Blog dedicato agli amanti del meraviglioso Egitto e ai viaggiatori che cercano consigli per un viaggio sulle spiagge del Mar Rosso e alla scoperta dell'antica civiltĂ egizia
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Egitto. Tre bombe a orologeria esplodono a Dahab, sul Mar Rosso: 22 morti e 160 feriti accertati
Dahab, 24 aprile 2006
Sono al momento 22 le vittime e 160 i feriti accertati in seguito alla triplice esplosione che ha sconvolto alle 19:15 (ora italiana) la popolare località turistica egiziana di Dahab, affacciata sulla costa orientale della panisola del Sinai, proprio sul Mar Rosso, a circa cento chilometri a Nord della più nota Sharm el-Sheikh. La località è affollata da molti turisti stranieri ma anche da moltissimi egiziani, soprattuto in questo periodo, corrispondente alla Pasqua copta.
I tre ordigni, ipotizzano gli investigatori e confermano alcuni testimoni, erano stati celati in diversi luoghi, tutti molto affollati: secondo l'emittente qatarina al-Jazira si sarebbe trattato di un bar, un ristorante e un supermercato. Le bombe sarebbero state fatte esplodere, con un innesco a tempo, in rapidissima sequenza.
Italiani coinvolti?
Le voci che riguardano il coinvolgimento di turisti italiani sono discordanti, ma l'agenzia d'informazione MISNA ha raggiunto telefonicamente un istruttore subacqueo italiano che vive e lavora a Dahab da due anni. Risponde al nome di Marco Merlino, e ha confermato che la località è frequentata sì, da molti italiani, ma per gite che si risolvono solitamente nell'arco di una sola giornata. Pertanto - continua il testimone diretto - all'ora degli attentati tutti gli italiani avrebbero dovuto essere già ripartiti. La Farnesina, infine, rassicura: ci sarebbero soltanto tre italiani, feriti leggermente.
La condanna internazionale
Al Presidente egiziano Hosni Mubarak, che ha definito "vile atto terroristico" l'attentato, si sono immediatamente uniti gli altri leader mondiali. Primo fra tutti il presidente Usa, George Bush. Da Washington è infatti giunta una solenne e determinata condanna: "Si è trattato di un atto ignobile". Anche dall'ANP guidata da Hamas è giunta la "ferma condanna di quest'atto criminale" e Israele, che di attentati ha fatto una lunga esperienza, ha messo a disposizione i propri specialisti. Solidarietà alle autorità egiziane anche da Parigi.
da Rai24News
I DRAMMATICI SVILUPPI IN TEMPO REALE
01:55 - Potrebbero essere "un centinaio" gli italiani presenti attualmente a Dahab: lo ha detto, intervenendo a Porta a Porta, Elisabetta Belloni, capo dell'Unita' di crisi della Farnesina. Non si tratta tuttavia di un dato certo, ha precisato: e' il numero che si ricava dopo aver fatto una serie di riscontri incrociati. Belloni ha confermato che, dopo una prima ricognizione negli ospedali, gli italiani feriti sono allo stato tre, "ustionati, non gravissimi".
01:18 - Quelle dei tre italiani coinvolti negli attentati di stasera in Egitto sono "ferite che non destano preoccupazione". Lo ha dichiarato Elisabetta Belloni, responsabile dell' unita' di crisi della Farnesina, intervenendo alla trasmissione di Raiuno 'Porta a Porta'. Elisabetta Belloni ha confermato che non ci sono notizie di italiani deceduti. "Speriamo e siamo fiduciosi che non ci saranno", ha aggiunto sottolineando che "al momento, gli stessi egiziani non hanno dato alcuna notizia di italiani deceduti".
01:00 - E' di 23 morti, 20 egiziani e tre stranieri, il bilancio ufficiale delle persone morte nel triplice attentato di Dahab, nel Mar Rosso. Tra le vittime c'è un bambino tedesco. I feriti accertati sono invece 42. Questo quanto comunicato dal ministero dell'Interno egiziano. Il bilancio ufficioso parla invece di 30 morti (quattro gli stranieri) e 160 feriti. Tra questi ultimi, tre sono italiani: nessuno di loro è in gravi condizioni.
00:40 - Nessun italiano e' ricoverato nell'ospedale di Dahab. Lo hanno reso noto fonti dello stesso ospedale, aggiungendo che ci sono feriti stranieri, ma di altre nazionalita'. Sempre all'ospedale di Dahab hanno spiegato che altri feriti nell'attentato sono stati trasferiti in altre strutture ospedaliere di Sharm el Sheik.
00:16 - "I nostri ospiti italiani sono attualmente undici e sono tornati tutti in albergo. Stanno bene e sono già nelle camere". Lo ha affermato una dei responsabili italiani dell''Eldorado Lodge & Diving' di Dahab, un albergo a gestione italiana. "Noi ci troviamo a 200 metri dal punto in cui sono avvenute le esplosioni - ha aggiunto -. Tutti i clienti hanno già parlato con le famiglie in Italia e le hanno tranquillizzate".
23:58 - Trenta cadaveri sono stati allineati nell'obitorio dell'ospedale di Dahab, la località del Mar Rosso teatro del triplice attacco terrosistico di lunedì. Lo ha riferito un giornalista della tv satellitare qatariota Al Jazeera, precisando che 14 cadaveri sono smembrati.
23:19 - Sono tre gli italiani rimasti feriti nell'attentato di Dahab, sul Mar Rosso. Questo, almeno, un primo bilancio della Farnesina sulla base dei primi accertamenti compiuti sul posto. I tre feriti, sempre secondo la Farnesina, avrebbero riportato solo delle ustioni ritenute non gravi.
23:12 - "A parte la rabbia per quello che è accaduto, ci si rende conto in questi momenti di come siamo ben poca cosa: sarebbe bastato fermarsi mezzo minuto in più in quel punto, e a quest'ora saremmo morti". Questa la testimonianza di Silvio Broggi, medico dell'Astigiano, che si trovava con altri italiani a pochi metri dal luogo delle esplosioni di Dahab.
22:47 - Uno svizzero e un russo figurano tra i morti nel triplo attentato di Dahab. Lo ha detto una fonte della sicurezza. Il ministero dell'interno egiziano nel suo bilancio aveva detto che tra i morti c'erano quattro stranieri, senza precisarne la nazionalita'.
22:39 - "Tra i feriti giunti nel nostro ospedale ci sono molti in condizioni gravi". Lo ha detto il direttore dell'ospedale di Dahab, la località turistica del Sinai dove è avvenuto oggi il triplice attenato terroristico. Il direttore, che parlava al telefono con la tv satellitare araba Al Jazeera, ha aggiunto che "finora abbiamo ricevuto 10 persone già decedute e il numero dei feriti da noi curati attualmente sono una cinquantina".
22:06 - Oltre ad Hamas, anche George W. Bush ha condannato "con forza" il triplice attentato terroristico di Dahab, nel Sinai. Il presidente degli Stati Uniti ha parlato di "atto d'odio". Il presidente egiziano Hosni Mubarak ha invece affermato che "i responsabili saranno puniti". Secondo l'ultimo bilancio aggiornato, le tre esplosioni hanno provocato almeno 30 morti e 160 feriti. Per il ministero dell'Interno egiziano i morti sarebbero 10.
21:45 - Ci sarebbero anche alcuni italiani tra i 160 feriti dell'attentato di Dahab, nel Mar Rosso. Lo ha affermato il corrispondente della tv satellitare Al Arabiya. Secondo il giornalista, gran parte delle persone colpite dall'esplosione sarebbero lavoratori egiziani, mentre i ricoverati in ospedale sarebbero italiani, francesi e israeliani. Di "molti feriti tra gli occidentali" aveva parlato anche la tv qatariota Al Jazeera.
21:35 - E' di 10 morti, quattro stranieri e sei egiziani, e di 70 feriti, il bilancio provvisorio dell'attentato di Dahab, nel Mar Rosso. Questo, almeno, stando a quanto riferito dal ministero dell'Interno egiziano attraverso la televisione Al Jazeera. Dal presidente dell'Anp Abu Mazen è intanto arrivata una dura condanna "al triplice attentato avvenuto a Dahab nel Sinai egiziano, attentato che mira a colpire l'economia dell'Egitto".
21:18 - "E' salito a 30 il numero delle persone uccise a causa del triplice attentato avvenuto a Dahab nel sud del Sinai". Lo hanno confermato fonti mediche egiziane come riferisce la tv satellitare araba Al Jazeera.
21:10 - Ci sono cinque italiani, due adulti e tre bambini, tra i superstiti degli attentati che hanno colpito un albergo, un supermercato e un ponte a Dahab, nel Mar Rosso. I cinque, che si trovavano nei paraggi di una delle zone colpite dalle esplosioni, non hanno infatti riportato conseguenze. A riferirlo sono "fonti informate". Solo uno dei cinque, secondo quanto si è appreso, sarebbe rimasto lievemente contuso.
21:09 - "C'è da ritenere con poca possibilità di sbagliarsi che tra le vittime del triplice attentato di Dahab nel sud del Sinai, vi siano numerosi turisti occidentali". Questo quanto detto da Omar Al Kaqi, corrispondente della tv satellitare araba Al Jazeera in collegamento telefonico dal luogo degli attentati. Al Kaqi ha aggiunto che "Dahab, dopo le località turistiche di Taba, è la meta preferita dei turisti israeliani".
21:03 - L'esercito israeliano ha chiuso il posto di frontiera di Taba, e impedisce ai veicoli di entrare nella Penisola del Sinai. Diversi veicoli israeliani stanno lasciando l'Egitto. Lo riferisce il sito internet di Haaretz. Stasera tre esplosioni hanno colpito la località turistica egiziana di Dahab, sul Mar Rosso, una delle mete preferite dai turisti israeliani. Ci sono decine di vittime.
20:52 - "Non si tratta di un'azione suicida", ha detto il proprietario di un albergo a Dahab, dove sono avvenute le tre esplosioni. "Le cariche esplosive - ha detto - erano state collocate in sacchi e sono state fatte esplodere con detonatori".
20:51 - Ci sarebbe la mano di Al Qaeda dietro gli attentati di Dahab, nel Sinai. Lo ha affermato in un commento la televisione commerciale israeliana, Canale 2. La tv ha rilevato la particolare dinamica delle esplosioni e ha ricordato che ancora tre settimane fa le autorità israeliane avevano avuto la sensazione della imminenza di un attentato di Al Qaeda nel Sinai.
20.44 - Sempre frammentarie le notizie che giungono dall'Egitto sugli obiettivi del triplice attentato. La polizia egiziana ha infatti detto che le esplosioni a Dahab hanno fatto 22 morti e 150 feriti. Ha anche precisato che la prima esplosione è avvenuta al supermercato Ghazala, la seconda nell'hotel el Mashrabya e la terza su un ponte di legno per pedoni.
20.41 - Le autorità egiziane di polizia proibiscono la partenza dei turisti da Dahab.
20.36 - Secondo la televisione araba al Jazeera, le tre eplosioni nella località egiziana di Dahab sul Mar Rosso hanno colpito l'albergo el Khaaleg, nel quale ci sarebbero stati 17 morti e 150 feriti, e l'altro albergo el Masharabiya. La terza esplosione si sarebbe verificata in un ristorante.
20.31 - Il Ministero dell'interno egiziano sostiene che gli autori dei tre attentati "coordinati" di Dahab sarebbero dei "professionisti", senza precisare altro
20.25 - Nell'hotel el-Khaleeg, colpito da una delle tre esplosioni di stasera a Dahab, sono morte almeno 17 persone. Oltre 150 i feriti. Lo ha detto Said Essa, uno dei medici che sta prestando i primi soccorsi sul posto
2016 - Il bilancio provvisorio, secondo fonti locali, parla di almeno 20 morti e moltissimi feriti
20.15 - Una delle tre esplosioni di stasera a Dahab, località turistica egiziana sul Mar Rosso, ha colpito l'hotel el-Masharabiya.
20.11 - L'unità di crisi della Farnesina si è attivata rapidamente per verificare l'eventuale presenza di italiani nel mercato colpito dalle tre esplosioni di stasera a Dahab, sulla costa del Golfo di Aqaba del Sinai meridionale
19-55 - Secondo quanto riferito dalla polizia egiziana le tre esplosioni di Dahab sarebbero attentati e avrebbero fatto morti e feriti.
19.35 - Tre esplosioni sono state udite nella località turistica di Dahab, sul Mar Rosso. Lo si apprende da un testimone sul posto. Dopo i tre scoppi è stato visto del fumo levarsi dall'area del bazar della cittadina
da Tgcom
Arrivano le prime testimonianze dalla cittadina di Dabah, dove in tre punti diversi sono scoppiate bombe a orologerie. Tutti descrivono scene infernali, fumo, gente che corre da tutte le parti e corpi fatti a pezzi. Poi ancora ambulanze e auto private che portano i feriti in ospedale.
"Ho sentito tre esplosioni molto forti e dopo ho visto molta gente coperta di sangue", ha detto un testimone citato dalla Bbc online. "C'è del fumo che si leva dalla zona e c'è gente che corre dappertutto", ha detto un'altra persona, anche lei anonima, alla Reuters.
"C'erano corpi fatti a pezzi e macerie nelle strade...c'erano ambulanze e auto che portavano ha gente in ospedale", ha riferito un altro testimone, sempre citato dall'agenzia britannica. Un visitatore ha detto che le auto e i pullman che volevano lasciare la zona sono stati bloccati dalla polizia.
Cecile Casey, una turista francese raggiunta dalla France Presse a Dahab, ha confermato che la zona teatro delle esplosioni è molto frequentata in questo periodo dell'anno. Secondo Yusri Saleh, un testimone che ha parlato alla televisione egiziana, tutta la zona e' stata sigillata dalle forze di sicurezza. "I turisti sono molto numerosi, sono soprattutto egiziani giunti per Sham e-Nessim (la festa della primavera)", ha aggiunto.
"Tra i clienti del mio albergo c'erano turisti israeliani, coreani ed italiani, ma nessuno di loro è rimasto ferito dalla triplice esplosione". Lo ha detto Imad Ashmawi propietario di un albergo a distanza di 50 metri dal luogo della prima esplosione avvenuta oggi a Dahab. Al Ashmawi, che parlava in collegamento telefonico con la tv satellitare araba al Jazeera, ha descritto la successione delle esplosioni: "Verso le 19.15 è esplosa la prima bomba, e alcuni secondi dopo abbiamo sentito la seconda esplosione seguita subito da una terza. A quel punto sono uscito di corsa dal mio albergo".
"La scena per strada era drammatica, ho contato almeno 15 pezzi di cadaveri sparpagliati per strada ed un bimbo straniero di 12 anni piangere spaventato", ha detto il testimone oculare che ha proseguito: "Abbiamo deciso subito di portare con le nostre auto i feriti all'ospedale di Sharm el Sheikh". "E' straziante vedere questa distruzione, noi siamo gente che vuole bene agli stranieri che ci portano solo del bene". Sono state le ultime considerazioni del proprietario dell'albergo che ha aggiunto che "non sono più di 50 metri la distanza che separa i tre luoghi" del triplice attentato.
da TgCom
Il messaggio di Osama Bin Laden trasmesso domenica dalla tv araba Al Jazeera , potrebbe essere stato solo un messaggio in codice per i terroristi. Questa è una delle ipotesi a cui stanno lavarando gli organismi investigativi e di intelligence che si occupano dlel'attentato di Dahab, cittadina turistica a 9 chilomentri da Sharm El Sheik.
Un'ipotesi avvalorata da un precedente: anche nel caso dell'attentato di Taba dell'ottobre 2004, infatti, si parlo' di un messaggio in codice, questa volta contenuto in un discorso di Ayman al Zawahiri diffuso sempre da al Jazira pochi giorni prima. Secondo alcuni esperti, tra l'attentato di Dahab e quelli di Taba e Sharm el Sheik vi sarebbero molte similitudini, soprattutto con riferimento alle modalità di esecuzione.
Il sospetto, sempre secondo quanto si è potuto apprendere da fonti investigative, è che dietro questo attentato vi siano elementi di Al Qaida che transitano tra la Striscia di Gaza e l'Egitto, aiutati dalle tribù beduine del Sinai, da sempre contrarie al governo del Cairo. Un episodio che viene riletto alla luce di quanto accaduto, infine, è la minaccia pronunciata solo due giorni fa da uno dei capi della cellula salafita egiziana Taefa el-Mensura, accusata di terrorismo e sgominata di recente con molti arresti: l'uomo, attualmente in carcere, ha minacciato di attaccare obiettivi occidentali in Egitto in segno di vendetta per gli attacchi contro i musulmani in Iraq e in Palestina
da TgCom
Cairo - 7 apr. (Ign) - E' iniziato il restauro della Sfinge egizia. A Giza archeologi e restauratori hanno montato le impalcature di fronte all'enigmatica statua di pietra che protegge le piramidi di Cheope, Chefren e Micerino. Il misterioso leone accucciato ha bisogno di un intervento che ponga rimedio all'erosione causata dal vento del deserto. In particolare, si sta intervenendo sulla base della statua: la parte del petto e del collo presentano segni di erosione che hanno spinto le autorità all'intervento, fatto in diretta mentre migliaia di turisti continuano ad affollare l'area archeologica più famosa del mondo.
La Sfinge lunga 20 metri e alta 57, fu probabilmente costruita nel III millennio A.C. per volontà del faraone Chefren, di cui dovrebbe rappresentare il volto, mentre per alcuni è invece molto più antica (10mila anni) e riveste un significato esoterico mai svelato. Nell'antico Egitto era divenuta comunque il simbolo della regalità. Poi in epoca araba venne considerata un mostro da temere, e infine nel 1800 fu addirittura presa a cannonate dai Mammalucchi che, a colpi di artiglieria, distrussero il naso della statua. Ma ha resistito alle ingiurie del tempo, perché dice un proverbio arabo ''l'uomo teme il tempo, ma il tempo teme le piramidi''
Scoperti strani cerchi vicino alle Piramidi

EGITTO, 22/03/2006 - Sono stati scoperti una settimana fa, ma ancora nessuno si è pronunciato su cosa possano essere. Una sola cosa è certa, per il momento: nel corso di una mappatura effettuata da satelliti sull'antica piana egiziana (l'area delle piramidi, tanto per intenderci), sono stati notati una serie di cerchi perfetti. Fenomeni legati agli ufo, all'esoterismo? Alcuni non escludono si possa trattare di qualche attività legata all'antica mitologia egizia. Ecco come ha dato la notizia il "Sole 24 Ore":
Il mistero, oltre modo enfatizzato dall’odierna temperie millenarista, torna a impadronirsi dell’Antico Egitto: interpretazioni legate all’esoterismo e addirittura all’ufologia si intrecciano a un’esegesi più canonica e maggiormente rispettosa delle istanze della civiltà dei faraoni di fronte all’ultima ed eclatante scoperta, che giunge dal Paese del Nilo. Una settimana fa, nel corso della mappatura sistematica operata da sofisticati satelliti sui luoghi-simbolo della civiltà egizia, sono stati ravvisati strani anelli a forma perfettamente circolare e non chiusi in un’area a 500 metri – 1 Km a sud della piana di Gizah. A poche centinaia di metri dalla Sfinge, ed in linea con essa secondo una verticale nord-sud, una dozzina di figure circolari si sono rivelate alla telecamera potentissima del rilevatore satellitare: sul terreno appaiono appena percettibili, evidentemente logorate dall’usura dei secoli e dall’azione incessante del vento, che ha livellato il deserto compatto ma friabile; tuttavia in origine dovevano essere dei solchi più netti e meglio definiti e sicuramente percettibili ad occhio nudo anche a livello del piano calpestato. Di fronte a un simile, inconsueto ritrovamento non sono ancora state avanzate interpretazioni incontrovertibili e l’Egittologia ufficiale non si è ad oggi pronunciata. Zahi Hawass, Direttore del Consiglio Supremo delle Antichità del Cairo e promotore della mappatura satellitare dei luoghi archeologici (con il necessario sostegno del National Geographic), non si è ancora lanciato in una spiegazione convincente del fenomeno. In ogni caso i ricercatori del Consiglio Supremo delle Antichità del Cairo ritengono che non ci sia ragione per non far risalire la scoperta al variegato mondo mitologico e religioso dell’antico Egitto e che dunque essa debba essere spiegata con elementi interni al mondo dei faraoni. Qualcuno vorrebbe legare la presenza dei cerchi alla sfinge, che da simili, semplici figure verrebbe arricchita e legittimata nella sua funzione di custode dell’area sacra e cimiteriale della piana di Gizah; i cerchi andrebbero ad aggiungersi e a completare gli elementi recentemente rilevati e inerenti a questa statua metà uomo-metà leone (nel corso di un decennale restauro sono stati evidenziati quattro cunicoli nel corpo della sfinge, tutti spiegati come funzionali alla sua struttura). Il fatto che le nuove circonferenze siano in asse con la sfinge e che siano apparentemente disposti in modo non causale potrebbe far pensare che rivestissero una valenza astronomica e che fossero stati orientati in base a qualche costellazione, ben visibile nella volta celeste tale e quale appariva agli astronomi di corte. Volendo spingersi oltre nell’interpretazione delle nuove figure geometriche non si può non ricordare un importante testo dei sarcofagi, risalente all’Antico Regno (e dunque contemporaneo alla costruzione della sfinge, eretta dal faraone Chefren attorno al 2500 a. C.); lo scritto in antico geroglifico riferendosi all’Egitto così recita: «Fui colui che nacque come un cerchio». Sappiamo che nella mitologia egizia, volta semplificare concetti teogonici, l’universo intero era coestensivo dell’Egitto e come tale era divinizzato. Ecco quindi che il cerchio, per altro scarsamente attestato nelle rappresentazioni figurative rispetto ad altre forme geometriche, altro non sarebbe che la rappresentazione dell’Universo al momento della sua scaturigine nella notte dei tempi. Risulterebbe inoltre logico un riferimento alla nascita dell’universo proprio nella vasta necropoli, dove gli egizi usufruivano della vita eterna, distinguibile dall’esistenza terrena ma assolutamente inclusa nella totalità del creato e in una parola dell’essere. Un simile collegamento, assolutamente rispettoso del pensiero religioso di questa antica civiltà, sottrarrebbe linfa vitale a chi volesse suggerire un’esegesi esoterica delle figure circolari e ricondurrebbe la scoperta nell’alveo degli antichi faraoni e dei loro sudditi.
di Aristide Malnati (egittologo)
fonte:ilsole24ore.com
Cerchi in Egitto: risolto il mistero?

fonte:www.ufo.sullarete.it