La Bibliotheca Alexandrina
Dal cuore della disperazione nasce sempre la speranza
Chiunque si decidesse a godersi la piacevole intimita` culturale di una citta`, dove erudizione e storia trapelano misticamente da ogni suo angolo, dovrebbe guardarsi bene dal tralasciare l'asserzione preludente a questo scritto.
Non solo considerato che la famosa sposa del mare nostrum (come Alessandria d'Egitto si soleva chiamare) sta riacquistando la sua fama come tale grazie agli infiniti sforzi dei suoi abitanti i quali, affiatati, si sono promessi di non lasciarla mai andare.
Ma pure perche`, in grazia della sopracitata constatazione, i suoi una volta vividi simboli di trionfo sulla situazione di comune mediocrita` cognitiva di
suo tempo, si stanno restaurando uno dopo l'altro.
E, qua giunti, non ci si puo` esimere dal trovarsi saltare davanti tutto quel che l'esempio della Bibliotheca Alexandrina e` sempre stato ed e` tutt'oggi.
Tale monumento antico di storia ma fresco di esistenza fisica e` risaputo e` stato vittima di un incidente di cui la storia non ce la racconta giusta. Una storia che non conosce ne` buoni ne` cattivi, la storia che scrivono sempre i vincitori. In poche parole, la storia di sempre.
E l'incendio che non si sa di preciso opera di quale infido (tanto, chiunque l'abbia provocato quasi 17 secoli fa facendone scomparire tutte le orme che l'umanita` poteva seguire per evolversi meno mutilatamente di come ha praticamente fatto, altro non e` se non un vero infido) sia stato, ha lasciato molto alla fantasia, dato che la fama di chi si caricasse di riportarcene le tracce lascia molto a desiderare.
Peraltro, vedere risplendere questo gioiello in riva al mare e` un gioia per tutti. E` un sogno fattosi realta` tangibile grazie, letteralmente, alla collaborazione di tutto il mondo.
Ed e` bellissimo.
Da un lato perche` da` finalmente una traduzione concreta di quel che oggi si e` soliti chiamare "voglia di comunicare con l'altro". Dall'altro perche` rispecchia gli infiniti sforzi degli abitanti della Citta`, i quali, come mai prima, si sono promessi una citta` che non esce mai di moda visitare.
Volendo parlare della Biblioteca, non si sa effettivamente da quale parte iniziare.
A parte i lati estetici che rendono delizioso ogni salto fattovi, e che quindi captano lo sguardo dei suoi innumerevoli visitatori.
Lo stesso contenuto che gli scaffali delle maestose aule vantano di portare farebbe venire l'acquolina in bocca ai bibliomani, che un po' tutti noi lettori siamo. Ci sono variegatissimi libri, anzi tomi, che trattano delle varie discipline: architettura, medicina, ingegneria, lingue e perfino la gastronomia!
Ma non finisce qui!
La Biblioteca e` tra l'altro condita da due grandi musei i quali ripercorrono la storia della Citta`.Uno attraverso vari disegni e mappe di Alessandria dai tempi di Napoleone fino ad oggi giorno. Ed e` incantevole vedere la metamorfosi che la pianificazione della Citta` abbia subito nel corso degli anni. Li` sono gelosamente custodite fotocopie dei disegni originali che ingegneri ed architeti italiani hanno eseguito ad arte per delineare la fisionomia di questa prodigiosa figlia di Alessandro Magno. Tutti gli eleganti palazzi, tutte le fastose costruzioni sono opera della comunita` italiana trovatasi a vivere in quella citta` contribuendo tutt'altro che minimamente alla sua evoluzione.
L'altro invece ricostruisce la storia di Alessandria attraverso gli effetti personali dei famosi personaggi che ne hanno fatto porpria patria. Exempli gratia e` il caso del celeberrimo Costantino cavafis, i cui occhiali, la cui pipa e tante altre cosine sono stati regalati alla Bibliotheca Alexandrina quasi come segno di riconoscimento dell'intimita` creatasi tra il poeta e la ormai sua terra.
Inoltre c'e` una vastissima aula che ospita ogni tanto una mostra diversa.
Certamente, un monumento come questo non puo` mancare di sale conferenze, con un'equipe altamente qualificata, la quale agisce meticolosamente pur di guidare alla grande l'impresa della rinascita del mito. Un'impresa che segnala, tra l'altro, il desiderio dell'Egitto di scrollarsi di dosso tanti anni di passivita`(in cui molte personaggi tutt'altro che impotenti tanto han fatto volendo assecondare il temperamento culturale dei paesi occidentali) per assumere un atteggiamento che riesca suo proprio e pur sempre moderno.
C'e` da dire pero` che non tutto il personale riesca ancora a districare questa questione. Vale a dire che non tutti si rendono conto della sottile e altrettanto capillare differenza tra l'esser moderni assecondando il passo della civilta` e l'esser solo occidentali. Tanto che pure agli egiziani ci si rivolge in inglese, o pure in francese!
Pazienza. La convinzione generale prevede che tali sviste subiscano ancora tanti ammendamenti per rimediare a queste piccole gaffe strada facendo.
Tanto Roma non fu fatta in un giorno...
di Hajar Seif Alnasr
ALESSANDRIA D'EGITTO
Bagnata dalle tranquille acque del Mediterraneo e pettinata dall'aria dolce del deserto egiziano esiste una città da sogno e di straordinaria bellezza: Alessandria(in arabo el-Iskandariya). Gli autori antichi parlano della vecchia Alessandria come di una città splendida, ricca di giardini pubblici con strade che si incrociavano ad angolo retto, i teatri ed il "Museion", la celebre accademia di cui faceva parte la più grande biblioteca del tempo. Il punto centrale della vita cittadina era però il porto. Le origini della città risalgono al 332 a.C., quando dopo la sconfitta delle truppe egiziane a Menphis, Alessandro il Macedone si reca a consultare l'oracolo di Amon e scopre una zona della costa caratterizzata da un porto naturale che gli sembra utile per consolidare la conquista della zona. Ordina pertanto che venga fortificato e, proprio intorno al porto, comincia a svilupparsi una città sempre più importante che, in memoria del fondatore, prende il nome di Alessandria.

Il centro dell’amministrazione di Alessandria è ubicato nella zona a sud del porto orientale, mentre la zona industriale si estende nella zona ad ovest della città. Alessandria ha ospitato il primo porto d’Egitto, ed oggi ancora è elevata la sua importanza dal punto di vista degli scambi commerciali e per la mole di “transazioni turistiche” che esso permette. Esso si estende lungo le due estremità della penisola che unisce l’isola di Faro al lago di Mariout; il porto nuovo è quello orientale, mentre il settore commerciale e degli scambi è affidato alla struttura del porto occidentale.
Alessandria è una città più mediterranea che araba: è elegante, tranquilla, colta e cosmopolita come nessun'altra. Purtroppo, guerre e terremoti hanno distrutto i più celebri monumenti dell'antichità, ma ciò nonostante la città possiede molti tesori interessanti da vedere
Alessandria è una città ricca di attrattive culturali, per quanto l'odierno assetto urbanistico non permetta più di rintracciare molte delle testimonianze del passato.
Il museo Greco-romano, conserva numerose statue dedicate al grande condottiero Alesandro, oltre ad altre opere dello stesso periodo.
A settembre ad Alessandria si tiene ogni anno il Festival Internazionale del Cinema, importante rassegna cinematrografica internazionale.
Alessandria è anche celebre per le splendide spiagge di Sidi Abdel Rahman e le isolatissime Agami e Hanoville
Segnaliamo la Moschea di Abu El-Abbas, di architettura arabo-andalusa e molti monumenti romani, quali La Colonna di Pompeo, il Serapium, un vastissimo tempio, e l'Anfiteatro, che risale al II secolo.
Si consiglia di cominciare la visita di Alessandria partendo dalla Midan Saad Zaghlul, la grande piazza centrale della città. Procedendo in direzione di Anfushi, si accede alla Piazza della Liberazione, il vecchio centro cittadino che oggi costituisce un vivace quartiere commerciale. Da non perdere il Museo greco-romano, che ospitava anticamente una preziosissima
collezione di papiri, i cosiddetti volumina, purtroppo andati bruciati nel 47 a.c. Ora sono raccolte notevoli statue, tra le quali molte dedicate ad Alessandro Magno e a divinità egizie, sarcofagi e mummie, gioielli, terrecotte, amuleti, dipinti e tessuti. Importantissime anche le catacombe di Kom Esh-Shugafa, la tomba della Via Tigrane-Pascha e la necropoli Anfushi. Alessandria, oltre alle impronte di un glorioso passato, possiede bellissime spiagge, come ad esempio Abu Quir.
Da visitare quel che resta del palazzo antico del re Lagide, vicino al grande porto. Sulla penisola del Faro è situata la residenza del Ra’s Al Tin, oggi trasformata nel famoso museo delle bambole.
Ad Alessandria d'Egitto si possono praticare numerosi sport acquatici: nuoto, vela ed attività subacquee con la possibilità di immersioni guidate. Polo ed equitazione sono sport che si possono praticare in alcuni centri attrezzati.
E' possibile trovare dei buoni hotel anche a buon mercato. I migliori sono quelli gestiti dalle grandi catene internazionali, ma anche quelli più piccoli sono in genere puliti e confortevoli.
E' possibile frequentare locali notturni anche ad Alessandria d'Egitto, ma con moderazione.
Nonostante i divieti della morale islamica, il Paese è considerato il più tollerante in materia di divertimento. Il cinema, il teatro, i night-club ed i music-hall sono i principali luoghi di svago. Particolarmente caratteristici i music-hall, dove potrete assistere agli spettacoli di danzatrici, cantanti, acrobati, gruppi folkloristici e comici. Questo genere di locale è presente soprattutto nella zona di Abu Quir.