per immergersi in questo mare, bisogna zavorrarsi di più (in genere, un paio di chili sono sufficienti). |
![]() |
Le bombole. Sono quelle "magre" da 12 litri, più che sufficienti per le immersioni alle basse profondità del Mar Rosso. Sono in alluminio, più leggero dell'acciaio, altro motivo per cui dobbiamo aumentare la zavorra. |
![]() |
Attrezzature a noleggio. Tutti i centri offrono attrezzature complete (muta, gav, maschera, pinne) a noleggio; la maggior parte ha anche apparecchi fotografici e video. Costi: 5 Euro per il gav, per l’erogatore, per la muta o la torcia; l’attrezzatura completa 15 Euro a immersione. Per chi sceglie la crociera, è conveniente portarsi tutto dall’Italia, oppure accertarsi, prima di partire per, che in barca ci sia tutto l’occorrente. |
![]() |
Con chi immergersi. Numerosissimi sono i diving center che offrono tutti i servizi utili ai subacquei: dall'attrezzatura a noleggio alle immersioni guidate, dai corsi con tutte le didattiche riconosciute (Padi, Naui, Ssi, Cmas, e via dicendo) all'assistenza. Per chi sceglie la crociera, più di mille sono le barche che incrociano in Mar Rosso: di lusso e più spartane (dipende dal budget), ma tutte comode e confortevoli e con dotazioni di sicurezza, nonchè, ovviamente, attrezzate per chi si immerge. Ci sono metrature discrete (15/18 metri) fino alle grandi barche da crociera (anche fino a 30 metri di lunghezza: controlla). Tutte dispongono di cabine singole o matrimoniali con aria condizionata (quasi sempre), servizi in genere in cabina con acqua corrente anche calda. Il servizio a bordo è di buon livello con cucina internazionale con un occhio a quella egiziana. Chi fotografa troverà sempre a bordo una "stazione di ricarica" per flash e apparecchi fotografici: assicurarsene sempre prima della partenza. |
![]() |
La pesca. La pesca subacquea (con e senza bombole) è vietata in tutto il Mar Rosso, mentre la pesca d’altura è consentita ovunque. |
![]() |
La polizza assicurativa. Polizze studiate appositamente per chi fa attività subacquea sono proposte dalla Dan, Divers Alert Network (informazioni, tel. 085/8930333), un’organizzazione di assistenza medico-subacquea che fornisce assistenza medica per emergenze subacquee, trasporto nella camera iperbarica più vicina, si carica delle spese del trattamento iperbarico e del ricovero in ospedale. La tessera è annuale. |
![]() |
La camera iperbarica. |
![]() |
Elettricità. E' a 220 Volt. |
![]() |
Centro iperbarico. A Sharm el Sheikh, tel. 660922/3. |
Con chi immergersi???
![]() |
Da terra. Numerosissimi sono i diving center (la maggior parte presso le strutture alberghiere) che offrono tutti i servizi utili ai subacquei: dall’attrezzatura a noleggio alle immersioni guidate (full day o mezza giornata), dai corsi all’assistenza. Per le uscite, si avvalgono di barche attrezzate per accogliere i subacquei (portabombole, scaletta per discesa a mare, e via dicendo), che offrono anche il pranzo a bordo (con pagamento di un extra). In genere, ospitano gruppi fino a 12 sub (ma, a richiesta, ci sono barche più grandi) e sono dotate di un ampio prendisole da sfruttare tra un’immersione e l’altra. Un pacchetto da 10 immersioni (2 x 5 giorni) costa circa 235 Euro mentre un’uscita giornaliera (2 immersioni) costa 60 Euro. |
![]() |
In crociera. Per chi sceglie una crociera settimanale, sono decine le barche adibite a questo scopo: si dividono in categoria lusso e confort, tutte comode e, ovviamente, attrezzate per le immersioni. Ci sono metrature discrete (15/18 metri) fino ai grandi yacht (anche fino a 30 metri di lunghezza). Tutte dispongono di cabine singole o matrimoniali con aria condizionata, servizi, doccia con acqua corrente calda. Il servizio a bordo è di buon livello, la cucina è internazionale con un occhio a quella egiziana. Chi fotografa a bordo troverà sempre una "stazione di ricarica" per flash e apparecchi fotografici: in ogni caso, prima della partenza, è bene assicurarsene. |
Dove immergersi???
![]() |
Da Sharm. I sessanta chilometri di costa che parte da Sharm el Sheikh sono un susseguirsi di basse falesie, spiaggette, baie tranquille e, sott'acqua, di reef corallini, che formano una delle barriere più famose del mondo. Sono decine le spettacolari immersioni, a iniziare dal promontorio Ras Mohammed, un imponente blocco di roccia collegato alla terraferma da una sottile striscia di terra. Spartiacque tra il Golfo di Aqaba e il canale di Suez, sott'acqua la "testa di Maometto" (questo il significato in arabo di Ras Mohammed per questo promontorio dalla forma che ricorda il profilo del profeta) è caratterizzata da vertiginose pareti che precipitano fino a 70 metri di profondità in un'acqua limpidissima. Tra le immersioni più belle quella allo Shark Observatory (disegno), Osservatorio degli Squali, che si raggiunge anche da terra: ci si immerge da Shark Observatory Bay, oppure all'altezza del secondo balcone di osservazione e si scende lungo un superbo muro tappezzato di alcionari e gorgonie (a 15/18 metri). Al largo incrociano grossi pelagici, tra cui, in alcuni periodi dell'anno, anche squali balena. Piccole grotticelle deliziose si aprono lungo il tratto del promontorio. Il pomeriggio è l'ideale per godere dei fantastici giochi di luce dei coralli fossili del promontorio. Shark Reef e Jolanda Reef.Altre belle immersioni si effettuano a Shark Reef e Jolanda Reef (disegno), due pinnacoli corallini situati tra il Promontorio di Ras Mohammed e quello di Ras Za'atir. I due torrioni si staccano dal fondale per salire in superficie e formare una specie di laguna di 8/10 metri di profondità. La parte più interessante è la barriera a nord di Shark Reef: se rimane aria nelle bombole vale la pena di visitare anche Jolanda Reef, così chiamato dal nome della nave che vi si arenò nel 1980. Oggi, del cargo non rimane quasi nulla, a parte il suo strano carico di gabinetti e una BMW 320. Poco distante, una magnifica colonia di anemoni di mare abita Anemone City, un balcone madreporico affacciato sul blu. Dall'altra parte del Golfo di Aqaba, davanti alle coste dell'Arabia Saudita, c'è lo Stretto di Tiran, con l'omonima Isola e i suoi magnifici reef: Gordon, Jackson, Woodhouse e Thomas. E ancora il promontorio di Ras Nasrani (dove c'è l'aeroporto internazionale), che delimita a nord il comprensorio di Sharm el Sheikh. Poco distante, una magnifica colonia di anemoni di mare abita Anemone City, un balcone madreporico affacciato sul blu. |
![]() |
Da Dahab. Delle belle immersioni di Dahab (The Lagoon, The Lighthouse, Eel Garden) due sono da non perdere, ma sono dedicate ai subacquei più esperti: il Canyon e il Blue Hole (Buco Blu). Stretto di Tiran. Dall’altra parte del Golfo di Aqaba, davanti alle coste dell’Arabia Saudita, c’è lo Stretto di Tiran, con l’omonima Isola e i suoi magnifici reef: Gordon, Jackson, Woodhouse e Thomas. Soprattutto quest’ultimo, che è il più piccolo, offre sott’acqua una ricchezza di vita davvero straordinaria con le sue pareti tappezzate di soft coral e gorgonie. Anche qui mante e pesci angelo, Napoleoni e pesci pappagallo arricchiscono di colori uno spettacolo già eccezionale. |
![]() |
Da Taba. Una più bella dell'altra le immersioni ai reef dell'isola di Pharaoh's, ricchissimi di vita e di colori. Una particolarità: a Pier's House, difronte all'Hilton, l'unica struttura turistica di Taba (controllare), in pochi metri d'acqua, vive un raro antennaride, il pesce rana (se possibile foto e rimando nella biologia). |
![]() |
Da Nuweiba. La più bella immersione di Nuweiba si effettua a Ras Mamlah (a un paio d'ore di pulmino dal paese), nel parco marino di Ras Abu Galum: gorgonie, corallo nero e alcionari, oltre a tutta una teoria di pesci tropicali e lo spettacolo che si vive a neppure 30 metri di profondità. Ras Mamlah. Nel parco marino di Ras Abu Galum, a un paio d’ore di pulmino dal paese, è la più bella immersione di Nuweiba: gorgonie, corallo nero e alcionari, oltre a mille pesci tropicali offrono uno spettacolo unico a neppure 30 metri di profondità. Immersione con Hebatullah. Hebatullah ("dono di Dio" in arabo) è il delfino che staziona davanti alla spiaggia del villaggio di El Saiadin e che, dopo essere stato salvato da un ragazzo sordomuto, ha stretto con lui un’amicizia ormai di lunga data. Non solo i subacquei, ma anche chi si dedica allo snorkeling può provare l’emozione di nuotare con il delfino. |
![]() |
Da Hurghada. I relitti dello Stretto di Gobal (il più famoso è quello del Thistlegorm, a Shag Rock, raggiungibile anche da Sharm); Careless Reef, Umm Gamar, Giftun el Saghir, dalle pareti spesso sferzate dalle correnti e perciò di una ricchezza di vita impressionante. Circa 800 barche al giorno. |
![]() |
Da El Quseir. Sul fondo prevalentemente sabbioso della baia di El Quseir si innalzano panettoni madreporici ricchi di vita. Bella l'immersione a Black Tree, una spaccatura della barriera corallina che si allarga in un'ampia grotta che si apre su grossi rami di corallo nero. |
![]() |
Il parco marino di Ras Mohammed. Istituito nel 1983 per preservare la zona, il Parco nazionale di Ras Mohammed allora comprendeva l'omonimo promontorio Tiran e i suoi reef per un totale di 97 metri quadri di area protetta. Poi i confini vennero ingranditi fino a comprendere le aree di Nabq, a nord di Naama Bay, Ras Abu Galum, a sud di Nuweiba e Santa Caterina (6300 chilometri di territorio). Nel 1998 l'area fu oltremodo ingrandita e oggi comprende anche Taba, tutta la costa egiziana e il Golfo di Aqaba. Canyon. E’ una vasta spaccatura di roccia che inizia a circa 8 metri di profondità e continua fino a 50 metri con pareti perpendicolari e anfratti ricchi di vita (numerosissimi i glass fish, gli argentei pesci di vetro) e di colore. Ha due uscite, una a 30 metri, l’altra sul fondo di sabbia bianchissima. E’ pericoloso e quindi riservato solo ai più esperti. Blue Hole. A due chilometri circa dal Canyon, nel reef, si apre un impressionante cratere, che precipita nel blu fino a 80 metri. Vita bentonica e pesci corallini lo colorano con i toni dell’arcobaleno. Fare sempre attenzione al profondimetro: la visibilità e l’acqua chiarissima possono trarre in inganno. |
![]() |
Le regole da rispettare. |
In crociera...
![]() |
Zabargad |
![]() |
Brother's Islands A 38 miglia a nord-est di Quseir, e a meno di due miglia l'una dall'altra, le Brother's si distinguono per lo spettacolare faro costruito dagli Inglesi alla fine dell'800 sulla più grande, la Big Brother, lunga non più di 400 metri. La più piccola, Small Brother, è di forma rotonda ed è circondata da un reef spettacolare ricco di alcionari, soft coral e grandi ventagli di gorgonie. Sott'acqua, questo paradiso incontaminato pulsa di vita: e anche i più grandi interpreti del mondo subacqueo, i carangidi e i tonni, i barracuda e gli squali. Alle Brothers i selaci sono di casa e non è raro incontrare in immersione esemplari di squali grigi, pinna bianca, ma anche i più pericolosi martello. Due i relitti, dalle lamiere completamente ricoperte di invadente vita bentonica. Si tratta del Namibia, affondato negli anni O40, e adagiato ora sul fondo con la prua a 12 metri e la poppa a 80, e dell'Aida II, un vapore egiziano schiantatosi nel 1957 contro il reef durante una mareggiata. Quasi irriconoscibili da quanto sono ricoperti di colorati alcionari, i due relitti sono oggi l'habitat di milioni pesci di ogni tipo e specie, dagli Pterois volitans, onnipresenti in Mar Rosso, alle murene dall'aspetto minaccioso, ma innocue, mentre le parti più buie sono illuminate dagli argentei glass fish. |
Penisola del Sinai....paradiso da scoprire!!!

Monasteri:
L’escursione al Monastero di Santa Caterina, ai piedi del Monte Sinai, è diventata una meta fissa di chi va in vacanza in Mar Rosso.
Nel Febbraio del 2002, all'interno delle altissime mura del monastero, è stata resa accessibile al pubblico una delle più belle e singolari collezioni di oggetti d'arte cristiana. Un piccolo ma singolare museo di nove stanze chiamato "La Sacra Sagrestia" espone dei capolavori di grande valore artistico.

In seguito, nel dodicesimo secolo, il sultano Salah El Din (Saladino) sfrattò i Crociati dall'isola e rafforzò significativamente la fortezza. Quando i Mamelucchi e gli Ottomani divennero i signori della ragione, la rafforzarono ulteriormente.



Presso il tempio, cinto di mura, che si erge su un altopiano, a 850 m sul livello del mare, potete osservare le rovine della cappella di Hathor, tagliata nella roccia, e numerose lastre di pietra con iscrizioni incise. Altre antiche iscrizioni, in buono stato di conservazione, si possono esaminare vicino al complesso del tempio, presso i pozzi delle miniere abbandonate.
L'oasi di Feiran, a metà strada circa tra il Monastero di Santa Caterina e il Golfo di Suez, è uno dei più antichi centri cristiani del Sinai. La tradizione tramanda che Mosé ed i suoi seguaci passassero per quest'oasi, la più grande del Sinai meridionale. Le rovine di numerose chiese antiche ne documentano l'importanza; a partire dal II secolo, e per un lungo periodo, l'oasi fu considerata un fulcro religioso di rilievo.
Una delle meraviglie naturali del Sinai è il maestoso canyon colorato. Percorretene il sentiero, stretto fra pareti di arenaria, striate di delicati gialli, viola, rossi, magenta e oro. In certi punti, le pareti del canyon raggiungono i 40 metri. Vi sentirete avviluppati nei colori. E' spettacolare.
Nascosta tra colline di sabbia giallastra, non lontana dalla strada che collega Nuweiba con Dahab si trova una delle oasi più spettacolari del Sinai. Il suo nome arabo di Ein Khudra (Oasi Verde), descrive alla perfezione questo posto dove zampillanti sorgenti di acqua dolce nutrono giardini di palme da dattero in un deserto all'apparenza arido. 



Ein Umm Ahmed è uno dei luoghi più lussureggianti nel deserto del Sinai. Tradotto dall'arabo, Ein Umm Ahmed significa la sorgente della madre di Ahmed.
L'oasi di Ein Umm Ahmed è abitata da beduini locali, che si mostrano sempre ben disposti a condividere con i visitatori un tè e a far loro ammirare questo luogo sorprendente.
E' consigliabile assumere una guida da Nuweiba, Dahab o Ein Umm Ahmed, poiché le zone interessanti da visitare lungo il percorso sono molteplici.
La cosa più stupefacente del Deserto Blu non è la vernice blu che ricopre le rocce, ma lo spettacolo della secca che si staglia contro il leggendario blu del cielo del Sinai. Massicce sculture di granito e massi dorati ricoprono la superficie del deserto, a fianco di bellissimi fiori rosa. Il Deserto Blu è un luogo ideale per arrampicate, fotografie o semplicemente per sentirsi lontani da tutto.
Nel 1980, l'artista belga Jean Verame si recò nel deserto del Sinai per tracciarvi, letteralmente, una linea di pace. Con il permesso di Anwar El Sadat e la concessione di 10 tonnellate di vernice da parte delle Nazioni Unite, l'artista riuscì a dipingere quattro miglia di Sinai. Un anno dopo, il tratto fra Dahab e Santa Caterina era blu; da qui il nome di Deserto Blu.
I MISTERI DI CHEOPE
| A | Ingresso principale |
| B | Camera della regina |
| C | Camera del re |
| D | Grande corridoio ascendente |
| E | Condotti allineati con le stelle sacre agli Egiziani, prima considerati semplici condotti di areazione |
| F | Camere di scarico poste sopra la camera del re |
| G | Cunicolo forse scavato dai predatori |
| H | Falso cunicolo |
| I | Falsa camera per ingannare i ladri |