Mal D'Egitto

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venerdì, 29 aprile 2005

Saqqara

Saqqara è una vasta necropoli situata in Egitto a 30 km a sud della città moderna del Cairo.

Saqqara, piramide a gradoni di Djoser

Posta sulla riva sinistra del Nilo, a occidente del sito dell'antica Menfi, da cui è separata dal corso del Bahr el Libeni, derivazione del Nilo, la zona archeologica di Saqqara è, con Giza e Tebe uno dei tre grandi luoghi dell'Egitto antico.

Il nome Saqqara é di origine antica e deriverebbe da quello di una divinità funeraria, Sokaris, che era posta a tutela della zona.

 

 

Il monumento di maggior rilievo è la piramide a gradoni di Djoser, considerata la più antica tra le piramidi.
La necropoli di Saqqara copre un area di circa 7 x 1,5 km.
Mentre Menphi fu la capitale del Regno Antico, Saqqara ne fu la necropoli reale almeno fino alla III dinastia.
Sebbene sostituita dalla necropoli reale di Giza ed, in seguito, da quella della Valle dei Re presso Tebe, rimase un importante località di seppellimento e culto per più di 3000 anni fino al periodo Tolemaico ed all'occupazione romana.


cortile del GiubileoLe più antiche sepolture di nobili risalgono alla I dinastia ma è solo con la II dinastia che compaiono sepolture reali tra cui quelle di Hetepsekhemwy e Ninetjer.
I reperti di maggior interesse risalgono comunque alla III dinastia e comprendono appunto la piramide di Djoser.
Oltre a questa il sito ospita alcune altre dozzine di piramidi, di regine e principi reali, in vari stati di conservazione. Quella di Unas, sovrano della V dinastia, posta a sud della piramide a gradoni ospita il più antico esempio di testo delle piramidi, serie di iscrizioni rituali che illustrano la vita dopo la morte. Queste decorazioni dell'interno della tomba sono i precursori del Libro dei morti del Nuovo Regno.
Saqqara ospita anche un grande numero di tombe mastaba. Essendo stato il complesso cimiteriale coperto dalla sabbia per quasi due millenni, fino al 1924, anno della sua riscoperta, molte tombe si sono preservate intatte sia nelle strutture esterne che nelle decorazioni interne.
Per lo studio della storia dell'Egitto è importante un dipinto, scoperto nel 1861, in una tomba risalente al Nuovo Regno, in cui sono elencati i cartigli di cinquantasette sovrani da cui afferma di discendere Ramsess II. Solo una cinquantina di nomi sono tuttora leggibili. Questo documento è spesso citato come Lista reale di Saqqara.
DjoserMentre la maggior parte delle sepolture risale comunque al Regno Antico è da rilevare la presenza della tomba di Horemab, ultimo sovrano della XVIII dinastia,da lui realizzata a Saqqara prima della sua ascesa al trono, e quindi durante il regno di Tutankhamun, di cui Horemab era un generale.
Ulteriore monumento di rilevante importanza è il Serapeo: una galleria di tombe, tagliata nella roccia, per conservare i corpi mummificati dei tori Api, adorati a Menphi come personificazione del dio Ptah. Scoperte nel 1851 da Auguste Mariette, le tombe si sono rivelate già saccheggiate nell'antichità tranne una rimasta inviolata per 3700 anni. Alcune delle mummie di tori ritrovate a Saqqara si possono ora ammirare al Museo dell'Agricoltura del Cairo.
Nei pressi del Serapeo si trova un gruppo di statue di epoca tolemaica conosciute come il Circolo dei filosofi, queste comprendono immagini di grandi poeti e pensatori greci: Esiodo, Omero, Pindaro, Platone e altri. In origine le statue pare fossero situate in un vicino tempio.

Necropoli di Saqqara:  

1, mastaba di Kagemni;

2, mastaba di Mereruka;

3, piramide di Teti; 

4, piramide di Userkaf;

5, complesso funerario di Djoser;

6, mastaba di Ptahhotep;  

7, piramide di Unas;

8, complesso funerario di Sekhemekhet 

9, Serapeo.

 

 

 

 

 

 

Complesso Funerario di Djoser

Il grande complesso funerario di Djoser, la cui piramide a gradini è l'elemento più imponente, rappresenta un momento significativo nella storia egiziana. Un sacerdote di Heliopolis, Imhotep, fece costruire sulla tomba tradizionale del sovrano un grandioso tumulo in blocchi di pietra. Il tumulo doveva essere collegato ai miti cosmogonici che vedevano la terra emergere dalle acque primordiali ed il sole sorgervi per la prima volta.
In una descrizione per sommi capi abbiamo, all'interno di un grande rettangolo allungato nel senso dei meridiani, al centro la piramide a gradini e negli spazi liberi vari altri edifici. Il grande cortile che è davanti alla piramide (lato sud) ha sulla destra la corte del giubileo e, sul lato meridionale, la cosiddetta "tomba del muro di cinta sud". a destra della piramide (lato est), proseguendo dalla corte del giubileo, vi sono la Casa del Sud e la Casa del Nord. Dietro la piramide, addossato al suo lato settentrionale, vi è il tempio funerario con il serdab ed in fondo (lato nord del recinto) un altare a terrazza con rampe d'accesso. Lunghi lavori hanno portato alla ricostruzione parziale tuttora continuante di molti edifici del recinto.
Tutti gli edifici contenuti nel recinto non sono praticabili, ma pure facciate, essi sono riproduzioni in pietra di edifici per loro natura realizzati con altri materiali. Entrambi questi fatti rivelano il loro carattere simbolico.

 

Complesso di Djoser

1, piramide a gradini;

2, cortile meridionale;

3, tomba del muro di cinta sud;

4, cortile del giubileo;

5, cortile orientale;

6, serdab;

7, tempio funerario;

8, magazzini;

9, altare

 

 

 

 

 

 

 

 

Piramide di Djoser

L'architetto Imhotep costruì per il faraone Djoser-Neteri-Khet (III Dinastia, 2630-2611 a.c.) la prima "dimora dell'eternità" a forma di piramide a gradoni. Alta 63 m. e con un perimetro di base con lati di 125 m. e 109 m. è formata da sei livelli che ricoprono una mastaba iniziale. Si è potuto constatare che è il risultato di sei successivi progetti, i primi tre dei quali non si discostavano dalla forma della mastaba.

 

 

 

 

La camera funeraria è più o meno al centro della base della piramide, in fondo ad un pozzo di 28 metri. Attorno si snoda un complesso sistema di gallerie, nelle quali sono state scoperte camere ricoperte di faïence azzurra

Altri undici pozzi portavano, ad un livello inferiore, alle tombe di regine e principi reali e a due gallerie magazzino che contenevano tra trenta e quarantamila pezzi di vasellame di pietra, per la maggior parte frantumati, anche con iscrizioni di re delle prime due dinastie. Addossato alla base della piramide, sul lato nord, vi è il serdab, una stanza interamente chiusa. Da due fori cilindrici si vede all'interno la statua di Djoser; è una copia, il prezioso originale che è stato qui ritrovato si trova al Cairo. Di fronte al monumento, nel cortile della festa Heb-Sed, durante questa cerimonia il re doveva percorrere dieci volte il giro attorno a due confini che rappresentavano le due terre, l'Alto e Basso Egitto, per dimostrare simbolicamente che era ancora abbastanza forte per governare il Kemet.

Tra l'entrata, alla sua destra, e la piramide, c'erano le dieci cappelle dedicate alle divinità principali dell'enneade di Iunu: Atom, Iside, Osiride, Set, Nut, Geb, Shu, Nephty, e Orus. Due cappelle consacrate una a sud all'Alto, e l'altra a nord al Basso Egitto si trovavano dietro la piramide. A nord, dietro il colosso di calcare, una cappella ospitava e ospita ancora oggi la statua di Djoser.

Una cinta muraria, di cui oggi ne è rimasta in piedi solo una piccolissima parte concentrata attorno all'ingresso, circondava l'intero complesso. Alta circa dieci metri formava un rettangolo di 270 m. e 545m. Quattordici false porte servivano a disorientare i visitatori indesiderati. Solo un ingresso consentiva l'accesso alla città sacra, che richiese 45 anni per essere completata.

 

Mastabe dei dignitari

Il termine mastaba deriva da una parola araba che indica il banco di fango seccato che serve da sedile davanti alle case dei contadini egiziani. La sovrastruttura, che è un nucleo di muratura a pianta rettangolare, rivestito di calcare e con le pareti leggermente inclinate verso l'interno, vagamente assomigliante a quei banchi. Ma tale sovrastruttura è sita sopra ed intorno all'imboccatura di un pozzo scavato nella roccia che conduce alla camera sotterranea, in cui era depositato il sarcofago. Una nicchia nella parete orientale della struttura fuori terra - in fondo alla quale la falsaporta (ovvero la raffigurazione in pietra di una porta) costituiva il punto di comunicazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti - era il luogo di deposizione delle offerte. Il repertorio iconografico dipinto sulle pareti è alquanto vario: il titolare in caccia; mentre sorveglia i vasi di unguento trascinati su slitte nei quartieri delle donne; mentre assiste alla sfilata delle offerte, a giostre sull'acqua, al censimento del bestiame, alla macellazione. Una delle mastabe più famose è quella di Mereruka, un grosso personaggio che svolse compiti diversi sotto alcuni re della VI dinastia. La moglie era "figlia reale e sacerdotessa di Hathor"; la sua mastaba, di 32 stanze, con appartamenti per tre destinatari, lo stesso Mereruka, la moglie e il figlio è la più complessa fra quelle del Regno antico; si ripetono le scene di tutte le altre sepolture, ma per esempio nella pesca si usano l'esca, le nasse e una rete tirata da 18 pescatori.

Serapeo

Si sa che gli animali sacri venivano mummificati e sepolti. L'animale sacro al grande dio menfita Ptah era il bue Api. Ve ne era uno solo alla volta, scelto secondo particolari caratteristiche, bianca la fronte ed alcune altre piccola parti del corpo, nero in tutto il resto. Anche l'Api morendo diventava un Osiride, come i faraoni, l'Osiride Api, per i greci Osorapis, per cui fu facile l'identificazione con Serapide, il dio artificialmente inventato dai Tolomei con caratteristiche di Osiride e di Zeus. Quindi il sepolcreto degli Api ebbe il nome di Serapeo. Con cappelle e tempietti sopra la catacomba, era meta di pellegrinaggi, con intorno tutto il mondo variopinto che, ovunque e in ogni tempo, ha popolato tali luoghi. Quando Mariette trovò il corridoio sotterraneo con le celle laterali delle sepolture degli Api, usato dalla XXVI dinastia fino ai tempi greco-romani, i 24 sarcofagi di pietra dura erano stati tutti svuotati. Successive ricerche hanno portato alla scoperta di un altro sotterraneo, precedente, con il quale all'epoca di Ramses II si era cominciato a deporre in un unico sito i corpi mummificati degli Api, prima sepolti in tombe isolate. In questa altra catacomba, ad un livello diverso e ad angolo retto rispetto a quella già citata, sono state ritrovate 28 mummie intatte di Api, nonchè la mummia di Khamuas, il figlio di Ramses II che fu, a Menfi, sommo sacerdote di Ptah.

 

Piramidi di re della V eVI dinastia

 

 

Piramide di USERKAF

La piramide di Userkaf, il primo re della V dinastia, aveva il lato di un po' più di una settantina di metri ed era racchiusa da un recinto im cui era racchiusa una piccola piramide satellite. Oggi ne segna il luogo, a nordest del recinto di Djoser, un ammasso di blocchi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Piramide di SEKHEMKHET

A sud-ovest del complesso di Djoser, è stato scoperto l'analogo complesso che Sekhemkhet, il successore di Djoser, cominciò per se stesso e che, rimasto incompiuto, spari gradatamente sotto la sabbia.

La storia di questa costruzione è davvero singolare e particolarmente interessante dal punto di vista Scientifico, dato che probabilmente si tratta di un'opera di transizione fra le piramidi a "gradoni", come quella di Djoser a Saqqara, e le piramidi lisce di Dashur e del celebre sito di Giza (cheope, Chefrene Micerino). Alcuni ritengono che una prima piramide a sette gradoni sia stata inizialmente eretta da Huni, ultimo faraone della III dinastia (2663-2639 a.C).

La costruzione sarebbe stata poi ripresa dal suo successore Snefru (2630~26O4 a.C.), primo faraone della IV dinastia e padre di Cheope. Costui l'avrebbe non solo sopraelevata di un gradone, ma anche rivestita di materiale, trasformandola nella prima vera piramide dell'Antico Egitto.

Si tratta però di una teoria che suscita alcune perplessità, dato per tutto l'Antico e Medio Regno nessun faraone si è assunto l'incarico di portare a termine la piramide di un predecessore, nemmeno per farla propria. Chiunque sia il suo primo costruttore, della struttura definitiva di 147 metri di lato e 93,50 di altezza oggi non rimane che il nucleo centrale, alto appena 70 metri. il riutilizzo del rivestimento da parte dei Romani e il crollo delle strutture periferiche hanno anche portato alla luce i gradoni originarie con essi tutta una serie di quesiti.


Tomba di TETI

L'ingresso davanti al lato settentrionale, immette in un corridoio, per la prima parte discendente, poi in piano. Superato il punto in cui vi sono le abituali tre saracinesche di pietra che bloccarono l'accesso dopo la sepoltura del re si arriva ad una anticamera quadrata con il soffitto di lastroni a contrasto.

L'anticamera serve, a destra, la camera funeraria con il sarcofago di basalto nero e, a sinistra, un'altra camera con tre nicchie. Sulle pareti dell'anticamera e della camera funeraria sono scritti, in geroglifici in verde in colonne verticali, i ben noti Testi delle Piramidi. Raccolta di formule rituali, precetti magici, preghiere, manuale di comportamento nell'aldilà, con folgoranti immagini poetiche.
I Testi delle Piramidi comparivano anche nelle stanze della piramide di Teti, primo re della VI dinastia, che è oggi solo un ammasso di blocchi, a qualche centinaio di metri dai resti della piramide di Userkaf.

 

 

 

Tomba di UNIS  

La piramide dell'ultimo re della stessa dinastia, Unis, si trova invece a sud del recinto di Djoser. Il lato è solo di una settantina di metri.

 

Tomb of Irukaptah

Butchering scene and statues of Irukaptahs' family


 

Atri re ebbero il loro monumento funerario a Saqqara.

 

 

Complesso funerario di DJEDKARE-ISESI

 Piramide di IBI

 

 

 

 

Tomba di SHEPSESKAF

 

Un grande recinto ancora più a occidente, identificato dalla fotografia aerea ma non ancora scavato, può forse essere stato una costruzione dello stesso tipo. Mastabet el Faraun, la "Mastaba del Faraone", è la sepoltura, di forma simile ad un grande sarcofago, di Shepseskaf, successore di Micerino (IV dinastia).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pepi I, Merenra e Pepi II (VI dinastia) ebbero la loro piramide nella parte meridionale della necropoli. Infine vi sono ancora a Saqqara i resti delle piramidi di due re del primo periodo intermedio e altre due, di mattoni, di re della XIII dinastia (secondo periodo intermedio)

 

Pepi I

Pepi II

Menenre

 

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civiltĂ  egizia

martedì, 26 aprile 2005

Attività più gettonate a Sharm El Sheikh

Immersioni
Il sub è sicuramente l'attività più praticata a Sharm el Sheik, il luogo perfetto sia per gli esperti subacquei sia per coloro che desiderano provare a respirare sott'acqua per la prima volta. Tra relitti, pesci, immersioni tecniche o in corrente, non avrete che l'imbarazzo della scelta. Se non vi siete mai immersi prima d'ora, Sharm el Sheik è il luogo ideale per provare questa nuova esperienza. I subacquei esperti potranno iscriversi ai nuovi corsi sull'utilizzo dei rebreather o partecipare alla gita di primo mattino al famoso relitto del Thistlegorm. La bellezza del Mar Rosso non vi deluderà, e immergersi a Sharm el Sheik è un operazione relativamente semplice. Date un'occhiata alle nostre liste dei centri sub e alla galleria fotografica di Sharm el Sheikh.    

Golf
Immaginatevi di trovarvi in Mar Rosso al tramonto, circondati dalle sue millenarie montagne, pronti a colpire la pallina alla diciottesima buca, pregustandovi la birra fresca che vi attende alla diciannovesima. Ben nascosto tra l'aeroporto e le luci di Na'ama Bay si trova il verde e tranquillo campo da golf del Jolie Ville Movenpick Golf Resort. Il campo, dotato di 18 buche e 18 laghetti, misura 6021 yard ed è stato classificato come par 72; è adatto sia per i principianti sia per gli esperti golfisti. L'accesso al campo è permesso anche ai clienti che non soggiornano nell'hotel. Si raccomanda di prenotare in anticipo. Su richiesta è possibile prendere parte alle lezioni di golf ed affittare le macchine elettriche al negozio interno.
Il campo di pratica, completo di driving range, chipping e putting green, prevede lezioni individuali e di gruppo fornite dal coach Fran Roach. Nativo di New York, Fran lavora al campo di golf da un anno e mezzo. Ad affiancarlo il geniale allenatore locale Mr. Athy, presente sul campo dal giorno della sua apertura nel 1998. L'importante clubhouse è fonte d'orgoglio nazionale ed ha ospitato numerose conferenze di pace nel Medio Oriente. Il negozio, il bar e il ristorante sono ben forniti. E' previsto inoltre l'affitto dell'attrezzatura, di buggy e caddy. I numerosi tornei annuali tengono occupati gli appassionati locali e i gruppi di golfisti che ogni anno visitano il Movenpick. Il campo offre inoltre un servizio di navetta per i golfisti che soggiornano in altri alberghi.
 
Sci Nautico o Wakeboard
Wake: (weik) la scia lasciata sulla superficie dell'acqua da un oggetto in movimento Boarding: (bord^ing) utilizzare una tavola per spostarsi lungo diverse superfici, normalmente in modo bizzarro e scavezzacollo
Wakeboarding: (weik^bord-ing) il più entusiasmante degli sport nautici!
Se la superficie del mare vi affascina più delle sue profondità, allora la pratica di sci nautico o wakeboard è ciò che fa per voi. Dieci chilometri a sud di Na'ama Bay, c'è la baia protetta di Sharm el Maya, ideale per la pratica degli sport nautici. Provate a prendere una lezione di wakeboard, il divertimento è assicurato ed i più temerari possono provare un salto girandosi di 80 gradi. Il centro nautico Sun & Fun è situato sulla spiaggia dell'Hotel Iberotel Palace. E' inoltre possibile cimentarsi in cavalcate acquatiche di banone gonfiabili e pneumatici.

Bungee catapulta
Situata nel parcheggio di fianco all'Hotel Na'ama Bay, questa gigantesca catapulta, non indicata ai deboli di cuore, vi assicurerà dieci minuti di adrenalina pura oltre ad una spettacolare vista su Na'ama Bay. Il funzionamento è molto semplice: verrete legati con delle apposite cinghie in una gabbia sferica a sbarre, attaccate a due corde elastiche...3, 2, 1 e vi lancerete in cielo. Altro da aggiungere?

Gokart
Se siete degli amanti della velocità più "terrena", una corsa sui gokart è quello che fa per voi. Non fatevi ingannare, non è uno sport solo per bambini! Ghibli Raceway è un centro gokart professionale, costruito secondo gli standard internazionali FIA. Il circuito principale misura 592 metri. Se volete gareggiare vi verrà data una tuta, un cappuccio di cotone e un casco integrale. Gli addetti vi istruiranno sull'utilizzo dei gokart e delle regole della pista ed in seguito vi assegneranno un gokart. Il veicolo standard è di 6.5hp mentre il veicolo per gli esperti è di13hp. Mentre sfrecciate sulla pista un sistema computerizzato registrerà i vostri tempi ed i risultati appariranno sullo schermo gigante situato a bordo pista. Potete andare in gruppo e gareggiare tutti insieme o, se vi recate da soli, sarete assegnati ad un altro gruppo. E' inoltre disponibile un circuito di 220 metri, completo di mini gokart, interamente realizzato per i bambini. La pista è situata sulla strada per l'aeroporto, appena fuori Na'ama Bay, nelle vicinanze degli hotel Hyatt e Sofitel.

Equitazione
Se amate i cavalli e le attività sportive mattutine, allora non perdetevi una passeggiata a cavallo nel deserto o lungo la spiaggia da dove potrete ammirare il sorgere del sole. A Sharm esistono un paio di scuderie che offrono questo tipo di escursione mattutina. Non c'è niente di meglio dell'essere a dorso di un cavallo nel pacifico deserto mattutino, quando l'aria è ancora fresca e piacevole. Se preferite una cavalcata al tramonto, a Sharm non mancheranno di certo le opportunità. Informate la vostra guida sul vostro livello di esperienza, in questo modo il vostro istruttore sceglierà la cavalcata più adatta a voi. Gli alberghi Concorde e Sofitel, situati appena fuori Na'ama Bay, vantano delle ottime scuderie con cavalli ben tenuti e nutriti. Le uscite a cavallo durano da una a due ore.

Moto a quattro ruote
Una gita sulle moto a quattro ruote è un modo divertente e veloce per visitare il deserto. Esistono molti centri equipaggiati per questo tipo d'escursioni e la maggior parte di loro si trova sulla strada principale di Na'ama Bay, dalla parte dell'entroterra.

Non è indispensabile essere degli esperti motociclisti e potrete scegliere tra moto automatiche e a marce. E' possibile prendere parte ad escursioni all'alba, al tramonto e ad escursioni della durata di un giorno intero (sconsigliate in piena estate a causa delle alte temperature). Se intendete cimentarvi in una "motorata" nel deserto, vi consigliamo di indossare un foulard in testa e degli occhiali da sole: la sabbia alzata dalle motociclette potrebbe depositarsi sui capelli, sul viso e negli occhi. Non dimenticatevi la crema solare e la macchina fotografica.

Tutti possono partecipare ad una gita sulle moto, indifferentemente dall'età o dal livello d'esperienza. Le moto a quattro ruote sono stabili e facili da guidare. Il Sahara Express dispone di tre tipi di moto: quelle automatiche, quelle semi-automatiche e quelle a marce. Ma se non volete, non dovete neanche guidare. Potete far guidare un vostro amico mentre vi godete il paesaggio dal sellino posteriore.

Solitamente, oltre alla sosta presso una tenda per assaporare del tè beduino,  il percorso prosegue alla "Valle dell'Eco".
Lo spettacolo del sole infuocato che illumina i canyon è da togliere il fiato. Sulla strada si possono incontrare dei cammelli allo stato brado.
Se volete ammirare il deserto illuminato dalla luce della luna, allora non perdetevi la gita di mezzanotte. E' possibile visitare il Parco Nazionale di Nabq, prestando attenzione a rispettare le regole e l'ambiente.

Pattinaggio sul ghiaccio
Credeteci o no, ma a Sharm el Sheik c'è una pista di pattinaggio sul ghiaccio. E' molto ben tenuta ed un modo piacevole di scappare dalla calura giornaliera. La pista di 300 m2, è grande abbastanza per prendere velocità. Per il futuro, la direzione ha in serbo hockey sul ghiaccio, pattinaggio artistico e spettacoli. I pattini sono di buona qualità e di misure differenti. Sulla pista si pattina a suon di musica. Al suo interno troverete inoltre un bar e delle sedie su cui riposarsi tra una pattinata e un'altra. La pista è situata nell'area sportiva dell'Hotel Concorde, sulla strada dell'aeroporto a nord di Na'ama Bay.


 

 

Bowling
La pista da bowling MAS è situata in cima alla strada dell'Hard Rock. Andateci con un gruppo di amici (massimo otto per pista) e preparatevi ad una bella serata in compagnia. Le piste sono sei, tutte computerizzate, e il centro è stato realizzato secondo lo standard AMF. Ogni giocatore potrà controllare il suo punteggio sullo schermo gigante e avrà 10 tiri a sua disposizione. Le palle sono di pesi e misure differenti, così da rendere possibile il gioco anche ai bambini. Il centro è aperto tutti i giorni da mezzogiorno all'una di notte e dispone di aria condizionata. All'interno troverete inoltre un bar dove vengono serviti anche vari spuntini. C'è inoltre un'area riservata ai bambini con vari giochi ed una mezzaluna per gli appassionati di skateboard.


Cammellata, barca  a vela, paracadute nautico, guardare le stelle ed altro ancora...
Il numero dieci della nostra lista contiene una moltitudine d'attività, ma d'altronde, questi 10 chilometri di costa, sono un concentrato puro di svaghi e divertimenti. Per avere notizie sulle ultime novità tenete d'occhio la nostra rivista: i nostri giornalisti sono sempre alla ricerca di novità.

L'escursione con i cammelli vi darà un assaggio di cultura beduina. Molti operatori turistici offrono la gita con cena inclusa. Di solito l'escursione ha inizio all'ora del tramonto dove coprirete una porzione di deserto in groppa ad un cammello prima di fermarvi presso una tenda beduina per una tazza di tè e per scattare un pò di foto. L'escursione continua in seguito fino ad un campo beduino situato ai piedi delle montagne dove vi verrà servita una cena tipica.

Gli amanti degli sport nautici troveranno pane per i loro denti presso i numerosi centri di sport acquatici situati a Na'ama Bay. Presso la spiaggia dell'Hotel Movenpick Jolie Ville troverete un centro nautico ben fornito. L'ufficio principale dei centri Sun & Fun si trova tra l'hotel Novotel e l'Hilton Fayrouz. Non perdetevi il loro centro sulla spiaggia dell'Hotel Hilton Fayrouz. Potrete affittare barche a vela, tavole da windsurf, pedalò ed altro ancora. Prima di affittare il materiale controllate il vento. Il pomeriggio è solitamente più ventilato del mattino. In mancanza di vento potrete sempre provare il paracadute nautico.
 
 
 
 

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sharm el sheikh

sabato, 23 aprile 2005

Come muoversi a Sharm el Sheikh

Nel momento in cui passerete attraverso le porte scorrevoli dall'aeroporto di Sharm el Sheikh sarete investiti dalla bellezza delle montagne circostanti e...da una miriade di tassisti che urleranno "tax, tax" nel tentativo di portarvi fino al vostro hotel.
Negli ultimi anni Sharm el Sheikh ha conosciuto un enorme sviluppo, e al momento gli alberghi si estendono dal centro di Sharm vecchia fino al parco nazionale di Nabq. Il centro turistico principale è Na'ama Bay, dove troverete bar, ristoranti e divertimenti. Se vi capiterà di prendere un taxi per tornare in albergo, possibilmente vi troverete a Na'ama Bay.

Come prendere un taxi

Ufficialmente ai taxi non è permesso accedere al centro di Na'ama Bay, potrà quindi sembrarvi che non ce ne sia in giro neanche uno. Ma se dalla passeggiata principale vi dirigerete verso il Bungee Jump, ne troverete in gran quantità. Altrimenti saranno parcheggiati subito dopo l'Hard Rock Cafè. La tattica migliore per mercanteggiare il prezzo è di non accettare la corsa dal primo tassista che ve lo chiede.

I taxi cui è permesso accedere nella zona pedonale sono di solito i più cari. Per evitare inconvenienti è consigliabile accordarsi sul prezzo della corsa prima di salire sull'auto. Se non siete d'accordo con il prezzo richiestovi, non fatevi scrupoli e rivolgetevi ad un altro tassista. I taxi ufficiali sono bianchi e blu e hanno il numero di licenza scritto in arabo all'esterno. Anche se queste scritte non significano molto per voi, è una buona idea prenderne nota. Se dimenticate qualcosa sul taxi, avrete modo di rintracciarlo.
Qui sotto troverete una lista di tariffe indicative da e per Na'ama Bay. A vostra discrezione aggiungete 5 LE se prendete il taxi a notte tarda. Se lungo la strada fate numerose fermate in altri alberghi, la tariffa sarà più cara.
 
-Na'ama Bay/Sharm Vecchia (Sharm el Maya) 10LE
-Na'ama Bay/Hotel a Hadaba 15LE
-Na'ama Bay/Hotel a Ras Umm Sid 15LE
-Na'ama Bay/Sharks Bay 25LE
-Na'ama Bay/Nabq 40LE
-Tariffa minima intorno a Na'ama Bay 10LE
-Sharm Vecchia (Sharm el Maya)/Hotel a Hadaba 5LE 10LE
-Sharm Vecchia (Sharm el Maya)/Hotel a Ras Um Sid 10LE
-Sharm Vecchia/Porto Travco 5LE
-Na'ama Bay/Porto Travco 15LE
 
Mini Bus

Per andare da Na'ama Bay a Sharm Vecchia (Sharm el Maya) avrete la possibilità di utilizzare un servizio di mini-bus. I pulmini vanno avanti e indietro sulla strada principale per 24 ore al giorno. Aspettate sul ciglio della strada e fermate con un cenno della mano solo i pulmini con la striscia verde che corre lungo i fianchi. Il minibus si fermerà immediatamente davanti a voi.

La maggior parte dei passeggeri saranno uomini egiziani. Per evitare di essere al centro dell'attenzione, non salite sui pulmini con succinti vestiti da spiaggia. Meglio dei vestiti un pò "castigati".

I pulmini passano costantemente, quindi se il primo che si ferma è pieno, vi basterà pazientare per pochi istanti fino all'arrivo del prossimo. La corsa costa 50 Piastre (10 Centesimi). Date i soldi o all'autista o al suo incaricato e quando volete scendere dite ad alta voce ' Hena Kuais' (qui va bene).

 

Norme di circolazione:
E per finire tenete conto che i tassisiti tendono a dimenticarsi che il limite di velocità consentito è di 60 km/h. La maggior parte degli autisti guida a velocità sostanzialmente più elevate, ed è quindi buona norma conoscere le parole in arabo per intimarli a rallentare.
Per farli rallentare dovete dire "Ha-DDY" o "Sciuaia, Sciuaia" (piano piano). Alcuni tassisti preferiscono guidare di notte con le luci spente. "Fi Nur" significa "hai le luci?" e "Momken Nur" vuol dire "Puoi accendere le luci?".
A Sharm i taxi sono reperibili ovunque, e la maggior parte degli autisti conosce i nomi di tutti i principali hotel. Assicuratevi di contrattare il prezzo prima di salire, e preparatevi all'avventura! 


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sharm el sheikh

 
Incontrare i pesci della barriera corallina
I pesci che chiunque può incontrare e fotografare nei pressi di Sharm el Sheikh
 

Splendide spiaggie conducono a una delle più belle barriere coralline del mondo dove chiunque, con maschera e pinne, può immergersi nel meraviglioso "Giardino di Allah". Le barriere coralline bordano gran parte della costa del sinai e sono il frutto dell'attività costruttiva delle madrepore. L'acqua è calda durante tutto l'anno e priva d'inquinamento, condizioni ideali per la proliferazione delle creature marine.

Qui tutti possono gustarsi uno spettacolo fantastico e vedere direttamente ciò che probabilmente hanno visto solo nei documentari.
A pochi metri dalla riva e a partire da pochi centimetri di profondita la barriera corallina ospita migliaia di forme di vita e chiunque può distinguerne almeno un centinaio. Colori sgargianti e forme fantastiche vi affascineranno ad ogni "nuotata".

Le foto che vedrete qui sono realizzabili da chiunque anche con una semplice macchina subacquea usa-e-getta, questo a riprova della facilita con cui è possibile entrare in contatto con questo favoloso mondo.

La località in cui ho realizzato le foto è Sharm el Sheikh nelle zone di Naama Bay, Ras Mohammed, Tiran, the Gardens.

 

Un pesce beccaccino che grazie al suo muso allungato può brucare i polipi corallini e catturare piccoli crostacei.
Aggressivo e coraggioso il pesce balestra non esita a mordere l'incauto sub che inavvertitamente si avvicina troppo al nido.

Una o due lame situate ai lati del peduncolo caudale danno il nome al pesce chirurgo. Nel mar Rosso vivono più di 30 specie di questo pesce che popola bariere coralline, lagune e fondali profondi.

Nella foto la varietà Sohal, caratterizzata da pinna caudale blu e lame di arancione intenso, colori che lo rendono uno dei più belli. Abita sial le lagune che la zona periferica delle barriere coralline. E' molto aggressivo e territoriale.

Sorprendentemente assomiglianti ai famosi anfibi il pesce coccodrillo ( platicefalo = testa piatta ) giace immobile sul fondo sabbioso in attesa che qualche preda capiti a tiro.
 

I pesci simbolo, nell'immaginario collettivo, dei mari tropicali sono i Farfalla dalle bande nere. Colori brillanti e forme morbide danno l'impressione al sub di trovarsi in un acquario.

La loro forma piatta e sottile è l'ideale per nuotare negli anfratti corallini dove brucano i coralli.

I pesci farfalla sono territoriali e spesso vivono in coppia.
Lunghi fino a 1,50 m i pesci flauto sono temibili predatori, sono in grado di cambiare colore e vivono in piccoli branchi.
Il più esotico e bello degli scorfani è senza dubbio il pesce leone. Velenoso quanto bello è possibile osservalo al crepuscolo quando esce dagli anfratti rocciosi per cacciare.
Un raro branco di pesci leone.
Il pesce lima ramazza deve il suo nome alla lunga coda bilobata. Vive solitamente nei pressi della bariera verso il mare aperto

Elegante ed affascinante la Manta vola nelle acque. Può arrivare a 6 metri di apertura alare e le due pinne cefaliche le hanno fatto guadagnare il nomignolo di "diavolo di mare".

E comune trovare delle remore che l'accompagnano per tutta la vita attaccate al suo ventre .

 
Le murene sono anquilliforme che vivono nelle fessure della barriera corallina di giorno ed escono a caccia nelle ore notturne.
Le Occhiate hanno la caratteristica di cambiare colore da rosso ad argento quando esposte alla luce. Vivono nei pressi della bariera corallina e cacciano di notte lasciandosi trasportare dalla corrente.
Molto simili agli uccelli i coloratissimi pesci pappagallo hanno un becco con il quale frantumano il corallo vivo e lo espellono sotto forma di sabbia dopo aver digerito ed assimilato la parte organica.
I pesci pappagallo popolano la barriera corallina e nuotando anche a bassissime profondità è possibile incontrarne parecchi e di notevoli dimensioni.

Il pesce palla mascherina, come tutti i pesci palla, ha la capacità di gonfiarsi inghiottendo acqua per scoraggiare l'eventuale predatore.

Si nutrono di crostacei e le potenti mascelle oltre che rompere i cusci delle prede possono tranciare un dito con un morso.

Il più brutto degli scorfani è il pericolosissimo pesce pietra. Nella foto è possibile scorgerlo perfettamente mimetizzato con la barriera corallina; il temibile predatore attende una preda che verrà uccisa dal terribile veleno (mortale anche per l'uomo) contenuto nelle spine della pinne dorsali, anali e pelviche.

La comune razza stilettata dalle macchie blu, può raggiungere 1 m di lunghezza e sulla coda si trova un aculeo velenifero.
Le triglie gialle vivono in branchi ai bordi della barriera corallina alla ricerca di piccoli crostacei e vermi.

di Marcello Garbagnati

 Articolo tratto da www.egittologia.net

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venerdì, 22 aprile 2005

Temperature Medie Egitto Mar Rosso

  GEN FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV DIC
Clima
Temp Min/Max 10/23 10/25 12/26 16/30 20/33 23/36 24/38 24/41 22/35 20/32 14/27 10/24
Temp Acqua 22 21 22 24 26 27 28 28 28 26 24 23
Giorni di Pioggia 3 3 4 2 0 0 0 0 0 1 4 5
Legenda
Meteo
Sole
Nuvoloso
Pioggia

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informazioni generali

NEWS : 21/04/2005  da http://www.tio.ch/
Egitto: scoperta una necropoli forse 4000 a.C. 
 
 

IL CAIRO - Archeologi americani hanno scoperto in Egitto una Necropoli di origine preistorica che potrebbe risalire al 4000 a.C. ed essere la più grande mai ritrovata, ha annunciato il ministro della cultura egiziano Faruk Hosni.

La squadra di archeologi, guidata dall'egittologa Renee Friedman, ha fatto la scoperta nella regione di Kom el Ahmar (conosciuta anticamente come Hierakonpolis), a 600 km a sud del Cairo.

All'interno della struttura funeraria sono stati ritrovati resti umani di sette persone, che per gli archeologi potrebbero evidenziare la presenza di sacrifici votivi, così come una testa di una mucca.

La struttura venne costruita in onore del re dell'antica città di Hieracompolis, quando era il centro urbano più importante nei pressi del Nilo.

Gli scavi, iniziati nel 2000 da Barbara Adams, morta nel 2002, mostrano tra i primi esempi di mummificazione della storia.

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news

Un tuffo dove l'acqua è più blu.....(2)

 

Biologia del Mar Rosso

 

In Mar Rosso vive il dieci per cento di tutte le specie ittiche (1000 sono le specie monitorate), compresi pesci di grandi dimensioni, come squali, mante, razze e pesci napoleone e 150 specie di coralli.

I pesci di barriera

pesce napoleoneI pesci napoleone. Il più tipico dei pesci del Mar Rosso è il grosso e pacifico Napoleone, che può raggiungere dimensioni enormi (due metri di lunghezza per 180 chili di peso). Questi pesci si avvicinano ai sub senza paura anche perché fino a qualche tempo fa si erano abituati ad accettare cibo da loro. Purtroppo la golosità non paga e i cibi offerti dai subacquei (tipiche le uova) si sono rivelati dannosissimi per questi pesci. Oggi, perciò, è assolutamente vietato dare loro da mangiare ed è, buona norma non accarezzarli.

 

 

 

I pesci scoiattolo (Sargocentron spiniferum) e i pesci sergente (Myripristis murdjan). Altri comuni abitanti di queste acque, li si incontrano spessissimo sulle barriere e si riconoscono per le sgargianti livree di uno squillante color arancio.

 

Myripristis murdjan

 

I pesci leone. Gli Pterois (volitans e radiata i più comuni), così anche sono chiamati (e conosciuti) questi bellissimi pesci, sono grandi frequentatori dei fondali del Mar Rosso. Sono predatori notturni e quindi è soprattutto al calar del sole che si potranno vedere le velenose piume dispiegarsi in tutta la loro bellezza.

pesce leone

 

murenaLe murene. Sono molto diffuse in queste acque. E’ una scena molto comune vedere i loro capi spuntare dalle tane: la bocca è quasi sempre spalancata, ma questo non è un atteggiamento che indica aggressività (le murene sono comunque predatori piuttosto voraci), ma il loro modo di respirare. Difficilmente le si incontrano fuori tana, ma non stupitevi se un giorno vedrete guizzare sul fondo un serpentone di un paio di metri di lunghezza: è la murena gigante, Gymnothorax javanicus, abbastanza diffusa in Mar Rosso.

 

 

 

Le cernie. Sono ben 30 le specie di serranidi rappresentate in Mar Rosso, si trovano in mille colori e lungo tutta la barriera corallina. Possono raggiungere il considerevole peso di 300 chili e i due metri di lunghezza. La più comune in questa zona è la cernia del corallo (Cephalopholis miniata), dalla caratteristica livrea rossa punteggiata di pois azzurri.

Cephalopholis miniata

 

I lutianidi e i grugnitori. Altri pesci diffusissimi in Mar Rosso, i lutianidi (Lutjanus sp.) e i grugnitori (Plectorhynchus sp.) convivono sulla barriera corallina infoltendo grossi branchi esemplari. Si riconoscono facilmente, per la forma abbastanza affusolata e le livree argentee o striate o maculate e code e pinne gialle.

Lutjanus

Plectorhynchus

 

 

 

I platax. Sempre in coppia o in branco i Platax (conosciuti volgarmente come pesci pipistrello), animano molte immersioni in Mar Rosso. Sono della stessa famiglia dei pesci angelo e dei pesci farfalla e si caratterizzano per il corpo piatto e tondeggiante.

platax

 

 

pesce angeloI pesci angelo e i pesci farfalla. Ce ne sono tantissimi e di tutti i colori, con macchie e strisce colorate diverse in ogni specie. Sono bellissimi e conferiscono al Mar Rosso quell’aspetto di immenso acquario naturale.

 

 

 

 

 

pesce farfalla

 

 

pesce pappagallo

I pesci pagliaccio e i pesci pappagallo. I primi vivono al riparo dagli attacchi dei predatori tra i tentacoli delle attinie urticanti; i secondi sono sempre indaffaratissimi a "sgranocchiare" i coralli per nutrirsi dei loro polipetti. Se ci fate caso, durante le immersioni sentirete il rumore classico del loro becco contro la barriera corallina.

 

 

 

 

 

 

pesce pagliaccio

I pelagici

Gli squali. Molti sono gli squali che incrociano in Mar Rosso: quelli pelagici, o di alto mare, si incontrano raramente sott’acqua, mentre quelli da scogliera possono essere probabili compagni di immersione. Ecco i più diffusi.

squalo grigio di scoglieraLo squalo grigio di scogliera (Carcharhinus amblyrhynchos). Di colore grigio-bruno, è lungo al massimo 1 metro e 80 ed è di indole piuttosto curiosa. Non stupitevi, quindi, se vi avvicinerà.

Lo squalo pinna bianca di scogliera (Triaenodon obesus). Abbastanza piccolo (non supera il metro e mezzo), ha un aspetto particolare e facilmente riconoscibile. Ha il muso tozzo e la spina dorsale macchiata di bianco (di qui il suo nome). E’ un predatore notturno e preferisce starsene defilato in qualche cantuccio oscuro.

Lo squalo leopardo (Stegostoma fasciatum) e lo squalo nutrice. Meno slanciati degli altri squali, vivono entrambi a contatto con il fondale vicino alla barriera e spesso tra i coralli. Si incontrano e si riconoscono facilmente proprio per le loro abitudini sedentarie.

razza

Le razze. Pesci cartilaginei parenti stretti degli squali, sono rappresentate in Mar Rosso da cinque famiglie: le mante e le aquile di mare, che si trovano solo in mare aperto, e i pesci chitarra, le torpedini, le razze stilettate, che vivono, invece, lungo la barriera.

. Pesci cartilaginei parenti stretti degli squali, sono rappresentate in Mar Rosso da cinque famiglie: le mante e le aquile di mare, che si trovano solo in mare aperto, e i pesci chitarra, le torpedini, le razze stilettate, che vivono, invece, lungo la barriera.
 

 

 

Fotografare

 

Acque limpide e una visibilità fino a 60/70 metri, una ricchezza di soggetti incomparabile sono le caratteristiche che fanno del Mar Rosso la miglior palestra non solo per chi inizia ad andare sott’acqua, ma anche per chi vuole imparare a fotografare sotto la superficie del mare.

L'apparecchio: in commercio si trovano macchine già pronte ad andare sott’acqua (Motormarine e Nikonos, per esempio), con modelli abbastanza semplici da utilizzare che garantiscono comunque buoni scatti, oppure le cossiddette scafandrate, quelle, cioè, che necessitano di una custodia. Prezzi: da (circa) un milione in su per le anfibie e dai tre in poi per le scafandrate.

L'obiettivo: per le foto d’ambiente, prediligere i grandangolari con ottiche da 20 millimetri in giù (che consentono di avvicinarsi ai soggetti ottenendo immagini più nitide). Per riprendere piccoli pesci in movimento, scegliere, invece, ottiche tra 35 e 80 mm. Per le macro l’ottica potrà essere il 55 mm micro della Nikon su una macchina scafandrata con tubi di prolunga e lente addizionale. Prezzi: da uno a 4 milioni.

Flash: per fotografare sott’acqua è necessario, a meno che non si stia in pochi metri e si decida di utilizzare la luce ambiente, il flash che riporta i colori alla loro tonalità originaria. Sott’acqua, infatti, dopo qualche metro, qualsiasi cosa, anche la più colorata, appare di un monocromatico azzurro o bruno. Per questo è consigliabile immergersi sempre, anche in pieno giorno, con una torcia, per godersi i mille colori dell’arcobaleno subacqueo del Mar Rosso.

Tornando al flash, si può scegliere di usarlo in Ttl (che lavora in sincrono con la macchina fotografica e imposta automaticamente la quantità di luce necessaria foto per foto), oppure in manuale. Prezzi: da 700 mila in su.

 

Pellicole: scegliere le diapositive da 50 o 100 Asa a bassa sensibilità e grana più piccola (per esempio, le Velvia della Fuji).

 

 

 

I corsi

 

In tutte le località del Mar Rosso si possono effettuare corsi sub con rilascio di un brevetto internazionalmente riconosciuto. Sono sempre assicurati i corsi base (open e advanced), mentre i successivi, comprese le specialità, le miscele e i cosiddetti "rebreather", sono proposti solo dai centri sub più grandi. Le attrezzature per frequentare i corsi sono garantite dai centri di immersione e sono comprese nei costi (bombole incluse).

I corsi si possono prenotare dall’Italia.

I corsi cambiano nome e tempistiche a seconda delle didattiche, ma si possono suddividere nei seguenti macro gruppi: Open Water (primo livello), Advanced Open Water (secondo livello), Dive Master (guida subacquea), cui si aggiungono il CPR First Aid, primo soccorso, il Rescue Diver, che insegna le tecniche di salvamento subacqueo, e le varie specialità (orientamento, notturna, grotte, profonda, e via dicendo).

Open water diver: è il corso base per chi inizia ad andare sott’acqua. Per accedervi bisogna avere almeno 12 anni (junior open water). Dura da tre giorni e mezzo a cinque giorni (le modalità e le tempistiche cambiano leggermente a seconda della didattica scelta) ed è suddiviso in cinque lezioni di teoria, quattro lezioni in acqua bassa in piscina e quattro immersioni in mare con partenza dalla spiaggia. E’ previsto un test finale di teoria (scritto) e pratica (immersione finale in mare) al termine del quale viene consegnato il brevetto. Costo: dai 280 Euro in su.

Advanced open water: dura due o tre giorni e include quattro/cinque immersioni di specialità (grotta, notturna, orientamento, relitti). Costo: a partire da 230 Euro.

CPR First Aid: corso di primo soccorso: in un giorno si imparano le tecniche di primo soccorso e rianimazione. Costo: circa 140 Euro.

Rescue Diver: corso di salvataggio subacqueo. Costo: circa 390 Euro.

Le didattiche

Le didattiche, internazionalmente riconosciute, che potrete trovare in Mar Rosso sono: Cmas, Nase, Naui, Padi, Ssi.

Cmas. La Confédération Mondiale des ActivitésSubaquatiques nasce nel 1952 nel principato di Monaco. I corsi: sommozzatore 1, 2 e 3 stelle, che abilitano, rispettivamente, a immersioni a 15, 25 e 45 metri. In Italia è accorpata alla Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee) che ha sede a Roma, tel. 06/36858480.

Nase. E’ una didattica abbastanza nuova (nasce in Italia nel 1988), ha una lunga tradizione negli Stati Uniti (è stata fondata nel 1982 come associazione). I corsi: Open Water Diver (principianti) abilita a immersioni fino a 18 metri; Advanced Open Water Diver (secondo grado), che abilita a scendere fino a 30 metri e tutte le specialità. La sede è a Milano, tel. 02/86996023; numero verde, tel. 167/390299.

Naui. Nasce negli anni Cinquanta negli Stati Uniti come associazione senza fini di lucro. I corsi: Scuba Diver, Advanced, Master Scuba Diver (esperti) per immersioni fino a 18, 25 e 40 metri. Nei villaggi, è anche offerto il cosiddetto "Passaporto subacqueo", un corso per immergersi solo accompagnati da una guida. I corsi tecnici (per esperti): immersioni profonde (a più di 40 metri), con trimix e nitrox, preparazione di miscele. In Italia, la Naui ha sede a Napoli, t. 081/7623000-7622222.

Padi. La Professional Association of Diving Instructor nasce nel 1966 negli Stati Uniti ed è la prima agenzia nel mondo per numero di brevettati. I corsi: Open Water Diver (principianti) abilita a immersioni fino a 18 metri; Advanced (secondo grado), che abilita a scendere fino a 30 metri. Seguono Dive master, istruttore e aiuto e tutte le specialità. Il massimo della profondità cui abilita la Padi è 40 metri (specialità di Immersione Profonda). Padi Europe, CH 88442 Hettlingen, tel. 0041/52/3041414, fax 0041/523041499.

Ssi. La Scuba Schools International nasce nel 1970 negli Stati Uniti ed è la seconda agenzia americana per numero di brevettati. I corsi: il "Passaporto subacqueo" (proposto nei villaggi turistici), un corso per immergersi solo se accompagnati da una guida; Open Water (principianti) per immersioni fino a 18 metri, Advanced, con quattro immersioni di specialità (profondità massima 30 metri); Dive master, istruttore e aiuto e 14 specialità. Il massimo della profondità cui abilita la Ssi è 40 metri (specialità di Immersione Profonda). In Italia, la sede della Ssi è a Bologna, tel. 051/383082, fax 051/383554.

Corsi tecnici

Le cosiddette didattiche tecniche propongono corsi con miscele diverse dall’aria. La Iandt (International Association of Nitrox and Technical Divers), per esempio, nasce negli Stati Uniti nel 1985 e addestra a immergersi con miscela Nitrox. In Italia, la sede è a Marina di Pisa (Pi), tel. 050/35601, fax 050/35535.

 

 

 

Snorkeling

 

Le regole

In Mar Rosso anche chi fa snorkeling deve rispettare alcune regole:

  1. non toccare o rompere coralli e conchiglie;
  2. non raccogliere o rompere niente dalla barriera;
  3. è proibito l’accesso alle zone chiuse e camminare o ancorare sui reef;
  4. è proibito dare da mangiare ai pesci;
  5. è vietata qualsiasi forma di pesca;
  6. è proibito gettare rifiuti in mare.

 

I corsi

Esistono corsi di snorkeling con rilascio di brevetto, che prevedono una parte teorica e l’addestramento pratico in acque delimitate o direttamente in mare aperto. Costo: circa 75 Euro.

Al di là dei corsi, comunque, prima di avventurarsi in mare, tutti i centri che organizzano uscite di snorkeling fanno una sorta di briefing, spiegando, oltre alle normali regole di sicurezza balneare, come comportarsi una volta in acqua, cosa vedere, e via dicendo.

Per i bambini

Lo snorkeling è una tecnica particolarmente indicata per i più piccini che ancora non si immergono. Per loro la Naui (l’unica agenzia ad averlo fatto) ha formulato un manuale, "Snorkeling for kids", dove genitori e bambini troveranno tutte le informazioni per praticare questa specialità in sicurezza. Per informazioni, rivolgersi alla sede Naui in Italia, tel. 081/7623000-7622222.

Le escursioni

Sinai

  • Lungo costa: in barca, si costeggia il Sinai per fare snorkeling sui punti più spettacolari della barriera corallina. Costo: 40 Euro in partenza da Sharm el Sheikh;

Costa continentale

  • Dolphin House: snorkeling con i delfini in questa laguna raggiungibile in barca. Costo: 50 Euro in partenza da Marsa Alam;
  • Sharm el Naga: una baia isolata con una barriera incontaminata, un paradiso per chi ama fare snorkeling. Costo: 30 Euro circa in partenza da El Gouna, Safaga e Soma Bay;
  • Isole di Tawila, Giftun e Tobia: si raggiungono in barca e offrono barriere coralline spettacolari. Si sbarca a terra solo a Tobia. Costo: da 30 Euro in partenza da El Gouna o El Quseir;

 

 

 

 

 

 

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martedì, 19 aprile 2005

Un tuffo dove l'acqua è più blu.....

Notizie utili per chi vuole immergersi nel Mar Rosso

Clima. In generale è caldo e secco, ma varia da zona a zona: nel Canale di Suez e nel Golfo di Aqaba si concentrano le massime temperature, 45 gradi, e le minime, 15 gradi. In media, ci sono 30/35 gradi in estate e 20/25 in inverno; i mesi più freddi sono dicembre e gennaio. La temperatura dell'acqua è costante a 30-32 gradi in estate, mentre in inverno scende di una decina di gradi.

Visibilità. Da 30 a 60 metri.

Che muta indossare. Il Mar Rosso non è caldo come un qualsiasi mare tropicale: perciò anche in estate è necessaria una muta (pur se leggera: tre millimetri, in licra o neoprene, sono più che sufficienti), mentre in inverno è consigliabile almeno una cinque millimetri con il sottomuta e i più freddolosi potranno addirittura optare per una semistagna. Ricordarsi, poi, di portare sempre con sè un asciugamano (non vale la pena fare gli eroi e trovarsi a sera piegati dalla cervicale), soprattutto se si esce per una notturna o ci si immerge in inverno. In certe zone, come Hurghada, e sempre in crociera, spira parecchio vento.

La zavorra. L'alta temperatura e l'aridità del deserto, in aggiunta al fatto che non ci sono fiumi immissari d'acqua dolce, fa sì che in Mar Rosso ci sia un'alta evaporazione acquea, causa di un'alta concentrazione salina. Questo giustifica il fatto che, per immergersi in questo mare, bisogna zavorrarsi di più (in genere, un paio di chili sono sufficienti).

Le bombole. Sono quelle "magre" da 12 litri, più che sufficienti per le immersioni alle basse profondità del Mar Rosso. Sono in alluminio, più leggero dell'acciaio, altro motivo per cui dobbiamo aumentare la zavorra.

Attrezzature a noleggio. Tutti i centri offrono attrezzature complete (muta, gav, maschera, pinne) a noleggio; la maggior parte ha anche apparecchi fotografici e video. Costi: 5 Euro per il gav, per l’erogatore, per la muta o la torcia; l’attrezzatura completa 15 Euro a immersione. Per chi sceglie la crociera, è conveniente portarsi tutto dall’Italia, oppure accertarsi, prima di partire per, che in barca ci sia tutto l’occorrente.

Con chi immergersi. Numerosissimi sono i diving center che offrono tutti i servizi utili ai subacquei: dall'attrezzatura a noleggio alle immersioni guidate, dai corsi con tutte le didattiche riconosciute (Padi, Naui, Ssi, Cmas, e via dicendo) all'assistenza. Per chi sceglie la crociera, più di mille sono le barche che incrociano in Mar Rosso: di lusso e più spartane (dipende dal budget), ma tutte comode e confortevoli e con dotazioni di sicurezza, nonchè, ovviamente, attrezzate per chi si immerge. Ci sono metrature discrete (15/18 metri) fino alle grandi barche da crociera (anche fino a 30 metri di lunghezza: controlla). Tutte dispongono di cabine singole o matrimoniali con aria condizionata (quasi sempre), servizi in genere in cabina con acqua corrente anche calda. Il servizio a bordo è di buon livello con cucina internazionale con un occhio a quella egiziana.  Chi fotografa troverà sempre a bordo una "stazione di ricarica" per flash e apparecchi fotografici: assicurarsene sempre prima della partenza.

La pesca. La pesca subacquea (con e senza bombole) è vietata in tutto il Mar Rosso, mentre la pesca d’altura è consentita ovunque.

La polizza assicurativa. Polizze studiate appositamente per chi fa attività subacquea sono proposte dalla Dan, Divers Alert Network (informazioni, tel. 085/8930333), un’organizzazione di assistenza medico-subacquea che fornisce assistenza medica per emergenze subacquee, trasporto nella camera iperbarica più vicina, si carica delle spese del trattamento iperbarico e del ricovero in ospedale. La tessera è annuale.

La camera iperbarica.
A Sharm:
in questa località c’è il Centro Medico Iperbarico (Hiperbaric Medical Center) di Sharm New Tower, che si trova all’ingresso di Sharm el Sheikh City, tra Naama Bay e Sharm el Moya, in posizione strategica per essere facilmente raggiunto dalle due principali zone di immersione, Ras Mohammed e lo Stretto di Tiran. Ha una camera iperbarica multiposto e può provvedere al ricovero in casi di emergenza e al trattamento delle vittime di incidenti subacquei e di barotraumi. Il centro è anche attrezzato con veicoli e un gommone con kit di pronto soccorso e bombola di ossigeno.
Molti centri immersione, per sostenere l’attività della camera, richiedono ai subacquei un contributo di un Euro al giorno.
Tel. 0020-062-600922/3, fax 0020-062-601011. Il servizio è garantito 24 ore al giorno.
A Hurghada: qui le emergenze sono trattate da un medico iperbarico nella camera biposto presso il Magawish Hotel.

Elettricità. E' a 220 Volt.

Centro iperbarico. A Sharm el Sheikh, tel. 660922/3.

 

Con chi immergersi???

Da terra. Numerosissimi sono i diving center (la maggior parte presso le strutture alberghiere) che offrono tutti i servizi utili ai subacquei: dall’attrezzatura a noleggio alle immersioni guidate (full day o mezza giornata), dai corsi all’assistenza. Per le uscite, si avvalgono di barche attrezzate per accogliere i subacquei (portabombole, scaletta per discesa a mare, e via dicendo), che offrono anche il pranzo a bordo (con pagamento di un extra). In genere, ospitano gruppi fino a 12 sub (ma, a richiesta, ci sono barche più grandi) e sono dotate di un ampio prendisole da sfruttare tra un’immersione e l’altra. Un pacchetto da 10 immersioni (2 x 5 giorni) costa circa 235 Euro mentre un’uscita giornaliera (2 immersioni) costa 60 Euro.

In crociera. Per chi sceglie una crociera settimanale, sono decine le barche adibite a questo scopo: si dividono in categoria lusso e confort, tutte comode e, ovviamente, attrezzate per le immersioni. Ci sono metrature discrete (15/18 metri) fino ai grandi yacht (anche fino a 30 metri di lunghezza). Tutte dispongono di cabine singole o matrimoniali con aria condizionata, servizi, doccia con acqua corrente calda. Il servizio a bordo è di buon livello, la cucina è internazionale con un occhio a quella egiziana. Chi fotografa a bordo troverà sempre una "stazione di ricarica" per flash e apparecchi fotografici: in ogni caso, prima della partenza, è bene assicurarsene.

 

Dove immergersi???

Da Sharm. I sessanta chilometri di costa che parte da Sharm el Sheikh sono un susseguirsi di basse falesie, spiaggette, baie tranquille e, sott'acqua, di reef corallini, che formano una delle barriere più famose del mondo. Sono decine le spettacolari immersioni, a iniziare dal promontorio Ras Mohammed, un imponente blocco di roccia collegato alla terraferma da una sottile striscia di terra.

Spartiacque tra il Golfo di Aqaba e il canale di Suez, sott'acqua la "testa di Maometto" (questo il significato in arabo di Ras Mohammed per questo promontorio dalla forma che ricorda il profilo del profeta) è caratterizzata da vertiginose pareti che precipitano fino a 70 metri di profondità in un'acqua limpidissima. Tra le immersioni più belle quella allo Shark Observatory (disegno), Osservatorio degli Squali, che si raggiunge anche da terra: ci si immerge da Shark Observatory Bay, oppure all'altezza del secondo balcone di osservazione e si scende lungo un superbo muro tappezzato di alcionari e gorgonie (a 15/18 metri). Al largo incrociano grossi pelagici, tra cui, in alcuni periodi dell'anno, anche squali balena. Piccole grotticelle deliziose si aprono lungo il tratto del promontorio. Il pomeriggio è l'ideale per godere dei fantastici giochi di luce dei coralli fossili del promontorio.

Shark Reef e Jolanda Reef.Altre belle immersioni si effettuano a Shark Reef e Jolanda Reef (disegno), due pinnacoli corallini situati tra il Promontorio di Ras Mohammed e quello di Ras Za'atir. I due torrioni si staccano dal fondale per salire in superficie e formare una specie di laguna di 8/10 metri di profondità. La parte più interessante è la barriera a nord di Shark Reef: se rimane aria nelle bombole vale la pena di visitare anche Jolanda Reef, così chiamato dal nome della nave che vi si arenò nel 1980. Oggi, del cargo non rimane quasi nulla, a parte il suo strano carico di gabinetti e una BMW 320. Poco distante, una magnifica colonia di anemoni di mare abita Anemone City, un balcone madreporico affacciato sul blu.

Dall'altra parte del Golfo di Aqaba, davanti alle coste dell'Arabia Saudita, c'è lo Stretto di Tiran, con l'omonima Isola e i suoi magnifici reef: Gordon, Jackson, Woodhouse e Thomas. E ancora il promontorio di Ras Nasrani (dove c'è l'aeroporto internazionale), che delimita a nord il comprensorio di Sharm el Sheikh.

Poco distante, una magnifica colonia di anemoni di mare abita Anemone City, un balcone madreporico affacciato sul blu.

Da Dahab. Delle belle immersioni di Dahab (The Lagoon, The Lighthouse, Eel Garden) due sono da non perdere, ma sono dedicate ai subacquei più esperti: il Canyon e il Blue Hole (Buco Blu).
Il Canyon è una vasta spaccatura di roccia che inizia a circa 8 metri di profondità e continua fino a 50 metri con pareti perpendicolari e anfratti ricchi di vita e di colore. Ha due uscite, una a 30 metri, l'altra sul fondo.
A due chilometri circa dal Canyon, nel reef, si apre un impressionante Blue Hole, che precipita nel blu fino a 80 metri. Vita bentonica e pesci corallini lo colorano con i toni dell'arcobaleno.

Stretto di Tiran. Dall’altra parte del Golfo di Aqaba, davanti alle coste dell’Arabia Saudita, c’è lo Stretto di Tiran, con l’omonima Isola e i suoi magnifici reef: Gordon, Jackson, Woodhouse e Thomas. Soprattutto quest’ultimo, che è il più piccolo, offre sott’acqua una ricchezza di vita davvero straordinaria con le sue pareti tappezzate di soft coral e gorgonie. Anche qui mante e pesci angelo, Napoleoni e pesci pappagallo arricchiscono di colori uno spettacolo già eccezionale.

Da Taba. Una più bella dell'altra le immersioni ai reef dell'isola di Pharaoh's, ricchissimi di vita e di colori. Una particolarità: a Pier's House, difronte all'Hilton, l'unica struttura turistica di Taba (controllare), in pochi metri d'acqua, vive un raro antennaride, il pesce rana (se possibile foto e rimando nella biologia).

Da Nuweiba. La più bella immersione di Nuweiba si effettua a Ras Mamlah (a un paio d'ore di pulmino dal paese), nel parco marino di Ras Abu Galum: gorgonie, corallo nero e alcionari, oltre a tutta una teoria di pesci tropicali e lo spettacolo che si vive a neppure 30 metri di profondità.

Ras Mamlah. Nel parco marino di Ras Abu Galum, a un paio d’ore di pulmino dal paese, è la più bella immersione di Nuweiba: gorgonie, corallo nero e alcionari, oltre a mille pesci tropicali offrono uno spettacolo unico a neppure 30 metri di profondità.

Immersione con Hebatullah. Hebatullah ("dono di Dio" in arabo) è il delfino che staziona davanti alla spiaggia del villaggio di El Saiadin e che, dopo essere stato salvato da un ragazzo sordomuto, ha stretto con lui un’amicizia ormai di lunga data. Non solo i subacquei, ma anche chi si dedica allo snorkeling può provare l’emozione di nuotare con il delfino.

Da Hurghada. I relitti dello Stretto di Gobal (il più famoso è quello del Thistlegorm, a Shag Rock, raggiungibile anche da Sharm); Careless Reef, Umm Gamar, Giftun el Saghir, dalle pareti spesso sferzate dalle correnti e perciò di una ricchezza di vita impressionante. Circa 800 barche al giorno.

Da El Quseir. Sul fondo prevalentemente sabbioso della baia di El Quseir si innalzano panettoni madreporici ricchi di vita. Bella l'immersione a Black Tree, una spaccatura della barriera corallina che si allarga in un'ampia grotta che si apre su grossi rami di corallo nero.

Il parco marino di Ras Mohammed. Istituito nel 1983 per preservare la zona, il Parco nazionale di Ras Mohammed allora comprendeva l'omonimo promontorio Tiran e i suoi reef per un totale di 97 metri quadri di area protetta. Poi i confini vennero ingranditi fino a comprendere le aree di Nabq, a nord di Naama Bay, Ras Abu Galum, a sud di Nuweiba e Santa Caterina (6300 chilometri di territorio). Nel 1998 l'area fu oltremodo ingrandita e oggi comprende anche Taba, tutta la costa egiziana e il Golfo di Aqaba.

Canyon. E’ una vasta spaccatura di roccia che inizia a circa 8 metri di profondità e continua fino a 50 metri con pareti perpendicolari e anfratti ricchi di vita (numerosissimi i glass fish, gli argentei pesci di vetro) e di colore. Ha due uscite, una a 30 metri, l’altra sul fondo di sabbia bianchissima. E’ pericoloso e quindi riservato solo ai più esperti.

Blue Hole. A due chilometri circa dal Canyon, nel reef, si apre un impressionante cratere, che precipita nel blu fino a 80 metri. Vita bentonica e pesci corallini lo colorano con i toni dell’arcobaleno. Fare sempre attenzione al profondimetro: la visibilità e l’acqua chiarissima possono trarre in inganno.

Le regole da rispettare.
1) Non toccare o rompere coralli e conchiglie.
2) Non raccogliere o rompere niente dalla barriera.
3) E' proibito l'accesso alle zone chiuse e camminare o ancorare sui reef.
4) E' proibito dare da mangiare ai pesci.
5) E' vietata qualsiasi forma di pesca.
6) E' proibito gettare rifiuti in mare.

In crociera...

Zabargad
A 40 miglia a sud di Ras Banas, Zabargad, l'isola delle olivine già famosa al tempo dei faraoni per l'estrazione delle verdi pietre trasparenti, è un paradiso per gli animali: dalle tartarughe che la scelgono per deporre le uova, alle migliaia di uccelli che nidificano sulle sue spiagge.

Brother's Islands
Le Brothers, in arabo El Akawein, I fratelli, sono due isole a metà strada tra l'Egitto e l'Arabia Saudita. Chiuse al turismo dal 1996 (per preservare il loro mare meraviglioso) e riaperte di recente, sono però contingentate: possono, cioè, essere raggiunte solo da un certo numero di barche e con determinate attrezzature di sicurezza.

A 38 miglia a nord-est di Quseir, e a meno di due miglia l'una dall'altra, le Brother's si distinguono per lo spettacolare faro costruito dagli Inglesi alla fine dell'800 sulla più grande, la Big Brother, lunga non più di 400 metri. La più piccola, Small Brother, è di forma rotonda ed è circondata da un reef spettacolare ricco di alcionari, soft coral e grandi ventagli di gorgonie. Sott'acqua, questo paradiso incontaminato pulsa di vita: e anche i più grandi interpreti del mondo subacqueo, i carangidi e i tonni, i barracuda e gli squali. Alle Brothers i selaci sono di casa e non è raro incontrare in immersione esemplari di squali grigi, pinna bianca, ma anche i più pericolosi martello.

Due i relitti, dalle lamiere completamente ricoperte di invadente vita bentonica. Si tratta del Namibia, affondato negli anni O40, e adagiato ora sul fondo con la prua a 12 metri e la poppa a 80, e dell'Aida II, un vapore egiziano schiantatosi nel 1957 contro il reef durante una mareggiata. Quasi irriconoscibili da quanto sono ricoperti di colorati alcionari, i due relitti sono oggi l'habitat di milioni pesci di ogni tipo e specie, dagli Pterois volitans, onnipresenti in Mar Rosso, alle murene dall'aspetto minaccioso, ma innocue, mentre le parti più buie sono illuminate dagli argentei glass fish.

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diving

domenica, 17 aprile 2005

Penisola del Sinai....paradiso da scoprire!!!

 

Monasteri:

 
 
Monastero di Santa Caterina
 
 
 
Monastero di Santa Caterina, Santa Caterina, Sinai, EgittoL’escursione al Monastero di Santa Caterina, ai piedi del Monte Sinai, è diventata una meta fissa di chi va in vacanza in Mar Rosso.
Nel 330 d.C., la madre dell'Imperatore Costantino, l'imperatrice Elena, ordinò la costruzione di una piccola chiesa presso il Roveto Ardente di Mosè, ai piedi del monte Sinai (Gebel Musa). Fu chiamata Chiesa della Trasfigurazione. Il monastero fortificato che vediamo oggi fu costruito attorno a questa chiesa, durante il regno dell'Imperatore Giustiniano (527-565 d.C.)
Nell'undicesimo secolo, il monastero fu dedicato a Santa Caterina d'Alessandria, morta nel 310 d.C. I suoi resti, che si dice furono trovati dai monaci sulla cima di una montagna vicino al Monte Sinai, furono seppelliti nella basilica del monastero.Fronteggiato da giardini e cipressi, il monastero appartiene alla Chiesa Greco-Ortodossa, che ne cura anche l'amministrazione.
La sua ricca biblioteca ospita la seconda più vasta collezione, (dopo quella del Vaticano), di manoscritti antichi. Potrete vedere il Roveto Ardente ma anche moltissime antiche opere d'arte: icone dal valore inestimabile, porte meravigliosamente intagliate, bellissimi affreschi ed altre decorazioni religiose di pregio.

Il Museo del Monastero di Santa Caterina
 
 
Mattina al Monastero di Santa CaterinaNel Febbraio del 2002, all'interno delle altissime mura del monastero, è stata resa accessibile al pubblico una delle più belle e singolari collezioni di oggetti d'arte cristiana. Un piccolo ma singolare museo di nove stanze chiamato "La Sacra Sagrestia" espone dei capolavori di grande valore artistico.
Tra i raffinati oggetti esposti si trovano delle squisite icone bizantine del sesto secolo, delicati manoscritti in siriano risalenti al nono secolo, rari libri di preghiera slavi, ed inoltre splendidi oggetti in argento, oro, avorio e pietre preziose. Probabilmente gli oggetti più preziosi tra quelli esposti sono delle pagine del Codex Sinaiticus, una versione della Bibbia risalente al quarto secolo che si trova al British Museum. 
Ora è finalmente possibile ammirare la collezione tanto desiderata dal Monastero, mentre si ascoltano i gentili inni bizantini in una splendida e solenne atmosfera. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 12 tranne il Venerdì, la Domenica e durante le festività religiose. Il prezzo di entrata è di 10 lire egiziane.
 
 
                                                        
 
                                                                      Luoghi Storici:
 
 
 
 
Monte Sinai (Gebel Musa)La vista dal Monte Sinai, Egitto, Sinai
 
 
 
 
Il Monte Sinai, situato a sud del Monastero di Santa Caterina, riveste grande importanza religiosa per gli Ebrei, i Cristiani e i Musulmani. Secondo il vecchio testamento, Mosè vi ricevette i Dieci Comandamenti.

 
Lungo il corso dei secoli, la montagna ha attirato migliaia di pellegrini da tutto il mondo. Si può ascenderne la vetta (2285 m), esperienza massima di elevazione spirituale, salendo i circa 4000 gradini costruiti dai monaci o seguendo un sentiero più facile ma più lungo. Entrambi i tragitti conducono ad una zona all'aperto nota come Bacino di Elia, da dove partono i restanti 750 gradini verso la cima. In vetta si trova la Cappella della Santa Trinità, costruita nel 1934 sul sito di una molto più antica cappella risalente al 363 d.C. L'ascensione richiede circa tre ore ma il panorama dalla cima è tale da togliere veramente il respiro, soprattutto all'alba
 
 
 
La Fortezza dell'Isola del Faraone
 
 
L' Isola del Faraone, chiamata anche Isola di Corallo o Geziret Faroun, si trova 8 km a sud di Taba e a duecentocinquanta metri dalla costa.

 
 
 
 
I Fenici furono i primi a servirsi del bel porto naturale dell'isola, durante il decimo secolo a.C., per incrementare il commercio con l'Egitto.
 
 

 
 
 
 
 
Molto più tardi, la piccola isola rocciosa finì sotto il controllo bizantino. All'inizio del dodicesimo secolo, i Crociati vi costruirono una fortezza per proteggere i pellegrini che si spostavano tra Gerusalemme e il Monastero di Santa Caterina e per disturbare il commercio arabo.
 
Isola di Salah el Din, Isola del Faraone, Taba, Sinai, EgittoIn seguito, nel dodicesimo secolo, il sultano Salah El Din (Saladino) sfrattò i Crociati dall'isola e rafforzò significativamente la fortezza. Quando i Mamelucchi e gli Ottomani divennero i signori della ragione, la rafforzarono ulteriormente.

 
Oggi potete seguire le orme del leggendario Lawrence d'Arabia ed esplorare la fortezza interamente restaurata nel suo carattere medievale, con torri, passaggi ad arco, camerate, bagni e cucine.

 

 

 

 

 

Nawamis
 
 
 
 
Si trovano soltanto nel Sinai meridionale ed orientale queste misteriose strutture preistoriche note come Nawamis. Alte tra i 2 e i 2.5 metri, con un diametro fra i 3 e i 6 metri, sono costruzioni circolari inclinate verso l'interno, realizzate con lastre di arenaria e dotate ciascuna di un'apertura rivolta ad occidente.

 

 

 

 

 

Al'linterno di queste strutture, gli archeologi hanno rinvenuto braccialetti di conchiglie, perline colorate, attrezzi in silice, piccole brocche, oltre ad arnesi d'osso e di rame: probabilmente, offerte funerarie. Si ritiene che molte di queste costruzioni risalgano al periodo calcolitico (età del rame, 4000-3150 a.C.).

 

I Nawamis erano probabilmente antiche camere funerarie. Resta tuttavia misteriosa l'identità delle persone che vi furono sepolte.Nawamis: struttura preistorica, Sinai
 
 
 

 

 


 

 

I Nawamis più facilmente raggiungibili sono probabilmente quelli che si trovano a sud di Ein Khudra, non lontano dalla strada Santa Caterina-Nuweiba. Andate all'esplorazione di alcune delle più antiche strutture al mondo costruite dall'uomo.

 

 
 
 
Serabit El Khadim
 
Serabit El Khadim, Sinai, Egitto
 
 
Circa 40 km a est di Abu Zenima si trova uno dei più importanti siti archeologici del Sinai: Serabit El Khadim. I Faraoni della terza Dinastia (2670-2570 a.C.) dettero inizio alla consuetudine, poi durata a lungo nel tempo, di inviare spedizioni minerarie verso questa zona, lontana e desolata, per estrarvi il turchese.

 
Gli antichi egizi non soltanto amavano intagliare questa pietra preziosa, dal caratteristico colore blu cielo opaco, in forma di scarabeo, ma erano soliti anche polverizzarla per ricavarne un pigmento col quale colorare statue e altri oggetti.

 
 
 
L'estrazione metodica del turchese continuò fin dopo la dodicesima Dinastia (1955-1750 a.C.), quando fu costruito un tempio dedicato alla dea Hathor, "la Signora del turchese".
 
Iscrizioni a Serabit El Khadim, Sinai, EgittoPresso il tempio, cinto di mura, che si erge su un altopiano, a 850 m sul livello del mare, potete osservare le rovine della cappella di Hathor, tagliata nella roccia, e numerose lastre di pietra con iscrizioni incise. Altre antiche iscrizioni, in buono stato di conservazione, si possono esaminare vicino al complesso del tempio, presso i pozzi delle miniere abbandonate.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Oasi di Feiran
 
L'oasi di Feiran, a metà strada circa tra il Monastero di Santa Caterina e il Golfo di Suez, è uno dei più antichi centri cristiani del Sinai. La tradizione tramanda che Mosé ed i suoi seguaci passassero per quest'oasi, la più grande del Sinai meridionale. Le rovine di numerose chiese antiche ne documentano l'importanza; a partire dal II secolo, e per un lungo periodo, l'oasi fu considerata un fulcro religioso di rilievo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
Il Monastero delle Sette Ragazze, costruito nel IV secolo, nel mezzo dell'oasi e del suo ricco palmeto, merita sicuramente una visita. Vicino al convento, potrete osservare i resti dell'antico arcivescovado, sede del vescovo del Sinai fino al VI secolo.

 
Un sentiero, tra le antiche chiese bizantine, conduce alla vetta del Gebel Tehuna, da dove si può ammirare un panorama spettacolare. Presso l'ingresso occidentale dell'oasi, si trova la roccia che Mosè, sempre secondo la tradizione, colpì con il suo bastone per farvi sgorgare l'acqua.
 
 
 
 
 
                                               Attrazioni Naturali:
 
 
Canyon Colorato
 
 
 
Una delle meraviglie naturali del Sinai è il maestoso canyon colorato. Percorretene il sentiero, stretto fra pareti di arenaria, striate di delicati gialli, viola, rossi, magenta e oro. In certi punti, le pareti del canyon raggiungono i 40 metri. Vi sentirete avviluppati nei colori. E' spettacolare.
 
 
 
 
 

 
Le pareti del canyon, formatesi nel corso del tempo grazie all'azione degli elementi naturali, scendono con cascate di colori generati dall'ossido ferroso e dal manganese. Il risultato è una meraviglia naturale, stupenda da esplorare e da fotografare o per trascorrervi momenti di quiete. In certi punti il percorso è difficoltoso ed è necessaria una minima preparazione fisica per non correre rischi.
 
Trekking al Canyon Colorato, Sinai
 
 
 
 
Escursioni di un giorno al canyon colorato possono essere organizzate da Sharm, Dahab, Nuweiba o Taba.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ein Khudra
 
 
 
 
Nascosta tra colline di sabbia giallastra, non lontana dalla strada che collega Nuweiba con Dahab si trova una delle oasi più spettacolari del Sinai. Il suo nome arabo di Ein Khudra (Oasi Verde), descrive alla perfezione questo posto dove zampillanti sorgenti di acqua dolce nutrono giardini di palme da dattero in un deserto all'apparenza arido. 

 

 

 
Avvicinandosi da sud si aprirà a voi la vista di splendide piccole oasi che brillano di sotto a distanza. Se siete appassionati di paesaggi geologici particolari, non perdetevi la passeggiata attraverso il Canyon Bianco che da sudest porta ad Ein Khudra.
 
 
Sopra Ein Khudra, Sinai, Egitto
 
 
 
 
Oltre ad essere un luogo particolarmente bello, Ein Khudra svolse anche un ruolo storico. Fu un'importante sosta per i pellegrini che viaggiavano tra Santa Caterina e Gerusalemme. Antiche iscrizioni sulla vicina Roccia delle Iscrizioni testimoniano che Nabateani, Greci, Romani, Bizantini e Cristiani del periodo delle crociate sostarono in questa zona.Tenete pronte le macchine fotografiche.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ein Kid

 

Oasi a Ein Khudra, Sinai, Egitto
Un paradiso nel deserto, celato al termine di un sentiero roccioso dai colori pastello: Ein Kid è uno dei gioielli del Sinai.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
La passeggiata da Wadi Kid ad Ein Kid è straordinaria; alla visione dell'acqua che scorre dall'oasi si unisce quella di un sentiero fiancheggiato da paurosi macigni di granito che vi sovrastano durante la salita verso l'oasi. 
 
 
Wadi Kid, Sinai, Egitto
Appena il vostro sguardo si poserà sull'oasi, resterete stupiti dal contrasto offerto dai colori del panorama desertico e da quelli della lussureggiante vegetazione, dove spiccano alberi da frutto, palme da dattero, acacie. Ein Kid è il luogo ideale per un'escursione e un picnic pomeridiano.

 

 

 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Potete organizzare una gita di una giornata, partendo sia da Sharm che da Dahab.
 
 
  
 
  
 
Ein Umm Ahmed
 
 
Ein Umm Ahmed, SinaiEin Umm Ahmed è uno dei luoghi più lussureggianti nel deserto del Sinai. Tradotto dall'arabo, Ein Umm Ahmed significa la sorgente della madre di Ahmed.
 
 
 
 
 
 
 
L'oasi si estende su una secca rigogliosa di vita. L'abbondanza di alberi da frutto, con il loro carico di limoni, olive, fichi e datteri appare travolgente in questa remota località desertica. Un orto completo di pomodori, basilico e menta testimonia l'abbondanza dell'acqua. L'oasi trabocca di flora, fauna e uccelli. La sorgente, ricca d'acqua, è un sollievo sospirato per tutti i viaggiatori che giungono dal deserto.
 
 
 

 
 
Ain Umm Ahmed, Sinai, EgittoL'oasi di Ein Umm Ahmed è abitata da beduini locali, che si mostrano sempre ben disposti  a condividere con i visitatori un tè e a far loro ammirare questo luogo sorprendente.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
E' consigliabile assumere una guida da Nuweiba, Dahab o Ein Umm Ahmed, poiché le zone interessanti da visitare lungo il percorso sono molteplici.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Il Deserto Blu
 
 
La cosa più stupefacente del Deserto Blu non è la vernice blu che ricopre le rocce, ma lo spettacolo della secca che si staglia contro il leggendario blu del cielo del Sinai. Massicce sculture di granito e massi dorati ricoprono la superficie del deserto, a fianco di bellissimi fiori rosa. Il Deserto Blu è un luogo ideale per arrampicate, fotografie o semplicemente per sentirsi lontani da tutto.
 
 
 
 
 
 

 

 

Il Deserto Blu e la flora, Sinai, EgittoNel 1980, l'artista belga Jean Verame si recò nel deserto del Sinai per tracciarvi, letteralmente, una linea di pace. Con il permesso di Anwar El Sadat e la concessione di 10 tonnellate di vernice da parte delle Nazioni Unite, l'artista riuscì a dipingere quattro miglia di Sinai. Un anno dopo, il tratto fra Dahab e Santa Caterina era blu; da qui il nome di Deserto Blu.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Veduta del Deserto Blu, Sinai, Egitto

Situato fra Dahab e Santa Caterina, il sito può essere facilmente visitato in una giornata. E', comunque un luogo ideale di campeggio. Assicuratevi la presenza di una guida.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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sinai

mercoledì, 13 aprile 2005

I MISTERI DI CHEOPE



E’ il monumento più famoso e studiato al mondo. Eppure intorno alla Piramide di Cheope i misteri e gli interrogativi continuano a superare le certezze. Ci sono teorie più attendibili di altre ma è inutile negare che su molti, importanti aspetti di questa costruzione gli studiosi siano ancora divisi.
Spesso in modo radicale… Da chi e come è stata costruita la Piramide di Cheope? E’ davvero una tomba oppure il faraone fu sepolto fuori dalla piramide che porta il suo nome? Quale è la sua vera funzione? La Piramide è collegata in qualche modo con gli astri? Che segreti nasconde al suo interno? E’ vero che nella stanza del Re accadano eventi inspiegabili?
Domande che, da sempre, dividono gli esperti. E di queste divisioni avremo anche oggi una prova ascoltando le opinioni dei ricercatori che ci accompagneranno in questo viaggio insieme ai nostri ospiti in studio…

Autopresentazione ospiti:
Zahi Hawass, responsabile delle Antichità egizie e degli scavi nella Piana di Giza
Giulio Magli, Fisico ed politecnico di Milano ed esperto di Astronomia antica
Federica Raverta, membro della spedizione archeologica italiana a Luxor
Nadim Vlora, Esperto di Arte ed Astronomia Egizia
Mario Pincherle, archeologo e studioso dei sistemi ingegneristici del passato.
Inoltre un testimone misterioso.

Non perdiamo tempo. E’ arrivato il momento – prima di entrare nella Grande Piramide – di ripassare le sorprendenti misure e coincidenze che caratterizzano questa costruzione. Una prima prova del fatto che nulla, qui, è stato lasciato al caso…
Legenda:
A Ingresso principale 
B Camera della regina
C Camera del re
D Grande corridoio ascendente
E Condotti allineati con le stelle sacre agli Egiziani, prima considerati semplici condotti di areazione
F Camere di scarico poste sopra la camera del re
G Cunicolo forse scavato dai predatori
H Falso cunicolo 
I Falsa camera per ingannare i ladri

E' alta 145 metri e 75 cm.
Il lato nord è di 230 m. e 25 cm.
Il lato ovest è di 230 m. e 35 cm.
Il lato est è di 230 m. e 39 cm.
Il lato sud è di 230 m. e 45 cm.
Il margine di errore è quindi solo dello 0,1%.
Anche i 4 angoli sono incredibilmente prossimi alla perfezione dei 90 gradi:
sud-est 89 gradi e 56 primi
nord-est 90 gradi e 3 primi
sud-ovest 90 gradi
nord-ovest 89 gradi e 59 primi
 
 
 
 
 
 
 
 

Le quattro facce della piramide sono allineate con i quattro punti cardinali con uno spostamento di soli 3 minuti di grado, pari allo 0,0015%, esattamente la metà di quanto ottenuto dagli architetti che hanno recentemente edificato l'osservatorio astronomico di Parigi. Ha un volume 30 volte superiore al leggendario Empire State Building di New York; può contenere agevolmente al suo interno S. Pietro e un altro paio di cattedrali europee. E' stato calcolato che con la sua pietra si potrebbe fare un'autostrada a 8 corsie da S. Francisco a New York.

La piramide di Cheope è al centro esatto della massa terrestre, cioè all'incrocio tra il meridiano e il parallelo che coprono la maggior porzione di terra emersa, una sorta di "centro del mondo".

Il suo peso di 5 milioni e 273 mila tonnellate moltiplicato per un miliardo di miliardi è uguale al peso della Terra; il suo perimetro diviso per la metà dell’altezza è uguale al 3,14, cioè il pi greco, un valore (il rapporto tra la circonferenza e il raggio di un cerchio) che sarà scoperto molti secoli dopo Cheope. La temperatura interna è esattamente la temperatura media della Terra e varia con il passare del tempo.

Si è inoltre scoperto che le pareti non sono perfettamente lisce ma impercettibilmente convesse. La curvatura che se ne ricava corrisponde al valore in gradi della curvatura terrestre.

Secondo alcuni viste queste coincidenze, la piramide di Cheope sarebbe una rappresentazione in scala 1 a 43.200 della Terra.

Intervista a Giulio Magli secondo cui le coincidenze che usano unità di misure nostre sono proprio pure e semplici coincidenze, mentre quelle che utilizzano valori assoluti come il P greco sono un po’ più difficili da spiegare Comunque la precisione è assoluta e resta da capire come avessero fatto gli egiziani. Forse con gli Astri? Opinione confermata da Federica Raverta che definisce le misure delle piramidi di una “precisione è sconcertante”

Ma i misteri forse più importanti la Piramide di Cheope li nasconde al proprio interno. Andiamo a vedere più da vicino.

Come furono costruite le Piramidi. Ecco due teorie, Joseph Davidovitz, studioso dei Materiali, che propone la tesi che i blocchi di calcare siano stati realizzati sul posto, mediante un impasto, e non trasportati per centinaia di chilometri da cave lontane. Ma come spiegare i blocchi al cuore della piramide realizzati in granito?
Un’altra teoria, che ha avuto l’avvallo delle autorità egizie, e quella di Elio Diomedi un capomastro italiano, che ha ipotizzato l’uso di un sistema basato sulle traversine.

Una delle cose che più incuriosiscono della Grande Piramide è l’esistenza di vari cunicoli di cui sfugge ancora oggi la funzione. Questo piccolo corridoio, ad esempio conduce verso la camera della Regina ma se guardiamo la sezione della piramide abbiamo l’impressione di percorrere, in salita, il lato più breve di un ideale triangolo. E questo triangolo ha il suo vertice inferiore nei pressi di una camera sotterranea la cui funzione è ancora avvolta nel mistero. Come, del resto, è per le più celebri e visitate camere: quella della Regina e quella del Re.

Due cunicoli, vietati ai turisti, portano sotto il livello del suolo, all’altezza della camera sotterranea, la cosiddetta «Camera ipogea». Il primo di questi cunicoli segue una linea retta, dall’alto verso il basso, che collega l’antica entrata della Piramide alla camera sotterranea. Oggi, dopo che il Califfo Abdullah Al Mamum si aprì a forza la strada all’interno della Piramide nell’820 d.C. si può accedere al cunicolo da un punto intermedio che coincide, appunto, col corridoio che porta alle Camere della Regina e del Re.
Ma dalla Camera sotterranea parte – o, se si vuole, arriva – anche un altro cunicolo che sbuca esattamente alla fine corridoio, davanti alla camera della Regina. In questo caso si tratta di un cunicolo verticale, irregolare, non rifinito e di cui sfugge la funzione e il periodo di realizzazione.

C’è chi chiama questo cunicolo «il condotto dei ladri» perché si pensa che sia stato fatto per aggirare il corridoio che noi abbiamo appena percorso e che in origine era completamente ostruita da enormi blocchi di granito. Ma molti dubitano che in passato qualcuno possa aver pensato ad un’operazione del genere. Scavare dal basso verso l’alto, in verticale, non è operazione semplice e lo smaltimento dei detriti è, oltretutto, molto complicato. Del resto nella camera che è in fondo a questo cunicolo non risultano quantità tali di materiale da pensare che fosse stata adibita ad accogliere le pietre rimosse con gli scavi. Anzi, quella stanza probabilmente, in origine, aveva un’altra funzione. Ma di questo parleremo dopo. Adesso chiediamo a Zahi Hawass qualcosa in più su questo cunicolo verticale e sulla stanza sotterranea.

Intervista a Zahi Hawass che ricorda come il cunicolo sia stato chiamato il “condotto dei ladri”. Ma l’archeologo egiziano non è d’accordo con le teorie che ne vogliono un condotto di fuga. Si tratterebbe bensì di un pozzo di aerazione per gli operai che lavoravano nella camera. Hawass smentisce anche l’ipotesi di un tunnel sotterraneo che colleghi la piramide alla sfinge.

Ma gli interrogativi che pone il «condotto dei ladri» non sono niente di fronte alla marea di polemiche e al fiume di inchiostro che hanno provocato i cunicoli della Camera della Regina…
Da questa stanza, detta Camera della Regina anche se nulla indica che sia stato in passato un luogo di sepoltura, partono due piccoli condotti da due pareti opposte. Misurano circa 20 cm per venti centimetri e sono inclinati verso l’alto di circa 45 gradi. Per molto tempo sono stati liquidati come dei semplici condotti di ventilazione, del resto presenti anche nella Camera del Re. Si tratta di una interpretazione che ha sempre meno credito. Soprattutto da quando, nel 1993, un ricercatore tedesco – Rudolph Gantenbrink – riuscì ad installare una telecamerina su un piccolo robot poi avviato lungo il condotto per circa 65 metri. Nel 1993 il robottino di Gantenbrink fu bloccato da una porticina con due piccole maniglie. Ci sono voluti quasi dieci anni perché venisse autorizzato un secondo esperimento del genere.

Il 16 settembre 2002 un robot chiamato «Pyramid Rover» e costato 250 mila dollari venne inserito nuovamente nel condotto sud col compito di raggiungere lo sbarramento e sfondarlo per vedere cosa ci fosse dall’altra parte. Purtroppo però, dopo poco, una seconda porta ha nuovamente sbarrato il passo alle ricerche. Almeno per il momento. Ma l’anno prossimo potrebbe essere la volta dell’altro condotto, quello nord, di cui già sappiamo almeno tre cose: ha le dimensioni dell’altro; dovrebbe avere anche lui una porticina che ne blocca, ad un certo punto l’accesso; e, soprattutto, ha un percorso più tortuoso perché, per evitare la Grande Galleria che conduce alla Camera del Re, opera una conversione a destra e poi una a sinistra. Un modo decisamente strano per realizzare un condotto d’aria…

Intervista a Zahi Hawass che spiega come la curvatura del condotto, attuata per evitare di finire nella galleria, dimostra come i condotti siano stati realizzati durante la costruzione della piramide. Cosa nascondevano queste porte? Per alcuni sono simbolo. Ma allora – si chiede Hawass - perché si trovavano solo nelle piramide di Cheope e non nelle altre. Hawass ritiene invece che dietro a queste porte si trovi la vera camera funeraria di Cheope. Le altre stanze sarebbero quindi state solo un trucco per sviare i futuri ladri.
“Nel 2005, ad ottobre – dichiara Hawass - riveleremo finalmente cosa si nasconde dietro queste porte”.

Intervista a Federica Raverta che dice di preferire la teoria classica secondo cui tutti i condotti erano realizzati per permettere l’aerazione degli operai.
Intervista a Giulio Magli secondo cui i condotti delle due camere avevano un valore simbolico ed erano orientati in base alle costellazioni astronomiche. Il professor Vlora dichiara invece di aver rinvenuto nel 1987 le tracce di un altro tunnel tramite delle prove sismiche effettuate all’esterno della piramide . Il tunnel sembrava portare ad un piccolo ambiente. Forse si trattava di una camera votiva. E forse la piramide potrebbe essere disseminata di tante piccole cappelle ancora da scoprire…

E’ arrivato il momento di andare in quello che può essere considerato “il cuore” della Grande Piramide di Cheope: la Camera del Re. E, mentre saliamo ancora, affrontiamo un tema importante: quante camere ci sono in questa Piramide? Abbiamo visto che c’è una camera in basso, sotto il livello del deserto, la Camera Ipogea. Siamo appena usciti poi dalla Camera della Regina e ci stiamo dirigendo verso la Camera del Re. Ma nella Piramide di Cheope ci sono altre stanze. Alcune certe mentre di altre si sospetta da sempre l’esistenza. Quelle certe sono state scoperte nell’Ottocento, sono cinque e sono poste sopra la Camera del Re, una sopra l’altra. Sono chiamate “Camere di compensazione”.

La Camera del Re è posta a poco più di 42 metri d’altezza dalla base della Piramide. Piramide che, in origine misurava circa 150 metri d’altezza. Questo vuol dire che sul soffitto di questa camera grava un peso di migliaia di tonnellate, peso che andava “scaricato” per impedire che il soffitto crollasse. Per questo sarebbero state create le cinque «Camere di compensazione». Si tratta di vani molto bassi ma con lo stesso perimetro della Camera del Re. Le camere sono sovrapposte così che una sola lastra di granito fa da soffitto ad una e da pavimento per quella sovrastante. Le lastre hanno uno spessore variabile tra i 90 cm e il metro e ottanta. Solo l’ultima stanza in alto ha un volta a V rovesciata, formata da due lastre di oltre due metri di spessore.
In queste stanze sono stati trovate alcune scritte lasciate dai capomastro egizi durante la costruzione. Tra queste scritte ci sarebbe anche la discussa iscrizione che attribuisce la Piramide al Faraone Cheope.

Secondo alcuni architetti moderni la precauzione di creare una struttura di questo genere sarebbe eccessiva. Sarebbe forse bastata una sola volta a V rovesciata ma, in fondo, gli architetti egizi si rivelarono già abbastanza in gamba così. Sempre che le “Camere di compensazione” siano davvero quello che si pensa siano. Infatti c’è un’altra possibilità che ha poco a che vedere con le leggi della fisica e con l’architettura. Guardando in sezione la Piramide infatti la zona della Camera del Re ricorda un gigantesco Zed.
Ma cosa è lo Zed?

Intervista a Mario Pincherle che spiega la teoria dello Zed, una simbolo legato ad Osiride, costituito da una torre interrotta da 3 o più livelli, una struttura molto simile a quella dello spaccato della piramide .

Questa stanza potrebbe essere qualcosa di diverso o di più di una camera funeraria? E’ un’ipotesi che vanta ormai un certo credito perché molte cose fanno pensare che questa Piramide non sia stata costruita per essere una gigantesca tomba. Per prima cosa dobbiamo ricordare che questa sarebbe l’unica camera funeraria posta sopra il livello della sabbia. Poi, a differenza di tutte le altre tombe di sovrani egizi, mancano del tutto geroglifici e decorazioni alle pareti. Infine, l’attribuzione di questa Piramide a Cheope è poco più di una convenzione: infatti, ne parla lo storico greco Erodoto le cui affermazioni sarebbero confermate solo dal discusso cartiglio trovato, poco meno di due secoli fa, in una delle «Camere di compensazione».

In realtà di Cheope, o meglio «Khnum Khuful» o semplicemente Khufu, il Faraone più famoso al mondo proprio perché gli si attribuisce come Tomba la più grande Piramide di Giza, si hanno pochissime notizie storiche certe. Si sa che fu il secondo sovrano della IV dinastia, che regnò circa vent’anni, tra il 2590 e il 2567 a.C. (nota: secondo altri dal 2610 al 2590) e che non sono rimaste sue immagini, tranne una statuetta di dubbia attribuzione. Tracce del suo regno sono state trovate a Dendera, nel Sinai e nell’Alto Egitto.Già nell’antichità la figura di Cheope era considerata negativamente perché lo si accusava di aver vessato il popolo, di aver chiuso tutti templi e di aver voluto sacrificare ogni cosa alla costruzione della sua Piramide. Arrivando al punto di far prostituire la figlia per raccogliere il denaro mancante a finire la sua gigantesca tomba.

Non abbiamo la certezza, come abbiamo detto, che questa sia stata davvero la camera funeraria di Cheope. Di volta in volta si è detto che il suo sarcofago venne posto nella camera bassa di questa stessa Piramide, in una camera ancora da scoprire sempre in questa Piramide oppure nel Pozzo di Osiride scoperto non molti anni fa sotto la Sfinge. Ma c’è anche un’altra ipotesi…

Intervista a Vlora, secondo cui la posizione della piramide di Cheope è in rapporto a fenomeni celesti. Durante il solstizio d’inverno la piramide proietta un’ombra nel cui punto Vlora a condotto delle prove sismiche che avrebbero individuato un corridoio in discesa. Siccome Erodono parlava di una tomba di Cheope circondata dalle acque Nilo e il sito individuato da Vlora è nei pressi del Fiume, potrebbe quindi essere questo il luogo della vera sepoltura di Cheope?

Ma se qui non avesse mai riposato Cheope, che significato potrebbe avere avuto questa stanza? Da sempre si pensa che vi accadano cose strane: per esempio c’è chi è convinto che da qui si possa entrare in contatto con altre dimensioni. Anche se circondati da migliaia e migliaia di tonnellate di pietra…

Per finire il nostro veloce viaggio tra i misteri che si concentrano all’interno della Piramide di Cheope abbiamo un sorpresa. Qui, a fianco a me, c’è una stimata egittologa italiana, che ha da raccontare una esperienza personale veramente singolare, legata alla Camera del Re. Per evidenti motivi di riservatezza la nostra testimone ci ha chiesto di restare anonima. Ma vi garantiamo che stiamo parlando con una studiosa seria e una persona affidabile.

Zahi Hawass irride alle teorie New Age che credono in un potere speciale della piramidedi Cheope. Per evitare episodi di fanatismo è stato vietato l’accesso notturno dei visitatori all’interno della piramide.

Quali poteri avrebbe una struttura come lo Zed. E’ vero che potrebbe avere il potere di fermare il tempo?

Pincherle riporta alcune testimonianze di altri archeologi sul potere rinnovativo delle piramidi. Per Pincherle nella piramide sarebbe contenuta una torre rovesciatrice del tempio. Accenna per esempio alle lamette che ritrovano il filo della lama se lasciate per 24 ore nelle stanze interne della Piramide. La forma piramidale nel caso della piramide di Cheope svolge solamente una funzione protettiva.Ciò che permette il rovesciamento del tempo e quindi il conseguente ringiovanimento di alcuni materiali posti all' interno della camera del Re è lo Zed, e più precisamente il materiale con cui lo Zed è fatto. Uno Zed di legno non funziona,uno Zed di ferro non funziona, uno zed di quarzo o di granito funziona non sarebbe dunque la forma piramidale a permettere il rovesciamento del tempo, ma il materiale con cui lo Zed è fatto.

Viene effettuato un esperimento con due bilance. Lo scopo è verificare se gli oggetti, posti all’interno della piramide, perdono l’1% del proprio peso così come dicono alcune teorie. L’esperimento, all’interno della Camera del RE, provoca solo uno scarto minimo, molto lontano dal presunto 1%.

Infine la testimonianza di un archeologo italiano, che però preferisce mantenere l’anonimato, vista la particolarità dell’esperienza.

Il testimone ricorda la sua esperienza all’interno della piramide: “Era il 1988, alle 9, con una amica, ci recammo all’interno della Camera del Re. Non c’erano turisti. Solo noi due. Eravamo molto stanchi. Improvvisamente visi una specie di luce, bianco azzurrognola, molto intensa.
Istintivamente mi appoggia alla parete e mi rilassai per un attimo. Poi chiamai la mia amica, controllammo gli orologi, e decidemmo di uscire perché era già passato qualche minuto.
All’esterno incontrammo un guardiano che si lamentò del fatto che eravamo rimasti all’interno della piramide per 3 ore. Secondo i nostri orologi erano passati solo 10 minuti. Razionalmente non posso dare spiegazioni, a livello intuitivo dico che si è trattato di un blocco del tempo. .
da http://www.voyager.rai.it
 
 

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