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lunedì, 20 giugno 2005

Sinai, monaci con fotocamere hi tech per leggere testi antichi

Sun June 19, 2005 10:16 AM GMT

Il manoscritto del Monte Sinai, analizzato da esperti ad Atene nel 2001MONTE SINAI, Egitto (Reuters) - Il più antico monastero del mondo prevede di usare macchine fotografiche hi-tech per gettare una nuova luce sugli antichi testi cristiani conservati per secoli tra le mura di una fortezza nel deserto del Sinai.

Nel monastero di Santa Caterina si spera che la tecnologia consentirà una comprensione più ampia di alcuni dei primi testi cristiani del mondo, comprese pagine del Codice Sinaitico, la più antica Bibbia esistente al mondo.La tecnica, conosciuta come "immagine iperspettrale", permetterà ad una fotocamera di fotografare pergamene a differenti livelli di luce, per evidenziare testi nascosti dal tempo e da successive scritture sovrapposte. La tecnica dovrebbe anche permettere agli studiosi di comprendere le correzioni effettuate alle pagine del Codice Greco Sinaitico, scritto fra il 330 e 350 e che si pensa sia uno delle 50 copie di testi commissionati dall'imperatore romano Costantino. "Se si individuano tutte le correzioni effettuati da ogni scriba, allora si arriva ad un testo principale sul quale aveva effettuato tali correzioni", spiega il monaco bibliotecario fratel Giustino. In un progetto congiunto con il monastero, biblioteche in Gran Bretagna, Germania e Russia, che insieme detengono il corpo del manoscritto, effettueranno anche scannerizzazioni delle pagine e di frammenti del testo per riunire in formato digitale il lavoro in un facsimile. Il monastero aveva conservato il Codice Sinaitico sino alla metà del 19° secolo, quando il volume fu portato in Russia da uno studioso tedesco e mai più restituito. La Russia vendette nel 1933 quel testo alla Biblioteca Britannica, dove è ancora conservata.

I monaci credevano di aver perso l'intero manoscritto sino al 1975, quando scoprirono 12 delle sue pagine e 15 frammenti in una stanza dimenticata, sepolte sotto un soffitto crollato con migliaia di altre pergamene e frammenti. Il monastero, che non ha mia perso la speranza che il manoscritto possa essere restituito, ha accettato di far parte del progetto a condizione che comprenda una storia moderna del Codice. La tecnica dell'"immagine iperspettrale" sarà usata per leggere un altro dei più significativi manoscritti del monastero, il Codice Siriaco, alla ricerca di un testo svanito del quinto secolo, copia di una traduzione del Nuovo Testamento del secondo secolo, che si trova sotto una scrittura visibile dell'ottavo secolo.

da http://today.reuters.it/news/default.aspx

Postato da: Cleopatra79 | link | commenti |
news, sinai

domenica, 17 aprile 2005

Penisola del Sinai....paradiso da scoprire!!!

 

Monasteri:

 
 
Monastero di Santa Caterina
 
 
 
Monastero di Santa Caterina, Santa Caterina, Sinai, EgittoL’escursione al Monastero di Santa Caterina, ai piedi del Monte Sinai, è diventata una meta fissa di chi va in vacanza in Mar Rosso.
Nel 330 d.C., la madre dell'Imperatore Costantino, l'imperatrice Elena, ordinò la costruzione di una piccola chiesa presso il Roveto Ardente di Mosè, ai piedi del monte Sinai (Gebel Musa). Fu chiamata Chiesa della Trasfigurazione. Il monastero fortificato che vediamo oggi fu costruito attorno a questa chiesa, durante il regno dell'Imperatore Giustiniano (527-565 d.C.)
Nell'undicesimo secolo, il monastero fu dedicato a Santa Caterina d'Alessandria, morta nel 310 d.C. I suoi resti, che si dice furono trovati dai monaci sulla cima di una montagna vicino al Monte Sinai, furono seppelliti nella basilica del monastero.Fronteggiato da giardini e cipressi, il monastero appartiene alla Chiesa Greco-Ortodossa, che ne cura anche l'amministrazione.
La sua ricca biblioteca ospita la seconda più vasta collezione, (dopo quella del Vaticano), di manoscritti antichi. Potrete vedere il Roveto Ardente ma anche moltissime antiche opere d'arte: icone dal valore inestimabile, porte meravigliosamente intagliate, bellissimi affreschi ed altre decorazioni religiose di pregio.

Il Museo del Monastero di Santa Caterina
 
 
Mattina al Monastero di Santa CaterinaNel Febbraio del 2002, all'interno delle altissime mura del monastero, è stata resa accessibile al pubblico una delle più belle e singolari collezioni di oggetti d'arte cristiana. Un piccolo ma singolare museo di nove stanze chiamato "La Sacra Sagrestia" espone dei capolavori di grande valore artistico.
Tra i raffinati oggetti esposti si trovano delle squisite icone bizantine del sesto secolo, delicati manoscritti in siriano risalenti al nono secolo, rari libri di preghiera slavi, ed inoltre splendidi oggetti in argento, oro, avorio e pietre preziose. Probabilmente gli oggetti più preziosi tra quelli esposti sono delle pagine del Codex Sinaiticus, una versione della Bibbia risalente al quarto secolo che si trova al British Museum. 
Ora è finalmente possibile ammirare la collezione tanto desiderata dal Monastero, mentre si ascoltano i gentili inni bizantini in una splendida e solenne atmosfera. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 12 tranne il Venerdì, la Domenica e durante le festività religiose. Il prezzo di entrata è di 10 lire egiziane.
 
 
                                                        
 
                                                                      Luoghi Storici:
 
 
 
 
Monte Sinai (Gebel Musa)La vista dal Monte Sinai, Egitto, Sinai
 
 
 
 
Il Monte Sinai, situato a sud del Monastero di Santa Caterina, riveste grande importanza religiosa per gli Ebrei, i Cristiani e i Musulmani. Secondo il vecchio testamento, Mosè vi ricevette i Dieci Comandamenti.

 
Lungo il corso dei secoli, la montagna ha attirato migliaia di pellegrini da tutto il mondo. Si può ascenderne la vetta (2285 m), esperienza massima di elevazione spirituale, salendo i circa 4000 gradini costruiti dai monaci o seguendo un sentiero più facile ma più lungo. Entrambi i tragitti conducono ad una zona all'aperto nota come Bacino di Elia, da dove partono i restanti 750 gradini verso la cima. In vetta si trova la Cappella della Santa Trinità, costruita nel 1934 sul sito di una molto più antica cappella risalente al 363 d.C. L'ascensione richiede circa tre ore ma il panorama dalla cima è tale da togliere veramente il respiro, soprattutto all'alba
 
 
 
La Fortezza dell'Isola del Faraone
 
 
L' Isola del Faraone, chiamata anche Isola di Corallo o Geziret Faroun, si trova 8 km a sud di Taba e a duecentocinquanta metri dalla costa.

 
 
 
 
I Fenici furono i primi a servirsi del bel porto naturale dell'isola, durante il decimo secolo a.C., per incrementare il commercio con l'Egitto.
 
 

 
 
 
 
 
Molto più tardi, la piccola isola rocciosa finì sotto il controllo bizantino. All'inizio del dodicesimo secolo, i Crociati vi costruirono una fortezza per proteggere i pellegrini che si spostavano tra Gerusalemme e il Monastero di Santa Caterina e per disturbare il commercio arabo.
 
Isola di Salah el Din, Isola del Faraone, Taba, Sinai, EgittoIn seguito, nel dodicesimo secolo, il sultano Salah El Din (Saladino) sfrattò i Crociati dall'isola e rafforzò significativamente la fortezza. Quando i Mamelucchi e gli Ottomani divennero i signori della ragione, la rafforzarono ulteriormente.

 
Oggi potete seguire le orme del leggendario Lawrence d'Arabia ed esplorare la fortezza interamente restaurata nel suo carattere medievale, con torri, passaggi ad arco, camerate, bagni e cucine.

 

 

 

 

 

Nawamis
 
 
 
 
Si trovano soltanto nel Sinai meridionale ed orientale queste misteriose strutture preistoriche note come Nawamis. Alte tra i 2 e i 2.5 metri, con un diametro fra i 3 e i 6 metri, sono costruzioni circolari inclinate verso l'interno, realizzate con lastre di arenaria e dotate ciascuna di un'apertura rivolta ad occidente.

 

 

 

 

 

Al'linterno di queste strutture, gli archeologi hanno rinvenuto braccialetti di conchiglie, perline colorate, attrezzi in silice, piccole brocche, oltre ad arnesi d'osso e di rame: probabilmente, offerte funerarie. Si ritiene che molte di queste costruzioni risalgano al periodo calcolitico (età del rame, 4000-3150 a.C.).

 

I Nawamis erano probabilmente antiche camere funerarie. Resta tuttavia misteriosa l'identità delle persone che vi furono sepolte.Nawamis: struttura preistorica, Sinai
 
 
 

 

 


 

 

I Nawamis più facilmente raggiungibili sono probabilmente quelli che si trovano a sud di Ein Khudra, non lontano dalla strada Santa Caterina-Nuweiba. Andate all'esplorazione di alcune delle più antiche strutture al mondo costruite dall'uomo.

 

 
 
 
Serabit El Khadim
 
Serabit El Khadim, Sinai, Egitto
 
 
Circa 40 km a est di Abu Zenima si trova uno dei più importanti siti archeologici del Sinai: Serabit El Khadim. I Faraoni della terza Dinastia (2670-2570 a.C.) dettero inizio alla consuetudine, poi durata a lungo nel tempo, di inviare spedizioni minerarie verso questa zona, lontana e desolata, per estrarvi il turchese.

 
Gli antichi egizi non soltanto amavano intagliare questa pietra preziosa, dal caratteristico colore blu cielo opaco, in forma di scarabeo, ma erano soliti anche polverizzarla per ricavarne un pigmento col quale colorare statue e altri oggetti.

 
 
 
L'estrazione metodica del turchese continuò fin dopo la dodicesima Dinastia (1955-1750 a.C.), quando fu costruito un tempio dedicato alla dea Hathor, "la Signora del turchese".
 
Iscrizioni a Serabit El Khadim, Sinai, EgittoPresso il tempio, cinto di mura, che si erge su un altopiano, a 850 m sul livello del mare, potete osservare le rovine della cappella di Hathor, tagliata nella roccia, e numerose lastre di pietra con iscrizioni incise. Altre antiche iscrizioni, in buono stato di conservazione, si possono esaminare vicino al complesso del tempio, presso i pozzi delle miniere abbandonate.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Oasi di Feiran
 
L'oasi di Feiran, a metà strada circa tra il Monastero di Santa Caterina e il Golfo di Suez, è uno dei più antichi centri cristiani del Sinai. La tradizione tramanda che Mosé ed i suoi seguaci passassero per quest'oasi, la più grande del Sinai meridionale. Le rovine di numerose chiese antiche ne documentano l'importanza; a partire dal II secolo, e per un lungo periodo, l'oasi fu considerata un fulcro religioso di rilievo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
Il Monastero delle Sette Ragazze, costruito nel IV secolo, nel mezzo dell'oasi e del suo ricco palmeto, merita sicuramente una visita. Vicino al convento, potrete osservare i resti dell'antico arcivescovado, sede del vescovo del Sinai fino al VI secolo.

 
Un sentiero, tra le antiche chiese bizantine, conduce alla vetta del Gebel Tehuna, da dove si può ammirare un panorama spettacolare. Presso l'ingresso occidentale dell'oasi, si trova la roccia che Mosè, sempre secondo la tradizione, colpì con il suo bastone per farvi sgorgare l'acqua.
 
 
 
 
 
                                               Attrazioni Naturali:
 
 
Canyon Colorato
 
 
 
Una delle meraviglie naturali del Sinai è il maestoso canyon colorato. Percorretene il sentiero, stretto fra pareti di arenaria, striate di delicati gialli, viola, rossi, magenta e oro. In certi punti, le pareti del canyon raggiungono i 40 metri. Vi sentirete avviluppati nei colori. E' spettacolare.
 
 
 
 
 

 
Le pareti del canyon, formatesi nel corso del tempo grazie all'azione degli elementi naturali, scendono con cascate di colori generati dall'ossido ferroso e dal manganese. Il risultato è una meraviglia naturale, stupenda da esplorare e da fotografare o per trascorrervi momenti di quiete. In certi punti il percorso è difficoltoso ed è necessaria una minima preparazione fisica per non correre rischi.
 
Trekking al Canyon Colorato, Sinai
 
 
 
 
Escursioni di un giorno al canyon colorato possono essere organizzate da Sharm, Dahab, Nuweiba o Taba.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ein Khudra
 
 
 
 
Nascosta tra colline di sabbia giallastra, non lontana dalla strada che collega Nuweiba con Dahab si trova una delle oasi più spettacolari del Sinai. Il suo nome arabo di Ein Khudra (Oasi Verde), descrive alla perfezione questo posto dove zampillanti sorgenti di acqua dolce nutrono giardini di palme da dattero in un deserto all'apparenza arido. 

 

 

 
Avvicinandosi da sud si aprirà a voi la vista di splendide piccole oasi che brillano di sotto a distanza. Se siete appassionati di paesaggi geologici particolari, non perdetevi la passeggiata attraverso il Canyon Bianco che da sudest porta ad Ein Khudra.
 
 
Sopra Ein Khudra, Sinai, Egitto
 
 
 
 
Oltre ad essere un luogo particolarmente bello, Ein Khudra svolse anche un ruolo storico. Fu un'importante sosta per i pellegrini che viaggiavano tra Santa Caterina e Gerusalemme. Antiche iscrizioni sulla vicina Roccia delle Iscrizioni testimoniano che Nabateani, Greci, Romani, Bizantini e Cristiani del periodo delle crociate sostarono in questa zona.Tenete pronte le macchine fotografiche.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ein Kid

 

Oasi a Ein Khudra, Sinai, Egitto
Un paradiso nel deserto, celato al termine di un sentiero roccioso dai colori pastello: Ein Kid è uno dei gioielli del Sinai.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
La passeggiata da Wadi Kid ad Ein Kid è straordinaria; alla visione dell'acqua che scorre dall'oasi si unisce quella di un sentiero fiancheggiato da paurosi macigni di granito che vi sovrastano durante la salita verso l'oasi. 
 
 
Wadi Kid, Sinai, Egitto
Appena il vostro sguardo si poserà sull'oasi, resterete stupiti dal contrasto offerto dai colori del panorama desertico e da quelli della lussureggiante vegetazione, dove spiccano alberi da frutto, palme da dattero, acacie. Ein Kid è il luogo ideale per un'escursione e un picnic pomeridiano.

 

 

 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Potete organizzare una gita di una giornata, partendo sia da Sharm che da Dahab.
 
 
  
 
  
 
Ein Umm Ahmed
 
 
Ein Umm Ahmed, SinaiEin Umm Ahmed è uno dei luoghi più lussureggianti nel deserto del Sinai. Tradotto dall'arabo, Ein Umm Ahmed significa la sorgente della madre di Ahmed.
 
 
 
 
 
 
 
L'oasi si estende su una secca rigogliosa di vita. L'abbondanza di alberi da frutto, con il loro carico di limoni, olive, fichi e datteri appare travolgente in questa remota località desertica. Un orto completo di pomodori, basilico e menta testimonia l'abbondanza dell'acqua. L'oasi trabocca di flora, fauna e uccelli. La sorgente, ricca d'acqua, è un sollievo sospirato per tutti i viaggiatori che giungono dal deserto.
 
 
 

 
 
Ain Umm Ahmed, Sinai, EgittoL'oasi di Ein Umm Ahmed è abitata da beduini locali, che si mostrano sempre ben disposti  a condividere con i visitatori un tè e a far loro ammirare questo luogo sorprendente.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
E' consigliabile assumere una guida da Nuweiba, Dahab o Ein Umm Ahmed, poiché le zone interessanti da visitare lungo il percorso sono molteplici.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Il Deserto Blu
 
 
La cosa più stupefacente del Deserto Blu non è la vernice blu che ricopre le rocce, ma lo spettacolo della secca che si staglia contro il leggendario blu del cielo del Sinai. Massicce sculture di granito e massi dorati ricoprono la superficie del deserto, a fianco di bellissimi fiori rosa. Il Deserto Blu è un luogo ideale per arrampicate, fotografie o semplicemente per sentirsi lontani da tutto.
 
 
 
 
 
 

 

 

Il Deserto Blu e la flora, Sinai, EgittoNel 1980, l'artista belga Jean Verame si recò nel deserto del Sinai per tracciarvi, letteralmente, una linea di pace. Con il permesso di Anwar El Sadat e la concessione di 10 tonnellate di vernice da parte delle Nazioni Unite, l'artista riuscì a dipingere quattro miglia di Sinai. Un anno dopo, il tratto fra Dahab e Santa Caterina era blu; da qui il nome di Deserto Blu.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Veduta del Deserto Blu, Sinai, Egitto

Situato fra Dahab e Santa Caterina, il sito può essere facilmente visitato in una giornata. E', comunque un luogo ideale di campeggio. Assicuratevi la presenza di una guida.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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