Mal D'Egitto

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sabato, 30 luglio 2005

 

L'Egitto DEVE rinascere!!! 

Postato da: Cleopatra79 | link | commenti |
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domenica, 24 luglio 2005

Attentato a Sharm El Sheikh

Almeno novanta morti, in maggioranza arabi
Arrestati 35 sospetti nella penisola del Sinai

SHARM EL SHEIKH — La facciata è completamente crollata. Dove prima c’era la lobby e il bar che conduce al salone da pranzo, ora si vedono solo pile di macerie. Creme da sole e sangue sul selciato. Vetri infranti di narghilè e seggiole di vimini sventrate: tutto scaraventato nelle aiuole transennate dalle squadre speciali della polizia. Non doveva esserci molta gente all’una di ieri notte all’entrata del Ghazala Gardens Hotel. Ma sicuramente chi c’era non potrà più raccontarlo. E’ qui infatti che sono morti quasi tutti i 9 turisti stranieri nella serie di tre attentati che ha sconvolto Sharm el Sheikh. Probabilmente anche Sebastiano Conti, il 34enne che sino a ieri sera veniva contato come l’unico italiano deceduto tra la decina di feriti. «Nessuno grave, solo due sono in condizioni considerate stabili, ma bisognosi di cure», specificano i diplomatici italiani arrivati in fretta e furia dal Cairo. Certo che chi ha scelto proprio questo albergo tra le centinaia su questo tratto di costa del Sinai meridionale sapeva bene di colpire un simbolo. Il simbolo della pace e della via negoziale contro quella del terrorismo e della violenza. Nel Ghazala sono stati spesso organizzati gli uffici stampa dei summit israelo-palestinesi dalla metà degli anni Novanta a oggi. E ancora lo scorso autunno proprio qui si incontravano i portavoce dei governi impegnati nella conferenza dedicata alla ricostruzione dell’Iraq.
 
La deflagrazione è stata violentissima. «Mi trovavo con un amico alla stazione degli autobus, una ventina di metri dalla lobby del Ghazala e non lontano dall’Hotel Moevenpick. All’improvviso ho visto un’auto che saltava sul marciapiede e a velocità elevata sfondava la vetrata. Ho avuto solo il tempo di voltare la testa per guardare meglio. E c’è stato lo scoppio che ci ha buttati a terra. Per qualche secondo non sono riuscito a respirare, ho visto la morte sfiorarmi vicinissima», racconta traumatizzato dal letto dell’Ospedale internazionale Walid Rafiah, un programmatore saudita che era venuto con l’amico Said al-Ghool per una settimana di immersioni lungo la barriera corallina. Lui ora ha il corpo lacerato dalle schegge. Said giace nel letto con le due gambe spezzate. Secondo un’altra versione, a scoppiare sarebbe stata invece una bomba piazzata in precedenza nella lobby. Se così fosse, vi sarebbero solo due auto-bomba e un ordigno posto separatamente. Ma andiamo con ordine. Perché nel caos delle ore seguite agli attentati — con le spiagge deserte davanti a un mare perfettamente blu, i pochi turisti scioccati a fissare sperduti le vetrine infrante dei negozi dove sino a poco prima avevano fatto shopping, gli ordini confusi della polizia e le sirene dei mezzi di soccorso—già poche ore dopo il nostro arrivo a Sharm el Sheikh una verità appariva evidente: i terroristi hanno fallito. Volevano uccidere più occidentali, probabilmente i kamikaze nella loro missione suicida puntavano soprattutto agli italiani. Ma a morire sono stati in gran maggioranza egiziani. Almeno un’ottantina, oltre a una quota preponderante di loro tra i circa 200 feriti.
 
Cercavano di ripetere il massacro di Bali o quello di Luxor pochi anni fa. E invece hanno replicato le carneficine che negli ultimi mesi stanno falcidiando la popolazione civile irachena. Vittoria possibile invece, anche se le autorità hanno già annunciato di aver effettuato 35 arresti nella zona del Sinai, per quello che riguarda il tentativo di boicottare l’economia egiziana e spaventare i turisti. «Adesso ci vorranno anni per riportare i bagnanti sulle nostre spiagge. Chi ci pagherà il danno?», lamentano in coro gli egiziani. Ecco il film dell’attentato, ricostruito anche con le testimonianze della popolazione e alcune osservazioni ufficiose di un poliziotto locale. Tutto lascia credere che le bombe dovessero esplodere contemporaneamente verso l’una di notte nella zona di Naama Bay, il vero centro del turismo straniero nell’area, dove sono concentrati gli alberghi di lusso, i migliori bar e ristoranti, la villa del presidente Hosni Mubarak e le spiagge frequentate 12 mesi all’anno. Invece qualche cosa non funziona per il primo kamikaze. Arriva verso l’una meno un quarto nel centro del «vecchio mercato». Una definizione un po’ pretenziosa: qui dopo la Guerra del Kippur, nel 1973, c’erano solo postazioni militari, sabbia, dune e beduini che vendevano angurie. Tutte le strutture turistiche sono state costruite dopo il ritiro israeliano nel 1982, seguito alla pace di Camp David. L’attentatore percorre la via principale, che a quest’ora è frequentata praticamente solo da egiziani che prendono il fresco e si avviano verso casa dopo una giornata di lavoro con i turisti. Ora gli manca solo di girare a sinistra e imboccare la litoranea che lo condurrà a Naama Bay.Maalla svolta incontra un inaspettato posto di blocco della polizia egiziana. Probabilmente si lascia prendere dal panico, teme di essere scoperto, e fa brillare l’esplosivo.
 
La deflagrazione scava nell’asfalto un cratere profondo quasi un metro, scaglia il blocco motore della vettura ad almeno 30 metri di distanza e uccide una cinquantina di egiziani. Diverse auto prendono fuoco, i vetri infranti delle vetrine si trasformano in schegge micidiali. Circa 10 minuti dopo è la volta dell’attacco contro il Ghazala. Apparentemente l’unico che raggiunge l’obbiettivo prefissato. «Qui quasi nessuno aveva sentito l’esplosione nel vecchio mercato. Dista cinque o sei chilometri. La gente era tranquillamente per le strade. Nessun segno di allarme da parte della polizia. Anzi, relax completo, con i capannelli di giovani che ancora indugiavano nel discutere se andare a bere un ultimo drink nelle discoteche e i pub sulla spiaggia», raccontano Andy Wilson e Mark Chilton, due istruttori inglesi di sub, sulla trentina, che in passato hanno fatto parte dei corpi speciali dell’esercito britannico e dal 2003 vivono in pianta stabile sul Mar Rosso. Sentono lo scoppio, cadono le vetrate nella hall del loro albergo e si precipitano in strada. «Abbiamo assistito a una baraonda. Con i poliziotti e gli agenti dei servizi di sicurezza pronti a fuggire davanti ai turisti. Per lungo tempo non c’è stato nessun tipo di aiuto organizzato alle vittime. Niente ambulanze, niente paramedici e niente poliziotti a controllare il terrore», aggiungono polemici.
 
Trascorre una decina di minuti, ormai siamo oltre l'una e un quarto di notte, quando scoppia la terza bomba, a circa 800 metri dal Ghazala. Nella stazione dei taxi a Naama Bay, che in quel momento è semideserta. Poche ore prima sarebbe stata trafficatissima. Fortuna o un secondo errore? Fatto sta che in quel momento le vetture sul posto sono solo due. L'onda d'urto le investe in pieno. Alcune ore dopo sono ancora ferme sul selciato, tempestate di schegge, sporche di sangue e brandelli di carne sulla parte anteriore. Qui le vittime non sono molte, meno di una decina. I feriti molti di più. «Ho visto un giovane. Penso mormorasse in italiano. Anzi, sono certo fosse italiano. Si lamentava, soffriva, aveva ferite profonde all’addome », continuano i due inglesi. Più tardi i diplomatici italiani all’ospedale negheranno vi siano feriti tanto gravi. Ma ciò che più stupisce i testimoni è il luogo dell'esplosione: «Bastava che i terroristi percorressero una cinquantina di metri in più e avrebbero incontrato migliaia di turisti seduti ai tavolini di bar e ristoranti sul lungomare. Sarebbe stato un massacro». Verso le dieci di ieri mattina arriva Mubarak. I corpi speciali dell'esercito lo scortano tra le macerie. Cammina nel mercato mentre ancora decine di lavoratori cercano di pulire la strada dai detriti. «Questa barbarie ci spronerà a combattere il terrorismo più determinati di prima», dice. Ma, ancora quasi non ha terminato, che su Internet appare un comunicato, giudicato «attendibile» dagli esperti, in cui le «Brigate del Martire Abdallah Azzam, rivendicano la paternità dell'azione «devastante contro i crociati, i sionisti e il regime egiziano infedele». Una sigla nota agli esperti del terrorismo, considerata alleata alla galassia di movimenti islamici ispirati da Osama bin Laden. Ma qui la gente proprio non ci crede. «Ma che Bin Laden! Voi occidentali non fate altro che criminalizzare l'Islam», reagiscono quasi all'unisono tra la popolazione locale. Non c'è ostilità per i turisti. Anzi tutti sono invitati a restare. «Se il turismo chiude, l'Egitto va in bancarotta », esclamano con lo stesso tono il fruttivendolo e l'avvocato. Ma è anche palpabile una frustrazione strisciante. «Ve lo diciamo noi chi è stato.
 
I terroristi vengono da Israele, sono gli israeliani a volere il collasso economico dell'Egitto. Al Qaeda non c'entra con le Torri Gemelle, così come non c'entra con Londra e Sharm el Sheikh», rincarano i proprietari del supermarket Sharm Express, a poche decine di metri dalla devastazione nel mercato vecchio. Intanto si sparge la voce che una delle vetture kamikaze ha la targa israeliana. E non c'è più discorso razionale che tenga. Per tanti, i criminali sono sempre loro: «Gli israeliani, gli ebrei». E gli stranieri? Per l'intera mattina sono spariti, invisibili. Molti cancellano le prenotazioni, altri anticipano il rientro. I più chiamano nervosamente sul telefonino i parenti rimasti a casa e prendono tempo. C'è chi ha anche le idee chiare. «Resteremo e torneremo. Dobbiamo dare fiducia agli egiziani. Noi sono 11 anni di seguito che veniamo a Sharm», dicono Lella Tonti, di Cesena, e Rosangela Fusco di Seregno con il marito Gianni. Eccezioni davanti al fuggi fuggi generale? Non tanto. In serata piscine e spiagge dei grandi alberghi erano tornate a riempirsi di gente decisa a non farsi rovinare la vacanza dai terroristi.
I PRECEDENTI ATTENTATI AI TURISTI
Questa la lista dei principali attentati, prima di quello odierno a Sharm el Sheikh, che in Egitto hanno avuto come vittime turisti.
1992
- 21 ottobre: una turista britannica e' uccisa nei pressi di Dairut (Alto Egitto). L'organizzazione clandestina Jamaa Islamiya rivendica l'attentato.
1993
- 26 febbraio: due turisti, uno turco e uno svedese, oltre a un egiziano, sono uccisi da una bomba in un caffe' al centro del Cairo. Feriti 13 egiziani e sei stranieri. - 8 giugno: una bomba lanciata contro un bus turistico nei pressi delle piramidi di Giza uccide due egiziani e fa 15 feriti tra cui cinque turisti britannici.
- 26 ottobre: due americani, un francese e un italiano sono uccisi e due altri turisti feriti all'albergo Semiramis da un uomo che la polizia definisce 'un malato di mente' mentre i testimoni indicano come un 'terrorista islamico'. L'italiano si chiama Luigi Daga, un magistrato: morira' in seguito alle ferite il 17 novembre.
1994
- 4 marzo: la Jamaa Islamya rivendica un attentato in Alto Egitto contro un battello turistico sul Nilo in cui un turista tedesco rimarra' gravemente ferito per poi morire giorni dopo.
- 26 agosto: un giovane turista spagnolo e' ucciso da colpi d'arma da fuoco nel corso di un attacco di terroristi islamici contro un autobus turistico sulla via da Luxor a Sohag.
- 27 settembre: due tedeschi e due egiziani sono uccisi a Hurghada, sul Mar Rosso. Per questo attentato sono impiccati nel 1995 due militanti della Jamaa Islamiya
- 23 ottobre: la Jamaa Islamiya rivendica due attentati in Alto Egitto, in cui un britannico e' stato ucciso e cinque altre persone, di cui tre britannici, sono rimaste ferite.
1996
- 18 aprile: 18 turisti greci sono uccisi e 14 altri feriti in un attentato davanti all'hotel Europa, vicino alle piramidi di Giza, rivendicato dalla Jamaa Islamiya, che afferma di aver voluto colpire ''turisti ebrei''.
1997
- 18 settembre: dieci persone, nove tedeschi e un egiziano, sono uccise in un attentato contro un autobus di turisti davanti al museo del Cairo.
- 17 novembre: 62 persone, di cui 58 turisti per la maggior parte svizzeri e giapponesi, sono uccise a Luxor (Alto Egitto) in un attentato rivendicato dalla Jamaa Islamiya. L'attacco, con mitra e pugnali, ha avuto luogo davanti al tempio di Hatchepsut ed e' durato - secondo testimoni - circa 45 minuti.
2004
- 7 ottobre: 34 persone, tra cui turisti israeliani e due turiste italiane (le sorelle Jessica e Sabrina Rinaldo) sono uccise e 105 ferite in un triplo attentato perpetrato nel Sinai contro l'hotel Hilton di Taba (alla frontiera con Israele) e contro due villaggi turistici a Nuiba (470 chilometri a sud-est del Cairo).
2005
- 7 aprile: un kamikaze si fa esplodere nelle vicinanze del suk turistico di Khan el Khalili al Cairo, uccidendo una donna francese, un americano e una terza persona e ferendo numerose persone fra cui una italiana.
- 30 aprile: un'intera famiglia di attentatori suicidi - un uomo, sua moglie e sua sorella - compiono un duplice attacco a turisti al Cairo. Gli attentatori muoiono tutti, sette le persone ferite fra cui un italiano e altri tre stranieri.
TOUR OPERATOR TRA DISDETTE E NUOVE METE
Il fragore delle bombe sta soverchiando la voglia di vacanza degli italiani. Il 7 luglio Londra. Ieri, appena 15 giorni dopo quegli orribili attentati, Sharm El Sheikh, una delle mete più gettonate del turismo made in Italy. L'impatto emotivo è forte e, come è già successo due settimane fa per la capitale inglese, fioccano, in queste ore, le disdette per i viaggi diretti nella popolare località sul Mar Rosso. Luglio non è il mese di maggiore affluenza ma, secondo gli addetti ai lavori, è ragionevole pensare che gli italiani che attualmente si trovano lì siano tra i 10 e i 20 mila. L'80% dei connazionali che avevano prenotato la loro vacanza a Sharm - come familiarmente la chiamano i tanti habitueé di questo paradiso a buon mercato - sta chiedendo alle agenzie di viaggio di rinunciare al soggiorno. A fare il primo bilancio è Assotravel, l'organizzazione che riunisce 1.200 tra agenzie di viaggio e società di tour operator. Ma anche la Fiavet, che rimanda a lunedì per stime più precise, parla di decine di disdette almeno per le partenze in calendario oggi e domani. Finora c'é un solo morto ufficiale e una decina di feriti. "I nostri ospiti (766 clienti più una cinquantina di operatori) sono tutti illesi" - assicura la Valtur presente sul posto con il Sinai Grand Resort. Tutto ok anche nei tre villaggi del gruppo Ventaglio, lontani dai luoghi degli attentati e situazione sotto controllo pure per i clienti di Teorema, uno dei tour operator che tratta quella zona. Ma tanti hanno paura e corrono a disdire optando per mete diverse. La Farnesina sconsiglia di partire per Sharm e, per le altre aree dell'Egitto, raccomanda di valutare con la massima attenzione la situazione. Il volo BV618 di Bleu Panorama airlines in programma stamani alle 7.25 dall'aeroporto di Bologna è partito semivuoto: si sono presentati solo 49 passeggeri sui 167 previsti. 15 passeggeri al decollo su un aereo Eurofly sempre in partenza dalla città emiliana. Voli vuoti o cancellati a Fiumicino. Dei 150 passeggeri prenotati all'imbarco di un volo Air One se ne sono presentati appena nove. Otto su 10 dei nostri turisti - conferma Alessandro Rossi, titolare dell'agenzia Libeccio Viaggi che gestisce il traffico di Marrosso.net, da 15 anni specializzato in viaggi verso la zona del Mar Rosso - ha annullato la vacanza. Sia Valtur sia Alpitour hanno annullato le partenze dei propri clienti previste per domani. I voli partiranno comunque ma solo per riportare indietro gli italiani che si trovano lì. I tour operator stanno proponendo soluzioni alternative, in Tunisia, Spagna, Grecia. Un centinaio di clienti di Last minute tour ha scelto le Baleari e le isole dell'Egeo. Ma tanti decidono pure di restarsene dentro i confini nazionali: andranno in Sardegna, in Calabria. "Gli alberghi italiani sono pronti ad accogliere i turisti che stanno rinunciando alle vacanze nelle località straniere considerate a rischio" assicura il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. Intanto, cominciano i primi rientri: di chi ha finito la vacanza, ma anche di chi non se la sente più di proseguirla.
 
 

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mercoledì, 20 luglio 2005

L'Australia restituisce oggetti d'arte rubati all'Egitto
martedì luglio 19, 2005

CANBERRA (Reuters) - Sono state restitituite oggi all'Egitto antiche opere d'arte ritrovate mentre venivano messe in vendita all'asta su un sito d'aste online australiano.

Tra i sette oggetti funerari, datati intorno al 664 a.C., c'erano una statuetta, alcuni amuleti, un'ascia e una ciotola che facevano tutti parte di una collezione di 50.000 reperti portati illegalmente fuori dall'Egitto due anni fa.

L'ambasciatore egiziano in Australia, Mohamed Tawfik, ha detto che gli oggetti saranno usati come prova nel processo in Egitto contro 10 persone accusate di vendere illegalmente gli oggetti d'arte.

I reperti sono stati ritrovati nella città di Melbourne, nel sud dell'Australia, grazie a un annuncio della loro vendita pubblicato su un sito internet e rintracciato dalle autorità egiziane.

Tawfik ha detto che finora sono stati restituiti all'Egitto 619 oggetti d'arte.

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lunedì, 18 luglio 2005

Hurghada di notte

Hurghada è una cittadina di vacanze con una particolare vocazione per le feste: anche quando, soltanto pochi anni fa, gli unici turisti in città erano gruppi ristretti di subacquei, bastava un vecchio mangianastri, un paio di bottiglie dell'unica birra in circolazione in quel periodo, e la festa in spiaggia era servita!

Attualmente il numero di bar, discoteche e discobar è infinito ed ogni sera la città si trasforma in un parco divertimenti per gli amanti della vita notturna. A seguire troverete una selezione di locali notturni famosi, da nord a sud. Per ragioni di spazio la lista è limitata a 10 locali, ma va ricordato che ogni hotel è provvisto di almeno un bar o una discoteca con programmi di spettacoli ed intrattenimento settimanale. Per ulteriori informazioni rivolgetevi all'ufficio informazioni del vostro albergo.

  • Black Out Disco, Ali Baba Palace, South Corniche
    L'unica discoteca in città che propone "feste di schiuma": indossate il costume da bagno e andate a divertirvi! Musica commerciale, animazione, Dj e clientela giovane. Per informazioni telefonare allo 065-447442 (operatore telefonico dell'hotel).

  • Jungle Disco, Grand Hotel Mall, South Corniche
    Le feste Voodoo del Sabato sera riempiono questa grotta con tanto di giungla tropicale. A dare il benvenuto ai clienti è un enorme king kong alla porta d'ingresso. Musica commerciale, feste e clientela giovane. Per informazioni telefonare allo 065 44 74 85 (operatore telefonico dell'hotel).
     

  • The Chill Beach Café, El Tabia Beach, Sekala
    Il bar da spiaggia per eccellenza, questo è il locale preferito dai residenti, la maggior parte subacquei e surfisti, con la passione per la buona musica, che apprezzano l'atmosfera funky e bohemienne, il bravissimo personale e le famose Feste della Luna Piena, con ballerini e artisti, Dj regolarmente invitati, e sempre una sorpresa creativa pensata dal proprietario. Caricatevi d'energia al nuovo ristorante fino alle 23.00. Retrò, energia, divertimento e musica house. Per informazioni telefonare allo 012 750 43 84.
     

  • Calypso Disco, Hadaba Road, Sekala
    Un locale multifunzionale che funge da discoteca, da pub e da terrazza con annessa trattoria ed una selezione di spuntini freddi o caldi e di primi e secondi piatti. Offre regolarmente spettacoli internazionali di danza in un ambiente dall'architettura futuristica creata dall'italiano Tony La Fata. Musica commerciale e DJ. Per informazioni telefonare allo 012 257 28 78.
     

  • Papa's Beach Club, El Sakia Beach, Sekala
    Dalla popolare catena di bar Papa's, il Beach Club riscuote eguale successo tra i turisti e i residenti. I tre proprietari del Papa's sono dei maestri nell'arte dell'intrattenimento ed offrono ogni settimana spettacoli di musica dal vivo eseguiti da bande olandesi e inglesi, DJ famosi provenienti da Londra e Amsterdam, feste a tema e in costume e chi più ne ha più ne metta! Al bar si può comprare la birra al metro e al ristorante potete ricaricarvi con delle gustose pietanze. Musica commerciale. Per informazioni telefonare allo 010 138 32 14.
     

  • Kalaboush, Iberotel Arabella, North Corniche
    In arabo significa prigione! E, in effetti, questo locale ha un pò l'aspetto di una cella sotterranea. La serata "in" del locale è il Martedì, con le feste dei sub e la musica del DJ residente Bethoven. Il tipo di musica varia durante la settimana, e va dal commerciale agli anni '80, blues ed altro ancora. Per informazioni telefonare allo 012 326 11 17.
     

  • Palladium Discoteque, El Gouna centro
    Una discoteca di tendenza all'aperto attrezzata con il meglio della tecnologia acustica, luci e laser. Famosa tra i giovani del Cairo che si recano in zona durante le festività e i fine settimana. Un impressionante sistema acustico e spettacolo laser nel teatro arena. Principalmente musica tecno e trip-hop. Per informazioni telefonare allo 012 396 98 91.
     

  • Liquid LoungePalma Karaoke Café, El Gouna centro
    Per gli amanti del genere, questo bar in stile tropicale sulla spiaggia offre il meglio del dolby system del karaoke, con 15 schermi e più di 3000 canzoni in 8 differenti lingue, per passare la serata cantando con i propri amici e familiari. Per informazioni telefonare allo 010 197 45 06.

  • Liquid Lounge Immaginatevi seduti su una montagna di cuscinoni, o a dondolo su un'amaca bi-posto, sorseggiando meravigliosi cocktails e rigenerandovi su acque turchesi mentre ascoltate la musica migliore della città.  Vi trovate al Liquid Lounge, il bar piú straordinario di Hurghada, di fatto per i nottambuli un nuovo indirizzo della catena di pubs e clubs Papa's. Situato al posto del vecchio Chill Beach Café, offre un design di interni super innovativo che stuzzicherà i vostri sensi, insieme ad un'eccellente menu' di piatti europei per un'indimenticabile esperienza

 

  • Hard Rock Cafè  E si, l'Hard Rock Café é arrivato anche a Hurghada. Con tutto il suo stile holliwoodiano e oggetti appartenenti alle piú famose rockstar del mondo, il bar promette lunghe notti di divertimento al centro commerciale vicino all'Hotel Samara sulla Village Road.

  • Amira Amphitheatre (Aladdin Beach Resort) Dance, Reggae, Tel: +20-65-447442
     

  • Beach Discotheque (Minamark Beach Resort) Araba, Jazz, Dance Tel: +20-65-447792
     

  • Caligula (Le Pacha Cataract Resort) Musica dal vivo, Dance Tel: +20-65-444150
     

  • Cleopatra (Golden 5) House, Musica dal vivo, Blue
     

  • Cleopatra (Beesh Beesh Village) House, Musica dal vivo, Blues Tel: +20-65-446319
     

  • Dome Discotheque (Inter Continental Resort & Casino) Musica dal vivo, Dance, Rock Tel: +20-65-446911
     

  • Fun & Pub Disco (Royal Azur Resort (All Inclusive) Dance Tel: +20-65-590310
     

  • Galaxy (Hilton Hurghada Resort) Musica dal vivo Tel: +20-65-442117 

  • Halloween Discotheaque (Minamark Beach Resort) Musica dal vivo, Rock , Araba Tel: +20-65-447792
     

  • Jasmine Night Club (Jasmine Village) House, Blues, Dance Tel: +20-65-446442
     

  • King Tut (Calimera Aktivhotel Hurghada) Rock , Dance, Araba Tel: +20-2-2280630
     

  • On The Rocks (Hilton Hurghada Plaza) Dance Tel: +20-65-549745/ext.5211
     

  • Oriental Tent (Mirette Hotel and Beach Resort) Musica dal vivo, Araba, Dance Tel: +20-65-547791
     

  • Palladium Dance Tel: +20-12-7340322
     

  • Papa's Bar Dance Tel: +20-12-2416511
     

  • Papa's Beach Bar Dance Tel: +20-12-2416511
     

  • Piano bar (Grand Plaza Hotel) Musica dal vivo Tel: +20-12-2425 644~ 9
     

  • Sharky's (Sofitel) Dance Tel: +20-65-447261
     

  • Taboo (Arabia Beach Resort) Dance Tel: +20-65-548790
     

  • Taboo (Bel Air Beach Resort) Dance Tel: +20-65-548790
     

  • The Cave (Ali Baba Palace) Dance, Araba, House Tel: +20-10-1609900
     

  • The Chill Dance Tel: +20-12-3820694
     

  • The Discotheque ( Giftun Beach Resort ) Dance Tel: +20-65-442665
     

  • The Pub (Hilton Hurghada Resort) Musica dal vivo Tel: +20-65-442117

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hurghada

Come muoversi ad Hurghada?

A Hurghada non potrete fare a meno di notare gli onnipresenti pulmini. Ve li ritroverete da tutte le parti mentre suonano il clacson in direzione d'ogni pedone che incrociano.
Fastidioso? Sì, ma il vantaggio di questa flotta di pulmini è che vi consentono di recarvi dove volete velocemente e a buon mercato. Quando volete scendere tutto quello che dovete dire (ad alta voce) è: "Stop qui, per favore" e dare i soldi o al conducente o al suo assistente che sarà seduto vicino a voi. Quando scendete pagate all'autista la giusta cifra e non preoccupatevi di dover trattare. Con una buona dose d'umorismo, un pò di pazienza e determinazione anche voi potrete far parte del "mondo dei pulmini"!
Un consiglio per le signore che indossano succinti vestiti da spiaggia: i pulmini sono di solito abbastanza pieni di persone e le operazioni d'imbarco e sbarco potrebbero rivelare più "pelle" del normale. Potreste di conseguenza essere al centro di commenti non proprio gradevoli. Per avventurarsi nel "mondo dei pulmini" è meglio coprirsi un po' più del normale e farsi accompagnare da una persona di sesso maschile.

Tragitti:

Hilton Resort Piazza Saqala Centro El Dahar:

Fermate a: Intercontinental, Grand Resort, Negozio Duty Free, Giftun Beach Village, Sindbad Resorts, Pizza Hut, El Hadaba/Hill*, La Perla Hotel, Calypso Disco, Papa's 1,Belle Vista Hotel, La Pacha, McDonald's, Piazza Saqala, Centro AKA (Edificio Piramide), Centro Farag, Stazione degli autobus di El Gouna, Stazione degli autobus Upper Egypt, Negozi del Centro, Mercato della frutta (fine della corsa).

*Alcune navette percorrono il tragitto della Sheraton Road al posto dell'Hadaba/Hill anche su richiesta. Percorso: Ristorante Bull's, Marriott Hotel, Ristorante Felfela, The Chill Beach Bar per poi rimettersi sulla strada dell'Hadaba/Hill al Bella Vista Hotel.

Sultana Beach - Coral Beach: Parte dalla biforcazione della strada di fronte al Sultana Beach con direzione sud. Percorso: Sofitel, Beach Albatros, Jasmine Village, Ali Baba, Conrad Resort, Desert Rose, Golden 5, Reemyvera, Coral Beach.

Piazza Saqala Spiaggia di El Dahar, La corsa parte dalla bancarella di frutta all'angolo, di fronte al mercato di Abu Ashra. Percorso: Edificio Navale, Porto dei Traghetti, Centro Iperbarico Navale, Iberotel Arabella, Arabia Resorts, Mirette Palma Resort, Beirut Hotel, Hilton Plaza, Sand Beach Hotel, Papa's II, Three Corners Empire, Mercato della Frutta (fine della corsa).

Tariffe: Il prezzo della corsa varia da turisti e residenti e dalla vostra capacità di comunicare in arabo.

I turisti non sono spesso a conoscenza del prezzo della corsa, soprattutto perché i conducenti tendono a cambiare il prezzo secondo il numero di persone che utilizza il servizio. Normalmente i turisti pagano 1 Lira Egiziana per ogni porzione del tragitto e 2 Lire Egiziane per il tragitto intero.

Nota: Molte navette si trasformeranno in "taxi speciali" quando c'è un gruppo di turisti nei paraggi. Potreste arrivare a pagare fino a 5 LE a persona per affittare l'intero pulmino, di più se richiedete un tragitto fuori dell'ordinario. Per esempio, il tragitto da Saqala o El Dahar, fino all'Hilton Resort vi costerà almeno 20 LE. Come regola pagate 1 Lira Egiziana per persona e 1 Lira Egiziana per ogni chilometro percorso dopo l'Hotel Sofitel.

Per i residenti è molto più semplice:

Hilton Resort Piazza Saqala - El Dahar: 25 piastre per ogni porzione del tragitto Hilton Resort - El Dahar tra l'Hilton Resort e l'Hadaba Hill, 25 piastre da Belle Vista a Piazza Saqala, 25 piastre da Piazza Saqala fino alla Stazione degli Autobus, 25 piastre dalla Stazione degli Autobus fino alla fine della corsa. 1 LE per l'intero tragitto.

Piazza Saqala Spiagge El Dahar: 25 piastre fino a Mirette De Palma Resort, 25 piastre da Mirette fino alla fine della corsa. 50 piastre per l'intero tragitto.

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hurghada

Dove immergersi ad El Gouna
Situata a 25km nord di Hurghada, El Gouna dispone di barriere coralline di notevole interesse e relativamente poco frequentate. Alcuni anni fa, i centri sub di El Gouna, in collaborazione con la compagnia proprietaria del villaggio, diedero il via ad un programma di istallazione di ormeggi, acquistati privatamente e istallati e mantenuti con l'aiuto dell'Agenzia della Protezione Ambientale di Hurghada. Tutti gli operatori subacquei firmarono inoltre un accordo in cui si impegnano a mantenere il numero di imbarcazioni ad un massimo di tre per sito sub. Grazie a queste iniziative, le immersioni della zona sono ben conservate e l'ambiente marino di ottimo livello.
A seguire una selezione delle migliori immersioni di El Gouna.
Syul Kebira
Un sito che dista un'ora e mezza di navigazione dai centri sub di El Gouna e relativamente poco frequentato. Le barriere di Syul si trovano a nord di El Gouna, vicine al famoso reef di Abu Nuhas. Syul Kebira, ("syul"=alluvione e "kebira"=grande) è il nome dell'isola e l'immersione, eseguita nella parte sud est dell'isola, consiste in grossi blocchi corallini distribuiti ad una profondità tra i 12 e i 20 metri. Lungo i coralli è possibile ammirare gruppi di pesci farfalla, fucilieri e anthias. Dirigendosi venti metri verso nord, ci si imbatte in una delle teste coralline più belle del Mar Rosso: un'esplosione di vita marina ricoperta di alcionarie, un enorme corallo tavolo ed una grossa gorgonia, oltre agli obbligatori pesci vetro, la cernia che li caccia, pesci scorpioni e pesci leoni. E' inoltre un "asilo" per pesci neonati che vi trovano rifugio prima di avventurasi nel mare aperto. A volte è dimora di un pesce rana pescatrice di grosse dimensioni e se siete fortunati potreste imbattervi nello squalo leopardo che risiede da queste parti o nelle enormi razze, squali limoni e pesci sole!

Bluff Point
A nord della parte orientale della piccola isola di Gobal, nel punto in cui il Golfo di Suez si incontra con il Mar Rosso vero e proprio, si trova una delle migliori immersioni in corrente del Mar Rosso continentale. Questa parte dell'isola, esposta ai venti e alle correnti, è un sito perfetto per un'immersione piena di sorprese. L'immersione consiste in una parete corallina che scende fino a 40 o 50 metri ricoperta di gorgonie, alcionarie e vita marina. Buone le possibilità di imbattersi in pesci leone, carangidi dalla pinna blu, tonni e tartarughe. Sito perfetto per la fotografia a campo lungo.

Carless Reef

Profondità: 12-35 mt.
Conformità: secca con cappello a 20 mt. E’ il luogo più bello e completo di Hurgada. L’acqua è quasi sempre limpidissima, il corallo è ancora intatto e pinneggiando sulla secca si possono vedere corallo ad ombrello di notevoli dimensioni sotto i quali alloggiano le più curiose varietà di pesci. Seguendo la scarpata in direzione sud è garantito l’incontro con gli squali. La parete est della secca è completamente ricoperta da alcionare. L’enorme quantità di pesci che vi si aggira rendono questa immersione la felicità del più smaliziato dei fotografi subacquei.
Carless Reef è inoltre popolata da molte murene che passeggiano tranquillamente tra i coralli.


Blind Reef
Un'immersione lungo una parete corallina nella zona di Syul. Conosciuto anche con il nome di Shabrur Syul (un "shabrur" è una barriera oblunga sommersa), quest'immersione è perfetta lungo tutte le pareti del sito. Il trucco è di immergersi con la corrente ideale per farsi trasportare lungo un sito che offre grandi e piccole emozioni. La parte a nord est è maggiormente esposta alle correnti e ricoperta da coloratissime alcionarie. All'angolo ci si può imbattere in tonni e carangidi. La parte meridionale del reef vanta alcune teste coralline ricoperte di pesci vetro, "stazioni di pulizia" per i pesci e murene di tutti i tipi. Se siete alla ricerca di squali, recatevi nella parte settentrionale, famosa per gli squali pinna bianca di barriera.


Il Rosalie Moeller
La nave sorella del più famoso Thistlegorm si trova a sole due ore e mezza di navigazione da El Gouna. L'immersione, al limite della subacquea ricreativa (tra i 30 e i 50 metri di profondità), consiste in uno splendido relitto ancora relativamente poco frequentato e in condizioni eccellenti, la visibilità non è sempre delle migliori ma la nave è ricoperta di vita marina, pesci vetro da prua a poppa, pesci leoni di dimensioni enormi, tonni, carangidi, pesci imperatori ed altro ancora. Il carico (carbone) non è più presente, ma la penetrazione al relitto è un'esperienza da non perdere per gli amanti di questo tipo di immersioni.

Giftun Nord

Profondità: 18-45 mt.
La parete dell’isola è stupenda, molto colorata, completamente ricoperta da gorgonie, alcionare e corallo nero. A 45 mt. c’è una grotta lunga una quindicina di mt. che attraversa uno sperone di roccioso molto bello. Lungo il pianoro è facile vedere tartarughe ed a volte squali nutrice adagiate sulla sabbia. L’immersione è riservata ai sub più esperti in quanto impegnativa a causa della corrente.


Dolphin House
Parte dell'enorme sistema di barriere coralline ad est di El Gouna, da cui dista solamente un'ora di navigazione, quest'immersione è sempre accessibile e a volte vi si possono trovare delle imbarcazioni safari o delle barche giornaliere provenienti da Hurghada. Il nome "Casa dei Delfini" non è stato dato a caso, in quanto questa barriera è dimora di un nutrito gruppo di delfini stenella. I più fortunati potranno immergersi o nuotare con loro. Il sito vanta inoltre coralli, vita marina, tartarughe ed è un'immersione semplice adatta sia ai subacquei neofiti sia a quelli esperti.

Umm Gamar

Profondità : 25 mt.
La parete di sud-est precipita oltre i 100 mt. ed è ricca di grotte. Partendo dalla boa di ormeggio e tenendo il reef sulla sinistra, dopo una cinquantina di mt. si raggiunge uno sperone di roccia, con cappello a 18 mt., interamente cavo e pieno di glass-fish, sulla cui sommità si muovono nervosamente alcuni carangidi. Proseguendo si trovano altri due speroni con parecchie spaccature. Su uno di questi si può vedere una vecchia ancora sulla quale è cresciuto un grosso corallo ad ombrello

 

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diving, el gouna

La scuola internazionale ad El Gouna
Grazie al numero sempre maggiore di famiglie ed individui che decidono di stabilirsi permanentemente in una delle cittadine sulla costa, negli ultimi anni il Mar Rosso è stato testimone di una continua crescita demografica. Un luogo ideale dove vivere e crescere i figli, un posto dove le opportunità e gli affari prosperano, il sole splende tutto l'anno, la criminalità è quasi inesistente e l'aria è pulita.


Per venire incontro alle necessità del numero crescente di famiglie nella zona, El Gouna ha fondato El Gouna International School (EGIS), una scuola a servizio dei residenti egiziani e stranieri. La scuola è stata ufficialmente inaugurata il 29 Ottobre 1998 dalla moglie del presidente egiziano, la Signora Suzanne Mubarak.


La scuola offre due programmi di studi: il Thanaweyah Ammah (egiziano) e il British National Curriculum (internazionale). I presidi di entrambe le sezioni sono professori con una lunga carriera accademica alle spalle.


La sezione internazionale della scuola di El Gouna segue il programma scolastico inglese dalla prima elementare fino alle superiori. Il programma di studio include le seguenti materie:


Inglese, matematica, scienze
Disegno e tecnologia / Informazione e comunicazione tecnologica (Computer)
Storia e geografia
Arte e disegno, musica ed educazione fisica
Arabo, francese e tedesco


Gli studenti della terza e quarta superiore potranno prendere parte all'International General Certificate of Secondary Education (I.G.C.S.E). La scuola, un centro riconosciuto per questo tipo di esami, opera sotto la sorveglianza del Consolato Britannico, da cui viene ispezionata regolarmente. Tutti gli esami I.G.C.S.E sono spediti in Inghilterra dove vengono revisionati da membri esterni. Da Settembre 2004 un AS syllabus sarà introdotto nella scuola. L'A Level è l'esame finale delle scuole superiori, prima di accedere all'Università.


Gli insegnanti provengono dall'Inghilterra, Irlanda, Italia ed Egitto. La scuola ha 330 posti disponibili e al momento gli studenti iscritti sono all'incirca 80. La scuola dispone di nove classi elementari complete di aria condizionata disposte su due piani. Tutte e undici le classi posseggono il loro cortile oltre al parco giochi principale completo di una Jungle Gym e di un area Astroturf perfetta per pallavolo, tennis e pallacanestro.


Per ulteriori informazioni contattare:
Tel: (+20 65) 354 97 02 interno: 2227, Fax: (+20 65) 354 97 02 interno: 2230
Website:
www.elgounaschool.com

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vivere in egitto, el gouna

domenica, 17 luglio 2005

 La VALLE delle REGINE

 Biban el Harim

La valle delle regine è un altro vallone, come quella dei re, nella costiera rocciosa che sovrasta la piana occidentale di Tebe. In arabo si chiama Biban el Harim, "porte dell'harem". Nella valle sono state individuate un'ottantina di tombe, molte mai portate a termine, altre molto rovinate, tutte più o meno delle due ultime dinastie del Regno nuovo, XIX e XX.

La tomba più bella e celebre della valle è quella di una delle regine più note d'Egitto, Nefertari, seconda delle "grandi spose" di Ramses II, come si sa ebbe anche moltissime concubine ed uno stuolo innumerevole di figli, di cui fu sempre molto fiero. Nel tempio di Uadi es Sebua, nella Bassa Nubia, uno dei luoghi in cui Ramses II fece incidere la lista della sua prole, sono elencati un centinaio di principi e principesse e solo le lacune dell'iscrizione impediscono di conoscerne il numero esatto.

 

Alcune tombe individuate

Amon Her Khopeshef:  il figlio di Ramses III è rappresentato da affreschi dai colori intensi mentre viene presentato dal padre a varie divinità. La camera funeraria conserva una vetrina coi resti di un bambino nato prematuramente.

Khamuas:  questa tomba di un figlio di Ramses III ha la stessa pianta di una tomba reale, ma in dimensioni ridotte. Conserva bei rilievi colorati che mostrano il principe in diverse situazioni (da solo, col padre, in atto di offrire doni agli dei). 

Titi:  la regina era moglie di un faraone di nome Ramses, non meglio identificato. La tomba, composta da un corridoio che conduce alla vasta camera funeraria e da tre camerette a forma di croce, è ben conservata, mentre le decorazioni sono deteriorate.

Pra Her Umenef:  uno dei figli di Ramses, è rappresentato col padre e con la madre in presenza di varie divinità

 
Tomba di Nefertari

La tomba della moglie di Ramses II è la più bella: ha pianta simile a quelle reali e decorazioni a rilievo assai accurate. La sua "ultima dimora" fu ritrovata da Ernesto Schiapparelli nella Valle delle Regine nel 1904. L'interno era già stato violato e la mummia di Nefertari era stata fatta a pezzi. Sui soffitti è evocato il mondo ultraterreno. Ella è accolta da forme divine e sul suo corpo compaiono ombre sinuose, la trasparenza delle vesti bianche lascia intravedere la sua splendente giovinezza.  Nel vestibolo la si vede muovere le pedine del gioco del Senet, i nostri scacchi, simbolo del passaggio, l'avversario resta invisibile perché, il purgatorio che Nefertari deve attraversare, rappresenta le prove e gli elementi nocivi contro cui deve lottare per arrivare alla felicità.

La galleria in discesa che da accesso alla camera funebre è decorata con la regina che offre del vino all'immagine di Hathor, che l'accoglie alla vita eterna. Nefertari è assistita da Anubi, che è la guida nel mondo sotterraneo e l'immagine della defunta stessa in mutazione. Il secondo livello della tomba comprende una sala a quattro pilastri fra i quali vi era il sarcofago di granito rosa. 

Sui primi due pilastri vi sono rappresentati i due figli di Nefertari: Sethirkhopshef (chiamato anche Imenherunemef) e Meryatum (gran sacerdote di Ra ad Eliopoli).

Questi erano gli officianti in abiti sacerdotali. Indossavano pelle di ghepardo e portavano la ciocca dei capelli laterale. Nelle facce interne dei quattro pilastri vi sono i segni "Geb". Nella sala della rinascita è descritto tutto il cammino ed il potere che ella ha sui sette anni di "Vacche Grasse", ossia il periodo delle inondazioni del Nilo, e quindi continuerà a partecipare attivamente alla vita del paese.  

Vi è anche una celebre frase del capitolo 17 del Libro dei Morti: Quanto ad Osiride è l'ieri, quanto a Ra è il domani.

La VALLE dei RE

 

 

Biban El Muluk

La separazione delle due funzioni del monumento funebre reale ha avuto come conseguenza l'affollarsi delle tombe reali in uno dei valloni, erti, rocciosi e desertici, che si aprono nella scarpata dominante la piana di Tebe. Questa valle ad un certo punto si biparte, il ramo occidentale o Valle delle Scimmie, contiene quattro ipogei regali, l'altro ramo, la Valle dei Re, ne contiene cinquantotto, supposto che tutte quelle che vi furono scavate siano state ormai scoperte. 

In arabo la valle si chiama Biban el Muluk, dove biban è il plurale di bab, porta, e, in effetti, una porta tagliata verticalmente nella roccia è in genere l'ingresso della tomba.

Se ne diparte un corridoio spesso molto lungo, diviso in tre sezioni da strozzature e ai lati del quale si aprono nicchie e cappelle. Al termine del corridoio, una o più camere, con pilastri a sostegno del soffitto, e il sarcofago. La pianta in realtà può essere molto varia, ma quello sopra descritto ne è lo schema generale.

Il faraone morendo diventa un Osiride, ma il faraone vivo si identifica anche con Ra, il dio solare; è quindi il sole morto, trasformato in Osiride, raffigurato con testa di ariete, che attraversa sulla barca notturna le dodici regioni dell'aldilà, corrispondenti alle dodici ore della notte che la barca del sole percorre dal tramonto all'alba.

 

Un fiume solca le regioni della notte eterna, come il Nilo le province dell'Egitto; gli esseri immaginari, mostruosi e malevoli, che le popolano si affollano sulle due rive, che sono rappresentate sopra e sotto il nastro azzurro del fiume.  

Lo sciacallo Upuaut è il pilota della barca, che è protetta da Hathor e ha Horo come marinaio. Ogni regione, ogni ora, ha un nome, che i testi geroglifici ricordano, ed un guardiano. Il passaggio è subordinato ad atti da compiere e a parole da pronunciare: il dramma magico che si svolge sulle pareti delle tombe è un gigantesco promemoria della via che il ka deve percorrere. Questa mitologia escatologica è quella ispirata a un testo che viene chiamato Libro di quel che vi è nell'aldilà.

Un altro Baedeker degli inferi, a cui pure si ispirano le figurazioni, raffigura i regni dell'aldilà sbarrati da piloni, guardati da serpenti o altre magiche creature; ogni passaggio deve essere conquistato con specifica formula magica.

E' questo il cosiddetto Libro delle porte che comprende anche il "giudizio del cuore", come nel Libro dei morti. Altri temi trattati nelle decorazioni sono la cerimonia dell'apertura della bocca, quella mediante la quale il processo di mummificazione si perfeziona magicamente consentendo al defunto nuova vita e le cosiddette Litanie di Ra, con le settantacinque trasformazioni del dio solare e l'illustrazione delle sue qualità, altro promemoria, questo, per conseguire nell'aldilà la natura solare.

 

ELENCO DELLE TOMBE DELLA VALLE DEI RE 

 

 

Tomba di Thutmosis III

(kv 34) Si presenta con una pianta molto semplice, ma è particolare la posizione alta in un una fenditura della montagna e si raggiunge attraverso una scaletta di ferro.

La sala del sarcofago è a forma di cartiglio, con le pareti che richiamano il papiro e sono decorate con belle figure e geroglifici in rosso e nero. Il basamento del sarcofago è in alabastro.

Tomba di Amenophis II

(kv 35) Assai semplice nella struttura, la tomba presenta una vasta sala del sarcofago che richiama, col colore giallastro, un gradissimo papiro. Pareti e colonne sono decorate con disegni in nero, mentre il soffitto richiama un cielo stellato.

Tomba di Ramses III 

(kv 11) La particolare forma, col corridoio deviato verso destra, si deve all'esigenza di evitare una tomba precedente. Lungo i 125 metri si incontrano sette sezioni principali e altre sale minori. Le decorazioni, che dovettero subire interruzioni a causa della mancanza di fondi per pagare gli  incisori, presentano interessanti e inconsuete scene di vita quotidiana.  

Tomba di Ramses IV

(kv 2) La tomba di Ramses IV presenta un particolare interesse, perchè un papiro del museo di Torino ne conserva la planimetrica con tutte le misure esatte. Ramses IV amplia ancora le proporzioni già aumentate da Merenptah; la vasta camera funebre contiene il più imponente e pesante sarcografo in granito della Valle dei Re, che è tagliato a forma di cartiglio.

Tomba di Ramses VI  

(kv 9) Iniziata da Ramses V, venne in seguito ampliata alle attuali nove sezioni, fra sale e corridoi. Conserva il testo completo del Libro delle Porte e una vasta raccolta di capitoli del Libro dell'Ade e del Libro dei Morti: ciò le valse l'appellativo di "tomba della metempsicosi".

Tomba di Ramses IX

(KV 6) Interessante tomba composta da sette sale e corridoi decorati con scene di sacrifici e le consuete scene infernali. Purtroppo lo stato di conservazione non è dei migliori.

Tomba di Sethi I

(kv 17) Si tratta della tomba la più lunga, profonda e meglio conservata. La più importante delle grandi tombe fu scoperta dall'archeologo padovano Giovanni Battista Belzoni nel 1817. Si sviluppa per ben 15 sale e corridoi decorati con bassorilievi di squisita fattura, mentre i soffitti sono dipinti.

La tomba doveva essere ancora più grande, ma i lavori furono interrotti per la morte del faraone: perciò alcune decorazioni sono incomplete e si notano in certi punti disegni in rosso con correzioni in nero. Si trovano qui rappresentati tutti i testi sacri dei morti e i relativi miti, spesso scritti alla rovescia, secondo la credenza che il mondo dell'aldilà fosse specolare rispetto a quello dei vivi.

Alcune decorazioni sono incompiute e si possono notare in certi punti disegni in rosso con correzioni in nero. In questa tomba sono rappresentati tutti i testi sacri dei morti e i relativi miti, spesso scritti alla rovescia, secondo la credenza che il mondo dell'aldilà fosse speculare rispetto a quello dei vivi.

Tomba di Tutankamon

E’ conosciuta anche come Tomba KV62. La tomba di Tutankhamen è ricavata nello strato roccioso della Valle dei Re, calcare bianco, ed è sovrastata da una collinetta alta 21 m. La scala d'entrata è formata da 16 scalini, è larga 1,68 m ed è coperta nella sua parte occidentale da un soffitto di pietra. Gli ultimi sei scalini, l'architrave e gli stipiti furono aperti nell'antichità per permettere il passaggio degli oggetti più voluminosi del corredo funerario, come il sarcofago e i sacrari: in seguito, i gradini e gli stipiti della porta d'ingresso furono ricostruiti in pietra e calcare e l'architrave fu sostituito da una pesante trave in legno lavato con acqua di calce. Questi vennero nuovamente tagliati quando la squadra di Carter rimosse i sacrari.

Presso la porta d'entrata, ancora in posizione al tempo della scoperta, c'era un blocco di calcare ricoperto di gesso idrato grigio chiaro con larghi sigilli ovali impressi su tutta la superficie.

Al di là c'era un corridoio discendente pieno di macerie di pietra: misurava 8,08 m per 1,68 m ed era alto 2 m; terminava con una porta di pietra, bloccata allo stesso modo della porta d'entrata, che dava accesso all'Anticamera al centro della parete est.

L'Anticamera e l'Annesso  

L'Anticamera è orientata nord-sud: misura 7,85 m per 3,55 m, è alta 2,68 m e si trova a 7,1 m al di sotto del livello della Valle. La superficie delle pareti, qui come nel resto della tomba, ad esclusione della Camera Funeraria, non è levigata ed è leggermente rosata.

Una terza entrata, anch'essa impedita da un blocco di pietra, si trova sulla parete occidentale dell'Anticamera in una fessura naturale della pietra: misura 0,95 m per 1,3 m. Da qui si accede a una stanza più piccola, l'Annesso, parallelo all'Anticamera, di 4,35 m per 2,6 m e di 2,55 m d'altezza. Il livello del pavimento di questa camera si trova a 0,9 m sotto quello dell'Anticamera.  

Carter annotò: "I segni rossi tracciati dai muratori sono ancora visibili sulla superficie non rifinita dei muri" e qui come altrove "frammenti di calcare lasciati dagli scalpellini si trovano ancora per terra."

All'estremità nord dell'Anticamera fu costruita una parete con schegge e polvere di calcare, ricoperta di intonaco. In essa si trovava m passaggio sormontato da un architrave di legno, largo 1,65 m e alto 1,78 m. Anche questa porta fu chiusa con pietre e calcare e sulla sua superficie furono posti grandi sigilli ovali.

"Quando questa parete divisoria fu rimossa... si scoprì che una gran parte della pietra nell'angolo nord-occidentale dell'Anticamera era stata tolta nell'antichità per far passare i grandi pannelli dei sacrari nella Camera Funeraria. Si notò anche una rientranza, tagliata per lasciare lo spazio adatto al trasporto del sarcofago, nella parte bassa della parete ovest dell'Anticamera."

La Camera Funeraria e il Tesoro

Oltre la parete divisoria c'è la Camera Funeraria: è larga 6,37 per 4,02 m e alta circa 3,63 m. Il pavimento si trova a 0,94 m sotto il livello dell'Anticamera e a 8,05 m sotto il livello della Valle

La Camera Funeraria è orientata est-ovest, perpendicolare all'Anticamera e all'Annesso: le pareti, ma non il soffitto, sono ricoperte di stucco e decorate.  Sembra che lo stucco non fosse completamente asciutto quando la tomba venne chiusa: questa è forse la causa dei danni da umidità riscontrati su molti oggetti. Sono ancora visibili sulla parte nord-orientale del soffitto "tracce di fumo, provenienti da una lampada a olio o da una torcia" utilizzata dagli antichi artisti.

Una porta bassa e larga 1,12 m nel muro est della Camera Funeraria dà accesso alla Camera del Tesoro.  Questa stanza è orientata nord-sud come l'Annesso e l'anticamera: misura 4,75 per 3,8 m ed è alta 2,33 m.  Carter riteneva buono il taglio della tomba, considerando che si riscontravano asimmetrie nei punti dove i muratori avevano usato le naturali fenditure della roccia. Le stesse fenditure erano forse responsabili dell'infiltrazione di acqua nella tomba.

Quella di Tutankamon non è chiaramente la forma di una tomba reale:  era probabilmente una tomba privata adattata, sebbene in forma ridotta, alla tipologia di tomba reale.

 

 

 

 

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mercoledì, 13 luglio 2005

Ferrovie: arriva Nilo express, treno lusso per le piramidi
12/07/2005

Joint-venture di sea train per croceristi in egitto (ANSA) - IL CAIRO, 12 LUG - L'operatore turistico su ferrovia italiano Sea train ha firmato oggi al Cairo un Memorandum d'intesa per una societa' joint-venture.La societa' dovra' assumersi la gestione dei primi treni di lusso che porteranno i partecipanti a crociere da porti dell'Egitto a siti turistici. La Sea Train Egypt - una Joint Venture tra Sea Train Srl (che detiene il 42,5%), il Kadmar Group (42,5%), primario operatore locale del turismo, e ENR JET, l'Autorita' Nazionale per i trasporti su ferro (15%) .

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domenica, 10 luglio 2005

Luxor

Luxor è una città dell'Alto Egitto, situata lungo le rive del Nilo, a sud del Cairo e a nord di Assuan.

E' un centro molto importante dal punto di vista archeologico sia perchè nella città ci sono i templi di Luxor e Karnak sia perchè nelle vicinanze ci sono i siti archeologici della Valle dei Re e della Valle delle Regine.

Luxor è situata dove sorgeva l'antica città di Tebe, antica capitale dell' Egitto al tempo del Medio Regno.

La maggior parte dell' economia della città e della regione proviene dal turismo, la città è anche luogo di partenza di crociere sul Nilo.
Il 17 novembre 1997 nei pressi del tempio della regina Hatshepsut (Deir el-Bahri) gli integralisti musulmani effettuarono un attentato in cui persero la vita 62 persone, 58 turisti stranieri e 4 cittadini egiziani. Dopo questo avvenimento ci fu un periodo di crisi del turismo, crisi da cui la regione sta uscendo negli utlimi anni.

Tempio di Luxor

Il Tempio di Luxor è un grande complesso templare egiziano situato sulla riva orientale del Nilo nella città di Luxor (antica Tebe).

Noto nella lingua egiziana come ipet resyt, o "harem meridionale", il tempio era dedicato alla triade tebana di Amon, Mut e Khonsu; durante il Nuovo Regno fu il centro della festa annuale di Opet, nella quale una statua di Amon era trasferita lungo il Nilo dal vicino Tempio di Karnak (ipet-isut) per un rito di fertilità.

La costruzione del tempio cominciò durante il regno di Amenhotep III nel XIV secolo AC. Horemeb e Tutankhamun aggiunsero colonne e statue, ma l’espansione maggiore si ebbe con Ramses II circa 100 anni dopo l’inizio dei lavori. Luxor è l'unico tra i maggiori complessi templari egiziani ad avere i marchi di due soli faraoni sulle strutture architettoniche.

Interventi di restauro furono intrapresi da Alessandro Magno e dall'imperatore Tiberio. Durante il periodo della dominazione araba il complesso fu abbandonato, fino a quando nel XIII secolo vi venne edificata la Moschea di Abu el Haggag, sovrastante il cortile delle colonne.

L'accesso al tempio avveniva da nord, mediante un viale fiancheggiato da sfingi criocefale, mentre quelle che si incontrano oggi, a testa umana, sono una tarda aggiunta voluta da Nectanebo I. Alla fine del viale, si erge il grande portale, alto 24 metri, costruito da Ramses II.

Il pilone era decorato con scene dei trionfi militari del faraone contro gli Ittiti (in particolare della Battaglia di Qadesh).

L'entrata principale al complesso templare era originariamente fiancheggiata da sei statue colossali di Ramses, quattro sedute (ne rimangono due) e due in piedi. Dei due obelischi di granito antistanti il portale, uno è ancora in sito, mentre l'altro si trova a Parigi in Place de la Concorde.

Attraverso il portale si accede al cortile colonnato che fu costruito obliquamente rispetto all'area retrostante, presumibilmente per rispettare la preesistente cappella tripartita delle barche della triade tebana, opera di Tutmosi III.

Dopo il cortile, attraverso il pilone di Amenhotep III, si accede ad un corridoio lungo 100 metri e fiancheggiato da 14 colonne con capitello a forma di papiro. Sulle pareti vi è il ciclo di rilievi, che descrivono le fasi della processione della barca sacra di Amon, durante la grande festa annuale. Le decorazioni furono eseguite per ordine di Tutankhamun, ma il suo nome fu sostituito con quello di Horemheb.

La galleria immette nel grande cortile-peristilio, risalente alla costruzione originaria di Amenhotep. Le colonne del lato orientale conservano ancora tracce dei colori originali. Il lato meridionale del cortile è occupato da una sala ipostila, che dà adito al santuario del tempio.

L'area del sancta sanctorum è costituita da un’anticamera, ornata da stucchi di epoca romana, dalla cappella della barca sacra e da una stanza laterale contenente il ciclo allegorico della nascita di Amenhotep III e della sua origine divina. Probabilmente in età tolemaica nella cappella della barca sacra fu costruito un naos con scene di Alessandro Magno al cospetto della triade.

Nel 1989 sotto il pavimento dell’area interna del santuario furono rinvenute 26 statue del Nuovo Regno, ora visibili nel vicino Museo di Luxor.

Valle dei re

La Valle dei re è un'area geografica dell'Egitto situata vicino all'antica Tebe, l'odierna Luxor, il cui accesso è a meno di 3 km dalla riva occidentale del Nilo, di rilevante importanza archeologica.

Fu il luogo di sepoltura riservato ai sovrani (conosciuti poi come faraoni) dell'antico Egitto, in uso dal 1552 AC al 1069 AC coprendo un periodo che va dalla XVIII alla XX dinastia. Come fa capire il nome, qui erano seppelliti esclusivamente i sovrani, mentre le loro consorti erano seppellite nella vicina Valle delle regine.

Si crede che i motivi della scelta del luogo fossero legati alla presenza di un monte a forma di piramide che la domina e alla vana speranza di una posizione più facilmente difendibile dai predoni. Tutte le tombe furoni infatti ben presto preda di visite non gradite. Solo quella di Tutankhamon, benché fosse stata individuata, non fu spogliata del contenuto. Ai cantieri delle tombe lavoravano, spesso per tutta la vita, operai e artigiani che abitavano nel vicino insediamento di Deir-el-Medina.

La valle ospita 62 tombe scavate nella roccia. Tra esse la più celebre è la piccola tomba Tutankhamon, unica ancora occupata dal proprietario originale, quella di Ramesse IX, l'elegante di Thutmosi III, la bellissima di Amenhotep I, le enormi e coloratissime tombe di Sethi I, Ramesse III ed Horemheb. Sono generalmente in uno stato sorprendentemente buono, nonostante il fatto che molte di esse furono sin dal III secolo occupate da cristiani in cerca di luoghi adatti alla meditazione interiore, che in alcuni casi le adibirono a cappelle.

Al riguardo della valle dei re l'archeologo britannico Howard Carter scrisse:

"il suo solo nome ci proietta nel sogno! Tra tutte le meraviglie dell'Egitto, non ve n'è una che colpisca altrettanto l'immaginazione . Qui lontano dal frastuono della vita, in questa valle desertica, dominata dalla cima come da una piramide naturale, giacciono una trentina di re."

Valle delle regine

Era chiamata dagli antichi Egizi Set Neferu "Sede della Bellezza".
Situata a sud-ovest della Valle dei Re, questa necropoli a partire dalla XVII dinastia, ma in prevalenza durante la XIX e la XX era destinata a regine e principi reali.
Tra il 1903 e il 1906, gli scavi diretta da Ernesto Schiaparelli hanno portato alla luce molte delle ottanta tombe della necropoli, alcune incompiute e purtroppo nessuna intatta.
Sono tombe meno vaste di quelle dei re e decorate diversamente, mancano i pozzi e sono rare le raffigurazioni dei cicli relativi al viaggio del Sole nell'aldilà.
Molteplici sono invece le scene del Libro dei Morti e le immagini dei defunti davanti alle varie divinità.
Notevoli sono la cura dei particolari, l'equilibrio delle composizioni e l'intensità dei colori.
La tomba più importante scoperta da Schiaparelli è quella di
Nefertari, moglie di Ramesse II.
Importanti anche quelle dei figli di Ramesse III,
Khaemuaset e Amonherkhopeshef.
Nella tomba della principessa Amhose fu anche rinvenuta la mummia e una delle più antiche decorazioni del Libro dei Morti oggi conservate al museo Egizio di Torino.

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