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Beni Hasan e le tombe dei nomarchi ![]()
Tra la fine dell'XI dinastia e l'inizio della XII, i governatori del XVI nomos del Medio Egitto fecero costruire le proprie tombe nei dirupi di uno dei luoghi più spettacolari d'Egitto, Beni Hasan. Questi sepolcri sono davvero eccezionali, non solo per la bellezza architettonica ma anche per la ricchezza e l'originalità dei dipinti che li decorano.
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La necropoli di Beni Hasan, situata a circa 1200 m dalla riva destra del Nilo, è una delle più interessanti della regione e lo spettacolo della valle del Nilo che da qui si può godere è uno dei migliori ricordi dell'Egitto che i visitatori possono portare con loro. Il nome di Beni Hasan deriva da una famiglia araba che si stabilì in questo luogo alla fine del XVIII secolo e che dominò tutta la regione. La necropoli è scavata in un dirupo, cui si accede attraverso sentieri segnati con pietre. Vi sono 39 tombe rupestri, molte edificate dai nomarchi della regione tra la fine dell'XI dinastia e l'inizio della XII; dodici di esse costituiscono un prezioso documento biografico di questi principi e della vita provinciale nell'Egitto del Medio Regno. Alcune sono precedute da un portico, seguito da una cappella con una o più sale sostenute da colonne scanalate o pilastri. Le scene dei muri, suddivise in lunghe fasce orizzontali, sono dipinte su stucco, il che le rende fragili e difficili da conservare. I temi sono di due tipi: classici (i lavori agricoli, la navigazione verso Abido, i vari mestieri) e altri molto originali, come un addestramento militare, una scena di caccia con animali reali e fantastici e una sfilata di asiatici carichi di tributi.
Tre sono le tombe che presentano scene più originali. La prima è la tomba di Baqet, che vantava il titolo di gran dignitario della Gazzella. Questa cappella è divisa in due navate, sostenute da colonne con capitelli lotiformi, di cui rimangono solo alcuni resti. La decorazione delle pareti presenta, oltre alle scene abituali di lotta, combattimenti nel deserto, in cui insieme ad animali reali ve ne sono altri fantastici, come un leone con testa di serpente o un drago alato con testa di falco. La facciata della tomba di Cnumhotep III presenta invece un portico con due colonne poligonali a sedici facce, senza scanalature. L'iscrizione che si trova nell'architrave della porta descrive le feste per i defunti e le offerte corrispondenti. La camera era divisa da due file di colonne, oggi scomparse, che sostenevano le false volte. L'iscrizione dello zoccolo, di 222 colonne di testo, scritta in caratteri verdi su fondo che imita il granito, fa parte delle biografie dell'epoca; in essa Cnumhotep racconta la propria genealogia e traccia un profilo della propria famiglia, mescolato con la storia dei nomoi della Gazzella e dello Sciacallo, ricevuti in eredità dai faraoni Amenemhet I e Sesostri I.
La decorazione dei muri è incentrata sulla vita quotidiana, le arti e i mestieri. Sul muro che si trova all'entrata della tomba di Cnumhotep vi è la scena della navigazione verso Abido, in cui spicca la cabina dedicata alle donne dell'harem; e sulla parete nord appare la celebre carovana di 34 asiatici, donne e bambini. L'arrivo di questi nomadi ebbe luogo durante il regno del faraone Sesostri II. Infine si trovano Le tombe di Amenemhet e di Hepetet. Amenemhet, chiamato anche Ameni, era principe del nomos della Gazzella. La sua sposa Hepetet era sacerdotessa di Hathor. La facciata della tomba è un portico a pilastri ottagonali. L'architrave e gli stipiti della porta sono decorati con la titolatura del principe, scritta in verde; l'iscrizione dell'architrave comincia con la titolatura del faraone Sesostri I, contemporaneo di Amenemhet. Nella parte interna gli stipiti contengono un testo biografico di trentadue righe, in cui il proprietario della tomba racconta la sua partecipazione a varie spedizioni al sud.
All'interno la camera possiede quattro colonne a sedici facce, che la dividono in tre navate coperte da false volte. I muri sono decorati con rappresentazioni molto interessanti: sport violenti, pugilato e lotta, scene di guerra. La decorazione della parete sud raffigura gli stessi temi di altre tombe, ma dal punto di vista tecnico questi sono i migliori. Compare Amenemhet seduto davanti a una tavola delle offerte, presieduta da suo figlio. Nel lato occidentale vi è una scena simile, ma la protagonista è la sposa di Amenemhet, la principessa Hepetet. A 3 km si trova il tempio rupestre dedicato da Hatshepsut alla dea locale, Pakhet, che i Greci identificarono con Artemide. Alla morte della regina Hatshepsut, Thutmosi III fece incidere qui i propri cartigli, come fece più tardi Sethi I. Tra la fine della XI dinastia e l'inizio della XII, alcuni nomarchi del XVI nomos scavarono le proprie tombe nella roccia di Beni Hasan.