Mal D'Egitto

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martedì, 31 maggio 2005

INVESTIRE IN EGITTO

da http://www.italembassy.org.eg/ambcairo/Commerciale/investire_in_egitto.html

GLI INVESTIMENTI STRANIERI IN EGITTO

 Il settore industriale è il principale destinatario degli investimenti stranieri, in particolare la chimica, i materiali di costruzione, l’ingegneria, gli alimentari, la metallurgia e i tessili. Il settore del turismo, pur legato agli eventi politici e alle tensioni della regione mediorientale, rimane comunque la principale fonte valutaria del Paese e uno dei maggiori poli d'attrazione di investimenti stranieri.

 

 Durante gli ultimi anni gli investimenti si sono diretti verso il gas e l’energia, e si prevedono buone opportunità in relazione ai progetti di miglioramento delle infrastrutture. Vi sono poi importanti progetti nei settori petrolifero, minerario ed agricolo, il cui contributo alla crescita economica è significativo.

 

 L’Egitto sta cercando di diversificare la concentrazione geografica dell'industria rispetto al Cairo. Questo sforzo comprende l’istituzione di nuove città industriali, zone franche e parchi tecnologici, che offrono diversi incentivi ai potenziali investitori.

 

 Il programma delle Valli tecnologiche è stato designato per sviluppare nuove zone con infrastrutture destinate ad attirare investimenti nelle industrie di alta tecnologia. La prima di questo genere è la Sinai Valley istituita ad Ismailiya. I piani di investimento comprendono multimedia, CD-ROM, paraboliche satellitari e componenti di computer. La Sinai Valley diventerà pienamente operativa entro il 2008 e altre valli sono in fase di pianificazione (6th October, Sohag e Naga Hamadi).

 

AVVIARE UN PROGETTO D'INVESTIMENTO

IINVESTIMENTO DIRETTO

Per chi intende investire in Egitto ci sono diverse possibilità, la cui scelta dipende da molti fattori, compresa la nazionalità degli investitori, la quantità di capitale investito e la natura dell'attività da intraprendere.

Le formule riconosciute dal diritto commerciale dell'Egitto comprendono l'impresa in proprio (solo Egiziani), la società semplice o in accomandita per azioni, la S.r.L., la S.p.A. (pubblica o privata), la sede secondaria, l'ufficio di rappresentanza di una società straniera, la joint venture (che può comprendere una o più delle possibilità precedenti).

Nel caso in cui si voglia avviare un progetto d'investimento in Egitto, è comunque opportuno ricorrere ad una consulenza legale e rivolgersi all'autorità competente, che è il GAFI (8, Adly st., Downtown, Cairo – tel +202 3904611 / 3903776 – fax +202 3907315 / 3706236 – e-mail: gafi@idsc.gov.eg - sito web, ora anche in italiano, www.gafinet.org/ ).

Solitamente le formule scelte dagli investirori stranieri sono:

  • S. r. L.

Società privata in cui la responsabilità del socio è proporzionale alla quota azionaria. Le azioni non sono quotabili in borsa e la società non può aumentare il capitale obbligazionario o azionario attraverso un'offerta pubblica. Il numero dei soci non deve essere inferiore a 2 e superiore a 50.

 

Le S.r.L. non possono esercitare nel ramo assicurativo e bancario. Almeno uno dei direttori (ma non necessariamente il direttore generale) deve essere di nazionalità egiziana. Il capitale azionario può essere di totale proprietà straniera e deve partire da un minimo di 50,000 LE.

 

 

  • S. p. A

In Egitto equivale più o meno alla formula della S.r.l. degli altri Paesi.

Sono richiesti, in genere, almeno tre fondatori, che non possono vendere le loro azioni per due anni dal momento della costituzione. Non è richiesta la presenza di Egiziani nel Consiglio di Amministrazione. Il capitale azionario può essere di totale proprietà straniera e deve partire da un minimo di 250,000 LE.

  • Sede secondaria

La legge egiziana permette alle società straniere di stabilire delle sedi secondarie in Egitto per esercitare un'attività, in base ad un contratto con un ente egiziano pubblico o privato. In genere le attività riguardano il settore edile, alberghiero, ed energetico.

Le sedi secondarie devono essere iscritte al Registro Cemmerciale, sono soggette alle tasse previste dal sistema fiscale egiziano, a verifiche e controlli periodici e alla compartecipazione agli utili. Il resto dei profitti netti può essere rimpatriato all'estero alla società madre.

La società madre è rappresentata dal direttore della filiale, che non deve essere necessariamente di nazionalità egiziana.

  • Ufficio di rappresentanza

Una società straniera può aprire un ufficio di rappresentanza allo scopo di studiare il mercato locale e la possibilità di avviare un investimento in Egitto. Ci sono regole particolari per le società farmaceutiche che aprono sezioni scientifiche in Egitto. Gli uffici di rappresentanza possono essere fondati completamente in valuta straniera e non sono sottoposti a verifiche.

  • Joint ventures

Ci sono molti modi di creare una società mista tra società straniere, o anche tra una straniera e una egiziana, anche in base al tipo di attività.

Per quanto riguardal le PMI e tenuto conto di alcune difficoltà (la farraginosità della burocrazia), la formula della società mista con partners locali è senza dubbio la soluzione preferibile.

 

INVESTIMENTO INDIRETTO

Nel caso in cui non si voglia affrontare un investimento diretto in Egitto, si può ricorrere alle seguenti possibilità: nomina di un agente commerciale, nomina di un distributore, franchising, vendita diretta.

  • Agenzia commerciale

In Egitto sono previste due tipi di agenzie commerciali.

Agenzia di commissione: è un tipo di agenzia istituita direttamente a nome dell'agente, ma nei termini concordati con il principale e per suo conto. In particolare, il prezzo di vendita e il margine di profitto dell'agente devono essere concordati precedentemente.

Agenzia di contratto: l'agente intraprende una specifica attività per promuovere, negoziare e concludere transazioni ed affari in nome e per conto di un principale, da cui riceve una remunerazione sulla base delle vendite.

L'agente rappresenta il principale in ogni azione legale di natura commerciale, come prevede lo statuto dell'agenzia di contratto. In genere, l'agente contrattuale deve essere di nazionalità egiziana e deve essere iscritto al Registro degli Agenti ed Intermediari commerciali del MOFT (Ministry of Foreign Trade). Questo tipo di agenzia è regolato dal diritto commerciale locale e risponde alle corti di giustizia dell'Egitto.

Per maggiori informazioni è consigliabile consultare un legale.

 

  • Distribuzione

I servizi di consulenza e distribuzione non ricadono sotto le norme legislative per le agenzie ma seguono i principi generali della legge sui contratti del Codice Civile dell'Egitto.

  • Franchising

Il franchising come è solitamente inteso è ammesso in Egitto e regolato ai sensi della legge 82/2002 per la protezione dei diritti di proprietà intellettuale.

  • Vendita diretta

Una parte straniera che desideri vendere direttamente ad una controparte egiziana (diversa da autorità governative) non ha bisogno di nominare un agente commerciale. Inoltre, il contratto di vendita può seguire una legge straniera, sebbene sia importante conoscere il sistema legislativo egiziano e le questioni di sicurezza pubblica che potrebbero annullare le disposizioni del contratto di vendita, oltre al modo di tutelare i propri diritti in caso di una controversia, in particolare se la controparte egiziana non ha sedi all'estero.

Pertanto si consiglia una consulenza legale.

 

 LA NORMATIVA EGIZIANA IN MATERIA DI INVESTIMENTI

Premesso che il sistema normativo egiziano in materia di investimenti è piuttosto complesso e che, pertanto, è consigliabile in ogni caso affidarsi ad un legale o consulente finanziario prima di effettuare qualsiasi investimento, il diritto commerciale in Egitto è regolato sostanzialmente dalle seguenti leggi:

  • la Legge 159 del 1981, tuttora in vigore, conserva alcuni aspetti negativi della recente legislazione egiziana: permangono diverse restrizioni sia per le società per azioni, sia in materia di proprietà. Gli aspetti positivi di tale Legge sono comunque diversi, per esempio, la costituzione di una società viene praticamente approvata automaticamente e le società formatesi secondo la Legge 159 beneficiano di costi più bassi per energia e servizi (i prezzi vengono sussidiati dallo Stato);

  • la Legge 230 del 1989 soddisfa le esigenze degli investitori, soprattutto stranieri, per quanto riguarda la libertà nel trasferimento dei profitti, l'assenza di limiti circa la proprietà delle società da parte degli stranieri e per la partecipazione agli utili dei dipendenti;

  • la Legge 8 del 1997 è senza dubbio uno strumento normativo più moderno in favore degli investimenti, che stabilisce le seguenti garanzie ed incentivi:

-         i progetti possono essere esclusivamente di proprietà di stranieri;

-         vi sono garanzie contro nazionalizzazione ed esproprio;

-         i prodotti non sono soggetti al controllo dei prezzi;

-         le imprese possono rimpatriare i loro capitali e i profitti;

-         la maggioranza dei membri dei consigli di amministrazione può essere straniera, libertà nell’assunzione del personale;

-         i salari degli esperti stranieri che lavorano nei progetti sono esenti da tassazione se la loro permanenza in Egitto non supera l’anno;

-         sono previste inoltre diverse misure di esenzione fiscale, che variano per estensione a seconda del tipo di progetto e dove esso viene realizzato. L'esenzione di 5 anni (a partire dalla fondazione) dall'imposta sul reddito di società, ad esempio, si estende a 10 anni se il progetto è realizzato in una delle nuove aree industriali o in una delle nuove comunità urbane. Esenzioni di 20 anni sono previste per i progetti svolti nelle aree remote (Kharga, Baris, Farafra, Siwa, East Owaynat, Toshka);

-         i macchinari e le attrezzature importate sono soggetti ad un dazio ad aliquota fissa al 5% (non variabile tra il 5 e il 40);

-         esenzione per tre anni dall'imposta di bollo, da spese notarili e di registrazione.

 Per usufruire dei benefici previsti dalla Legge 8/97 occorre recarsi al GAFI ed effettuare alcune operazioni, riportate anche nella Guida all'Egitto per le PMI italiane.

  • le leggi n.17 del 1999 (Legge del Commercio) e n.159 del 1981 (come modificata dalla legge n.3 del 1998) disciplinano le tipologie di imprese/società che possono operare in Egitto. Il contratto di costituzione della società deve essere conforme ai settori di attività citati nella Legge n.8 del 1997 ed il relativo Regolamento Esecutivo. Presso il GAFI sono disponibili i moduli per ogni tipo di società.

  • gli investimenti nel settore petrolifero o del gas naturale sono assoggettati a norme diverse. Le concessioni per lo sfruttamento o l’esplorazione sono effettuate sulla base di un accordo di produzione tra il Governo egiziano, la Compagnia pubblica EGPC e la compagnia straniera. L’accordo di concessione deve essere inserito in una specifica legge dello stato. Generalmente la ditta straniera si assume tutti i rischi relativi all’esplorazione.

 

 FREE & SPECIAL ECONOMIC ZONES

 La legge 8/97 regola anche gli investimenti nelle free zones, particolari zone industriali in cui si applica, appunto, un regime preferenziale, diverso da quello delle zone economiche speciali. In Egitto ci sono infatti sette zone franche (Free Zones) e due zone economiche speciali (Special Economic Zones), istituite per attrarre investimenti stranieri e lanciare la produzione.

Le zone franche per gli investimenti e il commercio ricadono sotto l'autorità del GAFI (General Authority For Investments and Free Zones) e sono regolate dalla L.8/97 che ne ha stabilito la legislazione, distinguendo le aree pubbliche da quelle private. Le free zones pubbliche sono in tutto sette e sono stabilite in località specifiche:

Alessandria: vi sono concentrate attività industriali, specie nel settore tessile, metallurgico, agro-alimentare;

Suez: primo porto del Mar Rosso, via d'accesso rapido ai porti dell'Africa e dell'Asia. L' attività economica è concentrata nel settore petrol-chimico e dell'industria cartiera e del cemento;

Damietta: porto del Mediterraneo in cui sono concentrati stabilimenti di immagazzinaggio;

Nasr City: complesso industriale nei pressi dell'aeroporto del Cairo, offre manodopera qualificata;

Port Said: fa parte del grande progetto di sviluppo del Sinai, in cui è prevista anche la realizzazione di un porto;

Ismailiya e Media Production City.

 L'istituzione di zone franche private è prevista tramite autorizzazione diretta del GAFI che può accordare ad un'impresa lo statuto di zona franca, se la natura del progetto lo richieda e se l'impresa non possa stabilirsi in una delle aree già esistenti. L'impresa deve destinare almeno metà della sua produzione all'esportazione, oltre a rispettare le norme di sicurezza delle zone franche, assumersi l'onere della copertura stradale, della costruzione di infrastrutture per l'acqua e l'elettricità e della sorveglianza.

Agevolazioni fiscali e doganali

Si applicano alle Free zones specifiche norme, che ne regolano i limiti territoriali e i tipi di attività che vi possono essere esercitate, nonché il pagamento delle royalties e le regole per l’entrata e l’uscita delle merci. I privilegi di cui godono le Free Zones pubbliche riguardano, sostanzialmente, l'esenzione non solo dalle imposte doganali sulle importazioni e le esportazioni vigenti nel resto del Paese, ma anche dalle tasse di vendita. Le esenzioni fiscali non hanno limiti temporali.

 

L'attrezzatura, i macchinari, i mezzi di trasporto necessari all'attività svolta (che deve essere indicata nella richiesta di licenza ed eventualmente autorizzata dall'autorità competente) sono esenti dalle imposte doganali e dalle tasse sulle vendite. Le importazioni e le esportazioni verso l'estero sono esenti dai dazi doganali normalmente previsti in Egitto e non richiedono autorizzazioni.

 

Le merci prodotte in tali zone e poi importate nel resto dell'Egitto non sono soggette a dazi sui componenti domestici, mentre per i componenti non domestici è prevista un'aliquota del 10%. Le imprese sono libere di stabilire i prezzi e i margini di beneficio, oltre alla forma giuridica sotto la quale costituirsi.

 

Nelle zone franche non si possono acquistare terreni, ma è possibile affittarli per un periodo massimo di 50 anni. Il personale egiziano, che non deve essere inferiore al 75%, è coperto dal sistema di previdenza sociale nazionale. Come tutte le società stabilite con la legge 8/97, anche quelle operanti nelle Free Zones possono essere a totale gestione straniera, sono garantite da nazionalizzazione ed esproprio e possono rimpatriare i loro capitali e i profitti.

 

 Per tutte le informazioni sulle procedure necessarie ad avviare un progetto in una delle Free Zones e per maggiori dettagli sulle agevolazioni fiscali si consiglia di visitare il sito del GAFI (www.gafi.gov.eg) o di rivolgersi direttamente ai suoi uffici (8, Adly st., Downtown, Cairo – tel: +2.02.390.05.97/391.56.27 – fax: 390.73.15).

 Special Economic Zones

Le zone economiche speciali sono state istituite con la legge n.83/2002 garantendo privilegi ed esenzioni doganali agli investitori. Essa consente la creazione di zone industriali speciali che abbiano una significativa attività di esportazione.

 

All’interno di tali zone possono essere importati in esenzione doganale beni strumentali, materie prime e semilavorati. Le società che vi operano (nei settori industriale, agricolo, servizi) sono soggette a minori imposte di vendita e ad aliquote fiscali privilegiate.

 

È applicata un'imposta sul reddito ad aliquote del 10% sulle entrate nette, e del 5% sui salari. Le importazioni di beni, attrezzature e materiali sono esenti da tasse di dogana e di vendita e non richiedono autorizzazioni.

Le esportazioni seguono lo stesso regolamento delle Free Zones. Sono previste inoltre agevolazioni per lo scioglimento dei contratti di lavoro e la possibilità di istituire un sistema speciale di previdenza sociale e del lavoro.

 

Dal momento dell'emissione della legge sono state create due zone economiche speciali: Ayn Sukhna e New Port Said.

 

I VANTAGGI CHE INCONTRANO LE IMPRESE STRANIERE IN EGITTO

 Incentivi agli investimenti

Il Governo egiziano ha messo a punto una serie di incentivi per le imprese straniere che intendono investire nel Paese. Lo sviluppo dell'imprenditoria e la liberalizzazione del commercio sono i due pilastri della politica di modernizzazione economica egiziana. La sfida principale è rappresentata dall'impulso al settore privato, costituito prevalentemente dalle SME.

In quest'ottica il Ministero del Commercio Estero (MOFT) ha creato al suo interno una unità speciale di sviluppo delle PMI (SME Developmen Unit) e istituito l'Investment Service Pool (ISP) presso il Gafi, con il sistema One-Stop-Shop: tutte le procedure burocratiche necessarie all'avvio di un'attività imprenditoriale sono state raccolte in un unico ufficio al fine di abbreviare i tempi e semplificare le pratiche, riducendo i costi.

È inoltre in discussione al Consiglio dei Ministri un disegno di legge per le piccole e micro imprese (SME), che prevede esenzioni fiscali di tre anni, l'istituzione di un' unità speciale per il rilascio di licenze e autorizzazioni, oltre ad un fondo sociale per lo sviluppo.

Opportunità di investimento possono poi derivare dal piano di sviluppo socio-economico 2002-2007 dell’Egitto, che prevede la realizzazione di una serie di grandi progetti infrastrutturali nei settori elettrico, industriale, agricolo, petrolifero, edile (l'elenco dei progetti realizzati o in fase di realizzazione é consultabile sulla Guida all'Egitto per le PMI italiane, dove sono indicati anche i referenti per ogni settore).

 Il sistema finanziario

Il settore finanziario egiziano è in fase di sviluppo e va di pari passo con l’apertura dell’economia e la liberalizzazione.

La crescita del mercato azionario - con lo sviluppo dei servizi finanziari ad esso connessi - e la privatizzazione delle principali società di assicurazioni fanno presagire una maggiore competizione nel settore finanziario nei prossimi anni.

Il sistema bancario è affidabile e si è progressivamente aperto all’investimento straniero: è consentito alle filiali di banche straniere di operare in valuta locale, garantendo loro lo stesso trattamento riservato alle banche nazionali, e sono state gettate le basi per l’ingresso di capitali privati nelle banche pubbliche.

 L’ampiezza del mercato

Non solo il mercato interno egiziano ha vaste dimensioni, data l’ampiezza del territorio ed i 70 milioni di abitanti, ma anche il tasso di crescita della popolazione è decisamente sostenuto.

L’Egitto rappresenta inoltre un Paese chiave per l’accesso all’area mediorientale ed africana, essendo uno dei più importanti membri dell’Area del libero scambio tra paesi africani (COMESA) e ricoprendo un ruolo politico guida nel Medio Oriente legato all’andamento del processo di pace.

Non va dimenticato, infine, che l’Egitto ha firmato un Accordo di associazione con l’Unione Europea che, una volta entrato in vigore, accelererà il processo di apertura e modernizzazione del Paese.

 La manodopera egiziana

Il costo della manodopera in Egitto è notevolmente più basso rispetto all’Italia, non esiste un minimo salariale stabilito dalla legge, essendo il trattamento economico dei lavoratori legato alla contrattazione individuale con il datore di lavoro.

Dal punto di vista qualitativo, il livello della manodopera egiziana non raggiunge la specializzazione dei paesi industrializzati, ma è certamente superiore a quello dei paesi dell’area mediorientale.

 Il costo dell'energia

Rispetto all’Italia il costo dell’energia in Egitto è molto ridotto. Il Paese possiede ancora enormi giacimenti di gas naturale che in futuro dovrebbe essere esportato. La produzione di petrolio soddisfa quasi completamente il fabbisogno egiziano.

L’uso del gas naturale egiziano è esteso a tutto il Paese e si appresta ad essere esportato nel prossimo futuro quando saranno completati gli impianti di liquefazione e i gasdotti.

 Il clima

Il clima in Egitto è caldo-secco con piogge rarissime. Ciò permette per alcune produzioni anche l’immagazzinaggio all’aperto, mentre per la produzione agricola consente la maturazione di prodotti anche fuori stagione rispetto all’Italia.

 Italia-Egitto: rapporti privilegiati

Nel caso delle imprese italiane va anche considerato che i rapporti bilaterali italo-egiziani sono eccellenti sotto tutti i punti di vista (politico, militare, economico, scientifico e culturale). L’Italia considera prioritario il consolidamento dello sviluppo egiziano, essendo un Paese chiave nell’area mediorientale. A tal fine l’Egitto è anche uno dei principali destinatari degli interventi italiani di Cooperazione allo Sviluppo. In tale contesto, l’Italia incoraggia inoltre in vario modo le società miste e i flussi finanziari italiani verso l’Egitto.

 

LE DIFFICOLTÀ CHE INCONTRANO LE IMPRESE STRANIERE IN EGITTO

 L’accesso alle informazioni

L’accesso alle informazioni in Egitto è piuttosto complicato, perché, a parte il CAPMAS, unica fonte per i dati statistici ufficiali, non esistono canali d’informazione strutturati ed affidabili. I contatti con gli interlocutori giusti rappresentano di fatto l’unica forma di accesso alle informazioni più rilevanti.

Per le aziende che intendono iniziare ad operare in Egitto è senza dubbio consigliabile pertanto di appoggiarsi alle Istituzioni italiane presenti nel Paese. Oltre a ricevere informazioni base sul Paese o più specifiche per il proprio settore, le imprese possono così essere consigliate ed assistite in occasione della firma di contratti, nella scelta di potenziali partners locali, nelle relazioni con le autorità locali.

È raccomandabile anche rivolgersi alla General Authority for Investments and Free Zones (GAFI) per ottenere informazioni sulle caratteristiche e sulle opportunità che si presentano nei vari settori del sistema produttivo.

 Burocrazia

L’apparato statale e amministrativo-burocratico egiziano è estremamente complicato e complesso. Sovrapposizione di norme, di procedure di uffici e di competenze rappresentano la realtà quotidiana con cui devono confrontarsi gli operatori economici. Per ovviare a questi problemi il GAFI ha recentemente istituito un ufficio One-stop-shop (vedi vantaggi per chi investe in Egitto).

 Difficoltà doganali

Una delle maggiori difficoltà che incontrano le imprese italiane di qualsiasi dimensione in Egitto è l’impenetrabilità delle norme e procedure doganali.

In particolare, le imprese italiane lamentano la mancanza di coordinamento tra l’Autorità che promuove gli investimenti (GAFI) e le Autorità doganali (che formalmente dipendono dal Ministero delle Finanze, ma di fatto sono del tutto autonome).

Oggi l’Egitto è sicuramente un Paese più aperto che in passato, che mira a favorire gli investimenti diretti sul suo territorio e che per questo attua una continua politica di incoraggiamento per gli investitori stranieri. Tuttavia, al momento dell’importazione di beni essenziali per la realizzazione di un investimento, può capitare che da parte delle autorità doganali non si applichino le procedure semplificate previste per l’ingresso in Egitto di tali beni, sia per problemi di “scollamento” tra le varie autorità, sia per la mole di norme applicabili all’interno delle quali può risultare assai arduo districarsi.

 

STRUMENTI DI SUPPORTO AGLI INVESTITORI

Leggi italiane

Esistono diversi strumenti finanziari italiani per sostenere gli imprenditori italiani che intendono operare in Egitto. Molti sono stati istituiti da alcune importanti leggi, di cui qui si danno delle brevi indicazioni. Per ulteriori informazioni si consiglia di consultare anche il sito web della SIMEST (www.simest.it).

 

  • La legge 27/97 (la cosiddetta legge "Ossola") prevede un intervento agevolativo a favore delle imprese italiane esportatrici di macchinari, impianti e relativi servizi che accordano alla controparte estera dilazioni di pagamento a medio-lungo termine. L'agevolazione, nella forma del contributo agli interessi su finanziamenti bancari (banche italiane od estere) copre la differenza tra il tasso di mercato ed i ltasso agevolato degli accordi internazionali. L'intervento è gestito dalla SIMEST.

  • La legge 49/87 sulla cooperazione allo sviluppo, all'articolo 7, prevede che possano essere concessi crediti agevolati alle imprese italiane con il parziale finanziamento della loro quota di capitale di rischio in imprese misted a realizzarsi in Paesi in via di sviluppo. I fondi vengono attinti da un rotativo presso il Mediocredito Centrale S.p.A. dopo un'istruttoria gestita dal Ministero degli Affari Esteri.

  • La legge 100/90 riguarda la promozione della partecipazione di società italiane a società ed imprese miste all'estero. In tale ambito, ruolo centrale è svolto dalla SIMEST che promuove la costituzione di società miste all'estero da parte di operatori italiani, affiancandoli nelle iniziative di internazionalizzazione delle imprese e fornendo qualificati servizi di supporto tecnico, finanziario, legale, amministrativo ed organizzativo.

  • La legge 304/90 – D.M. 23 marzo 2000 n.136 disciplina la concessione di finanziamenti  a tasso agevolato per la realizzazione di studi di prefattibilità e fattibilità connessi all'aggiudicazione di commesse, il cui corrispettivo è costituito dal diritto di gestire l'opera. L'istruttoria è gestita dalla SIMEST.

  • D. Lgs. 143/98 – D.M. 23 marzo 2000 disciplina la concessione di finanziamenti a tasso agevolato per la realizzazione di programmi di assistenza tecnica connessi ad esportazioni o investimenti italiani all'estero. Ne possono beneficiare imprese italiane, nonché loro Consorzi o Associazioni con priorità per le PMI. L'istruttoria è gestita dalla SIMEST.

  • La legge 212/92 prevede il sostegno di programmi bilaterali o plurinazionali per la promozione della collaborazione dell'Italia con i Paesi, individuati dal CIPE e tra cui rientra anche l'Egitto, per favorire la loro transizione verso l'economia di mercato e l'integrazione con l'Europa. I progetti, della durata di 24 mesi, riguardano le seguenti tipologie di intervento: formazione professionale, manageriale e dei quadri intermedi; assistenza tecnica; formazione ed assistenza in materie giuridico-istituzionali concernenti i settori economico, finanziario e valutario; della distribuzione, dell'energia, del turismo e del risanamento ambientale nonché in materia di riconversione industriale ed agricola e nel campo del restauro artistico ed urbano; individuazione di progetti, di partner potenziali, di fonti di finanziamento e settori di interesse per la costituzione di società miste; progetti pilota finalizzati alla tecnologia; studi di fattibilità per la costituzione di joint ventures, così come per la ristrutturazione di imprese miste partecipate da soggetti italiane. L'istruttoria è gestita dal Ministero delle Attività Produttive.

 

Cooperazione italiana

Per l’Egitto esistono inoltre alcuni strumenti della Cooperazione italiana allo Sviluppo, gestiti direttamente dall’Ambasciata d’Italia al Cairo insieme al Governo egiziano, che mirano a favorire progetti d’investimento.

  • Il Programma di supporto integrato alle PMI egiziane, finanziato interamente dalla Cooperazione italiana, gestito dall’UNIDO tramite gli uffici del programma ITPO (Information Technology Promotion Offices). Questo programma facilita la cooperazione di imprese egiziane ed italiane: prevede uno stanziamento di circa 15milioni di Euro a credito di aiuto e 1,8 milioni di Euro a dono da destinare alla costituzione di una linea di credito agevolata per le piccole e medie imprese egiziane, soprattutto se l’obiettivo è la creazione di joint-ventures italo-egiziane. Il Programma assiste in molti modi tali joint-ventures, fornendo, tra l’altro anche assistenza per l’elaborazione dei business plan delle nuove imprese miste. Il programma verrà esteso con la seconda fase che prevede uno stanziamento di 45 milioni di Euro a credito di aiuto e 2 milioni di Euro a dono. Per maggiori informazioni è consigliabile consultare la pagina web del programma (www.unido.org/doc/doc/3595 per informazioni su ITPO e www.unido.org/doc/4770 per il progetto in Egitto).

  •  Il Commodity Aid Programme è un programma, finanziato dalla Cooperazione italiana, che prevede uno stanziamento per l’importazione di beni strumentali di origine italiana nei settori dell’agricoltura, industria, energia e sanità. Il 30% dell’importo è destinato al settore privato; la vendita dei beni ai privati genera peraltro fondi di contropartita da destinare a progetti in Egitto con finalità sociali. Il programma verrà esteso con lo stanziamento di 20 milioni di Euro.

  • L’Italia e l’Egitto hanno firmato un accordo per la conversione di tutto il debito dell’Egitto verso il nostro Paese in finanziamenti per progetti d’investimento (DEBT SWAP AGREEMENT). I progetti che devono essere finanziati con tali fondi devono riguardare necessariamente uno dei seguenti 3 settori: agricolo, sanitario, ambiente.

 Per informazioni specifiche su questi ultimi tre strumenti finanziari occorre rivolgersi all’Unità tecnica locale (UTL) dell’Ambasciata.

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sabato, 28 maggio 2005

Cosa fare a Marsa Alam?

Snorkeling a Dolphin House 

Se avete sempre sognato di nuotare coi delfini allora non perdetevi quest'opportunità. Samadai Reef, altresì chiamato Dolphin House, è la "residenza" ufficiale di oltre 100 delfini del genere stenelle. Situato a sud di Marsa Alam a poche centinaia di metri dalla riva, è facilmente raggiungibile con una gita in barca. 


Garden Reef

E' una delle tante immersioni da terra, ma data la sua particolarità vale sicuramente la pena di descriverla.
Dopo aver camminato per 50 metri sulla parte iniziale del reef, ci si immerge in una piscina corallina per poi continuare il percorso verso il largo attraverso una serie di grotte: la parte più esterna del reef è infatti traforata di passaggi labirintici, che conducono verso il mare aperto.
Lo spettacolo che si mostra ai nostri occhi al termine delle gallerie è meraviglioso: il reef esterno è non solo dotato di colori bellissimi, ma la sua stessa conformazione sembra un paesaggio lunare. Enormi cupole madreporiche, su cui coralli e madrepore a loro volta battagliavano per godere della posizione più strategica.
Bellissimi colori e paesaggi, immersione divertente, profondità bassa, ma pesce poco.


Avvistamenti di gazzelle al Parco Naturale di Wadi Gamal 

Seppur scomparse in alcune zone dell'Egitto (per esempio nel Sinai), le gazzelle allo stato brado sono tutt'ora presenti nel deserto che circonda Marsa Alam. Wadi Gamal (a circa un'ora d'auto da Marsa Alam) è uno dei luoghi dove, con una buona dose di fortuna e pazienza, è ancora possibile avvistare le gazzelle allo stato brado. Il luogo è lontano ed isolato, ed è quindi essenziale la presenza di una guida locale. 

Wadi Gamal

Immersioni ad Elphinstone
 
Immaginatevi per un momento la discesa verso il plateau nord di Elphistone attraverso l'acqua cristallina del Mar Rosso. I colori dei coralli sono così accesi che quasi vi distraggono dal principale obbiettivo dell'immersione. Ma, appena rivolgete lo sguardo verso il blu, una scarica di adrenalina vi ricorda il vero motivo per cui vi trovate in questo particolare sito: la prima coppia di una lunga serie squali oceanici pinna bianca vi sta passando davanti. Elphistone riesce ad entusiasmare anche i subacquei più "vissuti". Quest'immersione è indicata a subacquei di livello medio/avanzato: assicuratevi d'effettuare un'immersione di controllo prima di recarvici. 
E' il posto più rinomato di Marsa Alam, quello che tutti i subacquei citano. Si tratta di una pinna di corallo affiorante, piantata sul fondo del mare a 400 metri di profondità e che in superficie si conforma come una striscia di 600 metri.
E' battuta costantemente da corrente, il che la rende particolarmente affollata di pesce di grossa stazza. Si vedono tartarughe, pesci napoleone, squali pinna bianca e squali grigi. Elphinstone è famosa anche per gli squali martello.
 
Scoprire spiagge deserte 

La zona costiera di Marsa Alam si sta sviluppando rapidamente, ma tra un insediamento alberghiero ed un altro corrono ancora miglia e miglia di spiagge incontaminate e di piccole baie inesplorate. Affittate una vettura, prendete uno degli autobus del posto o un taxi e fermatevi dove vi sembra interessante. Chissà, potreste essere i primi ad aver mai messo piede sul quel tratto di spiaggia!

Incontro con il dugongo

Una vacanza a Marsa Alam non può dirsi completa senza una visita alla baia di Abu Dabab alla ricerca dell'elusivo dugongo. Questa creatura dal viso simpatico è in realtà molto timida e si spaventa facilmente. E' una specie protetta, rara in tutto il mondo e a rischio di estinzione. A seguire una descrizione accurata del dugongo che ci aiuterà a capirlo, proteggerlo e rispettarlo maggiormente.

Il dugongo, o mucca di mare, è un mammifero marino appartenente all'ordine Sirenia, una specie di mammifero che esiste da milioni di anni. Molti scienziati credono che i mammiferi marini si siano evoluti dalle specie terrene, ed in effetti, i dugonghi condividono un progenitore con gli elefanti da cui prendono il nome di "elefanti marini" termine a volte utilizzato per descriverli. L'ordine Sirenia include due famiglie di mucche di mare: i Dugongidae (il dugongo) e i Trichechidae (il lamantino). I lamantini e I dugonghi possono essere distinti dalla forma della coda: quella del dugongo è un'ampia coda piatta con due lobi allungati, a differenza di quella del lamantino, che è di forma arrotondata. Il dugongo fa parte della lista di specie a rischio di estinzione stilata dalla IUCN (Unione per la Conservazione della Natura), dalle Nazioni Unite e dal WWF.
Ogni settimana centinaia di subacquei e snorkelisti passano al setaccio i fondali sabbiosi lungo le coste di Marsa Alam alla ricerca del dugongo. Il luogo più famoso per l'avvistamento è Marsa Abu Dabab, a 40km nord di Marsa Alam, una piccola baia ricca di alghe, il cibo favorito del dugongo. Il dugongo si nutre risucchiando grandi quantità di alghe in cui inevitabilmente si nascondono dei piccoli invertebrati, un supplemento nella dieta vegetariana di questo mammifero. Ad intervalli regolari di pochi minuti, risale in superficie utilizzando la coda come propulsore. E' di estrema importanza che, mentre si trova in superficie, gli snorkelisti e i subacquei, gli lascino lo spazio necessario per muoversi in comodità. Il dugongo respira attraverso due narici, localizzate sulla parte superiore della testa, chiuse durante la permanenza sott'acqua. Dopo aver respirato un po' d'aria fresca in superficie, il dugongo si ritira sott'acqua tra le alghe.
Il dugongo adulto raggiunge una dimensione 2-3 metri ed un peso di 400 Kg. La pelle è di colore marrone molto chiaro ed il corpo ricoperto da corte setole. A differenza dagli altri mammiferi marini, il dugongo non possiede la pinna dorsale. Le pinne pettorali sono modificate e sono utilizzate a numerosi scopi: come timoni, per spostarsi sul fondale durante la nutrizione e a volte per spingere il cibo nella direzione dell'enorme bocca. Il dugongo viaggia da solo o in coppia, ma in passato è stato avvistato anche in gruppi di grosse dimensioni.
Una preoccupazione per la sopravvivenza del dugongo è la lentezza con cui si riproduce: un solo piccolo ogni tre-sette anni Un tasso di crescita così basso fa del dugongo una specie in pericolo d'estinzione. Fortunatamente i predatori del dugongo sono rari e se indisturbata, questa creatura può vivere fino a settant'anni di età.
Il pericolo più grande per il dugongo è l'impatto dell'uomo. Questo mammifero viene cacciato per la sua carne tenera ed altre parti del suo corpo vengono utilizzate come medicinali e afrodisiaci nella cultura asiatica. Seppur il pericolo primario alla sopravvivenza del dugongo sia la caccia, non va dimenticata l'importanza di conservare il suo habitat naturale: il fondo sabbioso ricoperto di alghe che rischia di essere danneggiato dallo sviluppo costiero e dell'utilizzo smoderato di alcune zone.
La popolazione dei dugonghi sta diminuendo in Africa, Asia e Australia. Nel Mar Rosso e nel Golfo Persico si contano all'incirca 5000 esemplari, una delle più grandi concentrazioni di questa creatura. Affinché la prossima generazione sia in grado di ammirare questo incredibile mammifero, è di vitale importanza rispettare il dugongo e il suo habitat se si ha la fortuna di incontralo

Esplorare El Quesir

Non fatevi ingannare dai blandi moderni edifici di Safaga e Marsa Alam: l'architettura di El Quseir è tutta un'altra cosa. La parte più vecchia della città è situata tra il porto e la fortezza. Molte mura della città sono state ricavate da blocchi di fossili corallini e le case più antiche posseggono dei bellissimi balconi in legno lavorato. El Quseir si trova a due ore di viaggio da Marsa Alam e costituisce una piacevole gita fuori porta.


Pranzare al Movenpick El Quesir
Se siete sulla strada tra Marsa Alam e Hurghada, il Movenpick El Quesir rappresenta una fermata obbligatoria per un buon pranzo e per esplorare alcune tra più belle attrazioni della zona. Il ristorante all'aperto con vista sul mare è vicino alla piscina. Il ricco menu include gustosissime pizze e insalate ed il servizio è impeccabile

Ristorante al Movenpick

Fumare la shisha sulla spiaggia

La shisha non è altro che una pipa ad acqua caricata con un tabacco profumato. L'acqua che si trova nell'ampolla rimuove il calore ed il sapore forte del tabacco, rendendolo piacevole anche per i non fumatori. Dovunque decidiate di fumarla, la shisha vi aiuterà a rilassarvi. Il posto preferito è uno dei bar adiacenti la spiaggia a Quseir. Qui ci si può godere il panorama e la shisha mentre si sorseggia un tè alla menta o un caffè turco. 

 
Le miniere di smeraldo

Un'interessante escursione di importanza storica è la visita alle antiche miniere di smeraldi. Gli antichi Egizi ritenevano che lo smeraldo fosse una pietra simbolo di eternità e potere e, una volta scoperto che la zona era ricca di questa gemma preziosa, iniziarono una prolungata attività di estrazione. Le miniere, situate nel deserto tra Marsa Alam e la Valle del Nilo, sono state identificate più tardi come le leggendarie Miniere di Cleopatra o Mons Smaragdus. Le rovine degli insediamenti minerari sono ancora evidenti così come i resti delle strutture di un tempio che ancora mantengono la loro altezza originaria. Affinché la vostra escursione sia perfetta sotto tutti gli aspetti, rivolgetevi a guide esperte in storia romana ed egiziana in grado di spiegarvi i significati delle diverse rovine, il credo dei faraoni, l'importanza degli smeraldi nel mondo antico e la storia delle miniere. L'escursione può essere organizzata in giornata, con guida, trasporto e cibo inclusi.


Fare spese nel souk

Andare per negozi in Egitto è sempre un'esperienza interessante. A Marsa Alam è ancora più piacevole grazie alla minore insistenza dei negozianti a confronto delle cittadine più turistiche del Mar Rosso.  Nel souk (il mercato) è possibile acquistare merce di qualsiasi tipo: da materiali elettrici, a colorati oggetti per la casa, a frutta e verdura in bell'esposizione.

Escursione nel deserto

Il deserto del sud attrae in maniera irresistibile e ammirandolo da lontano molte domande vengono alla mente: cosa si nasconde dietro alle montagne, fino a dove si spinge, cosa nasconde? L'unico modo per scoprirlo è organizzare un'escursione nel deserto di questa zona remota e farsi trasportare dalla sua purezza, dai suoi wadi e dall'asprezza delle sue montagne. Grazie alla sua lontananza, è tuttora possibile imbattersi in alcune specie rare, come l'elegante gazzella del deserto.
Consigli pratici: rivolgetevi a guide esperte in grado di organizzare un perfetto safari nel deserto orientale, come il centro Dromedary Desert Safaris di Wadi Lahmi, e Thomas dell'ecolodge Shagra. Scegliete il mezzo di trasporto che preferite e il numero di giorni del vostro safari e lasciate che le guide si occupino del resto. Le escursioni possono essere di mezza giornata, una giornata intera o di più giorni con pernottamento nel deserto. I mezzi di trasporto variano, da moto a quattro ruote modello James Bond, cammelli modello Lawrence d'Arabia o comode jeep con aria condizionata.

Godersi una vita semplice negli eco-lodge

Lasciatevi alle spalle il lusso degli alberghi a cinque stelle e soggiornate, per un giorno o due, in uno dei numerosi "camps" che costeggiano il litorale. Sono provvisti di molte comodità (più di quanto ci si possa aspettare da un campeggio). Awlad Baraka, 13km a sud di Marsa Alam, è un eccellente esempio di eco-lodge: costituito da capanne di bambù e sassi, s'intona perfettamente all'ambiente circostante. Dispone inoltre di moderne comodità come acqua calda, ventilatori sui soffitti e frittelle cucinate al momento per colazione!
Informazioni, indirizzi e costi degli ecolodge qui http://maldegitto.splinder.com/post/4810387

Notti astronomiche

Se siete degli amanti delle stelle un tour "astrale" è quello che fa per voi. Essendo una zona remota e poco visitata, il profondo sud è privo di luci artificiali, perfetto per ammirare le stelle e le costellazioni di notte. A volte è possibile avvistare più di una stella cadente in una sola sera. Esperti in astronomia e guide del deserto vi mostreranno le varie costellazioni, le posizioni dei pianeti e la via lattea. Il trasporto è organizzato su comode jeep e, dopo aver ammirato la bellezza del cielo, vi lascerete viziare dalla proverbiale ospitalità beduina, cenerete, berrete il tè e tornerete all'ecolodge all'alba.


Cenare al Kahramana Blondie Beach

Il bar sulla spiaggia del Kahramana è il ritrovo preferito dei subacquei, sia quelli del luogo che quelli in vacanza, ed ha ospitato molte feste di fine-vacanza. L'eccellente posizione sulla spiaggia e le sue specialità rendono il ristorante italiano una scelta perfetta per consumare una cena con vista sul mare.
Grazie alla recente apertura del nuovo aeroporto, Marsa Alam sta diventando una delle destinazioni più gettonate del Mar Rosso. Conosciuta principalmente per le sue spiagge tranquille e le immersioni dai magnifici coralli, Marsa Alam ospita inoltre sulla sua terra l'ecohotel Kahramana Beach Resort.

Decisamente uno degli hotel più belli lungo la costa di Marsa Alam, quest'albergo dispone di camere direttamente sulla spiaggia, perfette per ammirare il sorgere e il calar del sole. Lo stile architettonico, un perfetto equilibrio di stili diversi, tra archi e ceramiche egiziane, lo integra perfettamente alla natura circostante. Al loro interno le camere sono ben progettate, alcune dispongono addirittura di alti soffitti, ideali per combattere la calura estiva. Tutto l'eccellente personale, dai camerieri ai facchini, è sempre pronto a soddisfare le vostre esigenze senza essere intrusivo, assicurandovi un piacevole soggiorno.
Il cibo al Kahramana è di qualità superiore, specialmente quello del ristorante italiano sulla spiaggia, perfetto per una pizza di tardo pomeriggio. Se quello che cercate a Marsa Alam è il lusso, allora l'hotel Kahramana è il posto ideale per voi!

Mercato di cammelli a Shalateen

 Una delle escursioni più interessanti è la visita alla cittadina di frontiera di Shalateen, un'esperienza straordinaria e un luogo indimenticabile, lontano mille miglia da una normale cittadina turistica del Mar Rosso. Una giornata a Shalateen è un'esperienza fantastica difficilmente dimenticabile. Si ha il sentore di essersi recati ai confini del mondo, nel cuore di gente senza tempo. Consigli pratici: su richiesta, il centro Dromedary Desert Safari, situato a Wadi Lahmi organizza il trasporto a Shalateen. Al vostro arrivo vi verrà assegnata una scorta di polizia. La città è senza dubbio sicura, ma la gente del posto non è abituata alla presenza dei turisti e una scorta di polizia agevolerà la vostra visita tenendo lontano i curiosi. E' consigliato che le signore si vestano in maniche e pantaloni lunghi. Assicuratevi di portare la vostra acqua e il vostro cibo. La pulizia e l'igiene non sono all'ordine del giorno a Shalateen e l'acquisto di cibo sul posto è rischioso.

Maggiori notizie su Shalatin http://maldegitto.splinder.com/post/4801488 

Per altre informazioni su Marsa Alam, Dolphin House, Miniere di Smeraldo e Wadi Gamel clicca qui http://maldegitto.splinder.com/post/4014376

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marsa alam

Glossario dell cucina araba

...per non sbagliare quando ordini al ristorante!

 






 Al-Sultano (Libano) Pollo disossato speziato cotto alla brace e servito con riso e zuppa di verdure.
 Arayess  Sandwich con carne di agnello.
 Baharat (Bjar) Spezie miste in uso nei paesi arabi.
 Baklawa (baklava) Dessert di pasta a strati farcita di noci e immersa in uno sciroppo di miele e limone. Si presenta spesso a forma di triangolo.
 Bamia ( Okra o Gombo ) Verdura dalla forma di un piccolo zucchino. Si trova sia fresca che in scatola e accompagna sia la carne che il pollo.
 Bariani ( Irak ) Piatto di montone a base di riso, carne, mandorle, uva passa e pinoli.
 Basboosa  Torta di semolino inzuppata di sciroppo.
 Bukhari  Agnello e riso fritti con cipolla, succo di limone, carote e pomodoro.
 Burghul  E' il grano cotto al vapore, essiccato e quindi macinato. In Siria il viene combinato con la carne trita. Il tutto viene mangiato cotto al forno o anche crudo.
 Cardamomo  Pianta comune in India, i suoi semi grigi oleosi si usano per profumare il caffè e il tè, soprattutto nella penisola araba.
 Carvi  E' una spezia molto usata nella cucina araba, i tunisini la mescolano con il coriandolo macinato, peperoncino e aglio. Questo preparato viene chiamato Tabel.
 Couscous  Il couscous è un piatto di origine berbera, la parola couscous indica allo stesso tempo sia la semola che il piatto condito con verdura, carni o raramente pesce. Per preparare un couscous è necessaria la couscoussiera: pentola speciale composta da due parti, una superiore, forata alla base per cuocere la semola a vapore e una inferiore per il condimento.
 Curcuma (Khurkum) Spezia di origine indiana di color giallo-arrancio, che oltre al sapore dà anche colore, per questo viene considerata lo zafferano dei poveri.
 Falafel  I Falafel sono polpettone fritte di fave o ceci tritati con cipolla, aglio e coriandolo.
 Fatayer  Pasta ripiena di spinaci, carne o formaggio.
 Fattush  Insalata con crostini, cetrioli, pomodori e menta.
 Ful  Passata di fagioli neri e di lenticchie rosse, cotto a fuoco lento e condito con succo di limone, olio d'olivo e cumino.
 Gahwa (Kahwa) Caffè.
 Halba (Fiengreco) Piccoli semi gialli usati prevalentemente nella penisola araba per le sue proprietà sedative e antireumatiche.
 Halib  Latte.
 Halwa (halva) Pasta di sesamo dolce, normalmente preparata su una piastra e guarnita di frutta e noci.
 Harira (Maghreb) Zuppa con carne e legumi secchi che costituiscono un piatto particolarmente leggero, ma completo, molto consumata nel mese di Ramadan, quindi è una zuppa adatta a rompere le lunghe ore di digiuno.
 Harissa  La Harissa è una specialità tunisina diffusa ormai in tutto il mondo arabo. Consiste in un impasto di peperoncino fresco e di aglio e olio d'oliva.
 Hummus  Il Hummus è una crema di ceci con aglio, succo di limone e olio d'oliva.
 Jarish  Indica sia il grano frantumato che il contenitore da yogurt.
 Jebne  Formaggio bianco.
 Kabsa  Classico piatto arabo a base di carne e riso.
 kafta  Spiedini di carne macinata, cipolla e spezie grigliati sulla carbonella.
 Kamareddine  Nettare di albicocca che si usa mettere sul pane durante il Ramadan.
 Kamun (cumino) E' una spezia aromatica e digestiva, il seme assomiglia molto a quello del finocchio. Si usa molto nei paesi arabi e viene quasi sempre accompagnata alla paprica dolce.
 Kebab  Spiedini di carne o pesce cotti su carbonella.
 Khubz arabi  (pane arabo) Pane sottile, rotondo assomiglia a una piadina ma è meno cotto e più morbido.
 Khubz marcook  Pane arabo, sottile, fatto in casa.
 Khurkum (curcuma) Spezia di origine indiana di color giallo-arrancio, che oltre al sapore dà anche colore, per questo viene considerata lo zafferano dei poveri.
 Kibbeh (kibbe) Polpette di carne d'agnello macinata con burghul.
 Kibbeh Naye  Carne macinata cruda, una sorta di bistecca alla tartara.
 Koshary  Piatto di pasta, riso e lenticchie con aggiunta di cipolle, peperoncino e sugo di pomodoro.
 Kouzi  Agnello cotto al forno su uno strato di riso di modo che il succo della carne ne venga assorbito.
 Kunafi (kunafah) Strisce dolci di pasta, farcite di formaggio bianco, noci e sciroppo.
 Kuzbur (coriandolo) Erba fresca con fiorini bianchi, assomiglia molto al prezzemolo, ma con un aroma più forte. I suoi hanno un sapore molto diverso dalla pianta fresca. Si usa con carni e insalate.
 Laban  Latte acido usato in cucina come sostituto del latte.
 Labenah  Crema di formaggio molto densa.
 Lahma bi ajeen  Pizza araba.
 Loubia (fassulya) Fagiolini cotti nel sugo di pomodoro.
 Mâ e-zzahr  E' un distillato non alcolico di fior d'arancio. Serve a preparare dolci e desserts come macedonie, arance alla cannella ecc . . .
 Mâ el ward  E' un distillato non alcolico di fiori di rosa, molto aromatico. Viene usato nella preparazione di dolci.
 Ma'amul  Galletta secca fatta in uno stampo di legno chiamato tabi.
 Mai'i  Acqua.
 Mantou  Pallottola di pasta bollita farcita con carne d'agnello tritata.
 Maqluba  Piatto a base di pollo o pesce, riso e melanzane o cavolfiore. Molto diffuso in Medio Oriente.
 Markok  Stufato di agnello e zucca.
 Mehshi  Carne farcita - melanzane, zucchine foglie di vite o di cavolo; può anche essere farcita con un composto di carne trita, riso e cipolle.
 Melokhiyya  E' una pianta dalle foglie simili agli spinaci. Viene seccata poi macinata quindi usata come polvere verde. Molto usata in Egitto per la preparazione di una zuppa tipica.
 Mezze (mezza, mezzah) Carne farcita - melanzane, zucchine foglie di vite o di cavolo; può anche essere farcita con un composto di carne trita, riso e cipolle.
 Mubassal  Frittelle di cipolla.
 Muhalabiyyah  Delicato budino di semola servito freddo.
 Muhammara  Pasta di noci con aggiunta di olio d'oliva, cumino e peperoncino. Si mangia spalmata sul pane arabo.
 Musakhan  Stufato di pollo con sommacco.
 Mutabak  Pasticcio dolce e saporito spesso farcito con formaggio e banana.
 Mutabel  Melanzane con appunti di tahina, olive e succo di limone.
 Quozi (Siria) Timballo ripieno di riso, pollo, mandorle, uva passa e pinoli.
 Ras al-hanut (Marocco) E' un miscuglio di tante spezie macinate, tra le altre: pepe nero, noce moscata, cannella, chiodi di garofano, zenzero, boccioli di rosa, curcuma, cardamomo, macis, nigella, radice di iride ecc . . . Ogni "Attar" (tipico erborista del Marocco ) possiede un suo dosaggio che custodisce con gelosia.
 Rocca  Insalata verde aromatica con sapore di mostarda.
 Sambusek  Pasticcio a forma di triangolo farcito con carne, formaggio o spinaci.
 Sayyadiya  Piatto di pesce delicatamente speziato servito su uno strato di riso.
 Scai (chai) Tè.
 Seleek (chai) Piatto di agnello e riso dove il riso è cucinato nel latte e non insieme alla carne.
 Shawerma (chai) Cono di carne pressata di agnello, pollo o manzo, posta su uno spiedo verticale; la carne viene tagliata verso l'esterno mentre lo spiedo continua a girare. Il fuoco è ai lati. Il sandwich più popolare in Arabia Saudita è fatto con pane arabo imbottito di carne "shawerma", insalata salsa e tahina.
 Sheesha (hubbly bubbly) Pipa per fumare foglie di tabacco o frutta secca, il fumo passa prima attraverso un filtro ad acqua.
 Shish Kebab  Tradizionali spiedini di carne ovina o bovina cotti alla brace con salsa piccante a parte.
 Shish Tauk  Spiedini di pollo cotti su carbonella.
 Shurba  Zuppa.
 Snober  Pinoli.
 Sukkar  Zucchero.
 Tabbuleh  Insalata di burghul, pomodoro, menta e prezzemolo.
 Tagine (Marocco) E' un recipiente in terra cotta con un coperchio di forma conica. Viene chiamato Tagine anche il piatto di carne o pesce e verdura cotto nello stesso. Tradizionalmente va cotto sul "Bajmar" un braciere dove si mette della carbonella o legna. Per cucinarlo su una cucina moderna bisogna mettere un rompi-fiamma tra il tagine e la stessa.
 Tahina  E' una crema oleosa che si ottiene dai semi di sesamo tostati e spremuti. E' molto densa e di color nocciola. Molto usata in Medio Oriente.
 Taklia  Spezia fatta con aglio e coriandolo.
 Tamr  Datteri.
 Taratour  Spessa maionese di pinoli, coriandolo e limone.
 Um Ali  "La madre di Ali" è un budino composto di acini d'uva e cocco macerati nel latte.
 Warak Enab  Foglie di vite ripiene.
 Yansoon  Tè speziato e bollente usato a scopi curativi.
 Zaitun  Olive.
 Zattar  Miscela di spezie composta da timo, maggiorana, sommacco e sale.

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cucina egiziana

venerdì, 27 maggio 2005

GIZA

Tre piramidi diverse da tutte le altre, tre piramidi intorno alle quali sono nate domande, questioni e anche leggende. Tre piramidi che hanno una serie di coincidenze assolutamente straordinarie. Chi dice che intorno a queste piramidi sia tutto chiaro probabilmente tende a banalizzare il problema, mentre moltissimi ricercatori, scienziati, ingegneri, egittologi dicono che bisogna studiarle, studiarle meglio. Noi questa sera intanto cerchiamo di conoscerle meglio.

A un terzo della scalata ci viene da A un terzo della scalata ci viene da ricordare alcuni numeri della piramide. Intanto i blocchi: circa 2 milioni e mezzo di blocchi di calcare di granito per creare questa costruzione enorme. Ci sono voluti circa 30 anni per costruirla e … la nostra scalata continua.

Quante coincidenze, quanti numeri, quanti studi, quanti misteri sono racchiusi tutti in un solo edificio: la piramide di Cheope. Arrivati al vertice della piramide, comincia il nostro viaggio attraverso le ipotesi, le ricerche, i dati di fatto.

In questo viaggio, dove cerchiamo di raccontare tutte le ipotesi fatte circa la costruzione delle tre piramidi di Cheope, Chefren e Micerino paragonate agli studi realizzati dal professore Zachi Hawas arriviamo al punto delle barche solari. Le barche solari erano delle vere e proprie imbarcazioni custodite in questi enormi sarcofagi. Una barca è stata completamente restaurata e viene custodita proprio ai piedi della piramide, mentre un’altra si trova all’esterno della piramide di Micerino ancora sepolta perché i costi per il restauro sarebbero altissimi.
La domanda che ci si fa è questa: perché le tombe dei faraoni precedenti e successive a questa contenevano tutto l’arredo funerario che sarebbe poi servito al faraone nella vita dopo la morte, mentre in questo caso non è stato previsto un luogo per contenere la barca solare che pure era un elemento fondamentale. Non era certo un problema di spazio, visto che queste costruzioni sono enormi: la piramide di Cheope potrebbe contenere in volume sei volte la Basilica di San Pietro.

Cheope, Chefren e Micerino hanno delle caratteristiche comuni: intanto appartengono tutte alla quarta dinastia dei faraoni dell’antico Egitto. Una dinastia che è collocata nella storia attorno a 4.700 anni fa e che è durata pochissimo, solo 70 anni.. Ma cos’altro unisce queste piramidi? Intanto la costruzione. Sono costruite in maniera comune e assolutamente perfetta.

Ci sono piramidi della terza dinastia, quindi realizzate poche decine di anni prima della piramide di Cheope e piramidi successive della quinta dinastia che non hanno nulla a che vedere dal punto di vista architettonico e ingegneristico con queste tre piramidi.
Sono circa 100 le piramidi in Egitto, distribuite su un grande territorio, hanno caratteristiche e forme diverse, ma la cosa più sorprendente sta nel fatto che la IV dinastia è stata in ogni caso la più prolifica. Sono ben 10 le piramidi costruite nel corso di questo periodo durato solamente poco più di 70 anni.

I dubbi vengono per 2 motivi. Il primo legato ai tempi. Il secondo alle tecniche di realizzazione.

Se come molti esperti sostengono che per costruire solo la piramide più grande, quella di Cheope, ci sono voluti 30-35 anni, occupando tutte le risorse e la manodopera più specializzata del Paese, come è stato possibile negli ulteriori 35-40 anni realizzarne altre 9 tra le quali quella di Kefren, grande poco meno della stessa piramide di Cheope?

Veniamo ora alla tecnica. Nella III Dinastia le piramidi erano fatte con blocchi piccoli, facilmente trasportabili. Erano costruttivamente assolutamente coerenti con la cultura del tempo. La piramide a gradoni di Zosser ne è un esempio. Dopo pochi anni, ecco l’esplosione tecnologica e architettonica delle piramidi della Piana di Giza, per tornare subito dopo, nella V dinastia a piramidi semplicissime e fragili, come quella di Sature.. E’ come, se in un tempo breve, si passasse dalla tecnologia della bicicletta a quella di un jet, per tornare subito dopo alla bicicletta. Cosa può essere successo? Si parla di carestie, di menti geniali nate improvvisamente e scomparse senza lasciare eredi. Ma si dice anche, senza scomodare provenienze aliene, che ancora oggi qualcosa ci sfugge. Qualcosa legato ad un passato lontanissimo dove antichi uomini avrebbero lasciato grandi costruzioni a forma di piramide, colonizzate e adattate da chi sarebbe venuto dopo.

Ma altre piramidi che non hanno nulla a che vedere con queste tre sono quelle che si dice siano state costruite contemporaneamente, sono quelle delle donne di Micerino, figlie e mogli. Si può notare che sono state realizzate – sia come taglio delle pietre che come costruzioni – in maniera molto più approssimativa, più grezza. Lo stesso succede ai piedi della piramide di Cheope dove si trovano altre tre piccole piramidi di fattura decisamente inferiore a quella del faraone.

E pensare che in quel periodo gli Egizi non conoscevano ancora il ferro e l’acciaio: disponevano solo di un rame o al massimo di un bronzo temperato, metalli molto più morbidi con cui è difficile pensare di realizzare costruzioni così perfette.

Un’altra cosa in comune a tutte e tre le piramidi è la totale assenza di geroglifici. Esiste solo un segno rosso con il nome del faraone Cheope ritrovato in una stanza che si trova sopra alla camera del re. Scritta che solleva però alcuni dubbi, visto che potrebbe essere un falso.

Insomma: niente geroglifici all’interno delle piramidi di Cheope, Chefren e Macerino, le più importanti, mentre li troviamo all’interno delle piramidi dei dignitari contemporanei e in tutte le altre piramidi che non fanno parte di questa dinastia.

Entriamo nella piramide attraverso un cunicolo realizzato nel IX secolo da un califfo per riuscire a saccheggiarla. Subito una curiosità: l’ingresso principale non è mai stato aperto. Questo fa pensare che forse la piramide non avesse un ingresso chiaro e definito, perché non doveva essere profanata.

Chi per ultimo uscì, oltre 4500 anni fa, da questa piramide non voleva che nessuno più vi rientrasse. Infatti sono presenti dei blocchi che chiudono la galleria in maniera definitiva. Il punto più difficile da attraversare per raggiungere il cuore della piramide è un tunnel lungo 35 metri, alto solo un metro e largo un metro. Inoltre è molto ripido: ha un angolo alla base di 54 gradi.

E i numeri, all’interno della piramide sono importanti. Esistono infatti inquietanti coincidenze numeriche, che hanno dato vita al grande mistero della piramide di Cheope.

Il cuore della piramide di Cheope è una stanza realizzata completamente in granito con blocchi che arrivano a pesare anche 80 tonnellate. Granito sul pavimento, granito sul soffitto e naturalmente su tutte le pareti. E’ di granito anche un contenitore che alcuni chiamano sarcofago, anche se non abbiamo la prova definitiva che abbia mai contenuto la mummia di un faraone.

ChefrenUn sarcofago difficile da interpretare:di sicuro fu collocato all’interno della stanza durante la costruzione stessa della piramide, visto che è più grande della porta. E proprio questo particolare ci ha permesso di trovarlo ancora qui, perché nei frequenti saccheggi che ci furono, era impossibile portarlo via. Ma non sono solo questi i dubbi che circondano questo manufatto.

Viene chiamato il sarcofago rosso, nome che gli deriva dal tipo di granito utilizzato per la sua costruzione. Fu scoperto nell’820 d.C. dal califfo arabo Al-Mamhun, il primo che riuscì ad aprirsi un varco nella grande piramide.
Questo sarcofago è un’autentica meraviglia dal punto di vista tecnico: il suo volume esterno, di poco superiore ai 2.332 litri, è esattamente il doppio del volume interno. Una precisione maniacale, anche considerando quali utensili avevano gli antichi egizi per lavorare il granito. L’archeologo Flinders Petrie sostiene che per ottenere questi risultati fosse necessaria una sega circolare in bronzo tempestata di diamanti, che poteva essere fatta ruotare tramite dei lacci attorno ad un albero di trasmissione. L’ingegnere Christopher Dunn, esperto nella lavorazione del granito, sostiene invece che per realizzare questo sarcofago (ricavato da un unico blocco scavato all’interno) senza che le pareti sottili subissero fratture, fosse necessario un trapano 500 volte più veloce di quelli moderni.
Cosa utilizzarono gli antichi egizi? Di certo sappiamo che nessuno degli utensili ritrovati fino ad oggi sarebbe stato in grado di realizzare questa semplicissima ma straordinaria opera d’arte.

MicerinoMa è un mistero anche la sua funzione, come quella dell’intera stanza. Alcuni ricercatori considerati eretici, dicevano che qui dentro mai si sarebbe potuta conservare una qualsiasi mummia, visto che esistono due "condotti di aerazione": l’aria, entrando, non avrebbe permesso la conservazione della mummia.
E alcuni recenti studi "ufficiali" confermerebbero che questa stanza - chiamata "stanza del re" – di fatto non fu mai una stanza funeraria.

Tutta questa costruzione enorme sembra avere solo due stanze. Oltre a quella del re, ne esiste un’altra, poco più piccola, chiamata "stanza della regina". È una stanza completamente spoglia, al cui interno di questa non esiste un geroglifico, un solo segno che ci aiuti a capire quale funzione potesse avere.

Esistono però due piccoli condotti di circa 20 centimetri di lato, che entrano all’interno della piramide e salgono quasi fino all’esterno per decine di metri.
Poco prima di raggiungere l’esterno, il condotto è sigillato. Ad alcune decine di metri è stata però trovata una piccola porta. Nel 1992 un ricercatore introdusse un piccolo robot con una telecamera e scoprì una piccola porta con due maniglie.

Nel 2002 si è provato ad aprirla. Non riuscendoci, si è tentato di bucarla per vedere cosa c’era dall’altra parte e si è trovata un’altra porta. Ma la cosa importante è che su questa porta sono presenti due maniglie: un manufatto non di pietre, e dunque databile, che potrebbe chiarirci esattamente il periodo nel quale questa piramide è stata costruita.

Tale dato potrebbe convalidare le teorie classiche che le attribuiscono al popolo egizio, dell’antico Egitto. Se invece la datazione risultasse più antica si aprirebbero invece nuovi scenari sul reale costruttore di questa grande piramide.

Numeri, dati, ipotesi forse anche delle fantasie: questa costruzione continua ad essere senza dubbio, uno dei più grandi misteri dell’archeologia di tutto il nostro pianeta.

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giza

giovedì, 26 maggio 2005

La Danza Del Ventre

 

Il Nome

Il termine "danza del ventre", in inglese "Belly Dance", non e' quello originale arabo, bensì e' la denominazione data dai viaggiatori occidentali che si recavano per la prima volta nei paesi mediorientali, e che rimasero affascinati dai movimenti ondulatori tipici delle danze tradizionali arabe.
I nomi che vengono usati per designare questo tipo di danza sono svariati. I francesi, che secondo alcune fonti, furono i primi a "scoprire" questa danza, coniarono il termine "danse du ventre"; i greci chiamano la danza del ventre "cifte telli", anche nome dell'omonimo ritmo turco.
Il termine arabo per designare questa danza e' "raqs sharqi" che vuol dire "danza orientale", o meglio "del Medio Oriente"

 

 

 

 

 

Le Origini

Nonostante la danza orientale sia stata scoperta solo tra il '700 e l' '800, ha origini antichissime che risalgono fin dalla costituzione delle prime civilta' del mondo mediorientale.
Infatti i movimenti rotatori e sinuosi della danza orientale riprendono gli antichi significati della fertilita', legati al culto dell'antica dea madre.
Gli uomini erano consapevoli che tutto cio' che muoveva la vita dell'universo e quindi dell'essere umano, era un soffio energetico legato alla riproduttivita', alla nascita, al ciclo delle stagioni, alla natura. Il tutto era collegato alla funzione riproduttiva della donna, e il culto relativo che ne nacque fu proprio quello della "dea madre", che venne rappresentata da ogni civilta' diversamente e con diversi nomi: Mylitta, Isis, Ashtoreth, Astarte, Ishtar, Aphrodite, Venus, Bhagvati, Parvati e Ceres. 

La danza, vero e proprio linguaggio comunicativo, sin dalla preistoria è stata fonte di ispirazione e ringraziamento in tutti gli eventi dell'esistenza umana. Alcune raffigurazioni paleolitiche quali il "danzatore" mascherato da bisonte, nella caverna Les Trois Fréres ad Ariege ed i "danzatori" con la testa a forma di becco di uccello, nella caverna di Addura, fanno pensare a rappresentazioni di danze a scopo rituale e sono tra le raffigurazioni più antiche che si conoscano.

Un ruolo di grandissima importanza nella storia della danza è da attribuire alla cultura Egizia che oltre ad aver introdotto la misura del ritmo ci ha trasmesso una ben precisa documentazione sulla importanza ed il ruolo sociale della danza. Alcune figurazioni presenti sulle ceramiche preistoriche egizie (Nagada I - 3800-3500 a.C. e Nagada II) e le statuette antropomorfe delle "danzatrici" del medesimo periodo lasciano supporre l'esistenza di danze praticate a sfondo magico-rituale. Nei "Testi delle Piramidi", una raccolta di testi religioso-funerari dell' Egitto Antico incisi sulle pareti delle stanze sotterranee di alcune piramidi a Saqqara (V-VI Dinastia), accennano alla danza come una tra le forme di omaggio a Dei e morti Divinizzati. Nelle funzioni religiose praticate nei templi Egizi, danzatori e danzatrici erano spesso presenti e si integravano nel culto con i sacerdoti-cantori e nel Nuovo Regno con le donne-musiciste.Oltre alle testimonianze estreme di danze orgiastiche quali quelle presenti nelle tombe di Antef-Iker e di Amenemhet, nel libro "Storia Universale della Danza" edito da Mondadori, Giovanni Calendoli parla di un bassorilievo, presente nel tempio di Adriano che riporta lo svolgimento di una frenetica danza da parte di uomini e donne, all'interno di un santuario Egizio.

L'origine della danza orientale affonda le sue radici nelle funzioni religiose praticate nell'Antico Egitto e focalizza in se il simbolismo della fertilità legato prevalentemente alla figura femminile. Nel libro "Il Corpo Svelato" di Kassim Bayatly si ipotizza anche, relativamente alle origini della danza, ai riti della fertilità in uso nell'antica Mesopotamia, praticati nel culto di Ishtar dea dell'amore e della fertilità. 

 

 

Brano tratto dal Testo: "Il corpo Svelato - La danza nella società arabo islamica" di Kassim Bayatly 

 E' curioso che la "danza del ventre" per secoli, e tutt'oggi, sia esitita in modo sorprendente nei paesi musulmani, pur non appartendendo alla cultura islamica, e rimanendo circoscritta in una realtà socio-culturale marginale. Perchè? Dove possiamo rintracciare la sua eventuale origine e quali sono le sue caratteristiche?
[...]
Nella nostra analisi prenderemo in considerazione il nome stesso: "danza del ventre". Il ventre come luogo della procreazione, come sorgente di vita, collegato alla figura della donna madre, simboli della fecondità e delle fertilità. La nostra attenzione, dunque, sarà concentrata sul corpo della donna ( visto che solo la donna attualmente pratica professionalmente questo tipo di danza) e sulla figura dell Grande Madre nell'antica civiltà Mesopotamica.
[...]

E' indubbio che il mito della Grande Dea Madre Mesopotamica esercitò notevole influenza su alcune culture antiche: quella degli Indiani, dei Greci, dei Romani e degli Arabi antichi. In che cosa consisteva il mito della Dea Madre e come si svolgeva la manifestazione culturale dedicata ad Essa?
Se prendiamo in considerazione l'affermazione di Samuel Kramar in merito alla teogonia sumerica, troviamo la Dea Madre, della fertilità , già nella seconda metà del terzo millennio con il nome di Ishtar, Dea dell'amore e della guerra.
In sostanza, la sua funzione, come possiamo dedurre dal mito, è quella di discendere nel mondo degli inferi (cioè il mondo dei morti)- attraverso il passaggio delle sette porte che simboleggiano i sette mondi terrestri, spogliandosi, via via, dei monili e delle vesti e oltrepassando le porte - riprendendo la sua sostanza peculiare di dea, rientrando poi nell'ordine divino per rigenerare la vita. Ripercorrendo il tragitto a ritroso, la Dea ridona agli esseri, uomini e animali, l'amore e la fertilità.
"E' probabile che in quei giorni di gioia e di strepitante voglia di vivere, lo sposalizio sacro venisse celebrato innumerevoli volte in maniera vicaria come festa dell'ebbrezza dei sensi, come libera unione dei sessi, per la quale, accanto alle schiave prostitute, erano a disposizione , nel tempio stesso, numerose ierodule di Inanna (Ishtar) che la prostituzione rituale rendeva vere sorelle della loro dea assetata d'amore.
Il mito si trasformò in culto, e nel culto si celebrò regolarmene la ripetizione del mito. La festa annuale, celebrata appunto per tale motivo, vedeva il concorso dell'intera popolazione".
[...]
All'epoca remota dell'antica cultura araba pre-islamica, "le donne godevano di vasti poteri e di una importante posizione sociale, al punto che il governo era affidato a regine, che conservano propri privilegi, sovrani anche dopo il matrimonio.
Anche in campo religioso, l'elemento femminile aveva un ruolo primario, e particolarmente venerata era Alorsamanni, la Ishtar araba, il cui simbolo era l'astro del mattino di Venere. Tutto ciò potrebbe essere prova della presenza della Dea Madre presso la cultura degli antichi arabi, ma non possediamo una conoscenza cronologica precisa nè sappiamo in che modo si sia verificata questa sua influenza. Sappiamo solo, con certezza, che gli antichi arabi adoravano dee femminili, e che, con l'arrivo dell'Islam, si è distrutto tutto ciò che apparteneva alla cultura pagana. Eppure gli arabi, fatti musulmani, non hanno mai dimenticato le antiche poesie e gli anedotti che tramandano la memoria dei loro antenati.
Con l'espansione dell'Islam, nell'ottavo secolo d.C., le conquiste diffusero la cultura e la lingua araba ben oltre i confini della penisola arabica, dal Marocco fino ai margini dell'altopiano Iranico. Le culture locali pre-islamiche subirono un sensibile arresto e una stasi da cui solo lentamente alcune si ripresero.
[...]
Ed è in questa realtà di contatto e mescolanza di diverse culture locali di questo periodo che, a nostro parere , va ricercata la probabile origine dell'attuale "danza del ventre": cioè negli elementi formalizzati del concetto della Dea Madre, dea dell'amore, che, fuori dal suo contesto culturale, ha subìto una significativa trasfromazione. Tuttavia, in merito alla presenza del culto della Dea Madre nella società islamica , trapelano informazioni vaghe ed incerte.
[...]
A nostro avviso, l'attuale "danza" è una forma ibrida che nasce da un connubio scaturito dalle tracce formalizzate dell'idea remota della figura femminile, derivata dalla dea dell'amore e della fertilità, con la musica arabo islamica sviluppatasi nei palazzi opulenti del periodo degli Abbasìdi, e di cui le donne, anche erudite, si dilettavano; la musica araba ha sottolineato le caratteristiche peculiari dei movimenti corporali dell'antica figura e della danza stessa: la struttura della musica, una fra le arti più importanti della cultura arabo islamica, ha esercitato, perciò, una decisiva influenza sulla tipologia dei movimenti melodici e ritmici dell'attuale "danza del ventre", aspetto del quale tratteremo più avanti. [...]

 

 

Attraverso i secoli la Danza Egizia si evolve, allontanandosi dal rito propiziatorio originario, legato alle varie divinità quali Isis, Ishtar, Venere, Cerere, cambiando la sua funzione da scopo socio-religioso a forma di puro intrattenimento generando autentiche figure professionali quali quelle di "Danzatore" o "Danzatrice" professionista . Di queste particolari figure,.provenienti sia dall'Egitto come da molte dalle lontane terre d'oriente, esistono in epoca Romana , tracce dei compensi per il loro "ingaggio" a feste e spettacoli. Nel libro "I Bassifondi dell'Antichità" Catherine Salles fa riferimento alle danzatrici di Gades (attuale Cadice) come presenze assai ricercate nello svolgimento dei rinomati "Banchetti Romani"ed alle danzatrici provenienti dalla Lidia (Turchia) che in epoca Greca allietavano con la danza detta "kordax"(originaria della citata regione) le serate dei commensali. La stessa autrice riporta anche quanto scritto da Senofonte (ca.430-354 a.C.) nel "Il Convito" dove si fa riferimento ad un Siracusano, "impresario di spettacoli di varietà" che guadagnando somme stupefacenti allietava le serate degli ateniesi con la sua compagnia composta da tre artisti: una flautista, una danzatrice acrobatica ed un giovinetto bravo sia con la cetra che nella danza.

Altra componente che ha sicuramente contribuito alla modificazione delle danze in uso nell'Antico Egitto è da attribuire alle alternanze culturali che hanno trasformato, arricchito ed ampliato l'eredità propria così dopo le dominazioni e le influenze di Nubiani, Beduini, Palestinesi, Siriani, Libanesi e poi Greci e Romani, l'Egitto diviene parte integrante del mondo Islamico. In questo periodo, assai florido per arte e cultura compaiono le "quainat" o fanciulle danzatrici. che si esibivano sia in locali di divertimento che al servizio di famiglie facoltose e privilegiate. Insieme alle figure già descritte, appaiono anche figure maschili che, contrariamente a quelle femminili, erano molto più rare e la loro presenza è documentata solo nel "Libro dei Canti" ad opera dello scrittore Ibn Musa al-Nasibi morto circa nell' 860. Per ritrovare tracce documentali della danza folcloristica Egiziana, di cui già si era a conoscenza intorno al 16° secolo, si deve attendere sino alla fine del 1700, quando durante l' invasione Napoleonica si fa riferimento alle popolazioni "Ghawazee", Danzatrici e Danzatori "nomadi", originari dell'Alto Egitto, che hanno probabilmente rappresentato e trasmesso la più viva tradizione popolare Egiziana nel settore della Danza Orientale.

La nuova figura della danzatrice professionista, si ritrova espressamente negli harem egiziani del '700, esse venivano chiamate "almee". L'almea era un'artista istruita in possesso di tutte le arti, dalla danza, alla musica, alla poesia, ed era in contrapposizione con la sua corrispondente, la ghaziya, un'artista di strada, che professava principalmente l'attivita' della danza, in cambio di denaro, di citta' in citta'.
Si puo' dire che dalla nomade ghazyia, prende forma la figura della danzatrice orientale, così come la conosciamo ancor oggi.

 

La Danza Araba dal 1900

samia gamalL'interesse Occidentale verso questa insolita danza eseguita anche attraverso i movimenti del bacino e del ventre si venne a sviluppare intorno ai primi dell'800 anche e soprattutto grazie al grandissimo interesse verso la riscoperta degli antichi splendori del Popolo dei Faraoni. La vera riscoperta di questa antica forma di "intrattenimento" avvenuta intorno ai primi del 1900 e la presentazione ad un largo pubblico si devono a mio avviso a due grandissimi interpreti di questa arte, Badia Masabni e Mahammoud Reda.

Nei primi del '900, con la massiccia colonizzazione europea si ha un cambiamento radicale nella vita sociale degli egiziani e il Cairo comincia ad assumere l'aspetto di una grande metropoli.
Prima del 1930 esistevano danzatrici professioniste che si esibivano in case private o nei cafe', ma l'apertura del primo nightclub al Cairo, segno' la svolta radicale per il raqs sharqi. 

Questo primo grande locale di musica tradizionale Egiziana, chiamato "Casino Opera" fu realizzato al Cairo nel 1926, ad opera della "madre" della danza orientale, Badia Masabni. Questa abile danzatrice, di origine Libanese, fu la prima ad elaborare la sequenza coreografica nella danza che fino ad allora inesistente, si basava solo sulla libera improvvisazione delle singole danzatrici. Sempre a lei è da attribuire il merito di aver anche introdotto una più elaborata ed elegante gestualità delle braccia che oggi è a noi nota come "snake arm". E' sul palcoscenico di questo locale, vera fucina di artisti,che negli anni tra il '30 ed il '40 fecero la loro apparizione i grandi nomi della danza. Si formavano infatti sotto la supervisione della grande Madam Badia le future stelle della danza quali Samia Gamal e Taheya Carioca.

Nacquero i primi cabaret, realizzati con stampo tipicamente occidentale, e all'interno dello spettacolo prende piede lo spettacolo della danzatrice orientale professionista, solista.
La danza orientale, per la prima volta viene lanciata con un carattere europeo, solca i gradini dello show hollywoodiano, e muta totalmente significato e modo di esprimersi.
La raqqasa (ballerina) incomincia a studiare coreografie, nuove tecniche di spettacolo, unisce canto, danza e recitazione e diventa una star. Artisti e e istruttori europei accorrono per formare le nuove artiste e gettano le basi della danza orientale moderna.
La danzatrice orientale diventa così una tradizione in Egitto, divulgatasi poi in tutto il mondo arabo, attraverso la folta produzione musicale e di film che vedevano attrici protagoniste proprio quelle danzatrici che fino a poco tempo prima si potevano vedere ballare sui palchi dei cabaret egiziani. La danzatrici quindi recitavano e insieme ballavano in musical, in commedie, film drammatici distribuiti nelle sale cinematografiche di tutti i paesi arabi.
Anocra oggi gli egiziani sono soliti chiamare delle danzatrici del ventre per esibirsi nei matrimoni, per augurare felicita' e prosperita' agli sposi. E' usanza che gli sposi si facciano una fotografia con le loro mani poste sul grembo della ballerina in simbolo si fecondita', per una numerosa prole!

Nel 1956 Mahmoud Reda è stato il fondatore della prima Compagnia di Danza Folkloristica dell' Egitto la leggendaria "Reda Troup". Considerato come il pioniere della danza Teatrale Egiziana deve il suo grande successo alla riscoperta della tradizione folcloristica delle danze Egiziane. Il successo della "Reda Troup", che ha calcato le scene dei più prestigiosi teatri del mondo, ha consacrato mr. Reda come "maestro" indiscusso di questa raffinata arte e vede molti dei più famosi rappresentanti contemporanei della Raqs Sharqi essere stati suoi allievi.

Col tempo la danza ha perso la sua principale connotazione sacrale, diventando parte dell'ambiente culturale dei popoli che hanno avuto modo di esserle a contatto.
La danza orientale, legata oggigiorno principalmente al mondo arabo, dal nordafrica al medioriente, e' praticata come un elemento soprattutto ricreativo, legato a momenti di feste e di giubilio. L'elemento piu' affascinante e' che nella cultura araba, a differenza dell'occidente, la danza tradizionale non ha mai smesso di esistere ed e' simbolo di grande orgoglio per le genti rallegrarsi con la musica e la danza del proprio paese.
 
 

La Danza Oggi

La Danza orientale e' oggi oggetto di studi approfonditi da parte di maestri e professionisti, e' una delle discipline piu' diffuse tra le donne di tutto il mondo e soprattutto in occidente lo spettacolo di danza orientale e' giunto a livelli molto alti.
Tuttavia, questioni politico-religiose hanno fatto si che essa venga messa in secondo piano dai regimi dei paesi arabi e a volte che venga perseguitata.

La Danza Orientale, o Raqs Sharqi si presenta oggi, dopo secoli di evoluzione come una danza assai raffinata, sia per tecnica che gestualità. Tale arte, eseguita tanto al femminile quanto al maschile è caratterizzata dalla movenza sinuosa di fianchi e addome, dolcemente accompagnata dalla sensuale espressività di tutto il corpo. Tale danza, deriva dalla più popolare e spontanea, ma meno raffinata danza chiamata Raqs Baladi


E’ una danza da mille e una notte. E’ la danza dei sette veli, per mezzo della quale la biblica Salomè ottenne la testa di Giovanni Battista, ma è anche la danza con cui nell’harem si decide chi trascorrerà la notte con il sultano. La sensualità per cui è famosa nasce dalla naturalezza, non dalla provocazione. E’ una danza in onore della dea Isthar che esalta la potenza del corpo femminile, la sua capacità di trasformarsi, la sua flessibilità e la sua forza.

Nella danza del ventre tutto è improntato alla naturalezza. I movimenti si basano sul cerchio, che da sempre rappresenta la complessità femminile. Si parte da movimenti base, come la rotazione del bacino, l’oscillazione delle anche e delle braccia. L’otto è una figura chiave perché è un doppio cerchio che rappresenta la continua trasformazione, la perfezione. Lo si disegna nell’aria con i fianchi, la testa, il bacino. Portare il sedere in fuori è considerato volgare. L’ancheggiare e il vibrare dei fianchi sono movimenti che partono dall’interno, dall’ombelico. L’addome ondeggia come le dune del deserto nel movimento detto “del cammello”. La testa e i capelli sono coinvolti nella danza e anche il movimento dello sguardo è importante.

dinaLa danza orientale ha origine nel centro del corpo, la fonte d’energia per ogni passo di danza. Il principio fondamentale è il movimento isolato delle singole parti del corpo. Ogni parte del corpo si muove come avesse vita propria e propria autonomia. Per esempio, si oscillano solamente i fianchi mentre il busto resta fermo. Oppure, si può danzare movendo isolatamente il tronco, il petto, le braccia, le mani, la testa e naturalmente anche le gambe. Scoprire e imparare a conoscere le singole parti del corpo e i muscoli sono i primi passi che si compiono nello studiare la danza del ventre, successivamente si apprenderanno i vari movimenti. Le figure isolate si legano poi nella danza, inserendosi l’una nell’altra in un flusso continuo. Con la posizione e i movimenti delle braccia si ottiene una speciale espressività della danza che la rende elegante e solenne.

Questa danza è fatta per destare meraviglia, piacere e contemplazione. La sua complessità e la bravura della ballerina stanno nella morbidezza, nella fluidità. Danzando, si ha la sensazione di essere cullata nel proprio ventre. Una sensazione che riporta alle origini, alla nascita e aumenta la felicità e la considerazione della donne per sé stesse.
La danza del ventre è una splendida ginnastica terapeutica e preparto. E’ un esercizio fisico che richiede grande impegno e concentrazione ed arriva ad ottenere un controllo totale su tutta la muscolatura del bacino e del corpo intero. Lunghe ricerche e studi scientifici hanno riconosciuto che gli esercizi ed i movimenti della danza del ventre sono una tecnica completa, che educa il corpo alla bellezza e la mente alla serenità. Stimola la flessibilità, la coordinazione, la sensibilità, l’equilibrio ed un portamento elegante e morbido. Agisce sulla rigidità della schiena e del bacino, che spesso corrisponde ad un’incapacità di abbandono al ritmo della vita. Inoltre, grazie all’uso corretto della respirazione, giocando all’odalisca si impara anche ad affrontare meglio ogni evento femminile: mestruazioni, parto, nonché problemi intestinali, etc..
Questa danza merita di essere conosciuta non solo per la sua sensualità, ma anche per i suoi vantaggi riguardo alla salute. E’ una ginnastica ed una terapia orientale dolce, la più adatta alla donna di ogni età, perché tonifica, regala scioltezza ed è un antidoto sicuro contro la malinconia autunnale.

 

L'ultima novità sulla pratica della danza del ventre in Egitto:
 

"Egitto, la danza del ventre vietata alle ballerine straniere "
articolo tratto da "La Repubblica" del 17 Agosto 2003

Il ministero dell'Emigrazione mette al bando da bar e hotel
le danzatrici e le guide turistiche che non sono egiziane

Egitto, la danza del ventre vietata alle ballerine straniere

IL CAIRO - Danzatrici del ventre sì, ma solo se provviste di passaporto. L'Egitto mette al bando le danzatrici e le guide turistiche straniere. E' il giornale governativo Al-Goumhouriya ad affermarlo. Via dai caffè e dagli hotel del paese tutte le ballerine "russe e di altre nazionalità", così come le operatrici turistiche.

La decisione è stata presa dal ministro del Lavoro e dell'Emigrazione Ahmed al-Amaoui, che ha stabilito di chiudere le frontiere del paese alle moltissime Salomè che prestano la loro opera in Egitto.

Da qualche anno la fama delle danzatrici del ventre straniere aveva cominciato a offuscare quella delle locali, come Fifi Abdou o Dina. Le "straniere" lavorano nei grand hotel del paese, dal Cairo a Sharm-el-Sheik: il loro successo è sempre più riconosciuto. E proprio al Cairo, ogni anno, si svolge un concorso internazionale di danza del ventre, che raccoglie provette e sensualissime ballerine da tutto il mondo.

Una decisione che può modificare, e di molto, il successo internazionale che l'antichissima danza sta conoscendo negli utlimi anni. Scuole di danza del ventre sono sorte dappertutto, anche in Italia, in linea con la mania per tutto ciò che è "etnico". Un boom eccezionale per una danza che può apparire "scandalosa" ma che è nata per preparare i fianchi delle giovani donne al parto.

Non si conoscono le ragioni di questo provvedimento, né è stato possibile avere una conferma ufficiale del ministero: potrebbe essere una sorta di autarchia della danza, nel tentativo di salvaguardarla dalla contaminazione straniera, ma forse si tratta di una decisione tesa a favorire le lavoratrici locali.

Una ballerina del ventre può anche diventare una star: è il caso di Dina, che nel suo sito Web, è descritta come "marchio di garanzia" della danza orientale e che molti definiscono "la regina" di questo ballo. Quando Dina muove i suoi fianchi, al ritmo dei jambé, guadagna fior di dinari. Ha anche fondato una scuola, la "Dina school" e per lei si sono aperte le porte dello spettacolo internazionale. Ma Dina è egiziana.

 

Per vedere il video della bellydance clicca qui

http://www.forumfree.net/?t=3536029&st=0#entry39966880

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curiositĂ 

lunedì, 23 maggio 2005

Immersioni a Dahab

Immersioni
Le immersioni a Dahab, differiscono sostanzialmente da tutte le altre effettuabili nelle diverse destinazioni subacquee in Mar Rosso. Immergersi a Dahab ha un gusto di avventura e scoperta, con un tocco di spirito pioneristico. La maggior parte delle immersioni sono effettuate da riva, ma lo spettacolare punto d'immersione della riserva naturale di Abu Galum si raggiunge esclusivamente con la barca o a sella di un cammello.
Alcune delle migliori immersioni di Dahab si trovano a Nord, lungo un tragitto sterrato che si snoda lungo la costa. Divertenti furgoncini pick up guidati da beduini  trasportano gli avventurosi subacquei avanti e indietro dai siti d'immerisione. L'attrezzatura e i subacquei vengono caricati sul retro del veicolo e "sballottati lungo la costa con il vento tra i capelli e il caldo sole sul viso. Le immersioni da me preferite sono il Canyon, il Blue Hole e le Bells, tutte e tre facilemnte accessibili da terra.
Al Canyon si accede attraversando una laguna. Il punto d'immersione pullula di magnifici pinnacoli corallini e possiede un'incredibile grotta di pesci vetro, punto d'accesso ad uno spettacolare canyon.
L'immersione in corrente che porta dalle Bells al Blue Hole è altrettanto spettacolare. L'accesso non è dei più semplici in quanto richiede il trasporto della propria atrrezzatura subacquea fino al punto d'entrata. Le Bells si possono descrivere come un pozzo dalle pareti "lisciate dalle pance dei numerosi subacquei che ogni giorno si lanciano giù da questo stretto cunicolo, per uscirne nuovamente ad una profondità di circa 25 metri. In quel punto una leggera corrente aiuta la pinneggiata verso il Blue Hole. Il famoso Blu Hole è un sito d'incredibile bellezza, costeggiato da un ricco giardino di coralli al suo esterno. E' possibile immergersi esclusivamente appoggiandosi ad un centro sub, accompagnati da una guida subacquea e non eccedendo la profondità massima stipulata a 30 metri, fatta eccezione per i subacquei tecnici provvisti d'adeguata attrezzatura e propriamente addestrati.
Windsurf
Grazie ad un vento forza 4-7 che spira 300 giorni all'anno, Dahab è uno dei luoghi migliori in Egitto per gli appassionati di windusurf . Oltre a punti in mare aperto perfetti per slalom a tutta velocità, esiste anche un laguna protetta, adatta alle lezioni dei principianti.  
Club Mistral, la compagnia internazionale specializzata in sport da tavola, possiede due centri a Dahab che offrono affitto attrezzatura, corsi di ottimo livello per principianti e lezioni per affinare le tecniche dei più esperti. L'Hotel Helnan Oasis è situato a sud della laguna, leggermente lontano dagli altri alberghi del luogo e molto vicino alle montagne che offrono un fantastico panorama dal mare. Grazie alla sua posizione strategica, il vento che spira costantemente da sinistra permette di veleggiare direttamente dalla spiaggia e ritornarvi con facilità.
Il secondo centro Mistral è situato all'Hilton, vicino alla laguna. Le condizioni del mare in questo punto offrono agli esperti la possibilità di veleggiare ad alta velocità in un mare solitamente piatto. La piattaforma di riposo è ancorata appena fuori, un luogo ideale sia per gli spettatori sia per coloro bisognosi d'assistenza.
I principianti possono prendere lezioni nelle calme acque della laguna, ideale per i corsi. E' possibile prenotare lezioni giornaliere con istruttori o un intero fine settimana per affinare le tecniche. 


Snorkeling
Se non avete voglia di immergervi, ma volete comunque godervi il panorama sottomarino del Mar Rosso, mettevi pinne e maschera e buttatevi in acqua per un pò di snorkeling. Essere sul pelo dell'acqua è ideale per un'ampia veduta del coloratissimo panorama sottostante. Con una jeep o con un furgoncino pick up potete facilmente raggiungere il Blue Hole dove passare una giornata in totale relax alternando bagni di sole con lo snorkeling. Fate attenzione a non camminare sui coralli ne tanto meno toccarli, sono una struttura vivente, e assicuratevi di applicare più volte al giorno una crema solare: scottarsi durante lo snorkeling è molto facile.

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diving, dahab

Cosa fare a Dahab?

Scalate

Una giornata all'insegna delle scalate promette di essere irripetibile, piena di divertimento, azione ed adrenalina. Non dimenticherete molto facilmente l'esperienza quasi mistica di una scalata sulla catena montuosa del Sinai e la sensazione che si prova una volta in cima mentre ammirando i magnifici wadi dalla cima. Il centro specializzato in scalate Sinai Climbers è situato al Reef 2000 presso l'Hotel Moon Hotel ad Assala. Entrambi i proprietari sono professionisti di questi sport e qualificati per l'insegnarlo. L'attrezzatura utilizzata è la migliore sul mercato ed interamente importata dall'Europa. A disposizione degli interessati un corso della durata di un giorno alla fine del quale si è in grado di effettuare una traversata di un muro di 60 metri e la conseguente discesa. Gli scalatori esperti possono scegliere tra numerose scalate adatte al loro livello.
Escursioni nel deserto

Sia discendiate a Dahab da Nord o da Sud, la vista del panorama desertico che si aprirà ai vostri occhi vi lascerà comunque senza fiato. Dahab è situato ai piedi delle montagne del Sinai, tra le vaste distese di sabbia ed il mare. Le montagne sovrastano Dahab, e la circondano amabilmente in tutte le direzioni Preparate uno zaino con i viveri ed incamminatevi verso un'avventura indimenticabile nell'entroterra. E' possibile organizzare le escursioni nel deserto utilizzando come mezzo di trasporto il cammello, la jeep o solamente i propri piedi. Le gite possono durare da un giorno ad una settimana, con possibilità di organizzare viaggi su misura.
Grazie alle sue origini di insediamento della tribù beduina dei Muzaina, a Dahab è possibile trovare numerose guide beduine con molta esperienza alle spalle. Per assicurarvi di ottenere il massimo dalla vostra esperienza, vi consigliamo però di affidarvi ad un centro appropriato. Un safari nel deserto è un'esperienza indimenticabile. Pace e tranquillità unite alla proverbiale ospitalità beduina, sotto una coperta di stelle in uno dei numerosi wadi (letti di fiume essiccati), oasi o canyon.
Gli amanti della subacquea possono unire la loro passione per il sub con un'escursione nel deserto, ad Abu Galum e Gabr El Bint. L'unico modo per raggiungere queste località è a dorso di un cammello, a piedi o in barca. E' una piacevole alternativa ad una normale giornata d'immersioni e il ritorno in giornata è comunque assicurato.
 
Mangiare
Wow, che passatempo! Grazie alle numerose scelte, l'esperienza culinaria a Dahab vi sorprenderà. Innanzi tutto è possibile consumare i pasti a tutte le ore cominciando dalla colazione: la maggior parte dei caffè in stile beduino offrono la colazione a qualsiasi ora del giorno, dandovi la possibilità di svegliarvi quando volete! Il mio piatto forte è la frittella di banana, servita nella maggior parte dei ristoranti. Se invece volete attenervi alla tradizione egiziana allora ordinate il foul (fagioli), uova, insalata e formaggio. Chi non può rinunciare al caffè di primo mattino si rechi al Rush Café, il bar che prepara i migliori caffè della città, situato sulla passeggiata principale. Cappuccini schiumosi e caffè espresso autentico. Rash è inoltre ideale per un panino a mezzogiorno o per farsi preparare un cestino da picnic prima di partire per una giornata all'insegna del trekking o delle immersioni.

Per cena consigliamo la terrazza del Nesima. Raccomandiamo le eccellenti bistecche di manzo accompagnate da una vasta scelta di salse, e i calamari in salsa di burro e birra. Il menu offre numerose pietanze e la vista sulla baia verso l'Arabia Saudita è imbattibile.

Anche lungo la passeggiata sul mare troverete numerosi ristoranti di pesce. Potete scegliere il pesce che volete dal bancone e farvelo cucinare nella maniera che più vi aggrada.

Un'altra opzione è la cena beduina nel deserto. Prenotatela tramite il vostro hotel od operatore turistico. Nel deserto assaporerete la famosa ospitalità beduina e i suoi saporitissimi piatti tutti cucinati sul falò all'aperto: pollo, riso, verdure e pane beduino. Da non perdersi per l'atmosfera, la pace e l'incredibile cielo notturno.

Yoga
Dahab sta velocemente diventando la mecca di yoga in Sinai. Le lezioni a disposizione sono molteplici, ed offrono un metodo eccezionale per levarsi completamente di dosso lo stress prima di tornare alla vita di sempre.

Il Blue Beach Hotel possiede una stanza appositamente costruita per la pratica dello yoga con vista panoramica sul Golfo di Aqaba e sulla Penisola del Sinai. Vengono impartite lezioni delle discipline Hatha Sivananda, Astanga, e Iyengar. Il Desert Divers organizza dei "safari di yoga", dove si pratica yoga all'aperto, all'ombra delle montagne e dei wadi.

Lo yoga è inoltre un eccellente sport per migliorare la capacità polmonare di subacquei ed apneisti con conseguente miglioramento del consumo dell'aria.

Shopping

L'arte dello shopping è da sempre stato uno dei passatempi preferiti dalle popolazione femminile mondiale. Il solo pensiero di poter fare un pò di shopping e già siamo tutte contente...ma Dahab? A prima vista non pare proprio il paradiso degli acquisti...

Cominciate la vostra passeggiata dedita alle compere a sud della città, appena prima dell'inizio della baia, per poi continuare verso nord: troverete numerosi negozi sulla vostra strada. I vestiti di cotone sono un buon acquisto a Dahab, magliettine ricamate con gusto e pantaloni larghi di cotone leggero. I pantaloni a fascia e i parei disponibili in tutti i colori sono adatti alle oziose giornate a Dahab oltre ad essere estremamente a buon mercato. Se optate per le più convenzionali T-shits, troverete numerosi negozi che fanno al caso vostro.

Non perdetevi i numerosi negozi "nick-nak". Sono negozi di artigianato africano che vendono pendenti ricavati da aghi di ricci marini, oltre a numerosi altri oggetti strani e particolari. I tappeti beduini, i portachiavi ed i tappeti colorati sono reperibili nella maggior parte dei negozi. Verso la fine della passeggiata troverete dei negozi specializzati in articoli in vetro come ninnoli e lampade colorate, perfetti come decorazioni per la propria casa.

Un negozio di piccole dimensioni situato a Nord della baia è un autentico tesoro dagli oggetti più svariati: anelli d'argento, collane e tessuti beduini. Non dimenticatevi che contrattare i prezzi fa parte del divertimento!

Oziare

Oziare in un pomeriggio soleggiato è senza dubbio una delle migliori "attività" da provare a Dahab. Dahab sembra essere stata costruita in funzione dell'ozio ed è il luogo ideale dove rilassarsi e non fare semplicemente nulla. In passato la passeggiata sul mare pullulava di bar con enormi cuscini disposti sulla spiaggia. Al giorno d'oggi la spiaggia è stata ripulita e la passeggiata è stata pavimentata. 

Ma se vi incamminate sulla passeggiata, noterete che passato l'Hotel Nesima, esistono ancora alcuni dei bar beduini che un tempo caratterizzavano l'intera baia: tanti cuscini, tappeti, tavolini bassi e tendoni per riparare dal sole, luoghi perfetti per il dolce far niente. Potete restare là seduti ed oziare per tutto il tempo che volete e nel frattempo potete scegliere tra le numerose pietanze a buon mercato che i vari menu offrono: colazione servita tutto il giorno, pizza, patate, pesce, caffè e succhi freschi. Se volete uscire dal vostro letargo, sfidate una delle tante bambine beduine ad una partita di back gammon: preparatevi a perdere, le ragazzine sono velocissime oltre che sveglie!

Se non siete dell'umore di oziare in puro stile figli dei fiori, allora vi raccomandiamo di oziare in stile al Blue Beach hotel. Camminate in direzione Nord lungo la spiaggia e lo troverete facilmente. Il bar apre verso le due del pomeriggio, a volte verso le quattro (dopo tutto siamo a Dahab!). E' un luogo ideale per rilassarsi bevendo un drink presso la piscina contemplando la magnifica vista sulle montagne e sul mare.

Un poco più lontano, sulla spiaggia di Eel Garden troverete un altro gruppo di bar parte degli adiacenti accampamenti che offrono alloggi a buon mercato a giovani turisti. E' un luogo solitamente molto tranquillo, direttamente sulla spiaggia e allo stesso tempo a pochi passi dal centro di Dahab. E' il luogo ideale per fare snorkeling e per leggere un libro in santa pace!

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sabato, 21 maggio 2005

DAHAB....L'ORO D'EGITTO

Situata tra Sharm El Sheikh e Nuweiba, Dahab ("oro", in arabo),  è un sito prediletto dai subacquei e da tutti coloro che amano immergersi in un'atmosfera intrisa di cultura beduina, semplice e rilassante.  Caratterizzata da abitazioni in pietra con il tetto di palma situate sulle lunghe spiagge di sabbia dorata (da qui il suo nome). Fondata dai beduini Muzeini, si estende su tre oasi ed è la più informale delle mete in Mar Rosso: qui vi si respira un’aria diversa, come in un luogo in cui c’è ancora qualcosa da scoprire.
Lungo la costa si susseguono ristoranti in stile beduino, centri sub e spiagge, dove si possono praticare un'ampia varietà di attività acquatiche e di terra.
La penisola di corallo, che rende unica la struttura geografica di Dahab, è rinomata per i suoi popolari punti di immersione: il Blue Hole, il Canyon e il Lighthouse. I subacquei più esperti vi ritornano, anno dopo anno, per ammirarne le bellezze celate in profondità, mentre i meno esperti si stupiscono davanti alle meraviglie che anche le barriere poco profonde regalano.

Dahab è inoltre una località ideale per praticare windsurf. I venti, che soffiano principalmente da nord a sud, non soltanto rinfrescano le sue calde estati, ma la rendono un paradiso per gli amanti di questo sport a vela.

Alle alte montagne e al deserto di Wadi Nasb corrispondono, sott’acqua, ampie vallate madreporiche, spugne multicolori e ripide discese verticali inseriti per lo più nell’area protetta di Ras Abu Galum.

Perfetto punto di partenza per diverse escursioni nel deserto, Dahab ospita una larga popolazione beduina che ha raggiunto un certo benessere economico, valorizzando i soggioganti panorami del deserto del Sinai.

Dahab e' una delle tante emozionanti destinazioni per le vacanze mare in Egitto e il Mar Rosso. Diverse agenzie viaggi offrono viaggi last minute e offerte speciali online, dando la possibilita' di eseguire le prenotazioni per la tua vacanza famiglia o viaggio per single direttamente sul web.

Un richiamo e luogo di ritrovo per i giovani di tutto il mondo è il villaggio di Assalah, a poca distanza da Dahab: da non perdere.

Un esteso palmeto contorna la spiaggia di Ghazala creando un paesaggio di grande bellezza rovinato purtroppo dall'incontrollato sviluppo del villaggio beduino di Assalah dove i beduini locali hanno saputo abilmente sfruttare le potenzialità turistiche del luogo sin dal periodo dell'occupazione israeliana costruendo campeggi, ristoranti., alberghi, bar e locali notturni che costeggiano la baia.
Dunque il villaggio beduino di Assalah si sta trasformando in una specie di Sharm el-Sheikh anche se rimane ancora un luogo semplice, dove poter riposare di fronte al mare senza essere infastiditi dal turismo di massa: un posto magico!

Come arrivare

La maggior parte dei voli per l'Egitto si dirige verso il Cairo e da li fa rotta sulle località turistiche del Mar Rosso, attualmente però le compagnie aree hanno scelto di atterrare direttamente a Hurghada o Sharm el-Sheikh. Le linee egiziane principali che sorvolano questa zona sono la Egypt Air e l'Air Sinai. Dall'Italia si può volare anche con l'Alitalia e con la Lufthansa, in quest'ultimo caso si fa scalo a Monaco. Per risparmiare è comunque meglio servirsi dei pacchetti vacanza offerti dalle agenzie oppure dei last minute.

Una volta arrivati a Hurghada o a Sharm el-Sheikh per raggiungere Dahab (a un centinaio di chilometri di distanza) potete noleggiare un'automobile (di solito Peugeot 504), spostarvi in treno, prendere l'autobus oppure usare il servizio dei taxi collettivi (minibus).

NB: Ricordatevi passaporto e visto d'ingresso.

Dove dormire

Oltre ai villaggi turistici lussuosi e rinomati, Dahab offre anche sistemazioni più economiche e ristoranti a buon mercato. I più giovani e gli amanti del campeggio possono anche decidere di dormire direttamente sulla spiaggia e godersi una vacanza a contatto con la natura. In questo caso non dimenticatevi sacco a pelo e maglione pesante perché durante la notte le temperature scendono notevolmente.

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venerdì, 20 maggio 2005

Dahab: El Dorado Lodge

Un piccolo gioiello si aggiunge al panorama della bella Dahab, un lodge semplice ma di fascino direttamente sulla spiaggia nord della cittadina, che ha gia' acquistato la fama di essere il miglior posto dove dormire e mangiare a Dahab.
In realta', si tratta di una riapertura - questo "camp" esiste gia' da tempo, ma recentemente e' stato rilevato da una simpatica famiglia italiana (madre e due figli), residenti in Mar Rosso da molti anni, che lo ha ridecorato creando una piccola oasi di classe e semplicita' nella zona piu' tranquilla di Assalah, sulla passeggiata a mare nei pressi di Eel Garden.
Ha soltanto circa venti camere, alcune con bagno, altre senza, ma tutte comode, fresche e pulitissime. A differenza di altri camps, le camere sono provviste di lenzuola, coperte e asciugamani. L'atmosfera creata dalla signora Meris e dai sui figli e' deliziosa - offrendo una bella alternativa per chi non desidera andare in alberghi tradizionali ma neanche nei basicissimi camps per saccopelisti. Inoltre, offre un'atmosfera ideale per donne che viaggiano da sole, fgarantendo un soggiorno senza problemi o fastidi.
 
Il cuore del lodge e' la pizzeria-ristorante direttamente sulla passeggiata, con vista mozzafiato sul golfo di Aqaba ed un menu' non vastissimo ma di ottima scelta. Da Meris e i suoi figli si mangiano ottime pizze fatte col forno a legna, strie ripiene, tagliatelle fresche con scampi e zucchine, ed ottimi carpacci di pesce o di carne. Il caffe' all'italiana e' gia' diventato famoso tra i residenti di Dahab.
El Dorado Lodge e' un posticino che merita davvero, sia che vi si voglia passare un tranquillo fine settimana, o un soggiorno piu' lungo.
 

Night at the El Dorado Camp : 7.5 EGP (Double room : 15 EGP)

Mixed salad : 8 EGP

Drinks (water, soft drinks, tea…) : 10 EGP

Beer : 12 EGP (6 EGP for one 500ml bottle)  

 

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giovedì, 19 maggio 2005

Vacanza in Ecolodge

Una vacanza a bordo di una crociera sub ha i suoi pro e i suoi contro: un punto a favore è sicuramente quello di dare la possibilità di immergersi in siti d'incredibile bellezza ma fuori dal raggio d'azione delle normali immersioni giornaliere; ma se fate parte di quel gruppo di subacquei che adora andare sott'acqua ma non si sente pronto ad affrontare una settimana a bordo di una crociera senza mai toccar terra, non temete: Fury Shoal, Elphinstone, Dolphin reef ed altri siti famosi sono ancora alla vostra portata.
 
La compagnia Red sea Dive Safaris dispone di tre ecolodge situati lungo la costa, da Marsa Alam a Wadi Lahmi. Tutti e tre si trovano davanti a baie dalle acque cristalline e in prossimità dei miglior siti d'immersione. Hisham, il direttore degli ecolodge, vive da queste parti da più di 17 anni ed è quindi un esperto della zona. Al momento di decidere l'ubicazione degli ecolodge, la compagnia ha scelto luoghi riparati dal vento e con facile accesso per le immersioni. Lungo la costa esistono solo una manciata di punti dove la barriera si interrompe e lascia un'apertura verso il mare aperto, e in esattamente questi luoghi sono sorti gli ecolodge. Il concetto degli ecolodge è molto simile a quello delle crociere sub: una volta prenotata la sistemazione è possibile alloggiare alternativamente in tutti e tre gli ecolodge. Il prezzo include pensione completa, bibite analcoliche, acqua, te e caffè oltre che immersioni illimitate - due immersioni accompagnate, un'immersione pomeridiana e un'immersione notturna. E' inoltre possibile prenotare un mini safari in barca della durata di tre giorni con partenza da Wadi Lahmi, il villaggio più a sud di tutti. I non subacquei possono prenotare un pacchetto che escluda le immersioni.
 
 

Come arrivarci

Numerose sono le opzioni per arrivare a Marsa Alam, il punto di partenza per i safari sub via terra. Il miglior modo per godere di totale libertà sulla gestione dei tempi, è quello di affittare un'automobile e guidare lungo la costa. In questo caso è consigliabile atterrare all'aeroporto di Hurghada e iniziare il proprio viaggio da lì. Il viaggio verso Marsa Alam dovrebbe durare dalle cinque alle sei ore; la strada, ampliata e rinnovata di recente, è in buone condizioni, ma comunque lontana dai centri abitati e poco trafficata: è consigliabile assicurarsi che il crick funzioni e che l'auto a noleggio disponga di una gomma di scorta e di olio di ricambio oltre ad avere con sé acqua in abbondanza per il lungo viaggio. Assicuratevi di fare il pieno prima di partire: durante il viaggio gli unici benzinai si trovano a Safaga, Quseir e Marsa Alam. Evitate di viaggiare di notte e durante le ore più calde del giorno. Una buona idea è quella di fermarsi a fare colazione all'hotel Movenpick a Quseir. Per 55 LE (7 Euro) avrete accesso ad un buffet pantagruelico, con ampia scelta di verdure, cereali, pane, formaggi, salsicce, pasticcini e torte, il tutto accompagnato da caffè a volontà.

Durante la guida prestate attenzione ai cammelli che vagano qua e là per la strada e ai grossi camion che cercano continuamente d superare chiunque e che non accendono le luci di notti. Da Quseir a Shagra (il primo eco-lodge) ci sono 113 km, da Shagra a Nekari (il secondo villaggio) 38km, e 102km da Nekari a Wadi Lahmi, il camp più a sud.

Se preferite lasciare l'organizzazione agli altri, il Red Sea Safaris è in grado di organizzare i trasferimenti da Hurghada a Shagra e tra i diversi ecolodge, oltre che a visite a Luxor per chi voglia combinare le immersioni con un po' di cultura faraonica. Per minimizzare i tempi è inoltre possibile volare su Marsa Alam che dista solo 20km da Shagra.

Shagra, il primo dei tre ecolodge ad essere costruito, è il camp più attrezzato, ma quando vi recate in questi luoghi dimenticatevi il turismo di massa: l'atmosfera è quella di una festa tra amici, dove è facile fare amicizia con gli altri subacquei, proprio come durante una crociera sub.

L'ecolodge possiede tre tipi di sistemazione: i bungalow e le capanne sono costruiti in tipico stile indigeno, con solidi muti di mattoni, il soffitto a cupola e una terrazza esterna. I bungalow hanno il bagno privato mentre le capanne hanno i bagni in comune. I servizi igienici sono puliti, con acqua corrente, docce calde e sistema idraulico funzionante. L'altro tipo di sistemazione è la tenda completa di luce elettrica, letti veri e propri, lenzuola, coperte, cuscini e ad altezza d'uomo.
 
 

 
Ecolodge ShagraShagra è un sito d'immersioni adatto anche ai meno esperti ed è possibile prendere parte a numerosi corsi sub in loco. Sul posto si può inoltre affittare l'intera attrezzatura sub, i computer e le bombole nitrox. La maggior parte delle immersioni sono effettuate da terra, direttamente davanti alll'ecolodge o percorrendo una breve distanza con la jeep. Elphistone dista solo 12 minuti di gommone da terra. Il sito è famoso per i suoi pesci di grosse dimensioni e molti subacquei hanno avuto la fortuna di ammirarvi numerose specie di squali tra i suoi ripidi muri di corallo d'incredibile bellezza. Durante l'immersione, particolare attenzione va prestata alle forti correnti.

 
Ras Samadai è un altro sito facilmente accessibile, famoso per la casa dei delfini. Il sito è una zona protetta e per accedervi bisogna pagare il biglietto d'entrata. Un sostenuto numero di delfini stenella si ritrova all'interno della laguna, per l'appunto ribattezzata col nome di "casa dei delfini". Al fine di proteggere i delfini, l'accesso alla laguna è negato a subacquei e snorkelisti. Ma a volte i delfini decidono di uscire dalla laguna e di avventurasi tra i subacquei.
 
 
 
 
 

 
Un terzo sito di notevole bellezza è Ras Baghdadi, il cui fondale è ricoperto di alghe. Nulla di spettacolare, potreste pensare, se non fosse per i dugonghi che vi abitano. I dugonghi sono delle incredibili creature, creduti responsabili degli immaginari avvistamenti di sirene. Sono delle creature molto timide che passano la maggior parte del loro tempo tra le alghe. Una volta che ci s'imbatte in questi incredibili pesci, è impossibile distogliere lo sguardo. Lungo i 100km di costa, esistono numerosi altri siti subacquei, tutti con le proprie speciali caratteristiche che promettono di farvi passare una spettacolare settimana d'immersioni.
 

 
Le immersioni a Marsa Alam sono famose per la loro lontananza e durante le immersioni la probabilità di imbattersi in altri subacquei è minima. La barriera corallina è una zona protetta e l'attenzione rivolta all'ambiente si riflette nei fondali intatti e colorati. Immergersi in siti remoti ha i suoi benefici, ma non bisogna mai dimenticarsi che la sicurezza viene prima di tutto. La Red Sea Dive Safari Company è un membro di D.E.C.O International, e possiede l'unica camera iperbarica del sud. A Marsa Alam è inoltre equipaggiata con un ospedale.

 
A 38km a sud di Shagra si trova Nakari, il secondo ecolodge, di dimensioni leggermente inferiori di Sagra e con sistemazione in capanne e tende. Da Nakari è possibile raggiungere Elphistone e altri siti di notevole bellezza.

 
Spingendosi altri 102km verso sud si raggiunge il bellissimo Wadi Lahmi, uno dei siti più meridionali dell'Egitto dove è permesso immergersi. L'ecolodge possiede una veranda ristorante con vista sul mare, sistemazione in tenda, una laguna riparata e mangrovie. Con un minimo di trenta siti sub, Wadi Lavami è un paradiso per i subacquei. Tutte le immersioni sono effettuate dal gommone, con due immersioni mattutine guidate a Fury Shoal. Fury Shoal è una zona formata da una moltitudine di barriere e di grotte, il famoso reef dei delfini, sede di un gruppo di delfini stenella e frequentata dalle migliori imbarcazioni da crociera del Mar Rosso.
 

 
ShagraDurante i mesi estivi è possibile spingersi più a sud ad Abu Diab Urg, a circa un'ora e mezza di barca da Wadi Lahmi, famoso per i branchi di squali martello. E' inoltre possibile prenotare un mini safari di tre giorni con imbarco da Wadi Lahmi e visita ai siti a nord e sud di Ras Banas incluso St. Johns (condizioni meteorologiche permettendo).

 
Le prenotazioni dei pacchetti sistemazione+immersioni sono possibili attraverso la sede del Cairo e potete decidere quante notti passare ad ogni ecolodge. E' una fantastica alternativa alle normali crociere sub, adatta sia agli amanti del mare sia agli amanti della terra.

 
Cosa aspettate, la vostra avventura nel profondo sud è lì pronta per voi!.
 
 
Info:tel. e fax +20-19-5100262 -
info@redsea-divingsafari.com -
 www.redsea-divingsafari.com
 
 
 


 

Awlad Baraka (Full Board) Ecolodge

Indirizzo:  c/o Marriott Beach Resort, Hurghada Marsa Alam
 

Tel:  +20-65-3411152      Fax: +20-65-3411151

Distanza da:

Centro Città   13 Km

Aeroporto      76 Km

Spiaggia         300 m

 

 

 

Servizi offerti dall'Hotel

Spiaggia Privata

 

Attività Acquatiche

Immersioni

Pedalò

Snorkeling

Attività a terra

Escursioni nel Deserto

Tariffe

Capanna  Standard

Singola:   35-50 EURO

Doppia:   60-90 EURO

Recensione:

Uno dei gioielli di Marsa Alam è sicuramente l'Ecolodge Awlad Baraka. Lo staff è eccellente, amichevole e sempre pronto ad aiutare. Gli alloggi sono puliti, comodi e ben curati. Il modo esotico in cui sono stati arredati dà l'idea di trovarsi nel cuore dell'Africa. I servizi igienici e le docce sono impeccabili e l'acqua è calda. Ogni sera abbiamo cenato a base di pesce pescato da un membro della tribù. Durante il giorno la spiaggia di proprietà dell'ecolodge è un luogo perfetto per rilassarsi, mentre la sera, illuminata dalla sola luce di un focolare, è perfetta per osservare le stelle. L'ecolodge organizza anche immersioni e bellissime escursioni nel deserto. Awlad Baraka è un posto ideale dove rifugiarsi per un pò!



 

Ecolodge-Nakari Village (All Inclusive)

Indirizzo: Marsa Nakari  Marsa Alam
 

Tel:   +20-195-100262   Fax: +20-195-100262    +2027494219

Distanza da:

Centro Città   18 Km

Aeroporto      78 Km

Spiaggia         0 m

Servizi offerti dall'Hotel

Spiaggia Privata

Dottore dell' Hotel

 

Attività Acquatiche

Immersioni

Snorkeling

Attività a terra

Escursioni nel Deserto

Moto a 4 ruote

Equitazione

Beach Volley

Tariffe

1- Tenda Standard

Singola:   40-46 EURO

Doppia:   40-40 EURO

2- Capanna  Standard

Singola:   50-62 EURO

Doppia:   50-50 EURO

Servizi

Cassetta di Sicurezza

Doccia

Descrizione e offerte Ecolodge Nakari Village  http://www.h2oviaggi.it/destinazioni/mar_rosso/marrosso_nakari.htm

 

 

Ecolodge-Shagra Village (All Inclusive)

Indirizzo: Marsa  Shagra Marsa Alam
 

Tel:   +20-195-100262  Fax:  +20-195-100262

Distanza da:

Centro Città   22 Km

Aeroporto      38 Km

Spiaggia         0 m

 

 

Servizi offerti dall'Hotel

Spiaggia Privata

Dottore dell' Hotel

 

Attività Acquatiche

 

Immersioni

Snorkeling

 

Attività a terra

Escursioni nel Deserto

Moto a 4 ruote

Equitazione

Beach Volley

Cavalcare il Cammello

Tariffe

1- Tenda Standard

Singola:   40-46 EURO

Doppia:   40-40 EURO

2- Chalet  Standard

Singola:   40-46 EURO

Doppia:   40-40 EURO

3- Capanna  Standard

Singola:   65-83 EURO

Doppia:   65-65 EURO

Servizi

Cassetta di Sicurezza

Doccia

Lavanderia

Chiamata internazionale Diretta

Linea telef. locale

Descrizione e offerte Ecolodge Shagra Village http://www.h2oviaggi.it/destinazioni/mar_rosso/marrosso_shagra.htm 
 
 
 

 

Ecolodge- Lahami Village(All Inclusive)

Indirizzo:  Marsa Wadi Laham Marsa Alam
 

Tel:   +20-195-100262  Fax: +20-195-100262  +2027494219

Distanza da:

Centro Città   122 Km

Aeroporto      205 Km

Spiaggia         0 m

 

 

Servizi offerti dall'Hotel

Spiaggia Privata

Dottore dell' Hotel

 

Attività Acquatiche

Immersioni

Snorkeling

Attività a terra

Escursioni nel Deserto

Moto a 4 ruote

Beach Volley

Cavalcare il Cammello

Tariffe

1- Tenda Standard

Tariffe

Singola:   45-51 EURO

Doppia:   45-45 EURO

Servizi

Doccia

Chiamata internazionale Diretta

 

 

Descrizione e offerte Ecolodge Wadi Lahami Village http://www.h2oviaggi.it/destinazioni/mar_rosso/marrosso_lahami.htm

 

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